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Ultimo aggiornamento 27 Feb 2025

Le 7 fasi della pratica della cittadinanza Italiana

3 Dic 2024 - Diritto Dell’Immigrazione - 🕒 Reading time: 5 min 7 sec
Le 7 fasi della pratica della cittadinanza Italiana

Nel procedimento amministrativo la pratica di richiesta della Cittadinanza Italiana segue 7 fasi.

È importante sapere che esistono diverse modalità per diventare cittadini italiani, a seconda della propria situazione personale.

Le 7 fasi del percorso di richiesta della cittadinanza italiana sono così riassumibili:

  1. Presentazione della domanda (invio dei documenti),
  2. Verifica preliminare dei requisiti (controllo da parte dell’ufficio),
  3. Istruttoria (analisi dettagliata della domanda),
  4. Fase decisionale (valutazione finale),
  5. Notifica dell’accoglimento o rigetto,
  6. Eventuale prestazione del giuramento (entro sei mesi) non prevista per la cittadinanza iure sanguinis,
  7. Registrazione finale nei registri italiani.

Gli uffici coinvolti nella prime due fasi sono la Prefettura e la Questura. Nel caso della Cittadinanza iure sanguinis entrano in gioco Consolati o Comuni o Tribunali.

Dalla fase 3 in poi subentrano il Ministero dell’Interno e il Consiglio di Stato.

Dopo aver presentato la domanda, collegandosi al portale, lo straniero potrà visualizzare le comunicazioni a lui inviate dalla Prefettura concernenti:

  • l’avvenuta accettazione della sua domanda e l’avvio del procedimento
  • l’eventuale irregolarità della documentazione allegata
  • la data di convocazione presso gli sportelli della Prefettura per il controllo degli originali dei documenti allegati in formato elettronico.

Tali comunicazioni saranno precedute dall’invio, all’indirizzo di posta elettronica indicato sul modulo di domanda, di un messaggio che invita alla consultazione del portale.

1.  Presentazione della domanda

Si invia la documentazione che comprovi il possesso dei requisiti richiesti.

La domanda va fatta online attraverso il portale del Ministero dell’Interno (ad eccezione di coloro che richiedono la Cittadinanza per Discendenza).

La procedura varia leggermente a seconda della tipologia di richiesta:

Fa eccezione la domanda per Discendenza italiana che segue un percorso a sé stante in base al tipo di procedimento, amministrativo o giudiziale, che si porta avanti.

Anche il portale per seguire gli aggiornamenti sarà diverso.

La comunicazione relativa alla fase 1 sarà: “Sono in corso verifiche istruttorie sugli elementi acquisiti relativi a chiarimenti e integrazioni con altri uffici coinvolti nel procedimento”.

2.  Verifica preliminare dei requisiti

Una volta presentata domanda avverrà la verifica dei requisiti: controlli iniziali dell’ufficio preposto per appurare che la documentazione sia completa.

Vengono effettuate le verifiche istruttorie sugli elementi acquisiti relativi a chiarimenti e integrazioni con altri uffici coinvolti nel procedimento amministrativo.

In questa fase la Prefettura, se ritiene che le informazioni siano errate o insufficienti, può chiedere un’integrazione della documentazione.

Ovviamente questo rallenterà l’intero iter.

Non è detto che gli errori siano gravi anzi, sono frequenti quelli banali come l’errata trascrizione di nome e cognome, oppure l’errata trascrizione dei dati anagrafici in generale.

Sarebbe opportuno al momento della compilazione fare attenzione a questi dettagli perché sarebbe un peccato allungare i tempi di una pratica che già di per sé richiede una certa durata, per delle piccole distrazioni.

La comunicazione non cambia rispetto alla fase 1.

3.  Istruttoria

La successiva fase istruttoria, probabilmente la più lunga, prevede un esame approfondito della domanda e dei documenti allegati.

L’ufficio effettua una verifica dettagliata, controllando background e qualifiche del richiedente e completando la raccolta di informazioni amministrative e di sicurezza.

La comunicazione relativa alla fase 3 sarà: “Sono stati acquisiti elementi istruttori e cognitivi, oggetti di necessari accertamenti utili alla definizione del procedimento”

4.  Fase decisionale

Una volta acquisiti tutti gli elementi informativi necessari la pratica passa in fase decisionale e si valuta se ci sono gli elementi per accettare la domanda o se va rigettata.

Saranno determinanti i pareri emessi dai vari uffici ed organismi coinvolti nel procedimento amministrativo.

Il parere più importante, che conclude la fase cosiddetta “istruttoria” del procedimento, è quello emesso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

La Prefettura ha eseguito la procedura di propria competenza riguardo alla pratica in questione e il relativo provvedimento viene inviato agli Organi competenti per i conseguenti adempimenti e determinazioni.

La comunicazione relativa alla fase 4 sarà: “È in corso di predisposizione il decreto conclusivo del procedimento”, che potrebbe indurre erroneamente a pensare che la pratica sia giunta a conclusione, ma non è ancora così.

5.  Notifica dell’accoglimento o rigetto

La somma delle valutazioni poste in essere dai vari uffici coinvolti è giunta al termine.

Gli uffici preposti, principalmente il Ministero dell’Interno, hanno preso una decisione finale, conseguente all’analisi di tutti i dettagli e alla valutazione dell’idoneità.

Il richiedente riceve una comunicazione ufficiale, che specifica e l’esito della domanda è stato accoglimento o rigetto:

Se l’istruttoria si conclude favorevolmente il provvedimento di concessione viene trasmesso alla Prefettura che ne curerà la notifica.

Se il richiedente risiede all’estero, il decreto sarà inviato all’Autorità Consolare.

La comunicazione relativa alla fase 5 sarà: “La procedura di Cittadinanza è conclusa e il relativo provvedimento è stato inviato agli Organi competenti per i conseguenti adempimenti e determinazioni”.

6.  Prestazione del giuramento

Per chi fa domanda di cittadinanza per residenza, matrimonio o unione civile, arrivare a questa fase vuol dire che la richiesta di cittadinanza è stata accolta.

Entro sei mesi dalla notifica, il nuovo cittadino italiano dovrà prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana presso il proprio Comune di residenza.

Se tutto è andato bene la comunicazione relativa alla fase 6 sarà: “L’istruttoria si è conclusa favorevolmente; è in corso di trasmissione il provvedimento di concessione alla Prefettura che ne curerà la notifica. Se risiede all’estero, il decreto sarà inviato all’Autorità Consolare”.

7.  Registrazione finale

La settima e ultima fase riguarda la registrazione e l’annotazione finale della cittadinanza nei registri ufficiali.

il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto se la persona a cui si riferisce non presta, entro sei mesi dalla notifica del decreto medesimo, giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”. Art. 10 Legge 91 del 1992.

Dopo il giuramento, la cittadinanza è formalmente registrata nei registri di stato civile, completando l’iter.

Sempre nel caso di esito positivo, la comunicazione relativa alla fase 7 sarà: “Pratica definita. Riceverà una comunicazione dalla Prefettura/Consolato”

Il codice k10

Quando si carica la pratica viene assegnato un codice che è associato ad essa, il codice K10 o il codice K10C (in caso di domanda per matrimonio), che deve essere conservato al fine del monitoraggio della pratica.

Il codice K10/K10C è assegnato alle pratiche dalla Prefettura / Rappresentanza consolare competente tramite sistema informatico.

L’assegnazione del codice, che non è immediata ma può arrivare nell’arco di una decina di giorni, è indice che intanto Prefettura o Consolato italiano hanno accettato la pratica.

Se nella pratica compare la lettera “F” è perché è stata fatta domandain seguito a residenza di dieci anni.

Il ricorso in Tribunale

Non sempre è possibile affidarsi all’iter amministrativo per richiedere la cittadinanza italiana.

Ci si può rivolgere in alternativa a un Tribunale ordinario, in caso di domanda di Cittadinanza iure sanguinis se:

Negli altri casi di domanda di Cittadinanza:

  • Se la domanda di Cittadinanza viene respinta senza una valida motivazione o con motivazioni che si ritengono illegittime;
    • In caso di silenzio-inadempimento della Pubblica Amministrazione nei termini previsti per legge;Se si riscontrano vizi procedurali nell’iter di valutazione della domanda; Quando si ritiene che ci sia stata una violazione dei propri diritti fondamentali nel processo di valutazione della domanda;
    • In caso di diniego basato su informazioni inesatte o non aggiornate.

Il processo per ottenere la Cittadinanza Italiana, come abbiamo visto, è lungo, tortuoso e complesso, i nostri avvocati del Dipartimento Immigrazione restano a vostra disposizione per consigli e chiarimenti.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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