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Ultimo aggiornamento 20 Giu 2025

La cittadinanza italiana per residenza o naturalizzazione

9 Feb 2024 - Diritto Dell’Immigrazione - 🕒 Reading time: 7 min 41 sec
La cittadinanza italiana  per residenza o naturalizzazione

La naturalizzazione è un processo attraverso il quale uno straniero può ottenere la Cittadinanza italiana dopo aver risieduto regolarmente in Italia.

Lo straniero deve dimostrare innanzitutto di essersi integrato, attraverso un reddito, un alloggio stabili, un’adeguata conoscenza della lingua e una fedina penale pulita.

Ottenere la cittadinanza italiana per residenza/naturalizzazione, è una delle vie più comuni per i cittadini stranieri che vivono stabilmente in Italia.

Si tratta di un riconoscimento importante, che permette di accedere ai pieni diritti civili e politici, incluso il diritto di voto.

Nel 2025, il legislatore è intervenuto in modo significativo sul tema della Cittadinanza italiana, con nuove regole che hanno riguardato soprattutto la Cittadinanza iure sanguinis, introducendo criteri più stringenti per dimostrare un effettivo legame con l’Italia.

Tuttavia, tra le modifiche, contenute nel Decreto-Legge 36/2025, convertito con modificazioni dalla Legge 74/2025,è stata prevista un’agevolazione per i discendenti di primo e secondo grado di cittadini italiani che scelgano di trasferirsi e lavorare in Italia.

Per loro, il percorso verso la Cittadinanza per residenza è stato reso più agevole visto che basteranno due anni per poter avere diritto a richiedere la Cittadinanza.

Cittadinanza italiana per chi vive in Italia

Ottenere la cittadinanza italiana non è semplice, ma conoscendo le modalità per diventare cittadini italiani si può comprendere se si hanno i requisiti per fare richiesta.

Tra l’altro diventare cittadini italiani non pregiudica il mantenimento della propria cittadinanza d’origine, perché lo Stato italiano prevede anche la doppia cittadinanza.

Può capitare che si sia risiedenti in Italia da lungo periodo e che, contestualmente, si abbia contratto matrimonio o unione civile con un cittadino italiano, in quel caso le strade da percorrere sarebbero due, e andrebbe fatta una scelta verso la più conveniente: chiedere cittadinanza per matrimonio (o unione civile) oppure per residenza?

La scelta non sempre è ovvia, così come non sempre è perseguibile la via amministrativa ma diventa obbligatorio seguire la via giudiziale.

Requisiti per ottenere la Cittadinanza per residenza

I requisiti da soddisfare per richiedere la Cittadinanza italiana per residenza (o naturalizzazione) riguardano:

  1. Residenza
  2. Reddito
  3. Conoscenza della lingua italiana
  4. Fedina penale pulita

1. Durata della residenza legale

Ai fini della richiesta di cittadinanza italiana, si deve avere residenza legale e ininterrotta nel territorio, con annessa iscrizione all’anagrafe della popolazione residente, a seguito di ingresso e permanenza in Italia con regolare permesso di soggiorno.

Nel periodo di residenza necessario ai fini della presentazione della domanda di cittadinanza non devono esserci state interruzioni, dovute magari a periodi di residenza all’estero o di irreperibilità sul territorio italiano.

Nel caso di cancellazione dell’iscrizione anagrafica, l’effettiva residenza verrà conteggiata dal momento della nuova iscrizione, e non sarà possibile sommare i periodi di residenza in Italia se manca la continuità tra di essi.

La residenza legale non va confusa con il soggiorno regolare.

Possono richiedere la cittadinanza per residenza:

  • Il cittadino extracomunitario residente in Italia da almeno 10 anni;
  • Il cittadino dell’Unione Europea residente in Italia da almeno 4 anni;
  • Il cittadino apolide o rifugiato residente in Italia da almeno 5 anni dal riconoscimento dello status;
  • Il cittadino straniero maggiorenne nato in Italia ed ivi residente da almeno 3 anni.

Uno straniero nato in Italia e residente nel Paese fino ai 18 anni, che non abbia fatto la domanda di Cittadinanza entro il 19esimo anno, può ancora richiedere la cittadinanza italiana per residenza. 

Tuttavia, a differenza della domanda presentata entro il diciannovesimo anno, che è un diritto, questa sarà concessa dallo Stato solo se vengono soddisfatti tutti i requisiti previsti per la Cittadinanza per residenza, come specificato dalla legge.

  • Il cittadino straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano, residente in Italia, in seguito all’adozione, da almeno 5 anni;
  • Il cittadino straniero maggiorenne che viene riconosciuto come figlio da un cittadino italiano (in questo caso si parla di “affiliazione”) prima dell’entrata in vigore della legge sull’adozione n. 184 del 4 maggio 1983, residente in Italia da almeno 7 anni.

Non è previsto il requisito della residenza per lo straniero che ha prestato servizio per almeno cinque anni, anche all’estero, alle dipendenze dello Stato italiano.

 Si tratta in questo caso di una fattispecie a sé stante, ossia richiesta di “Cittadinanza italiana per servizio alle dipendenze dello Stato italiano”.

Residenza legale: le novità della legge 74/2025

Le seguenti categorie beneficiano del requisito di residenza recentemente abbreviato:

  • Il cittadino straniero con genitori o ascendenti in linea retta di secondo grado che siano stati cittadini italiani per nascita, residente in Italia da almeno 2 anni (prima erano 3);
  • Il cittadino straniero con genitori o ascendenti in linea retta entro il secondo grado che siano stati cittadini italiani per nascita, che viene assunto in Italia con contratto di lavoro subordinato potrà entrare in Italia al di fuori delle quote annuali previste dal decreto flussi, e richiedere la Cittadinanza dopo 2 anni di residenza legale continuativa.

Resta ancora da definire la lista degli “Stati di storica emigrazione italiana”, perché è specificato come tale diritto spetti ai cittadini di questi Paesi, ma ancora non sono stati ufficializzati.

Requisiti soggettivi aggiuntivi

Oltre alla durata della residenza, il richiedente deve:

  • Dimostrare redditi adeguati;
  • Non avere condanne penali gravi;
  • Dimostrare integrazione linguistica e culturale.

2. Redditi adeguati

I cittadini stranieri che presentano domanda di cittadinanza per residenza devono dimostrare di possedere un reddito, personale o familiare, tale da permettere loro una vita dignitosa in Italia.

Il reddito che viene preso in considerazione è quello relativo ai tre anni che precedono la presentazione della domanda di cittadinanza.

Per sapere se il proprio reddito è adeguato occorre valutarlo in base ai seguenti limiti annuali:

  • euro 8.263,31 per richiedenti senza persone a carico;
  • euro 11.362,05 per richiedenti con coniuge a carico, aumentabili di euro 516,00 per ogni ulteriore persona a carico.

Se nello stato di famiglia sono presenti più persone che producono reddito, ogni singolo reddito verrà sommato e contribuirà a raggiungere la soglia richiesta.

3. Conoscenza della lingua italiana

La concessione della Cittadinanza italiana per residenza/naturalizzazione, in base alla legge n. 91 del 1992 “… è subordinata al possesso, da parte dell’interessato, di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER)”.

La conoscenza della lingua italiana può essere dimostrata con:

  • Un titolo di studio rilasciato da un Istituto di istruzione pubblico o paritario riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale come il Diploma di Scuola Secondaria di primo e secondo grado, Diploma di Laurea;
  • Una certificazione del livello linguistico L2/B1 del QCER rilasciata da un ente certificatore riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Gli Enti certificatori sono:

  • Università per Stranieri di Perugia;
  • Università per stranieri di Siena;
  • Università di Roma Tre;
  • Società Dante Alighieri;
  • Il possesso di “accordo di integrazione” di cui all’art. 4 bis del T.U. di cui al D. Lgs. 286/98 (vanno indicati gli estremi);
  • Il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo – UE o CE , di cui all’art. 9 del suddetto T.U. in corso di validità.

Non occorre la frequenza per accedere agli esami di conoscenza della lingua italiana, basta iscriversi e sostenerli.

I titoli rilasciati da un Ente Pubblico possono essere dichiarati tramite autocertificazione, quelli rilasciati da un istituto paritario o privato, dovranno essere allegati alla domanda tramite copia autenticata.

Non tutti i richiedenti cittadinanza tramite residenza però devono dimostrare la propria conoscenza della lingua italiana (ad esempio sono esentati i titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o coloro che hanno sottoscritto l’accordo di integrazione.

Corte Costituzionale: niente conoscenza della lingua per disabili e anziani

È bene sapere che, una la sentenza n.25 della Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 9.1 della legge n. 91/1992, laddove impone la conoscenza dell’italiano a livello intermedio per qualunque straniero che richieda Cittadinanza italiana per matrimonio o naturalizzazione, senza prevedere eccezioni.

Devono essere esonerati dalla dimostrazione di conoscenza della lingua italiana tutti coloro che possono dimostrare l’impossibilità di acquisire una discreta conoscenza della lingua, a causa di disabilità o patologie o per difficoltàdovute all’età.

4. Fedina penale pulita

Il buon esito della richiesta di Cittadinanza dipende anche dalla posizione giudiziaria del richiedente.

Una fedina penale pulita, sia in Italia che all’estero (dove il richiedente ha vissuto in precedenza) è un requisito importante.

I controlli partono dal compimento dei 14 anni del soggetto richiedente cittadinanza.

A prescindere dai documenti esibiti, verrà comunque effettuato un controllo dei precedenti del candidato, e le eventuali condanne penali gravi porterebbero a un respingimento della richiesta.

È consigliabile richiedere l’assistenza di professionisti legali, specializzati in diritto dell’immigrazione, per venire a capo dell’intricato processo che porta all’ottenimento della cittadinanza italiana per residenza/naturalizzazione.

Riacquisto Cittadinanza italiana

Un’altra novità introdotta dalla legge n. 74 del 23 maggio 2025 è la possibilità, per chi l’ha perduta, di riacquistare la Cittadinanza italiana,

Ci sarà tempo dal 1° luglio 2025 al 31 dicembre 2027.

Tale possibilità è riservata a chiunque l’abbia perduta in base alla Legge n. 555 del 1912 che non prevedeva la doppia Cittadinanza.

Per riacquistare la Cittadinanza usufruendo di detta finestra temporale occorrerà esser nati in Italia e avervi risieduto per almeno due anni continuativi.

L’unico atto richiesto è quello di presentare una dichiarazione formale di riacquisto.

Gli avvocati dello Studio legale Boccadutri possono assisterti in tutte le fasi della richiesta di cittadinanza, compresa la raccolta dei documenti necessari, la presentazione della domanda e la preparazione ad eventuali colloqui.

Per un’assistenza personalizzata e per verificare la tua idoneità alla richiesta di cittadinanza italiana, contatta il nostro Dipartimento di immigration.

FAQ – Cittadinanza italiana per residenza

Chi può ottenere la Cittadinanza italiana per residenza?

Chi risiede legalmente e continuativamente in Italia per un determinato numero di anni, con requisiti aggiuntivi di reddito, lingua e assenza di condanne penali. Il numero di anni varia in base alla situazione personale e cittadinanza di origine.

Quali sono i requisiti di residenza nel 2025?

10 anni per cittadini extra-UE;
4 anni per cittadini UE;
5 anni per rifugiati, apolidi, o adottati da cittadini italiani;
3 anni per nati in Italia;
2 anni per discendenti entro il secondo grado di cittadini italiani

Cosa cambia con la Legge 74/2025?

Introduce agevolazioni per i discendenti di italiani che si trasferiscono in Italia: possono richiedere la cittadinanza dopo solo 2 anni di residenza. Inoltre, è stata riaperta una finestra per il riacquisto della cittadinanza da parte di chi l’ha persa secondo la legge del 1912

Qual è il reddito minimo richiesto?

8.263,31 € per il richiedente singolo;
11.362,05 € con coniuge a carico, +516 € per ogni ulteriore persona

Serve conoscere l’italiano?

Sì, è richiesto un livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento. La conoscenza della lingua può essere dimostrata con titoli di studio italiani o certificazioni linguistiche riconosciute.

Chi è esentato dal requisito linguistico?

Non devono dimostrare la conoscenza dell’italiano:
• i titolari di permesso di soggiorno UE per lungo soggiornanti;
• chi ha sottoscritto l’accordo di integrazione;
• le persone affette da disabilità, patologie invalidanti o in età avanzata, come stabilito dalla sentenza n. 25/2024 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale l’obbligo generalizzato per chi non può apprendere la lingua.

È possibile avere doppia cittadinanza?

Sì, l’Italia consente il mantenimento della cittadinanza d’origine.

Cosa fare se si è perso il diritto alla cittadinanza italiana?

Chi l’ha persa per effetto della legge 555/1912 può riacquistarla presentando una dichiarazione tra il 1° luglio 2025 e il 31 dicembre 2027, a condizione di essere nato in Italia e avervi risieduto per almeno 2 anni

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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