Ultimo aggiornamento 4 Lug 2025
Separazione personale dei coniugi in Italia nel 2025
- Cos’è la separazione legale in Italia?
- Le novità introdotte dalla Riforma Cartabia
- Procedura per la separazione consensuale
- Separazione consensuale con negoziazione assistita
- Separazione di fatto
- Procedura per la separazione giudiziale
- Effetti della Separazione:
- Assegno di separazione
- Affidamento dei figli
- Assegnazione della casa familiare
- Separazione cittadini stranieri in Italia
- Tempi e costi della separazione
-
FAQ sulla separazione in Italia
- Quali sono i tempi per ottenere la separazione consensuale?
- La separazione consensuale può essere fatta senza andare in tribunale?
- Posso presentare nello stesso momento separazione e divorzio?
- Quanto tempo deve passare tra separazione e divorzio?
- Cosa succede se uno dei due coniugi non si presenta per confermare la separazione in Comune?
- Quando è obbligatoria l’assistenza di un avvocato?
- Che succede se la separazione viene addebitata a uno dei coniugi?
Scopri le regole sulla separazione personale dei coniugi in Italia dopo la Riforma Cartabia. Procedura semplificata, tempi ridotti e novità per le coppie.
La separazione è un passo delicato nella vita di una coppia visto che corrisponde al momento in cui si decide di dividere ufficialmente le proprie strade.
In alcuni Paesi, come l’Italia, la separazione è un passaggio obbligatorio prima di poter chiedere il divorzio, mentre in altri il divorzio può essere richiesto direttamente.
Legalmente la separazione rappresenta una sospensione temporanea di alcuni degli obblighi nascenti dal matrimonio e dei suoi effetti civili ed è disciplinata dalle stesse leggi che regolano il divorzio (legge 898/1970 e successive).
Negli intenti del legislatore, il periodo di separazione dovrebbe dare il tempo ai coniugi di provare a riconciliarsi.
Cos’è la separazione legale in Italia?
La separazione legale in Italia è il procedimento attraverso il quale i coniugi decidono di sospendere gli obblighi matrimoniali, in attesa di scioglierli del tutto.
La separazione non scioglie il vincolo del matrimonio ma costituisce l’unico percorso per farlo.
In anni recenti il processo di separazione è stato semplificato e accelerato grazie alla cosiddetta Riforma Cartabia.
In base ai rapporti tra i coniugi la separazione può essere portata avanti in due forme diverse:
- Separazione consensuale: i coniugi trovano un accordo su tutte le questioni (affidamento dei figli, mantenimento, divisione dei beni, …) e presentano una richiesta congiunta al Tribunale.
- Separazione giudiziale: in assenza di accordo, uno dei coniugi presenta ricorso al Tribunale, che decide sulle condizioni della separazione.
Esiste anche una terza via, quella della Separazione di fatto, che non ha valenza legale ma che rappresenta un evento privato.
Le novità introdotte dalla Riforma Cartabia
La Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), entrata in vigore il 1° marzo 2023, ha rivoluzionato il diritto di famiglia italiano.
Nella disciplina della separazione e del divorzio ha mirato alla semplificazione delle procedure, introducendo la possibilità di cumulare le domande di separazione e divorzio nello stesso procedimento.
Maggiore attenzione anche alla tutela dei minori.
Queste le principali novità:
- Rito unico per separazione e divorzio
È stato introdotto un rito unico per tutte le cause in materia di famiglia, minori e stato delle persone, disciplinato dagli articoli 473-bis e seguenti del Codice di Procedura Civile.
Questo significa che le procedure di separazione e divorzio seguono lo stesso iter, semplificando il processo per le parti coinvolte.
- Cumulo delle domande di separazione e divorzio
Ora è possibile presentare contestualmente le domande di separazione e divorzio in un unico ricorso.
Ciò consente di ottenere una sentenza di separazione e, una volta trascorsi i termini di legge, procedere direttamente al divorzio senza dover avviare un nuovo procedimento.
- Tempi ridotti per il divorzio
I tempi per richiedere il divorzio dopo la separazione sono stati ridotti:
- 6 mesi in caso di separazione consensuale
- 12 mesi in caso di separazione giudiziale
Questi termini decorrono dalla data di comparizione dei coniugi davanti al giudice.
- Maggiore attenzione al benessere dei figli
La riforma pone un’enfasi particolare sull’interesse dei figli minori, prevedendo:
- l’obbligo per il giudice di ascoltare i minori capaci di discernimento
- la possibilità di adottare provvedimenti urgenti per la loro tutela
- l’incentivazione della mediazione familiare per risolvere conflitti tra i genitori
Procedura per la separazione consensuale
Con le disposizioni della Riforma Cartabia, la separazione consensuale segue una procedura più snella rispetto al passato:
- Presentazione del ricorso congiunto: i coniugi, assistiti dai rispettivi avvocati, depositano un ricorso congiunto presso Cancelleria del Tribunale competente, ossia quello del Comune in cui almeno uno dei due coniugi abbia la residenza o il domicilio.
- Viene creato un fascicolo d’ufficio comprensivo di:
- Ricorso
- Estratto per riassunto dell’atto di matrimonio.
- Stato di famiglia.
- Certificato di residenza dei coniugi.
- Copia delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni.
- Fotocopie dei documenti d’identità e dei codici fiscali dei coniugi.
- Udienza davanti al giudice: entro 90 giorni dalla presentazione del ricorso, i coniugi sono convocati per un’udienza davanti al Presidente del Tribunale.
Il Presidente del Tribunale, nel rispetto degli obblighi di legge, tenterà di riappacificare i consorti ascoltandoli separatamente e poi insieme.
- Qualora i coniugi riaffermino l’intento di volersi separare il Presidente del Tribunale preparerà l’emanazione del decreto di omologazione delle condizioni di separazione specificate nel ricorso.
- L’accordo di separazione consensuale viene sottoposto al giudizio dei magistrati.
- Nel caso vi siano figli minorenni, l’accordo verrà visionato anche dal Pubblico Ministero.
- Omologazione dell’accordo: se il giudice ritiene l’accordo conforme all’interesse dei figli e non contrario all’ordine pubblico, lo omologa, rendendolo esecutivo.
Che cos’è l’accordo di separazione consensuale?
L’accordo di separazione consensuale è un documento che elenca e descrive le condizioni di separazione.
L’accordo definisce le condizioni della separazione, tra cui:
- Affidamento dei figli: stabilisce se i figli saranno affidati a entrambi i genitori (affido condiviso) o a uno solo (affido esclusivo), e come verranno prese le decisioni importanti per la loro vita.
- Mantenimento dei figli: determina l’importo dell’assegno di mantenimento per i figli, se necessario, tenendo conto delle esigenze dei figli e delle capacità economiche dei genitori.
- Casa coniugale: regola l’assegnazione della casa familiare, che può essere assegnata a uno dei coniugi o può essere venduta e il ricavato diviso.
- Questioni patrimoniali: definisce la divisione dei beni comuni, come conti bancari, proprietà immobiliari, e altri beni.
Tale accordo viene redatto con l’aiuto di un avvocato, deve essere firmato da entrambi i coniugi e convalidato dal Tribunale perché diventi operativo.
Separazione consensuale in Comune
Quando la coppia che intende separarsi consensualmente non ha figli minori o maggiorenni non autosufficienti, la separazione può avvenire in modo semplice e diretto.
I due promessi ex sposi possono recarsi insieme dinanzi all’Ufficiale di Stato Civile e formalizzare i propri accordi in sua presenza.
Decorsi trenta giorni dal primo appuntamento, le parti devono comparire nuovamente davanti l’Ufficiale dello Stato Civile per la conferma dell’accordo.
La procedura si conclude con il rilascio di un nulla osta che attesta la separazione.
Nel caso non si presentino entrambi al cospetto dell’Ufficiale di Stato Civile nel giorno prestabilito, l’accordo di separazione perde di efficacia e bisogna ricominciare tutta la procedura da capo.
Separazione consensuale con negoziazione assistita
La negoziazione assistita è una procedura che permette ai coniugi di separarsi consensualmente con l’assistenza di avvocati, senza passare per il Tribunale.
Questo metodo offre una soluzione più rapida e meno costosa rispetto alla separazione giudiziale, pur mantenendo la stessa efficacia legale.
Come funziona:
- Assistenza legale: ogni coniuge nomina un avvocato di fiducia.
- Accordo: gli avvocati negoziano e redigono un accordo di separazione, che deve essere sottoscritto da entrambe le parti (avvocati compresi).
- Certificazione e trasmissione: gli avvocati trasmettono l’accordo all’Ufficio di Stato Civile del Comune presso cui è iscritto (o trascritto) l’atto di matrimonio o al Comune di residenza di uno dei due coniugi, per la registrazione.
- Efficacia: l’accordo raggiunto ha lo stesso valore di una sentenza di separazione e può essere utilizzato per eventuali azioni legali future.
Vantaggi:
- Rapidità: i tempi per raggiungere un accordo sono generalmente più brevi rispetto alla separazione giudiziale.
- Riduzione dei costi: la procedura è meno costosa, perché non si è costretti ad affrontare le spese legali associate al processo in Tribunale.
- Maggiore potere decisionale di entrambi: le parti hanno più margine di negoziazione e controllo sull’accordo.
- Riservatezza: è un tipo di procedura discreta rispetto ad un processo giudiziario.
- Efficacia: l’accordo ha lo stesso valore di una sentenza di separazione.
Quando non è possibile la negoziazione assistita
La procedura di negoziazione assistita non è possibile quando si hanno figli minori, o figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, legge 104/92 ovvero economicamente non autosufficienti.
Nessuno dei due coniugi deve avere figli minori o maggiorenni in difficoltà, neanche nel caso in cui tali figli siano nati da altre unioni.
Separazione di fatto
Due coniugi in disaccordo possono scegliere di optare per una separazione di fatto, magariprima di avviare le pratiche per una separazione vera e propria.
La separazione di fatto non ha effetti giuridici, anche se è assolutamente lecita legalmente, potrebbe piuttosto portare successivamente conseguenze a carico di chi abbandona il tetto coniugale o di chi viola gli obblighi di assistenza morale e materiale e/o di fedeltà.
In caso di separazione di fatto non inizia a decorrere il termine per ottenere il divorzio.
Procedura per la separazione giudiziale
Non sempre due persone che si separano riescono a trovare punti di incontro.
In questi casi l’unica via percorribile è quella della separazione giudiziale.
Tale procedura prevede che almeno uno dei coniugi possa ricorrere ad un giudice del Tribunale Civile di competenza del Comune presso cui è iscritto (o trascritto) l’atto di matrimonio, o al Comune di residenza di almeno uno dei due coniugi, perché pronunci una sentenza di separazione in grado di disporre dei loro futuri rapporti.
La separazione giudiziale prevede:
- Presentazione del ricorso: uno dei coniugi presenta ricorso al Tribunale.
- Notifica all’altro coniuge: il ricorso viene notificato all’altro coniuge, che può costituirsi in giudizio.
- Udienza e istruttoria: il giudice ascolta le parti, valuta le prove e può adottare provvedimenti provvisori.
- Sentenza di separazione: il giudice emette la sentenza che stabilisce le condizioni della separazione.
L’addebito nella separazione
Nel caso della separazione giudiziale, si può chiedere che venga riconosciuto l’addebito della separazione alla controparte.
L’addebito ha una funzione sanzionatoria, ossia si punisce il venir meno di uno dei doveri conseguenti al matrimonio.
L’addebito più comune si ha quando si viola l’obbligo di fedeltà, ma il tradimento non è il solo motivo che possa determinare la richiesta di addebito.
L’abbandono del coniuge malato farebbe venir meno l’obbligo all’assistenza morale e materiale, così come l’indifferenza farebbe venir meno l’obbligo alla collaborazione nell’interesse della famiglia, l’abbandono della casa coniugale farebbe venir meno l’obbligo alla coabitazione.
La violenza fisica o l’imposizione di una religione violerebbero ovviamente diritti che prescindono dal matrimonio.
Durante la causa si potranno fornire le prove (fotografie, video, messaggi, e-mail, testimonianze, …) delle mancanze dell’altro coniuge e di come, questo suo comportamento abbia causato la crisi coniugale che ha portato alla separazione.
Spetta al Giudice accertare che esistano i presupposti per l’addebito, ad esempio in caso di infedeltà questa deve essere quantomeno precedente alla richiesta di separazione. Il Tribunale può emettere una “sentenza di separazione con addebito”.
In alcune circostanze il Giudice può decretare un “doppio addebito”, se entrambi i coniugi fanno richiesta di addebito contro l’altro, anche per motivi diversi.
Le conseguenze per il coniuge/i a cui è stata addebitata la separazione sono:
- La perdita del diritto a poter chiedere un assegno di mantenimento;
- La perdita di ogni diritto a poter ereditare in caso di morte dell’altro coniuge;
- Eventuale condanna al risarcimento dei danni all’altro coniuge (Sentenza Cass. civ., Sez. VI – 1, Ord., n. 26383 del 2020: Addebito di separazione e risarcimento danni non patrimoniali).
È bene sapere che, nel caso di separazione consensuale (in qualunque sua forma), anche in presenza di gravi motivi di rottura che potrebbero essere imputabili a uno dei due coniugi, e che potrebbero essere considerati come pregiudizievoli per il proseguo del rapporto matrimoniale, non si potrà chiedere più l’addebito, neanche nella successiva fase del divorzio, neanche se si decide di procedere con un divorzio contenzioso.
Effetti della Separazione:
- La separazione sospende l’obbligo di coabitazione e di fedeltà, ma non estingue il vincolo matrimoniale.
- I coniugi mantengono gli obblighi di assistenza materiale e morale, e devono provvedere al mantenimento, all’educazione e all’istruzione dei figli.
- La separazione con addebito comporta la perdita di alcuni diritti, come il diritto all’assegno di mantenimento, per il coniuge a cui è stata addebitata la separazione.
Assegno di separazione
L’assegno di separazione rappresenta una tutela economica per il coniuge che, a seguito della separazione, si trova in una posizione di svantaggio economico. La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito che la sua attribuzione non è automatica, deve essere richiesto e questa richiesta va motivata.
Solo dopo una valutazione attenta delle condizioni economiche e personali delle parti può essere erogato, al fine di garantire un equilibrio equo e conforme ai principi di solidarietà coniugale.
Affidamento dei figli
Da quando è stata introdotta la legge n.54/2006, “Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”, l’orientamento è quello di affidare i figli minori ad entrambi i genitori. In alternativa si decide a quale coniuge affidarli e in che modalità poi dividano il tempo tra i due.
Ciascuno di essi dovrà contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione. In caso di disaccordo sarà il giudice a dover decidere.
Mantenimento anche in favore dei figli maggiorenni
Il giudice può disporre il pagamento di un assegno periodico in favore dei figli maggiorenni che non abbiano ancora raggiunto un’indipendenza economica per cause non imputabili alla loro indolenza.
Assegnazione della casa familiare
Il godimento della casa familiare, se non c’è accordo, viene attribuito ad uno dei due coniugi tenendo conto in primis dell’interesse dei figli.
Se si è in regime di comunione legale di beni, lo stesso viene sciolto, indipendentemente dal tipo di separazione scelta.
Separazione cittadini stranieri in Italia
La separazione tra stranieri in Italia è possibile, anche se il matrimonio è stato celebrato all’estero.
Bisogna tener conto di:
- residenza
- nazionalità
- volontà di scegliere la legge applicabile.
Per i cittadini europei vige il Regolamento UE n. 1259/2010, noto anche come “Roma III”, che stabilisce norme uniformi per determinare la legge applicabile in caso di divorzio e separazione personale a livello internazionale.
Questo regolamento mira a facilitare la vita di coppie internazionali, permettendo loro di scegliere la legge applicabile al divorzio e alla separazione, nel rispetto di alcuni vincoli.
Per i cittadini extra-UE occorre valutare le regole di diritto internazionale privato e il riconoscimento nel Paese d’origine.
Tempi e costi della separazione
I tempi e i costi della separazione variano a seconda della procedura scelta (consensuale o giudiziale) e della complessità della situazione.
La separazione consensuale, in genere, è più veloce e meno costosa di quella giudiziale.
In caso di separazione consensuale, è possibile ottenere il divorzio dopo sei mesi, mentre in caso di separazione giudiziale, il termine è di un anno.
Per qualsiasi forma di assistenza in materia di separazione e divorzio potete contattare gli avvocati del Dipartimento di Diritto di Famigliadello Studio legale Internazionale Boccadutri.
FAQ sulla separazione in Italia
Quali sono i tempi per ottenere la separazione consensuale?
Grazie alla Riforma Cartabia, l’udienza viene fissata entro 90 giorni dalla presentazione del ricorso congiunto al tribunale.
La separazione consensuale può essere fatta senza andare in tribunale?
Sì, a certe condizioni. Se non ci sono figli minori, disabili o economicamente non autosufficienti, i coniugi possono separarsi davanti all’Ufficiale di Stato Civile o tramite negoziazione assistita tra avvocati.
Posso presentare nello stesso momento separazione e divorzio?
Sì. È ora possibile presentare un unico ricorso cumulativo per separazione e divorzio, evitando due procedimenti separati.
Quanto tempo deve passare tra separazione e divorzio?
Sono richiesti almeno 6 mesi dalla separazione consensuale o 12 mesi da quella giudiziale, calcolati dalla data di comparizione davanti al giudice.
Cosa succede se uno dei due coniugi non si presenta per confermare la separazione in Comune?
La procedura decade e sarà necessario ripetere tutto il processo fin dall’inizio.
Quando è obbligatoria l’assistenza di un avvocato?
È obbligatoria per tutte le forme di separazione, tranne quella davanti all’Ufficiale di Stato Civile in assenza di figli minori o non autosufficienti.
Che succede se la separazione viene addebitata a uno dei coniugi?
Il coniuge a cui è addebitata la separazione può perdere il diritto all’assegno di mantenimento e altri diritti successori.
Compila il modulo per richiedere una consulenza legale. I nostri esperti valuteranno il tuo caso e ti suggeriranno la soluzione migliore.