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Adozione da parte di coppie omosessuali

25 Mar 2024 - Diritto di Famiglia e Divorzio - Min Read 5 min
Adozione da parte di coppie omosessuali

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza numero 9006 del 31 marzo 2021, ha stabilito a Sezioni Unite che è possibile trascrivere in Italia l’adozione di un bambino, avvenuta all’estero, da parte di una coppia omosessuale, anche se in Italia alle coppie omosessuali non è riconosciuto il diritto di adottare.

Per la Corte tale trascrizione, e quindi il riconoscimento degli effetti di un provvedimento giurisdizionale straniero di adozione di minore da parte di una coppia omosessuale (maschile, in questo specifico caso), non contrasta con i principi di ordine pubblico internazionale.

La ragione che ha consentito di dare il benestare alla trascrizione, è stata che l’adozione, effettuata all’estero, non fosse stata successiva ad un accordo di surrogazione di maternità, ma ad una adozione piena di minore straniero.

Come si è giunti alla sentenza

Una coppia di uomini ha adottato un minore, con sentenza di una Corte statunitense, con il consenso preventivo dei genitori biologici.

Uno dei due genitori è cittadino italiano, ma naturalizzato negli Stati Uniti, Paese in cui entrambi risiedono stabilmente.

I genitori hanno chiesto la trascrizione della sentenza di adozione statunitense nei registri dello stato civile italiano, ma si sono visti opporre un rifiuto da parte dell’ufficiale preposto.

Motivo del rifiuto è stato che, trattandosi di un’adozione internazionale, sarebbe spettato al Tribunale dei minorenni decidere in merito.

Il caso è stato a quel punto sottoposto dal genitore alla Corte di Appello di Milano, che nel riconoscere la propria competenza, ha escluso l’applicazione della procedura sull’adozione internazionale, e ha disposto la trascrizione dell’atto nei registri dello Stato Civile, in quanto compatibile con i principi di ordine pubblico internazionale.

Ad opporre un nuovo diniego è stato il Sindaco del Comune interessato, che ha proposto ricorso in Cassazione contro la pronuncia della Corte di Appello.

La sezione della Corte, ritenendo la questione di massima particolare importanza, ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite.

Ed è così che si è giunti alla sentenza della Corte di Cassazione, che ha messo la parola fine alla vicenda, imponendo la trascrizione al Comune e confermando la validità della decisione della Corte di Appello di Milano.

I motivi della Cassazione

La Cassazione ha affermato chiaramente che si può riconoscere (e trascrivere) in Italia un’adozione avvenuta all’estero da parte di una coppia omosessuale, in situazioni analoghe a quella trattata.

Poiché la materia delle adozioni per coppie omogenitoriali non trova particolari favori nella legge italiana, che le vieta con rare eccezioni, l’esito di una richiesta di trascrizione non può essere sempre lo stesso: tale possibilità dipende dalla situazione specifica, ma anche dalla nazionalità e dalla residenza abituale della coppia adottante.

Una simile pronuncia non si sarebbe potuta prendere in considerazione nel caso di una coppia omogenitoriale residente in Italia o di cittadinanza italiana (entrambi), situazione configurata come adozione internazionale.

In questo caso si partiva dal presupposto che non si trattava di un caso di adozione internazionale, poiché riguardava un solo cittadino italiano che, per di più, viveva stabilmente all’estero, per cui la normativa applicabile era quella sul riconoscimento delle sentenze straniere (legge n. 218/1995) e non quella relativa all’adozione internazionale.

Una volta fatte queste premesse, la Corte di Cassazione ha dovuto valutare gli effetti che l’atto avrebbe prodotto nell’ordinamento italiano, così da valutare l’eventuale contrarietà all’ordine pubblico della decisione.

I giudici si sono basati sul principio del preminente interesse del minore, che corrispondeva alla conservazione dello status filiationis, acquisito negli Stati Uniti tramite un provvedimento giudiziario valido ed efficace; negare la trascrizione avrebbe cagionato un danno al minore.

La Corte di Cassazione ha voluto dare continuità alla posizione già adottata in altre due sentenze, secondo cui:

  1. “l’orientamento sessuale non incide sull’idoneità dell’individuo all’assunzione della responsabilità genitoriale” (Cassazione, n. 14007/2018);
  2. anche nelle controversie familiari riguardanti l’affidamento dei minori “l’orientamento sessuale del genitore deve essere considerato come ininfluente” (Cassazione, n.601/2013).

Le implicazioni della sentenza

La sentenza ha ribadito il principio di uguaglianza per i minori, indipendentemente dall’orientamento sessuale dei loro genitori.

Per i giudici di legittimità l’unione matrimoniale tra due persone eterosessuali resta il “modello di relazione familiare che l’ordinamento giuridico italiano tutela maggiormente sotto il profilo della genitorialità”, ma ci sono altri modelli di famiglia altrettanto adeguati e meritevoli di tutela.

Questo ragionamento ha aperto alle coppie omosessuali che hanno adottato un bambino all’estero, la possibilità di vedere il loro status di genitori riconosciuto anche in Italia.

Una casistica piuttosto limitata, come già specificato, perché resta negata per legge l’impossibilità, per le coppie omosessuali italiane, di ricorrere all’adozione legittimante.

I diritti delle coppie omosessuali

Dal 2016 (legge n. 76/2016) le coppie omosessuali possono unirsi civilmente ma, ad oggi, non è loro consentito sposarsi e neppure accedere all’adozione, che è appannaggio soltanto delle coppie eterosessuali unite in matrimonio.

Uniche deroghe al divieto sono:

  • Adozione del figlio biologico del partner (stepchild adoption o “adozione del figliastro”);
  • Riconoscimento in Italia dell’adozione internazionale già avvenuta da parte di un solo componente della coppia;
  • Adozione da parte di single per casi eccezionali.

Quali sono le regole per l’adozione?

Per quanto riguarda il contesto normativo esistente sull’adozione, la legge n. 184 del 1983 riserva il diritto di adozione legittimante solo alle coppie eterosessuali sposate.

Le coppie omosessuali in Italia non possono tuttora adottare congiuntamente un bambino, in Italia o all’estero, come coppia

Come funziona in Italia la Stepchild adoption?

Con la locuzione stepchild adoption – in italiano “adozione del figliastro” – si intende un particolare istituto attraverso il quale, all’interno di una coppia, il partner ha la possibilità di adottare il figlio minore, naturale o adottivo, del proprio compagno.

L’”adozione in casi particolari” è regolamentata dall’art. 44 della Legge n. 184 del 1983 e viene allargata anche alle coppie omosessuali unite civilmente grazie ad un’interpretazione estensiva della giurisprudenza.

La coppia deve ovviamente dimostrare di avere una stabile convivenza e un ambiente familiare idoneo.

“L’unione matrimoniale è il modello di relazione familiare che l’ordinamento giuridico italiano tutela maggiormente sotto il profilo della genitorialità, ma non costituisce più l’unico modello da considerarsi adeguato per la nascita e la crescita dei figli minori”. (Cass. Sent. 9006/21)

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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