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Cittadinanza Italiana per Argentini: Guida al Riconoscimento Jure Sanguinis

7 Nov 2024 - Diritto Dell’Immigrazione - 🕒 Reading time: 8 min 17 sec
Cittadinanza Italiana per Argentini: Guida al Riconoscimento Jure Sanguinis

L’Argentina rappresenta un caso unico nel panorama dell’emigrazione italiana all’estero.

A differenza di molti altri paesi, luoghi di destinazione della nuova vita dei nostri emigrati, non ha mai imposto agli italiani la rinuncia alla propria cittadinanza d’origine, creando così una situazione particolarmente favorevole per i loro discendenti che oggi desiderano richiedere la cittadinanza italiana.

La grande immigrazione italiana in Argentina: le radici di un legame indissolubile

Tra il 1876 e il 1976, quasi 3 milioni di italiani scelsero l’Argentina come loro nuova casa.

Questo massiccio flusso migratorio ha profondamente plasmato la società argentina: si stima che oggi circa il 50% della popolazione argentina abbia almeno un antenato italiano.

Che si tratti o meno di un’esagerazione moltissimi argentini hanno già avuti riconosciuti la discendenza diretta e il diritto alla cittadinanza italiana.

Tornando alla storia, le ragioni della massiccia emigrazione dall’Italia verso l’Argentina furono molteplici:

  • La crisi economica italiana post-unificazione;
  • Le politiche migratorie favorevoli dell’Argentina;
  • La disponibilità di terre e opportunità di lavoro;
  • La presenza di comunità italiane già stabilite.

Un aspetto cruciale: la conservazione della cittadinanza italiana

A differenza di paesi come gli Stati Uniti o il Brasile, l’Argentina non ha mai richiesto agli immigrati di rinunciare alla propria cittadinanza d’origine.

Il pensiero alla base di questa politica “morbida” verso gli stranieri, era che l’Argentina aveva bisogno di attrarre lavoratori, e di farsi preferire al Nord America o all’Australia.

Questa peculiarità storica ha un impatto fondamentale sui discendenti di quegli immigrati italiani che oggi desiderano richiedere la cittadinanza italiana.

Per loro è importante capire come richiedere la cittadinanza italiana iure sanguinis.

Il quadro normativo: perché l’Argentina è un caso speciale

La normativa argentina ha storicamente favorito l’integrazione degli immigrati italiani senza mai imporre loro la rinuncia alla cittadinanza d’origine.

Se già la Constitución Nacional Argentina del 1853 (e successive modifiche) all’articolo 20 garantisce agli stranieri gli stessi diritti civili dei cittadini e non discrimina tra cittadini naturali e naturalizzati, permettendo, de facto, la doppia cittadinanza.

Artículo 20: Los estrangeros gozan en el territorio de la Confederacion de todos los derechos civiles del ciudadano: pueden ejercer su industria, comercio y profesion; poseer bienes raices, comprarlos y enagenarlos; navegar los ríos y costas; ejercer libremente su culto; testar y casarse conforme á las leyes. No están obligados á
admitir lá ciudadanía, ni á pagar contribuciones forzosas extraordinarias …”.

Articolo 20: Gli stranieri godono sul territorio della Confederazione di tutti i diritti civili dei cittadini della Confederazione tutti i diritti civili dei cittadini: possono esercitare l’industria, il commercio e la professione, esercitare l’industria, il commercio e la professione; possedere beni immobili, e di acquistarli e darli in pegno; di navigare sui fiumi e sulle coste; di esercitare liberamente il proprio culto; di esercitare liberamente il proprio culto; testamentare e sposarsi secondo le leggi. Non sono obbligati alla cittadinanza, né sono obbligati a pagare contributi obbligatori o straordinari …”.

La prima legge organica sulla cittadinanza argentina è stata la Ley Nº 346 de Ciudadanía del 1869, che stabilisce il principio dello ius soli (diritto del suolo) ma non prevede l’obbligo di rinuncia alla cittadinanza originaria per gli immigrati stranieri, cui è permesso di mantenere la propria cittadinanza anche dopo la naturalizzazione.

Segue la Ley de Inmigración y Colonización Nº 817 del 1876, che passerà alla storia come “Ley Avellaneda“.

La legge, successiva ai primi massicci flussi migratori, promuove attivamente l’immigrazione europea, garantisce diritti e protezioni agli immigrati e non richiede l’acquisizione della cittadinanza argentina come requisito per la residenza.

La legislazione italiana: evoluzione storica

In parallelo alla legislazione argentina si muove quella italiana.

Il primo a introdurre il principio dello iure sanguinis, principio tuttora attuale in Italia, è il Codice Civile del 1865: la cittadinanza si trasmette di padre in figlio e l’emigrazione in un paese straniero non comporta la sua perdita automatica.

La successiva legge 555 del 1912 rappresenta la prima legge organica sulla cittadinanza italiana e rafforza il principio dello iure sanguinis.

L’ultima legge emessa sulla cittadinanza, attualmente in vigore, è la legge 91 del 1992.

Confermando il principio dello iure sanguinis e lo amplia, riconoscendo esplicitamente il diritto alla doppia cittadinanza.

Permette il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza senza limiti di generazioni.

L’interazione tra le due legislazioni: perché è più facile per i discendenti argentini

Il combinato disposto delle normative argentine e italiane crea una situazione particolarmente favorevole per diverse ragioni:

  1. Continuità della trasmissione
  2. La legge argentina non ha mai richiesto la rinuncia alla cittadinanza italiana.
  3. La legge italiana non prevedeva la perdita automatica della cittadinanza.
  4. Le due circostanze sommate permettono una trasmissione ininterrotta della cittadinanza italiana.
  5. Documentazione probatoria
  6. Le leggi argentine richiedevano una precisa registrazione degli immigrati.
  7. Gli archivi anagrafici argentini sono ben conservati e accessibili.
  8. La documentazione necessaria per provare la discendenza è generalmente disponibile.
  9. Riconoscimento reciproco
  10. Entrambi i paesi riconoscono la doppia cittadinanza.
  11. Non ci sono conflitti legislativi tra i due ordinamenti.
  12. Le procedure di riconoscimento sono ben codificate.
  13. Accordi bilaterali
  14. Esistono numerosi accordi tra Italia e Argentina che facilitano lo scambio di documentazione, il riconoscimento reciproco degli atti pubblici e la cooperazione amministrativa.

Documentazione richiesta per la domanda di cittadinanza italiana

La raccolta della documentazione necessaria rappresenta una fase cruciale del processo di per fare richiesta di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis.

È fondamentale presentare un fascicolo completo e corretto per evitare ritardi o rifiuti.

Documentazione relativa all’avo italiano

La documentazione necessaria per certificare la continuità della linea di sangue prevede per una serie di atti standard, anche se la forma può cambiare in base al Consolato o al Comune.

Ad esempio, ci sono Consolati o Comuni che richiedono esplicitamente copie integrali, altri che preferiscono copie multilingue, per qualcuno va bene la PEC per altri meglio la copia cartacea … per cui se di base è richiesto un atto di nascita la tipologia poi dipenderà da chi gestirà la pratica.

Per cui, fatte le dovute premesse, ecco l’elenco dei documenti necessari:

  • atto di nascita dell’avo italiano;
  • atto di matrimonio dell’avo italiano.
  • Se celebrato in Italia: estratto dal Comune italiano.
  • Se celebrato in Argentina: certificato argentino con traduzione e apostille.
  • Devono essere presenti eventuali annotazioni marginali.
  • Atto di morte dell’avo italiano (se deceduto).
  • Se avvenuta in Italia: estratto dal Comune italiano.
  • Se avvenuta in Argentina: certificato argentino con traduzione e apostille.
  • Certificati di residenza storici se necessari.

Documentazione per ogni generazione intermedia

Per ogni persona nella linea di discendenza, dalla generazione dell’avo italiano fino al richiedente, sono necessari:

  • Certificati di nascita.
  • Per i documenti argentini sono necessarie traduzione ed apostille.
  • Certificati di matrimonio, fondamentali per dimostrare eventuali cambi di cognome.
  • Per i documenti argentini sono necessarie traduzione ed apostille.
  • Documentazione specifica del richiedente:
  • Documenti personali

Tempistiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana

Le tempistiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana possono variare significativamente in base a diversi fattori.

È importante comprendere le variabili in gioco per pianificare adeguatamente il processo.

Presentazione della domanda presso i Consolati in Argentina

Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires:

  • Previsti tempi di attesa alti (non meno di due o tre anni) cui si sommano i tempi di trattazione della pratica.
  • Particolarità:
    • Volume elevato di richieste
    • Sistema di prenotazione online
    • Possibilità di cancellazioni che accelerano i tempi

Consolato d’Italia a Córdoba:

  • Previsti tempi di attesa non altissimi (1 – 2 anni) cui si sommano i tempi di trattazione della pratica.
  • Particolarità:
    • Volume di richieste inferiore rispetto a Buenos Aires
    • Sistema di gestione più agile

Consolato d’Italia a Rosario:

  • Previsti tempi di attesa non altissimi (1 – 2 anni e mezzo) cui si sommano i tempi di trattazione della pratica.
  • Particolarità:
    • Gestione intermedia tra Buenos Aires e Córdoba
    • Variabilità stagionale nelle tempistiche

Consolato d’Italia a La Plata:

  • Previsti tempi di attesa alti (non meno di due o tre anni) cui si sommano i tempi di trattazione della pratica.
  • Particolarità:
    • Alta concentrazione di discendenti italiani
    • Tempi simili a quelli di Buenos Aires

Presentazione della domanda in Italia

Comuni grandi (più di 100.000 abitanti)

  • Si prevedono tempi più lunghi che dipendono da:
    • Volume elevato di richieste
    • Complessità burocratica
    • Necessità di coordinamento tra più uffici

Comuni medi (30.000-100.000 abitanti)

  • Si prevedono tempi non eccessivamente lunghi che dipendono da:
    • Gestione teoricamente più efficiente
    • Minore backlog di pratiche
    • Maggiore flessibilità amministrativa

Comuni piccoli (meno di 30.000 abitanti)

  • Si prevedono tempi più brevi che dipendono da:
    • Rapporto più diretto con gli uffici
    • Procedure più snelle

Fattori che influenzano le tempistiche

  1. Complessità della pratica
    • Per le pratiche lineari (2-3 generazioni e nessuna incongruenza) i tempi dipendono da fattori ambientali (dove si presenta domanda).
    • Per le pratiche complesse (4 o più generazioni) c’è un significativo aumento di tempo.
    • Per i casi che necessitano di rettifiche documentali il tempo aumenta perché servono ulteriori ricerche e dichiarazioni da parte dei Comuni.
  2. Completezza della documentazione
    • Documentazione completa e corretta: tempi standard legati sempre alla sede di presentazione.
    • I tempi si allungano se viene richiesto di integrare documenti o se ce ne sono da rettificare.
  3. Periodo dell’anno
    • Ci sono periodi dell’anno in cui le amministrazioni e i Consolati lavorano meno, o quasi per niente. Ciò comporta che le pratiche vadano a rilento:
      • estate in Italia (giugno – agosto)
      • dicembre – febbraio in Argentina
      • periodi festivi.
    • Anche nel caso in cui si verifichino picchi stagionali di richieste la conseguenza è un allungamento dei tempi di trattazione.
  4. Variabili amministrative
    • Un Consolato o un Comune può essere soggetto a ritardi anche per altre variabili, che vanno comunque tenute in considerazione:
      • cambio o carenza di personale
      • aggiornamenti procedurali e quindi adattamento alle nuove regole
      • eventi straordinari, come è stata la pandemia.

In Italia ci sono Comuni, anche piccoli, che hanno ricevuto talmente tante richieste da non essere in grado di gestirle in tempi prevedibili.

Strategie per ottimizzare i tempi

Per ottimizzare i tempi si possono adottare una serie di accorgimenti.

È possibile verificare preventivamente la completezza del fascicolo, se i dati degli avi sono coerenti, se date e nomi non presentano discrepanze tra un documento e l’altro.

Si possono preparare traduzioni e legalizzazioni in anticipo.

Se in una stessa famiglia più persone hanno interesse e requisiti per richiedere la cittadinanza italiana si possono valutare richieste multiple familiari. In questo caso una presentazione congiunta ottimizzerebbe i tempi complessivi.

Esiste la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana se il consolato non riceve in tempi accettabili, rivolgendosi a un Tribunale in Italia e presentando un ricorso per il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis.

Per chi non esclude la possibilità di trasferirsi in Italia si possono prendere in anticipo informazioni sui tempi medi dei diversi Comuni.

Ovviamente anche in base alle località eleggibili come residenza.

Bisogna, successivamente alla richiesta, tenersi informati sullo stato della pratica, perché è possibile che vengano richieste integrazioni.

Mantenere copie e traccia di tutta la documentazione acquisita.

Confronto tra i metodi di presentazione

La via consolare in Argentina:

Pro:

  • Non richiede trasferimento in Italia
  • Costi di vita contenuti durante l’attesa
  • Familiarità con il sistema locale

Contro:

  • Tempi di attesa più lunghi per l’appuntamento
  • Minor possibilità di seguire direttamente la pratica
  • Rischio di cancellazioni o rinvii

La via comunale in Italia:

Pro:

Contro:

  • Necessità di trasferimento in Italia
  • Costi di vita più elevati
  • Complessità logistiche

Vantaggi della cittadinanza italiana

L’ottenimento della cittadinanza italiana offre numerosi benefici:

  • Libera circolazione nell’Unione Europea
  • Accesso al sistema educativo europeo
  • Opportunità lavorative in tutti i paesi UE
  • Possibilità di trasmettere la cittadinanza ai propri figli
  • Protezione consolare italiana all’estero

Il legame storico tra Italia e Argentina ha creato una situazione unica per i discendenti degli immigrati italiani.

La mancata imposizione della cittadinanza argentina agli immigrati italiani rappresenta un vantaggio significativo per chi oggi desidera vedere riconosciuta la cittadinanza italiana.

La procedura di riconoscimento della cittadinanza italiana può presentare complessità nella ricerca dei documenti, nella correzione di eventuali discrepanze, nella gestione delle procedure burocratiche e nell’interazione con le autorità competenti.

In questo contesto si inserisce la figura dell’avvocato che si occupa di pratiche di cittadinanza: con la giusta assistenza legale si può attenzionare una pratica prima ancora di presentarla alle sedi competenti, e valutare se ci sono gli estremi per fare richiesta di cittadinanza italiana iure sanguinis, anche tramite Tribunale se esistono gli estremi, prima di impegnarsi in un’azione lunga e complessa.

Per informazioni non esitate a contattare il Dipartimento di Immigration dello Studio Legale Boccadutri.

Ci occupiamo di raccogliere documenti sia in Italia che in Argentina, di questi ultimi possiamo fornire anche il servizio di traduzione grazie a un collaboratore dello Studio, traduttore qualificato.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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