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Ricorso per riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis

8 Set 2023 - Diritto Dell’Immigrazione - Min Read 4 min
Ricorso per riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis

Chi vive all’estero può presentare il ricorso per il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis presso il Tribunale italiano competente con l’assistenza di un legale e senza la necessità di presenziare personalmente alle udienze.

Il foro italiano cui occorre rivolgersi è quello competente in base al Comune di nascita del padre, della madre o dell’avo cittadini italiani, così come stabilito dal comma 36 dell’art. 1 della legge di riforma del processo civile n. 206 del 26.11.2021, entrata in vigore il 24.12.2021 e attuato a far data dal 22 giugno 2022 (ossia il centottantesimo giorno dall’entrata in vigore della legge).

Recita la legge: “Quando l’attore risiede all’estero, le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell’avo cittadini italiani“.

In precedenza, la competenza era pertinenza del solo foro di Roma, con conseguente accumulo di pratiche e difficoltà a smaltirle in tempi brevi.

Cittadinanza iure sanguinis: perché si ricorre a un Tribunale italiano

Si ricorre a un Tribunale italiano se si presenta una situazione in cui:

  1. In caso di rigetto della richiesta, presentata in via amministrativa, di riconoscimento della cittadinanza italiana “iure sanguinis“;
  2. se vi è un palese e dimostrabile mancato rispetto dei tempi previsti per legge per lo smaltimento delle richieste da presentare tramite via amministrativa;
  3. nel caso in cui non ci sia la possibilità di procedere con una richiesta amministrativa, come nel caso di presenza, nella linea successoria, di un soggetto femminile nato prima del 1948.

Fronteggiare controversie sorte dopo avvio di pratica amministrativa

Si può ricorrere ad un Tribunale italiano se il riconoscimento della cittadinanza è stato rifiutato in maniera ritenuta ingiustificata.

Potrebbero esserci errori evidenti nel modo in cui la pratica è stata trattata, irregolarità procedurali o giuridiche che ne hanno influenzato negativamente l’esito.

La consulenza di un avvocato è fondamentale per valutare la specifica situazione, per capire se ci siano i presupposti e i fondamenti per un ricorso.

Cosa fare se la domanda di cittadinanza iure sanguinis viene respinta?

Se la domanda di cittadinanza iure sanguinis viene respinta, vanno esaminati i motivi, che la pubblica amministrazione è tenuta a dare, e se la motivazione è debole o ingiustificata, si può opporre ricorso.

In quel caso un avvocato può rappresentarvi e difendere il vostro diritto a diventare cittadini italiani.

Mancato rispetto dei tempi previsti per legge

Una volta ottenuti tutti i documenti necessari per richiedere la cittadinanza italiana iure sanguinis per via amministrativa il passo successivo è quello di prendere un appuntamento al Consolato italiano di riferimento, o al Comune italiano di residenza, per avviare la pratica.

Anche questo, apparentemente semplice, passo nasconde un’insidia: i tempi e le modalità per riuscire ad ottenere l’appuntamento non sono prevedibili, soprattutto presso alcuni Consolati.

La rappresentanza italiana competente è tenuta a rispondere, e quindi a fissare almeno un appuntamento per esaminare la domanda, entro due anni.

Per essere legittimati a presentare il ricorso al Tribunale in questi casi si può dimostrare, ad esempio, che in base al numero di domande che il Consolato tratta nel corso di ogni anno solare, per il riconoscimento della cittadinanza, si dovranno attendere molto più di due anni, oppure che il Consolato non ha neppure inserito la domanda di cittadinanza in lista d’attesa.

L’indisponibilità del Consolato va dimostrata in maniera incontrovertibile.

La temporanea impossibilità di prendere appuntamento sul sito di riferimento non è una prova sufficiente, ma un’e-mail del consolato che preannuncia attese pluriennali, o la notizia di blocco del servizio di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis sono motivazioni valide (e dimostrabili) per chiedere il riconoscimento del proprio diritto di essere riconosciuti cittadini italiani.

Se i tempi di risposta sono irragionevoli e non rispettano l’articolo 3 del D.P.R 362/1994, che fissa in due anni il termine per definire il procedimento di cittadinanza, andando ben oltre, è possibile adire il Tribunale italiano competente.

Spetta poi al Giudice accertare l’effettiva discendenza sulla base dei documenti

Ricorso per linea successoria femminile antecedente al 1948

Il ricorso ad un tribunale italiano si rende necessario per tutelare il diritto alla cittadinanza di chi ha una discendenza che segue la linea materna, ossia nel caso dei figli di madre italiana nati prima del gennaio del 1948.

La legge n. 555 del 1912 sulla cittadinanza italiana stabiliva che le donne, in quanto figlie di padre cittadino italiano, erano sì cittadine italiane, ma non potevano trasmettere la cittadinanza iure sanguinis ai propri figli ed ai propri discendenti e sposandosi con un cittadino straniero, perdevano automaticamente la cittadinanza italiana, indipendentemente dalla loro volontà.

La situazione è cambiata dal 1° gennaio 1948, giorno in cui è entrata in vigore la Costituzione, che ha riconosciuto la parità di diritti tra uomini e donne.

I diritti di chi è nato prima del 1948 possono essere rivendicati esclusivamente attraverso la via giudiziale, fatto che esclude la classica domanda di cittadinanza iure sanguinis presso il Consolato o presso il Comune italiano di residenza: non si può tentare prima la via amministrativa, ma solo quella giudiziaria.

Se avete in corso un procedimento per il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, o se pensate di avviarlo, non esitate a contattare i nostri avvocati del Dipartimento Immigrazione, che vi forniranno informazioni aggiornate e personalizzate per il vostro caso.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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