Doppia cittadinanza in Italia
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L’Italia riconosce, per legge, il diritto e la possibilità di essere cittadini di più Stati, cioè il diritto di avere la doppia cittadinanza e persino plurima.

I cittadini italiani, divenuti cittadini di paesi esteri, perdono la cittadinanza italiana solo per espressa rinuncia, che può essere volontaria o imposta dalla legge del paese estero del quale intendono acquisire la cittadinanza.

Gli stranieri possono diventare cittadini italiani senza rinunciare alla cittadinanza già detenuta, sempre che la legge del loro Paese di origine lo consenta.

La cittadinanza multipla comporta diritti e doveri in tutti i paesi (passaporto, ingresso nel paese, soggiorno, lavoro, candidatura politica, voto), con alcune eccezioni. Esistono infatti Stati che, pur riconoscendo la doppia cittadinanza, impongono limitazioni all’esercizio di alcuni diritti, ad esempio quello elettorale.

Tenendo conto della diversità delle leggi di ciascuno Stato e dell’assenza di accordi internazionali in materia, i singoli casi andrebbero valutati di volta in volta, per comprendere se e in che termini, si ha il diritto di ottenere la doppia cittadinanza.

Doppia cittadinanza in Italia e in Europa

La Cittadinanza Italiana è regolata dalla legge 91 del 5 febbraio 1992, che permette ai cittadini italiani di acquisire la cittadinanza del paese straniero di residenza senza perdere quella italiana e consente ai cittadini stranieri di mantenere la propria nazionalità, acquisendo quella italiana, sempre che ciò sia consentito anche nei loro paesi.

Va anche sottolineato come, chi acquisisce la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione Europea, divenga automaticamente cittadino dell’Unione Europea.

La maggior parte degli Stati Europei consente la doppia cittadinanza.

Gli Stati che non permettono la doppia cittadinanza

Diversi Stati, non soltanto extra europei, vietano la possibilità di mantenere la cittadinanza del paese d’origine quando si sceglie di fare domanda di cittadinanza verso il paese in cui si risiede.

Nell’elenco degli Stati in cui ad oggi non è possibile avere una reciprocità con l’Italia in merito alla cittadinanza ci sono nomi alquanto inaspettati, come Spagna, Irlanda, Islanda e Norvegia.
Ci si potrebbe stupire anche di incontrare realtà come Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Estonia, Georgia, Kazakistan e Ucraina.

Altri Stati che non permettono la doppia cittadinanza sono: Andorra, Bolivia, Botswana, Burundi, Camerun, Capo Verde, Repubblica Popolare Cinese, Repubblica Democratica del Congo, Congo francese, Corea del Sud, Costa d’Avorio, Cuba, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Filippine, Gabon, Ghana, Giappone, Gibuti, Haiti, Honduras, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kenia, Kuwait, Liberia, Madagascar, Malesia, Mali, Mauritania, Mauritius, Messico, Mozambico, Nepal, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Panama, Paraguay, Ruanda, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Sudafrica, Tanzania, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Uganda, Venezuela, Zambia.

In alcuni paesi sono però in corso riforme e pertanto non è escluso che l’elenco possa subire modifiche.

In mancanza di accordi tra l’Italia e questi Paesi, i loro cittadini che acquisiscono la cittadinanza italiana, perdono quella propria. Allo stesso modo, i nostri cittadini che acquisiscono la cittadinanza di uno di questi paesi, cessano di essere italiani.

O l’una o l’altra.

Invece, Stati come Brasile, Ecuador, Paesi Bassi e Repubblica Ceca, non escludono la possibilità del doppio passaporto ma solo come eccezione.

O ancora, per i cubani è possibile avere una doppia cittadinanza ma mentre si trovano nel loro Paese, la seconda cittadinanza non ha alcuna valenza legale.

Doppia cittadinanza, doppia tassazione fiscale?

Non sempre. La prassi comune è che si paghino le tasse nel paese in cui siano stati generati i redditi imponibili secondo il principio generale del Residency Based Taxation (RBT).

Per gli Stati Uniti, caso più eclatante, e per l’Eritrea, unici paesi al mondo, non è così. La legge statunitense impone obbligazioni fiscali a tutti i propri cittadini, anche se residenti fiscalmente in un altro paese.

Nessuna cittadinanza: lo status di Apolide

Apolide è “una persona che nessuno Stato considera come suo cittadino per applicazione della sua legge”

Secondo una stima approssimativa dell’UNHCR (l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) nel mondo ci sarebbero circa 10 milioni di apolidi ma non è una cifra facilmente verificabile.

Sono considerati apolidi:

  • I figli di apolidi o le persone impossibilitate a ereditare la cittadinanza dei genitori;
  • I membri di un gruppo sociale cui è negata la cittadinanza sulla base di una discriminazione;
  • I profughi a seguito di guerre o occupazioni militari;
  • Coloro il cui Stato non esiste più dando vita a nuove entità nazionali, così come è successo ai cittadini dell’ex Urss o della ex Jugoslavia, e che si trovano esclusi per motivi burocratici;
  • A causa di incongruenze e lacune nelle leggi sulla cittadinanza dei diversi Stati.

Ci sono situazioni in cui una persona perde la cittadinanza del paese di origine senza aver nel frattempo acquisito quella del paese in cui vive oppure ci sono apolidi causati dalla legge di quegli Stati che non permettono alle madri di trasmettere la propria nazionalità ai figli in assenza di un padre.

Chi è apolide non può godere di una serie di diritti né può partecipare pienamente alla vita sociale. A classificare e tutelare gli apolidi è la Convenzione del 1954 relativa allo Status degli Apolidi.

In Italia si stimano esserci tra i 3.000 e 15mila apolidi ma lo Stato ne ha riconosciuti ufficialmente solo qualche centinaio. La maggior parte di essi sono identificabili nella popolazione Rom. La sostanziale differenza tra il non essere e l’essere riconosciuti “apolidi” è che nel secondo caso si attivano i diritti di ottenere permesso di soggiorno, di accedere a tutti i gradi di istruzione, di accedere alla sanità, di lavorare, di viaggiare e di aver riconosciuta una pensione.

Come richiedere la doppia cittadinanza

Chiunque sia cittadino di un Paese che consente la doppia cittadinanza può diventare anche cittadino italiano, ovviamente la procedura per richiedere ed ottenere la cittadinanza italiana varia in base ai motivi per cui si richiede.

In merito a come ottenere la cittadinanza italiana i nostri legali saranno disponibili per chiarimenti, potendo guidarvi esaurientemente una volta a conoscenza della vostra situazione personale e professionale.

Doppia cittadinanza in Italia, a chi conviene.

Lo status di “doppia cittadinanza” è consigliabile a chi, pur avendo trasferito i propri interessi all’estero, non intende recidere il cordone ombelicale con la Madre Patria, anche in vista di un futuro ritorno.

La doppia cittadinanza è una possibilità da tenere in considerazione per chi sceglie di spostare la propria vita in un paese straniero. In Italia si è deciso di favorire l’integrazione degli stranieri, e di consentire agli italiani all’estero di integrarsi a loro volta, senza rinunciare forzatamente ai vincoli giuridici col paese d’origine.

La doppia cittadinanza britannico/italiana: un’opportunità per i britannici per restare in Europa dopo la Brexit.

Sia la Gran Bretagna che l’Italia permettono di mantenere una doppia cittadinanza.

Così, ottenere la doppia cittadinanza britannico/italiana permetterebbe ai cittadini britannici residenti in Italia di affrontare l’uscita definitiva della Gran Bretagna dall’Unione Europea nel modo meno traumatico possibile, non avendo ancora piena consapevolezza dell’evoluzione della situazione nel loro paese di origine.

Dopo la Brexit molti cittadini inglesi, residenti all’estero, hanno scelto di richiedere la doppia cittadinanza per evitare di incappare in problemi negli spostamenti tra un paese e l’altro.

Appurato dunque che non esiste nessun ostacolo ai cittadini britannici per acquisire la doppia cittadinanza, essendo ciò consentito da entrambi i paesi in causa, bisogna tener conto di altri requisiti fondamentali per comprendere come vivere in Italia come cittadino britannico dopo la Brexit.

Lo Studio legale Boccadutri valuta soluzioni adatte ad ogni tipo di esigenza, sia che si tratti di una seconda cittadinanza, sia che si tratti dell’acquisizione del permesso di soggiorno.

La nostra identità di Studio legale Internazionale ci permette di supportarvi nella vostra lingua madre per cui non esitate a contattarci per una consulenza in Diritto dell’Immigrazione.

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Avvocato Calogero Boccadutri
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Calogero Boccadutri è il Managing Partner dello Studio Legale Internazionale Boccadutri. Ha maturato esperienza in ambito di Forex contenzioso, risarcimento danni alle persone e contenzioso amministrativo.

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4 Comments

  1. Avatar
    christian 10 Gennaio 2018 at 15:58 - Reply

    Grazie per l’articolo, molto interessante!

    Mi domando se e’ possibile ottenere la doppia residenza negli stati che non ammettono la doppia cittadinanza. Nel caso specifico, Norvegia, cittadinanza italiana e residenza in entrambi i Paesi.

    Grazie

  2. Avatar
    Marco 21 Ottobre 2018 at 19:41 - Reply

    Gentilissimo Dottor Boccadutri,

    grazie per l’utilissimo articolo. Sono un cittadino italiano residente in UK, in procinto di ottenere la cittadinanza britannica.
    Esistono delle procedure di notifica da adempiere in Italia una volta ottenuta la seconda cittadinanza all’estero (nel mio caso, cittadinanza UK)?

    Grazie mille,
    Marco

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