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Ultimo aggiornamento 25 Mar 2026

Cittadinanza iure sanguinis: dubbi costituzionali sul DL 36/2025

12 Ago 2025 - Diritto Dell’Immigrazione - 🕒 Reading time: 4 min 20 sec
Cittadinanza iure sanguinis: dubbi costituzionali sul DL 36/2025

La Corte costituzionale esaminerà il DL 36/2025 dietro richiesta del Tribunale di Torino. Scopri cosa potrebbe succedere e come ottenere assistenza legale qualificata.

La Corte Costituzionale è stata chiamata in causa dal Tribunale di Torino: dovrà analizzare il decreto-legge 36/2025, convertito nella legge 74/2025, per valutarne la legittimità costituzionale.

Il Tribunale di Torino ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità dell’art. 3-bis, contestandone la retroattività e la violazione dei principi di uguaglianza e tutela dei diritti acquisiti.

Il riconoscimento della Cittadinanza italiana iure sanguinis, oggetto di modifiche importanti nel 2025, resta al centro del dibattito dopo che il legislatore ha introdotto limiti inediti, che escludono molti di coloro che in passato sarebbero stati ritenuti idonei alla richiesta di Cittadinanza per discendenza.

Precedenti giurisprudenziali per il DL 36/2025

Anche se in modo marginale, del DL 36/2025 si era già parlato negli scranni della Corte Costituzionale.

Il 31 luglio 2025 la Corte Costituzionale ha emesso la sentenza 142/2025 in risposta a quattro ricorsi di Tribunali italiani, che chiedevano di valutare se fosse lecito che la Cittadinanza potesse essere concessa a discendenti di italiani senza limiti di generazioni, come previsto dalla legge 91/1992 e se questa pratica fosse conforme alla Costituzione.

In quell’occasione era stato tirato in ballo anche il decreto legge 36/2025 che aveva imposto, di fatto, un limite di due generazioni per le pratiche presentate successivamente alla pubblicazione del dl.

La Corte, nella sentenza 142. ha semplicemente chiarito che la nuova normativa introdotta nel 2025 (Decreto-Legge 36/2025, convertito nella Legge 74/2025), che impone nuovi requisiti per il riconoscimento della Cittadinanza iure sanguinis, non si applica ai giudizi in corso prima del 28 marzo 2025.

Relativamente alla domanda sulla concessione della Cittadinanza senza limiti di generazioni, la Corte Costituzionale aveva ritenuto che fosse conforme alla Costituzione.

Le anomalie del DL 36/2025

Il Decreto legge 36 del 2025 ha cambiato le regole sulla Cittadinanza iure sanguinis, facendo leva su una presunta urgenza, e nelle modalità in cui è stato presentato ha lasciato spiazzati tutti gli addetti ai lavori.

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Il 28 marzo 2025 e avrebbe potuto entrare in vigore il giorno successivo, 29 marzo 2025, ma nel testo c’è l’indicazione precisa sulla sua applicabilità alle pratiche presentate entro le 23:59 (ora di Roma) del 27 marzo 2025.

Questo vuol dire che trova applicazione retroattivamente

La discussione del decreto non è stata pubblicizzata ed è avvenuta nel giorno in cui i media davano risalto ad un’altra discussione.

Il Consiglio dei Ministri n. 121 del 28 marzo 2025, infatti,era atteso in relazione al decreto-legge che introduceva “disposizioni urgenti per il contrasto dell’immigrazione irregolare”, mentre la trattazione del tema Cittadinanza veniva citata solo in relazione al ridimensionamento dei Consolati e del numero di domande (vedi rivista Insieme).

Il pensiero va a tutti coloro che avevano già le pratiche di richiesta pronte, o quasi, dopo anni di ricerche e investimenti, e che hanno visto tramontare la possibilità di diventare cittadini italiani perché i requisiti che possedevano sono stati cambiati senza preavviso.

Ci si attende che la Corte Costituzionale fissi la discussione pubblica per i primi mesi del 2026, data già indicata in diverse note stampa.

Cosa prevedeva il DL 36/2025 convertito in L. 74/2025

Il DL 36/2025 (“Disposizioni urgenti in materia di Cittadinanza”) è entrato in vigore il 29 marzo 2025 ed è stato convertito (con modifiche) nella legge 74/2025 il 24 maggio 2025.

Le limitazioni retroattive del DL 36/2025

L’art. 3-bis stabilisce che è “considerato non avere mai acquisito la Cittadinanza italiana” chi:

  1. È nato all’estero ed è titolare di un’altra Cittadinanza,
  2. Non ha presentato domanda di riconoscimento o ricorso entro le 23:59 del 27 marzo 2025.

Una norma che, così com’è congegnata, colpisce anche situazioni maturate prima dell’entrata in vigore del decreto.

Le eccezioni salvaguardate dal DL 36/2025

Resta salva la posizione di chi:

  • Ha un ascendente esclusivamente italiano di primo/secondo grado (genitore o nonno),
  • Ha genitore residente in Italia da almeno due anni prima della nascita,
  • Ha già depositato domanda giudiziaria o amministrativa entro la data-limite.

Il dubbio sulla legittimità costituzionale del DL 36/2025

Diversi i profili critici evidenziati dal Tribunale di Torino sulla legittimità costituzionale.

Secondo l’ordinanza di rimessione, la nuova disciplina:

  • Introduce effetti retroattivi in contrasto con i principi di certezza del diritto;
  • Discrimina i doppi cittadini, violando gli articoli 2 e 3 della Costituzione;
  • Potrebbe violare gli obblighi internazionali e il diritto UE sullo status civitatis.

Possibili scenari della futura sentenza

Questi i possibili scenari dopo la discussione della mozione presso la Corte Costituzionale:

  1. Accoglimento totale: l’art. 3-bis verrebbe espunto; si tornerebbe al sistema ante 2025 (nessun limite di generazione, ammissione della doppia Cittadinanza, nessun obbligo relativo alla residenza in Italia …).
  2. Accoglimento parziale: la Corte potrebbe modulare gli effetti (salvaguardare, ad esempio, chi ha già avviato pratiche).
  3. Rigetto: le restrizioni resterebbero in vigore, salvo eventuale intervento legislativo correttivo.

Le dichiarazioni di vari costituzionalisti lasciano intendere che la Corte “sembra segnalare” criticità del DL 36/2025, ma la decisione resta aperta.

Conseguenze pratiche per i discendenti

SituazioneEffetto immediatoAzioni consigliate
Domanda già presentata entro 27 marzo 2025Si procede con le vecchie regoleMonitorare convocazione / integrare documenti
Domanda presentata dopo il 27 marzo 2025Sospensione in attesa che si esprima la Corte CostituzionaleValutare ricorso e richiesta di sospensione del procedimento
Nessuna domanda ancora presentataAccesso precluso fino all’esito del giudizioPreparare la documentazione per agire tempestivamente se la norma sarà annullata

Approfondimenti su casi particolari, riacquisto della Cittadinanza, situazione minori nati all’estero, sono disponibili sul sito Boccadutri.

Il futuro della Cittadinanza iure sanguinis dipende dalla prossima pronuncia costituzionale: essere informati e agire con prontezza è essenziale.

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FAQ

Che cos’è la Cittadinanza iure sanguinis?

È l’acquisizione automatica della Cittadinanza italiana per discendenza da almeno un avo cittadino, principio confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 142/2025.

Il DL 36/2025 ha cancellato il diritto di sangue?

No, ma ne limita l’applicazione ai nati all’estero con doppia Cittadinanza che non abbiano agito entro il 27 marzo 2025. La legittimità di tale limite è ora al vaglio della Corte costituzionale.

Cosa succede se la Corte dichiara incostituzionale l’art. 3-bis?

Le restrizioni decadrebbero con effetti erga omnes; potrebbero però essere definite “finestre” per evitare vuoti normativi.

Posso ancora presentare domanda di Cittadinanza?

Attualmente, solo se rientri nelle eccezioni previste dalla legge 74/2025. In altri casi conviene prepararsi e attendere l’esito del giudizio, valutando azioni cautelari.

Perché affidarsi a uno Studio legale?

Perché l’iter richiede competenze specifiche in diritto amministrativo, costituzionale e internazionale: errori o ritardi possono compromettere definitivamente il riconoscimento.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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