Ultimo aggiornamento 8 Apr 2026
Cittadinanza italiana iure sanguinis 2026: nuove regole, limiti e scadenze figli minori
- Aggiornamento 2026: parere della Corte Costituzionale
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I requisiti per la cittadinanza iure sanguinis in base alla legge
- Le novità della Legge 74 sulla cittadinanza iure sanguinis
- Cittadinanza per i nati all’estero: automatismo solo in pochi casi
- Minori stranieri o apolidi: acquisizione per beneficio di legge
- La cittadinanza attraverso i nonni: non basta che siano italiani
- Cittadinanza italiana per i figli minori nati all’estero: nuove regole e proroga dei termini
- Quanto costa la dichiarazione di cittadinanza per i figli minori
- Figli nati da cittadini italiani riconosciuti iure sanguinis
- Disposizioni per favorire il recupero delle radici italiane degli oriundi e il conseguente acquisto della cittadinanza italiana
- Riacquisto della cittadinanza da parte di ex cittadini
- Chi non è interessato dalla Legge 74/2025
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FAQ – Domande frequenti sulla cittadinanza italiana 2026
- Cosa prevede la Legge 74/2025 sulla cittadinanza italiana?
- È ancora possibile ottenere la cittadinanza iure sanguinis nel 2026?
- I figli nati all’estero da italiani hanno ancora diritto alla cittadinanza?
- Qual è la scadenza per la cittadinanza dei figli minori?
- Quanto costa la dichiarazione di cittadinanza per i figli?
- Entro quanto tempo bisogna fare la dichiarazione per i nuovi nati?
- I minori stranieri possono diventare cittadini italiani?
- I figli minori di stranieri possono ottenere la cittadinanza italiana iure sanguinis?
- Cosa succede se ho doppia cittadinanza e sono nato all’estero?
- Chi è escluso dalle nuove restrizioni sulla cittadinanza per discendenza?
- Serve dimostrare un reddito minimo per ottenere la cittadinanza?
- Come posso lavorare legalmente in Italia come discendente di italiani?
- È possibile riacquistare la cittadinanza italiana?
Le attuali regole sulla cittadinanza italiana per discendenza: limiti allo iure sanguinis, novità 2026 per i figli minori, proroga dei termini e costi della dichiarazione. Regole e tempi per il riacquisto.
La Cittadinanza italiana ha subito un’importante stretta con l’entrata in vigore della Legge 74/2025, che ha convertito, con modificazioni, il cosiddetto Decreto Cittadinanza, recante disposizioni urgenti in materia di Cittadinanza e che ha modificato in modo rilevante l’accesso alla Cittadinanza per discendenza (iure sanguinis), soprattutto per i nati all’estero.
L’obiettivo del legislatore è stato quello di rafforzare il legame effettivo con l’Italia dei discendenti degli italiani all’estero, introducendo nuovi requisiti e condizioni più stringenti.
La legge non è stata accolta con favore da molti rappresentanti di italo-discendenti all’estero e non sono mancate le contestazioni ufficiali e gli appelli alla Corte Costituzionale e alla Corte di Cassazione.
Aggiornamento 2026: parere della Corte Costituzionale
Il Decreto-Legge n. 36/2025 è stato aspramente criticato soprattutto per il suo carattere d’urgenza e per la sua applicazione retroattiva.
Un primo giudizio di legittimità costituzionale si è tenuto l’11 marzo 2026 presso la Corte costituzionale.
L’indomani, 12 marzo, la Corte ha anticipato la sentenza con un comunicato in cui ha rilevato che le accuse di incostituzionalità, mosse contro la legge, non sono fondate.
Corte Costituzionale: i limiti allo iure sanguinis sono conformi alla Costituzione
Nel marzo del 2026 la Corte costituzionale ha respinto le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Torino (nell’ambito di un procedimento promosso da alcuni discendenti di cittadini italiani residenti all’estero) contro il Decreto-Legge n. 36/2025 (convertito nella Legge n. 74/2025).
Secondo i ricorrenti, le nuove norme avrebbero potuto violare diversi principi costituzionali, tra cui:
- il principio di uguaglianza (art. 3 Cost.)
- il rispetto dei diritti fondamentali (art. 2 Cost.)
- il rispetto del diritto europeo (art. 117 Cost.)
Tramite un comunicato la Corte ha dichiarato le questioni in parte non fondate e in parte inammissibili, confermando quindi la validità delle nuove regole sulla cittadinanza italiana per discendenza.
Confermato l’obbligo di un legame effettivo e il limite ai soli figli e nipoti (seconda generazione) di cittadini nati in Italia, per contrastare le cosiddette “cittadinanze facili”.
Si attende di conoscere le motivazioni integrali di tale decisione, che saranno pubblicate nelle prossime settimane, ma la decisione resa pubblica rafforza la validità delle limitazioni introdotte nel 2025 allo iure sanguinis, che restano pienamente in vigore.
La compatibilità con i trattati europei e internazionali
- Compatibilità Europea (TUE/TFUE): la Corte ha dichiarato non fondate le questioni di violazione dell’art. 9 TUE e dell’art. 20 TFUE, che legano la cittadinanza europea a quella nazionale. Il legislatore nazionale mantiene la competenza a stabilire i requisiti, purché non arbitrari.
- Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: respinte le eccezioni riguardanti l’art. 15, comma 2, della Dichiarazione (diritto a non essere arbitrariamente privati della cittadinanza), poiché le limitazioni non configurano una privazione arbitraria.
- CEDU: inammissibili le questioni relative all’art. 3, comma 2, del IV protocollo CEDU (diritto di entrare nel territorio del proprio Stato), non ravvisando violazioni dirette nelle restrizioni della riforma.
Punti chiave sui limiti allo iure sanguinis (aggiornato a marzo 2026):
- Nuovi limiti (riforma 2025): è stato introdotto un limite più stringente, richiedendo spesso un legame più effettivo con l’Italia rispetto alla semplice discendenza genealogica illimitata.
- Costituzionalità: la Corte Costituzionale ha respinto le censure di incostituzionalità, dichiarando le nuove norme non irragionevoli e conformi alla Costituzione.
- Irretroattività: la giurisprudenza tende a escludere l’applicazione delle nuove restrizioni alle domande di cittadinanza già presentate prima dell’entrata in vigore delle nuove norme (27 marzo 2025).
In sintesi, la giurisprudenza attuale conferma che i limiti posti alla cittadinanza iure sanguinis sono legittimi, restringendo la possibilità di riconoscimento per generazioni molto lontane nel tempo.
I requisiti per la cittadinanza iure sanguinis in base alla legge
Vediamo in modo chiaro e accessibile quali sono le novità principali e cosa devono sapere gli aspiranti cittadini italiani.
Legge di riferimento in tema di Cittadinanza resta la n. 91/1992, a cui vengono apportate alcune sostanziali modifiche che, pur confermando il principio dello iure sanguinis, introducono requisiti tali da dimostrare un legame effettivo e non lontano nel tempo con l’Italia, da parte degli aspiranti cittadini.
Di fatto la sostanziale modifica riguarda la conferma del limite di generazioni, introdotto dal Decreto 36, che permettono la trasmissione della Cittadinanza italiana iure sanguinis e lo stop alla trasmissione automatica per coloro che sono nati all’estero e che sono in possesso di altra Cittadinanza.
Le novità della Legge 74 sulla cittadinanza iure sanguinis
Queste le novità introdotte prima dal Decreto Cittadinanza, già operative dal 28 marzo 2025, il cui testo è stato leggermente modificato in fase di discussione al Senato e poi confluite nella Legge 74/2025:
- Cittadinanza per chi è nato all’estero: automatismo solo in pochi casi
- Minori stranieri o apolidi: acquisizione per beneficio di legge
- Controversie in materia di accertamento dello stato di apolidia e di cittadinanza italiana
- Disposizioni per favorire il recupero delle radici italiane degli oriundi e il conseguente acquisto della cittadinanza italiana:
- Ingresso per lavoro subordinato dei discendenti di italiani
- Cittadinanza agevolata per discendenti di cittadini italiani
- Riacquisto della cittadinanza da parte di ex cittadini
Cittadinanza per i nati all’estero: automatismo solo in pochi casi
La nuova disciplina ha escluso l’attribuzione automatica della Cittadinanza italiana ai soggetti nati all’estero che siano titolari di un’altra Cittadinanza.
La norma si applica anche a coloro che sono nati prima della sua entrata in vigore.
Per la legge adesso “è considerato non avere mai acquistato la cittadinanza italiana chi è nato all’estero anche prima della data di entrata in vigore del presente articolo ed è in possesso di altra cittadinanza”, salvo che ricorra una delle seguenti condizioni:
- Riconoscimento già avvenuto o appuntamento già comunicato all’interessato dall’ufficio competente (Comune o Consolato) entro il 27 marzo 2025;
- Accertamento giudiziale a seguito di domanda presentata entro il 27 marzo 2025;
- Uno dei genitori o dei nonni, ossia dei cosiddetti “ascendenti di primo o di secondo grado” ha l’esclusivo possesso della Cittadinanza italiana (non è ammessa la doppia Cittadinanza).
È accettato anche nel caso in cui uno di loro ne fosse in possesso, in esclusiva, al momento della morte.
- Residenza legale e continuativa in Italia per almeno due anni da parte di uno dei genitori naturali o adottivi, dopo l’acquisto della Cittadinanza italiana e prima della nascita o adozione del figlio.
Minori stranieri o apolidi: acquisizione per beneficio di legge
È stata introdotta una modalità di acquisizione della cittadinanza per beneficio di legge, applicabile ai minori stranieri o apolidi discendenti da genitori cittadini italiani per nascita.
La Cittadinanza può essere ottenuta se:
- i genitori o il tutore presentano una dichiarazione di volontà;
- il minore risiede legalmente e continuativamente in Italia per almeno due anni successivi alla dichiarazione;
oppure
- la dichiarazione è presentata entro tre anni dalla nascita o dal riconoscimento/adozione da parte di un cittadino italiano.
L’articolo 14, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 91 prevedeva che i figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana, se convivono con esso, acquistano la cittadinanza italiana, ma, divenuti maggiorenni, possono rinunciarvi, se in possesso di altra cittadinanza.
La nuova legge specifica che ciò è possibile soltanto “se, alla data di acquisto o riacquisto della cittadinanza da parte del genitore, il minore risiede legalmente in Italia da almeno due anni continuativi o, se di età inferiore ai due anni, dalla nascita”.
La cittadinanza attraverso i nonni: non basta che siano italiani
La condizione relativa ai nonni nel contesto della Cittadinanza italiana iure sanguinis si riferisce a una norma specifica introdotta con le recenti modifiche alla Legge 91/1992 (in particolare Art. 3-bis, comma 1, lett. c), che disciplina l’acquisto automatico della cittadinanza per i minori nati all’estero.
La legge specifica che il bambino nato all’estero è cittadino italiano se “un ascendente diretto fino al secondo grado (genitore o nonno) possiede o possedeva alla morte solo la Cittadinanza italiana”.
Ciò vuol dire che il diritto si mantiene se la trasmissione è continuata dai nonni ai genitori.
Non basta che il nonno sia esclusivamente italiano, doveva esserlo anche il genitore al momento della nascita del figlio per poter continuare la linea di sangue.
Se il genitore si naturalizza straniero prima della nascita del figlio, anche se il nonno non ha perso la cittadinanza italiana, interrompe la linea di sangue.
I nonni costituiscono di fatto un punto di partenza della linea di sangue, ma non basta che pur vivendo all’estero abbiano mantenuto la cittadinanza italiana, devono averlo fatto anche i loro figli alla nascita della generazione successiva.
Cittadinanza italiana per i figli minori nati all’estero: nuove regole e proroga dei termini
Negli ultimi interventi normativi sono state introdotte importanti novità anche per quanto riguarda la cittadinanza italiana dei figli minori nati all’estero.
In particolare, è stata prevista una proroga del termine per presentare la dichiarazione di cittadinanza per beneficio di legge.
Per i figli nati prima del 25 maggio 2025, il termine per presentare la dichiarazione è stato prorogato fino al 31 maggio 2029.
Questo significa che i genitori hanno più tempo per completare la procedura necessaria a far riconoscere la cittadinanza italiana ai propri figli.
Per i figli nati dopo il 25 maggio 2025, invece, la dichiarazione deve essere presentata entro tre anni dalla nascita.
| Situazione | Termine per la dichiarazione |
| Figli nati prima del 25 maggio 2025 | Entro il 31 maggio 2029 |
| Figli nati dopo il 25 maggio 2025 | Entro 3 anni dalla nascita |
Quanto costa la dichiarazione di cittadinanza per i figli minori
Un’altra novità importante riguarda i costi della procedura.
In precedenza, per presentare la dichiarazione di cittadinanza era richiesto il pagamento di un contributo amministrativo di 250 euro.
Le nuove disposizioni, in vigore dal 1° gennaio 2026, hanno eliminato questo contributo.
Di conseguenza, la dichiarazione di cittadinanza per beneficio di legge non è più soggetta al pagamento del contributo di 250 euro, rendendo la procedura più accessibile alle famiglie.
Figli nati da cittadini italiani riconosciuti iure sanguinis
I figli di cittadini riconosciuti italiani tramite iure sanguinis, nati in Italia, possono diventare cittadini italiani, ma a determinate condizioni:
1.Figlio nato in Italia da cittadino italiano iure sanguinis.
Se il genitore, straniero, è già stato riconosciuto cittadino italiano al momento della nascita, il figlio nato in Italia è cittadino italiano automaticamente dalla nascita
Non è necessaria alcuna dichiarazione per acquisire la cittadinanza.
Serve solo:
- registrazione della nascita presso il Comune italiano
- iscrizione nei registri dello stato civile
✔ In questo caso non si applicano termini o limiti temporali.
2. Figlio nato all’estero da cittadini italiani (iure sanguinis).
Qui la situazione è più complessa:
Ipotesi A: genitore già riconosciuto italiano prima della nascita
il figlio è cittadino italiano dalla nascita, anche se nato all’estero
Ma:
- è necessaria la trascrizione dell’atto di nascita in Italia
- senza trascrizione, la cittadinanza esiste ma non è operativa
Ipotesi B: genitore NON ancora riconosciuto al momento della nascita
Questo è il caso più frequente nella pratica.
il figlio non ottiene automaticamente la cittadinanza
In questo caso:
- può acquisirla tramite beneficio di legge
- i genitori devono presentare una dichiarazione
3. Le nuove regole (2025–2026) per i figli nati all’estero.
Per i figli minori nati all’estero da genitori che ottengono la cittadinanza dopo:
Termini
- nati prima del 25 maggio 2025
– dichiarazione entro 31 maggio 2029 - nati dopo il 25 maggio 2025
– dichiarazione entro 3 anni dalla nascita
Costi
la dichiarazione è gratuita
(non è più richiesto il contributo di 250 euro)
Riassunto delle differenze
| Situazione | Cittadinanza automatica | Serve dichiarazione | Termine |
| Nato in Italia da cittadino italiano iure sanguinis | Sì | No | Nessuno |
| Nato all’estero da cittadino già riconosciuto | Sì | No (ma serve trascrizione) | Nessuno |
| Nato all’estero da genitore non ancora riconosciuto | No | Sì | 3 anni o 31 maggio 2029 |
Questa distinzione ha conseguenze concrete:
- molte famiglie devono attivarsi rapidamente per non perdere il diritto
- errori nei tempi o nelle procedure possono compromettere definitivamente la possibilità di ottenere la cittadinanza
- i casi devono essere analizzati singolarmente.
Quando non è possibile ottenere la cittadinanza se figlio di cittadino iure sanguinis
Il figlio minore di cittadino italiano iure sanguinis non può ottenere la cittadinanza italiana se:
- il genitore non ha ancora ottenuto il riconoscimento della cittadinanza italiana
- la dichiarazione non viene presentata nei termini previsti
- non è possibile dimostrare il rapporto di filiazione
Disposizioni per favorire il recupero delle radici italiane degli oriundi e il conseguente acquisto della cittadinanza italiana
Le modifiche apportate alla legislazione italiana in merito al recupero delle radici italiane, in forma alternativa allo iure sanguinis, riguardano chi decide di:
- lavorare in Italia —> Ingresso per lavoro subordinato dei discendenti di italiani.
- vivere in Italia —> Cittadinanza agevolata per discendenti di cittadini italiani
Ingresso per lavoro subordinato dei discendenti di italiani
La normativa prevede un regime agevolato per l’ingresso in Italia a fini lavorativi per stranieri residenti all’estero che:
- siano discendenti diretti di cittadini italiani;
- abbiano la Cittadinanza di Stati di storica emigrazione italiana.
A tali soggetti è consentito l’ingresso e il soggiorno in Italia per lavoro subordinato, anche al di fuori delle quote annuali previste dal decreto flussi.
L’elenco degli Stati interessati sarà definito mediante decreto interministeriale.
Recita la nuova norma: “È consentito, al di fuori delle quote di cui all’articolo 3, comma 4, con le procedure di cui all’articolo 22, l’ingresso e il soggiorno per lavoro subordinato allo straniero residente all’estero, discendente di cittadino italiano e in possesso della cittadinanza di uno Stato di destinazione di rilevanti flussi di emigrazione italiana”.
Cittadinanza agevolata per discendenti di cittadini italiani
È inoltre prevista una semplificazione del requisito di residenza per gli stranieri il cui genitore o nonno sia, o sia stato, cittadino italiano per nascita.
In tali casi, la durata minima di residenza legale continuativa in Italia richiesta per la concessione della cittadinanza viene ridotta da tre a due anni.
Agevolazioni per la Cittadinanza anche per gli stranieri (maggiorenni) nati in Italia, che vi risiedono legalmente da almeno tre anni.
L’art. 9 , comma 1, della legge 5 febbraio 1992, risulta così modificato: “La cittadinanza italiana può essere concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’interno:
- allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono o sono stati cittadini per nascita, e che risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno due anni comunque fatto salvo quanto previsto dall’articolo 4, comma 1, lettera c);
- a -bis ) allo straniero nato nel territorio della Repubblica che vi risiede legalmente da almeno tre anni”.
L’art. 9, comma 1, alle lettere a e a -bis rientra nel quadro della normativa sulla Cittadinanza per residenza o naturalizzazione, per cui i richiedenti dovranno dimostrare ulteriori e appositi requisiti.
Riacquisto della cittadinanza da parte di ex cittadini
La legge n. 74 del 23 maggio 2025 ha introdotto una finestra temporale per il riacquisto della Cittadinanza italiana, riservata a chiunque l’abbia perduta in base alla Legge n. 555 del 1912 (si perde la cittadinanza italiana se si acquista la cittadinanza di altro Stato).
Possono beneficiare della misura:
- i soggetti nati in Italia;
- coloro che vi abbiano risieduto per almeno due anni continuativi.
Per riottenere la Cittadinanza dovranno presentare una dichiarazione formale di riacquisto durante un periodo che va dal 1° luglio 2025 al 31 dicembre 2027.
Il legislatore intende in questo modo sanare situazioni di perdita automatica della Cittadinanza, legate a contesti normativi superati.
In questo caso il riacquisto della Cittadinanza italiana sarà esclusivamente volontario.
Chi non è interessato dalla Legge 74/2025
La legge 74/2025 non riguarda:
- coloro che sono già stati riconosciuti cittadini italiani iure sanguinis, tramite istanza amministrativa o procedimento giudiziario.
- coloro che hanno presentato domanda, preso appuntamento per presentare domanda, o intentato una causa, basandosi sulle regole precedenti, entro le 23:59 (ora di Roma) del 27 marzo 2025.
In questa situazione si rimane idonei e la domanda dovrà essere valutata secondo le regole precedenti (vedi “Come richiedere la cittadinanza italiana iure sanguinis”).
La riforma della cittadinanza italiana introdotta dalla Legge 74/2025 segna un cambiamento epocale, in particolare per gli italo-discendenti nati all’estero.
Lo iure sanguinis non è più automatico e richiede requisiti stringenti che dimostrino un legame reale con l’Italia.
È essenziale agire per tempo, raccogliere la documentazione adeguata e, in caso di dubbi, rivolgersi a uno studio legale che si occupa di cittadinanza italiana.
I nostri avvocati del Dipartimento Immigrazione forniscono assistenza a chiunque abbia bisogno di delucidazioni e chiarimenti, restando in attesa di ulteriori istruzioni e linee guida da parte del Ministero della Giustizia italiano per l’attuazione amministrativa della nuova legge.
FAQ – Domande frequenti sulla cittadinanza italiana 2026
Cosa prevede la Legge 74/2025 sulla cittadinanza italiana?
La Legge 74/2025 ha introdotto modifiche importanti alla cittadinanza italiana, in particolare per i discendenti di italiani nati all’estero. Le principali novità includono:
Stop all’automatismo dello ius sanguinis per chi è nato all’estero e possiede un’altra cittadinanza;
Nuovi requisiti di residenza per ottenere o riottenere la cittadinanza;
Limitazioni probatorie nei contenziosi giudiziari;
Agevolazioni per lavoro subordinato per oriundi italiani;
Possibilità di riacquisto della cittadinanza per chi l’ha persa secondo norme passate.
L’obiettivo della riforma è dimostrare un legame effettivo con l’Italia, non solo genealogico ma anche personale e territoriale.
È ancora possibile ottenere la cittadinanza iure sanguinis nel 2026?
Sì, ma non più automaticamente per tutti i nati all’estero. È necessario soddisfare almeno una delle seguenti condizioni:
L’ascendente italiano (genitore o nonno) possedeva esclusivamente la cittadinanza italiana al momento della nascita o della morte;
Uno dei genitori ha risieduto legalmente e continuativamente in Italia per almeno due anni prima della nascita o adozione del figlio;
Il procedimento amministrativo o giudiziale è stato avviato entro il 27 marzo 2025.
Chi non rientra in queste casistiche dovrà dimostrare un legame attivo con l’Italia o valutare altre forme di accesso alla cittadinanza.
I figli nati all’estero da italiani hanno ancora diritto alla cittadinanza?
Solo se soddisfano determinate condizioni: l’ascendente italiano non deve aver avuto doppia cittadinanza, oppure il genitore italiano ha vissuto in Italia almeno due anni prima della nascita.
Qual è la scadenza per la cittadinanza dei figli minori?
Per i figli nati prima del 25 maggio 2025 la dichiarazione può essere presentata fino al 31 maggio 2029.
Quanto costa la dichiarazione di cittadinanza per i figli?
Il contributo amministrativo di 250 euro è stato eliminato.
Entro quanto tempo bisogna fare la dichiarazione per i nuovi nati?
Per i figli nati dopo il 25 maggio 2025 la dichiarazione deve essere presentata entro tre anni dalla nascita.
I minori stranieri possono diventare cittadini italiani?
Sì, se figli di cittadini italiani per nascita. Serve una dichiarazione dei genitori/tutori e la residenza in Italia per almeno due anni, oppure dichiarazione entro un anno dalla nascita.
I figli minori di stranieri possono ottenere la cittadinanza italiana iure sanguinis?
I figli minori di cittadini italiani iure sanguinis non acquisiscono la cittadinanza ricostruendo direttamente la linea genealogica, ma attraverso un meccanismo giuridico diverso, noto come “beneficio di legge”.
In questi casi, il minore acquisisce la cittadinanza in quanto figlio di un cittadino italiano, ma è necessario rispettare specifiche condizioni e procedure.
A seguito delle modifiche normative introdotte nel 2025 e degli aggiornamenti successivi, l’acquisto della cittadinanza per i figli minori di cittadini italiani non è sempre automatico e non lo è neppure per i figli minori di cittadini riconosciuti italiani.
Cosa succede se ho doppia cittadinanza e sono nato all’estero?
Con la nuova legge, non viene riconosciuta automaticamente la cittadinanza italiana iure sanguinis a chi:
È nato all’estero;
Possiede un’altra cittadinanza (es. statunitense, brasiliana, ecc.);
Non rientra in una delle eccezioni previste dalla Legge 74/2025.
In assenza di requisiti come la residenza in Italia del genitore o un riconoscimento già avvenuto, sarà necessario intraprendere un nuovo iter per richiedere la cittadinanza, dimostrando un legame effettivo e personale con l’Italia.
Chi è escluso dalle nuove restrizioni sulla cittadinanza per discendenza?
Le nuove regole non si applicano retroattivamente a chi ha già avviato il percorso di riconoscimento. Sono infatti esclusi:
Chi è già stato riconosciuto cittadino italiano iure sanguinis, in sede amministrativa o giudiziaria;
Chi ha presentato domanda, fissato un appuntamento o avviato un giudizio entro il 27 marzo 2025 (ore 23:59, ora di Roma).
In questi casi, la richiesta verrà valutata secondo le norme precedenti, senza applicazione delle nuove restrizioni.
Serve dimostrare un reddito minimo per ottenere la cittadinanza?
Sì. Uno dei requisiti richiesti è la dimostrazione di sufficiente capacità reddituale, soprattutto per chi richiede la cittadinanza per residenza.
Come posso lavorare legalmente in Italia come discendente di italiani?
Se sei discendente di cittadini italiani e risiedi in un Paese di storica emigrazione italiana, puoi entrare e soggiornare in Italia per lavoro subordinato anche al di fuori delle quote del decreto flussi.
È sufficiente:
Essere discendente diretto di un cittadino italiano (genitore, nonno);
Avere la cittadinanza di uno Stato incluso nell’elenco che verrà definito con decreto interministeriale.
Questa agevolazione mira a favorire il rientro e l’integrazione degli oriundi nel tessuto sociale ed economico italiano.
È possibile riacquistare la cittadinanza italiana?
Sì. Chi l’ha persa ai sensi della legge del 1912 potrà riacquistarla con dichiarazione formale tra il 1° luglio 2025 e il 31 dicembre 2027, se nato in Italia o residente da almeno due anni continuativi.
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