Ultimo aggiornamento 17 Giu 2025
Cosa fare in caso di incidente stradale mortale in Italia
- Quali danni possono essere risarciti dopo un incidente stradale mortale?
- Chi ha diritto al risarcimento in caso di incidente stradale con vittime?
- Come dimostrare il diritto al risarcimento: documenti e prove
- Esiste un limite alle persone risarcibili dopo un decesso da incidente?
- Come fare richiesta di risarcimento all’assicurazione dopo un incidente mortale
- A quanto può ammontare il risarcimento dopo un incidente stradale mortale
- Come richiedere il risarcimento danni per incidente mortale
- Quando serve una causa civile per ottenere il risarcimento?
- Risarcimento per vittime a bordo e pedoni: quali differenze?
- Vittime sui veicoli
- Vittime tra i passanti
- Conclusione
-
FAQ – Cosa fare in caso di incidente stradale mortale in Italia
- Qual è la prima cosa da fare in caso di incidente stradale mortale?
- Quali danni possono essere risarciti in caso di incidente stradale mortale?
- Entro quanto tempo va richiesta l’indennità?
- Cosa serve per la domanda di risarcimento?
- Quando è necessaria una causa civile?
- Cosa succede se il veicolo non è assicurato o non identificato?
Cosa fare in caso di incidente mortale in Italia: chi ha diritto al risarcimento, come ottenerlo, documenti necessari e cosa fare se il veicolo non è assicurato.
In caso di incidente stradale mortale in Italia, la prima cosa da fare è chiamare i soccorsi.
Purtroppo, gli incidenti stradali con gravi conseguenze sono una triste realtà che può colpire chiunque.
In caso di un incidente stradale mortale, è fondamentale sapere quali passi sia meglio intraprendere per tutelarsi, sia se si è coinvolti in prima persona o in quanto congiunti della vittima.
I numeri di riferimento per chiedere aiuto in Italia sono:
- 112, numero di emergenza unico europeo;
- 113, Polizia di Stato;
- 115, Vigili del Fuoco;
- 118, emergenza medica.
Il numero 112 dell’UE rappresenta il numero di emergenza unico a livello europeo, permette di chiedere assistenza gratuitamente in tutti i paesi dell’UE ed è un servizio multilingue.
Quali danni possono essere risarciti dopo un incidente stradale mortale?
In caso di incidente stradale mortale, i danni che possono essere risarciti sono di due tipi:
-
Danni patrimoniali (relativi alle perdite materiali):
- danno emergente. Rappresenta il danno economico che ha subito la famiglia della vittima per affrontare spese legate all’incidente (mediche, funerarie, …)
-
lucro cessante. Rappresenta il danno economico conseguente alla morte del congiunto a causa dell’incidente stradale, e cioè gli introiti che vengono a mancare venendo meno la persona che li guadagnava.
Coloro che beneficiavano di tale contributo possono chiedere il risarcimento del danno al responsabile dell’illecito, ossia a chiunque venga ritenuto responsabile dell’incidente stradale).
-
Danni non patrimoniali (coprono aspetti non tangibili del danno, sebbene reali, come il lutto, la sofferenza emotiva, il peggioramento della qualità della vita dei congiunti della vittima):
- danno biologico. Pregiudizio psicofisico suscettibile di accertamento medico (soprattutto depressione);
- danno da perdita del rapporto parentale. Riguarda la sofferenza emotiva e il peggioramento della qualità della vita dei familiari a seguito della perdita del congiunto. Solitamente include sia il danno esistenziale che il danno morale, sebbene possano essere distinti in termini di natura e di prova. Il danno esistenziale riguarda lo sconvolgimento dell’esistenza e la perdita delle abitudini di vita, mentre il danno morale riguarda la sofferenza psicologica e affettiva.
Chi ha diritto al risarcimento in caso di incidente stradale con vittime?
Se in seguito ad un incidente automobilistico, nell’immediatezza o successivamente, dovesse avvenire un decesso, l’assicurazione della persona che ha causato l’incidente dovrebbe risarcire, in via teorica, chiunque sia legato alla vittima in termini di parentela o da un comprovato e duraturo legame affettivo, anche se non dovessero risultare conviventi con il deceduto.
Per prossimi congiunti si intendono:
- il coniuge (non separato)
- il partner dell’unione civile
- i figli (legittimi, naturali o adottivi)
- i genitori
- i fratelli e le sorelle
- il convivente
Potrebbero essere riconosciuti come vittime secondarie e quindi avere diritto al risarcimento anche nonni e nipoti in linea retta, se provato in modo inequivocabile lo stretto legame affettivo, la convivenza e l’assenza di altri familiari in vita.
Come dimostrare il diritto al risarcimento: documenti e prove
Ogni soggetto che ritiene di avere diritto (coniuge, figli, genitori, fratelli, …) deve presentare la domanda di risarcimento, autonomamente o tramite un legale.
Per erogare un risarcimento familiari vittima incidente, verrà chiesto di documentare il proprio rapporto con la vittima, per cui il nostro suggerimento è quello di produrre:
- Stato di famiglia
- Certificato di nascita
- Eventuale certificato di convivenza (per il coniuge/convivente)
- Eventuali documenti che provino la relazione affettiva (foto, lettere, testimonianze)
Esiste un limite alle persone risarcibili dopo un decesso da incidente?
Non esiste un numero massimo di persone risarcibili stabilito per legge.
Il risarcimento del danno da morte può spettare a tutti i soggetti legati alla vittima da un vincolo familiare o affettivo rilevante, purché sia provato un danno morale o materiale subito a causa della perdita.
In sintesi: non c’è un limite fisso di persone che possono essere risarcite.
Ogni caso viene valutato individualmente, tenendo conto:
- della prossimità del rapporto con il defunto;
- dell’effettiva sofferenza o del danno economico subito.
Il risarcimento è individuale, ogni congiunto ha diritto a vedersi riconosciuto il proprio danno personale.
Ad esempio, il coniuge o il convivente per la perdita del partner, il figlio per la perdita del genitore e i genitori per la perdita del figlio.
Ognuno può ottenere il risarcimento indipendentemente dagli altri (e quindi il fatto che il coniuge o i figli siano già stati risarciti non esclude il risarcimento ai genitori).
Anche i fratelli e le sorelle possono ottenere un risarcimento se dimostrano l’esistenza di un rapporto affettivo stretto con la vittima.
Quello che viene preso in considerazione è:
- la profondità del legame familiare;
- la frequenza e l’intensità dei rapporti (convivenza, frequentazione, rapporti particolarmente stretti);
- l’effettiva sofferenza causata dalla perdita.
Non è automatico perché, se emerge che il rapporto era affievolito o inesistente, il risarcimento può essere ridotto o negato.
Come fare richiesta di risarcimento all’assicurazione dopo un incidente mortale
Per ottenere il risarcimento del danno da incidente mortale, i parenti della vittima devono presentare innanzitutto un’istanza di risarcimento alla compagnia assicurativa del veicolo responsabile dell’incidente.
Il diritto al risarcimento per i sinistri stradali si prescrive in due anni (articolo 2947, comma 2 del Codice Civile) ma se il sinistro costituisce un reato, e per quel reato è previsto un termine di prescrizione più lungo, tale termine si applica anche all’azione civile (articolo 2947, comma 3 del Codice Civile).
L’istanza può essere presentata dal congiunto o dal suo legale rappresentante.
Deve contenere:
- Dati anagrafici del richiedente e della vittima.
- Data e luogo dell’incidente.
- Breve descrizione del danno subito.
- Documentazione allegata.
- Indicazione delle somme richieste, eventualmente basate sulle Tabelle di Milano o Roma.
L’assicurazione deve rispondere entro 90 giorni dal ricevimento della domanda (secondo il Codice delle Assicurazioni Private).
Importante. Se il veicolo responsabile non è assicurato o non è stato identificato, esiste la possibilità di rivolgersi al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada per ottenere il risarcimento.
A quanto può ammontare il risarcimento dopo un incidente stradale mortale
Secondo la Corte di Cassazione, il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale deve seguire un sistema a punti che tenga conto di vari fattori, tra cui:
- età della vittima;
- età del superstite;
- grado di parentela ed eventuale convivenza.
Il risarcimento è calcolato in base a vari fattori, tra cui il rapporto di parentela con la vittima e la sua età al momento del decesso.
Come richiedere il risarcimento danni per incidente mortale
Ci sono dei passaggi obbligati per richiedere il risarcimento.
Volendoli riassumere possiamo sintetizzarli nel seguente modo:
- Raccolta documentazione. Per dimostrare il proprio diritto al risarcimento occorrerà presentare verbali della polizia, referti medici, ricevute delle spese sostenute, …
- Denuncia. Va presentata denuncia del sinistro alla compagnia di assicurazione del veicolo responsabile.
- Richiesta di risarcimento. Si formula la richiesta di risarcimento alla compagnia di assicurazione, allegando tutta la documentazione.
La compagnia di assicurazione liquiderà il risarcimento in base alle Tabelle di risarcimento in uso o in seguito a una trattativa amichevole.
Èconsigliabile farsi assistere da un avvocato specializzato in infortunistica stradale per tutelare i propri interessi.
Quando serve una causa civile per ottenere il risarcimento?
Il danneggiato può dover avviare una causa civile, davanti al Tribunale competente, nel caso in cui l’assicurazione neghi il risarcimento o l’importo del risarcimento è ritenuto troppo basso.
Prima di arrivare alla causa civile ci sono passaggi obbligati da rispettare:
- Denuncia all’assicurazione entro 3 giorni dal sinistro.
- Acquisizione del rapporto delle autorità intervenute sul luogo dell’incidente mortale e acquisizione di eventuali testimonianze.
- Acquisizione perizia medico-legale.
- Tentativo di mediazione assistita per trovare un accordo ed evitare il processo civile.
Se non si raggiunge un accordo stragiudiziale, si passa alla fase processuale vera e propria, con causa civile presso il Tribunale competente.
In media, una causa civile per incidente stradalepuò durare dai due ai cinque anni.
Risarcimento per vittime a bordo e pedoni: quali differenze?
In caso di incidente stradale mortale, è cruciale la distinzione tra le vittime che si trovavano sui veicoli e quelle che non si trovavano sugli stessi (cd. passanti), anche per determinare le responsabilità e i diritti al risarcimento.
In un incidente stradale mortale, si distinguono le vittime che si trovavano a bordo dei veicoli coinvolti (es. conducenti, passeggeri) da quelle che non lo erano (es. pedoni e ciclisti).
Le vittime dei veicoli sono generalmente coinvolte direttamente nell’impatto, mentre le vittime non a bordo subiscono le conseguenze dell’incidente.
Vittime sui veicoli
Se la vittima si trovava su un veicolo, ossia era un “terzo trasportato”, la responsabilità principale ricade sul conducente del veicolo coinvolto nell’incidente.
L’assicurazione del veicolo responsabile è tenuta a risarcire i danni subiti dalle vittime e dai loro familiari.
Se l’incidente è stato causato da carenze nella manutenzione della strada, l’Ente proprietario della strada può essere ritenuto responsabile e tenuto al risarcimento dei danni.
Vittime tra i passanti
Se un passante rimane vittima di un incidente tra autovetture la responsabilità principale ricade sul conducente del veicolo che ha causato l’incidente.
È sempre previsto un indennizzo per un pedone deceduto ma se la vittima stava attraversando sulle strisce:
- Il conducente ha una responsabilità aggravata.
- Il conducente deve dimostrare che l’impatto era inevitabile, anche adottando ogni cautela prevista.
In assenza di prova contraria, il conducente colpevole dell’incidente (e la compagnia assicurativa del veicolo) sono tenuti al risarcimento dei danni ai familiari superstiti.
L’assicurazione del veicolo responsabile è comunque tenuta a risarcire i danni subiti dai passanti e dai loro familiari.
Se l’incidente è stato causato da carenze nella manutenzione della strada, l’Ente proprietario della strada può essere ritenuto responsabile e tenuto al risarcimento dei danni.
Conclusione
Affrontare le conseguenze di un incidente stradale mortale è un’esperienza traumatica e complessa.
È essenziale essere informati sui propri diritti e sulle procedure da seguire per fare richiesta danni mortali strada e ottenere il giusto risarcimento.
Se tu o un tuo caro siete stati coinvolti in un incidente stradale mortale, non esitare a rivolgerti allo Studio legale internazionale Boccadutri per ricevere l’assistenza necessaria.
FAQ – Cosa fare in caso di incidente stradale mortale in Italia
Qual è la prima cosa da fare in caso di incidente stradale mortale?
La prima cosa da fare è chiamare immediatamente i soccorsi. È preferibile per gli stranieri chiamare il 112, gratuito e disponibile in tutta l’UE con servizio multilingue.
Quali danni possono essere risarciti in caso di incidente stradale mortale?
Patrimoniali: spese mediche, funerarie, perdita di reddito.
Non patrimoniali: sofferenza per la perdita del congiunto.
Entro quanto tempo va richiesta l’indennità?
Entro 2 anni dall’incidente. Se l’evento è reato, vale il termine di prescrizione penale.
Cosa serve per la domanda di risarcimento?
Stato di famiglia, certificati di nascita o convivenza.
Prove del legame affettivo (foto, lettere, testimonianze).
Quando è necessaria una causa civile?
Se l’assicurazione:
Rifiuta il risarcimento,
Offre un importo insufficiente, dopo il tentativo obbligatorio di mediazione.
Cosa succede se il veicolo non è assicurato o non identificato?
Si può richiedere il risarcimento al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
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