Cittadinanza italiana per matrimonio: i rischi del DDL 1450/2025
Cittadinanza italiana per matrimonio: rischi del DDL 1450. La nuova legge potrebbe limitare la Cittadinanza per matrimonio ai residenti in Italia. Scopri perché è urgente fare domanda ora.
il DDL 1450/2025, “Disposizioni in materia di cittadinanza” è stato presentato al Senato italiano l’8 aprile 2025, e prevede modifiche drastiche alla legge sulla Cittadinanza (per matrimonio e iure sanguinis).
Dal momento della sua presentazione, il disegno di legge1450 incombesulle coppie con diversa Cittadinanza eha acceso il dibattito sulla Cittadinanza italiana per matrimonio.
La proposta, ancora in fase di discussione parlamentare, prevede l’introduzione di modifiche significative che potrebbero escludere molti coniugi di cittadini italiani residenti all’estero dal diritto di naturalizzazione agevolata.
Chi ha i requisiti oggi dovrebbe agire senza ritardi perché, anche se la proposta di legge giace da mesi nei cassetti dei parlamentari, se la norma venisse approvata nella forma attuale, migliaia di richieste di Cittadinanza non sarebbero più ammissibili.
Le regole attuali sulla Cittadinanza per matrimonio
Attualmente, ai sensi dell’art. 5 della Legge n. 91/1992, può chiedere la Cittadinanza italiana per matrimonio:
- Il coniuge straniero di un cittadino italiano residente in Italia, dopo 2 anni di matrimonio;
- Il coniuge straniero di un cittadino italiano residente all’estero, dopo 3 anni di matrimonio.
In entrambi i casi i tempi possono essere dimezzati (1 anno o 18 mesi) in presenza di figli comuni, anche adottati.
La domanda va presentata in modalità telematica (Ministero dell’Interno o Consolato competente) e l’iter può impiegare anche più di due anni, a seconda della complessità della documentazione e delle verifiche.
I requisiti principali, oltre alla durata minima del matrimonio, sono:
- conoscenza della lingua italiana (livello B1 CEFR),
- assenza di precedenti penali,
- regolarità del matrimonio e assenza di separazioni in corso.
Questo quadro finora ha consentito a molti coniugi stranieri di cittadini italiani all’estero di aspirare alla Cittadinanza italiana mantenendo la loro residenza estera.
Recentemente, la Corte Costituzionale ha stabilito che soggetti con gravi limitazioni cognitive o disabilità certificate possono essere esentati dal requisito linguistico (B1) previsto anche per la Cittadinanza per matrimonio.
Cosa prevede il DDL 1450/2025
Il nuovo disegno di legge, attualmente in esame, mira a limitare l’accesso alla Cittadinanza per matrimonio ai soli residenti in Italia.
In pratica, verrebbe eliminata la possibilità per i coniugi residenti all’estero di ottenere la Cittadinanza italiana in via agevolata, salvo rare eccezioni (es. presenza continuativa in Italia o comprovato legame economico-culturale).
Chiamato a dare il proprio parere (che non è vincolante) in merito, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) ha bocciato il DDL, in quanto viola i principi di uguaglianza e di non retroattività, penalizzando in particolare le coppie miste che vivono stabilmente fuori dai confini nazionali.
Perché è importante agire subito
Se il DDL dovesse diventare legge nella forma attuale:
- I residenti all’estero non potrebbero più richiedere la Cittadinanza per matrimonio;
- Le domande già presentate verrebbero valutate secondo la normativa vigente solo se completate prima dell’entrata in vigore;
- Potrebbe essere introdotta una valutazione più rigida dei legami con l’Italia, anche per i residenti.
Chi è attualmente coniugato con un cittadino italiano e risiede all’estero deve tener conto che il fantasma del DDL aleggia, e che da un giorno all’altro potrebbe diventare legge e rendere non idonee persone che attualmente hanno i requisiti per fare richiesta di Cittadinanza italiana.
L’assistenza legale specializzata è fondamentale per:
- verificare la completezza della documentazione e agire con tempestività;
- evitare errori formali che potrebbero ritardare la procedura;
- monitorare l’evoluzione legislativa e tutelare i propri diritti.
Il DDL 1450/2025 potrebbe cambiare radicalmente le regole per i coniugi residenti all’estero, chi ha già i requisiti dovrebbe presentare domanda immediatamente e affidarsi a un avvocato per evitare errori o ritardi che potrebbero compromettere il riconoscimento del diritto.
Come richiedere assistenza legale
Lo Studio Legale Boccadutri fornisce consulenza personalizzata in lingua italiana e inglese, seguendo la procedura dall’invio dell’istanza fino al giuramento finale.
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FAQ – Cittadinanza per matrimonio e DDL 1450/2025
Chi rischia di perdere il diritto alla Cittadinanza per matrimonio?
I coniugi di cittadini italiani residenti all’estero che non abbiano ancora presentato la domanda.
Posso ancora richiedere la cittadinanza se il DDL non è ancora legge?
Sì, fino all’entrata in vigore della nuova normativa valgono le regole attuali.
Se presento domanda oggi, la legge futura può annullarla?
No, in base al principio di irretroattività, le domande già protocollate dovrebbero essere valutate secondo la normativa vigente al momento della presentazione.
Quanto tempo serve per ottenere la Cittadinanza?
La procedura può durare fino a 36 mesi, ma è fondamentale che la domanda sia completa e corretta sin dall’inizio.
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