Quando una persona possiede beni, immobili, conti correnti o investimenti in più Paesi, oppure vive stabilmente all’estero, alla sua morte la successione può diventare molto più complessa rispetto ad una normale eredità nazionale.
In questi casi occorre stabilire quale legge disciplina l’intera successione, quale autorità è competente, se gli eredi devono aprire procedure in più Stati e dove devono essere pagate eventuali imposte.
Il Regolamento (UE) n. 650/2012 ha introdotto regole comuni per gran parte dei Paesi europei, ma la fiscalità continua a dipendere dalle normative nazionali, che negli ultimi anni hanno subito importanti modifiche.
Attualmente il problema non è solo scegliere la legge applicabile, ma coordinare successione, fiscalità, donazioni pregresse, immobili in più Paesi e documenti necessari per sbloccare il patrimonio.
In questa guida aggiornata al 2026 analizziamo le principali regole sulle successioni europee e internazionali, le novità più rilevanti e gli aspetti da valutare quando il patrimonio coinvolge più ordinamenti.
Quando una successione è internazionale?
Una successione viene considerata internazionale (o transfrontaliera) quando presenta elementi di collegamento con gli ordinamenti giuridici di più Paesi.
Ciò accade se il defunto possedeva beni all’estero, risiedeva abitualmente in uno Stato diverso da quello di origine, oppure se gli eredi si trovano in nazioni differenti.
Quando si configura l’internazionalità
Una successione assume un carattere internazionale principalmente quando si verifica almeno una di queste condizioni:
- Residenza estera: il defunto aveva la cittadinanza di un Paese ma viveva e risiedeva stabilmente in un altro Stato al momento della morte.
- Patrimonio diffuso: i beni ereditari (immobili, conti correnti, investimenti o auto) si trovano in uno o più Stati diversi da quello di residenza del defunto.
- Dislocazione degli eredi: i soggetti chiamati all’eredità risiedono in Paesi diversi rispetto a quello in cui si è aperta la successione o in cui si trovano i beni.
- Testamento estero: l’atto di ultime volontà è stato redatto all’estero, secondo forme giuridiche straniere o rinvia esplicitamente alla legge di un altro Stato.
La regola principale: la residenza abituale
All’interno dell’Unione Europea, la materia è regolata dal Regolamento UE n. 650/2012.
Il principio fondamentale stabilisce quanto segue:
- La legge applicabile all’intera successione è quella dello Stato in cui il defunto aveva la sua residenza abituale al momento del decesso.
- La residenza abituale viene valutata caso per caso, individuando il luogo in cui la persona aveva stabilito il centro dei propri interessi vitali, familiari e sociali.
L’eccezione: la “Professio Iuris”
Il cittadino ha la possibilità di pianificare in anticipo la propria successione. Attraverso un testamento, una persona può esprimere la scelta della legge del proprio Stato di cittadinanza (optando per la legge nazionale invece che per quella del Paese di residenza).
Questa facoltà permette di evitare che una successione venga regolata da norme straniere non desiderate.
Un cittadino italiano residente all’estero può scegliere, tramite testamento, che alla propria successione continui ad applicarsi la legge italiana.
Quale legge si applica ad una successione internazionale?
Il Regolamento (UE) n. 650/2012 è la normativa europea che disciplina le successioni internazionali e transfrontaliere, applicabile a tutte le successioni aperte a partire dal 17 agosto 2015.
Conosciuto anche come Bruxelles IV, il Regolamento continua a determinare la gestione del patrimonio di cittadini con residenze all’estero o beni dislocati in più Paesi.
Il Regolamento unifica le regole di diritto internazionale privato tra i Paesi membri per:
- Determinare quale autorità giudiziaria sia competente a decidere sulla successione.
- Individuare la legge nazionale applicabile all’intera eredità.
- Garantire il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni e degli atti notarili all’estero.
- Istituire il Certificato Successorio Europeo (CSE), un documento standardizzato rilasciato dall’autorità competente (in Italia il Notaio), che permette ad eredi, legatari ed esecutori testamentari di dimostrare la propria qualità e i propri diritti in qualsiasi altro Stato membro senza ricorrere a lunghe procedure di legalizzazione.
È in base al Regolamento che è stato stabilito come, in tema di successioni internazionali, occorra tener conto di:
- Residenza abituale
- Professio Iuris
In tema di tassazione internazionale, Bruxelles IV segue le leggi nazionali.
La scelta della legge applicabile (professio iuris), il certificato successorio europeo e i criteri di residenza abituale restano centrali, ma gli effetti fiscali e le garanzie dei legittimari variano sensibilmente tra Stati membri.
Dal punto di vista fiscale, infatti, le norme restano nazionali, con un crescente dibattito europeo che spinge per una maggiore armonizzazione.
Il Certificato Successorio Europeo
Il Certificato Successorio Europeo (CSE) è un documento standardizzato valido in tutta l’Unione Europea che attesta ufficialmente la qualità di erede, legatario, esecutore testamentario o amministratore dell’eredità.
Ha valore di prova legale e permette di far valere i propri diritti all’estero senza procedure di riconoscimento.
Cos’è il CSE
Introdotto dal Regolamento UE n. 650/2012, è un documento uniforme che consente di dimostrare la propria posizione successoria senza dover ricorrere a traduzioni complesse o procedure di legalizzazione (non richiede Apostille) nei Paesi membri.
Quando serve il CSE
Serve esclusivamente nelle successioni transfrontaliere.
Risulta fondamentale quando il defunto possedeva beni (immobili, conti bancari, investimenti) in un altro Stato UE o quando gli eredi risiedono in un Paese diverso da quello di apertura della successione.
Quando non serve il CSE
Non serve per le successioni che si esauriscono interamente all’interno di un solo Stato.
Inoltre, non sostituisce gli adempimenti fiscali nazionali (come la dichiarazione di successione) e non costituisce di per sé un titolo esecutivo.
Chi rilascia il CSE
In Italia, il Certificato Successorio Europeo può essere rilasciato esclusivamente dai notai.
Ci si può rivolgere ad un professionista di fiducia per richiederlo, presentando la documentazione relativa al patrimonio e agli eredi.
Il documento ha una validità limitata (le copie autentiche durano solitamente 6 mesi, prorogabili) e comporta un costo di registrazione.
Quanto è utile il CSE
Il Certificato Successorio Europeo è uno strumento estremamente utile perché accelera le pratiche con banche, enti e registri immobiliari stranieri, che altrimenti richiederebbero documentazioni nazionali spesso non immediatamente comprensibili o accettate all’estero.
Successioni internazionali e imposte: cosa cambia
Nel 2026, la gestione delle successioni con elementi di internazionalità resta complessa proprio perché il Regolamento UE 650/2012 regola solo gli aspetti civilistici (chi sono gli eredi, quote di legittima, …) e non le imposte, che restano di competenza dei singoli Stati.
Ogni Stato tassa i beni secondo i propri criteri territoriali o di residenza del defunto/erede.
Il rischio di doppia imposizione
Se vi sono beni in Paesi diversi, il rischio di pagare le tasse due volte è concreto, poiché non esistono trattati internazionali multilaterali sulle successioni.
L’Italia solitamente evita la doppia imposizione accordando un credito d’imposta per le tasse pagate all’estero, ma le regole variano da Paese a Paese.
Se al momento del decesso il defunto era residente in Italia, l’imposta si applicherà sull’intero patrimonio mondiale (World-Wide Taxation), compresi immobili e conti all’estero.
Nel caso in cui ci siano immobili di sua proprietà, ad esempio, in Francia, l’Italia tasserà il patrimonio mondiale, mentre la Francia tasserà l’immobile per territorialità.
Se il defunto risiedeva all’estero, l’imposta si applicherà solo sui beni presenti nel territorio italiano.
Novità fiscali in Italia (Riforma 2026)
Per i patrimoni che coinvolgono l’Italia, sono entrate in vigore importanti novità a livello nazionale.
Le principali riforme introdotte dal nuovo Testo Unico sulle Successioni includono:
- Addio al coacervo: donazioni ed eredità ricevute in vita non si sommano più.
- Doppia franchigia: attualmente l’Italia si configura come un regime estremamente vantaggioso (franchigia di 1 milione di euro per erede e aliquota al 4% per il coniuge e i parenti in linea retta).
- Autoliquidazione: le imposte non sono più calcolate dall’Agenzia, ma devono essere autoliquidate e versate dal contribuente (con Dichiarazione di Successione) entro 90 giorni dalla presentazione della pratica.
Attenzione. La legge applicabile alla successione e la tassazione della successione possono essere completamente diverse.
Donazioni e successioni internazionali
Le recenti riforme (D.Lgs. 139/2024) hanno introdotto una “doppia franchigia” per i parenti in linea retta, eliminato il coacervo successorio e protetto i beni immobili donati da future pretese ereditarie.
Il quadro attuale e le verifiche da compiere si articolano in due direzioni principali:
1. Aspetti Fiscali e Tributari
- Doppia Franchigia: le donazioni effettuate in vita e l’eredità non si sommano più per il calcolo dell’imposta.
Ad esempio, per coniugi e figli, la franchigia di 1 milione di euro vale per le donazioni in vita, e un ulteriore milione di euro vale per i beni ereditati.
- Autoliquidazione: è stato introdotto il principio di autoliquidazione dell’imposta, simile a quanto avviene per le dichiarazioni dei redditi.
- Trust: l’imposta sulle successioni e donazioni è stata estesa in modo chiaro anche ai trasferimenti derivanti da trust.
2. Aspetti Civilistici (Successioni Internazionali)
- Tutela della Legittima: se hai effettuato donazioni in passato, queste potrebbero ledere le quote di legittima riservate agli eredi.
La riforma incide sulla tutela dei legittimari e sulla circolazione degli immobili di provenienza donativa, rafforzando la sicurezza dei trasferimenti: se un legittimario contesta la donazione, il bene immobile non può più essere sottratto al terzo acquirente, trasformando il diritto dell’erede in un semplice credito in denaro.
- Dimensione Internazionale: se il patrimonio è dislocato all’estero (o se il donante/donatario risiede fuori dall’Italia), si applica il Regolamento europeo sulle successioni n. 650/2012, che regola la legge applicabile (generalmente quella della residenza abituale del defunto), e occorre valutare le doppie imposizioni in base ai trattati internazionali.
Le criticità più frequenti nelle successioni internazionali
| Situazione | Possibili conseguenze |
| Beni in più Stati | procedure multiple |
| Testamento non aggiornato | conflitti tra eredi |
| Residenza fiscale dubbia | contestazioni |
| Immobili donati | verifiche aggiuntive |
| Mancata scelta della legge | applicazione di una legge diversa da quella desiderata |
Come preparare oggi una successione internazionale
Preparare una successione internazionale oggi richiede di determinare la legge applicabile (generalmente quella della residenza abituale del defunto) e individuare il giudice competente tramite il Regolamento UE n. 650/2012.
È fondamentale inoltre presentare la dichiarazione di successione in Italia includendo tutti i beni esteri, richiedendo eventualmente il Certificato Successorio Europeo per sbloccare l’eredità negli altri Stati membri.
Occorre accertare con esattezza dove il defunto avesse il centro principale dei propri interessi (lavoro, affetti, vita sociale) al momento del decesso.
Questo dato determina l’autorità giudiziaria competente e la legge applicabile all’intero patrimonio (salvo eccezioni). La residenza può essere soggetta a contestazioni in caso di frequenti spostamenti tra Paesi diversi.
Checklist pratica per eredi, testatori ed expat
Questa checklist organizzata ti guida attraverso i passaggi e i documenti chiave per gestire o preparare una pratica di eredità transfrontaliera.
1. Fase di Raccolta Documenti Iniziali
- Certificato di morte: in carta libera (e con traduzione giurata e apostille se l’evento è avvenuto all’estero).
- Documenti d’identità e Codice Fiscale: del defunto e di tutti gli eredi/legatari.
- Certificato di residenza abituale: per determinare la giurisdizione.
- Stato di famiglia storico: per ricostruire l’asse ereditario.
2. Fase Patrimoniale e Testamento
- Ricerca del testamento: verificare l’esistenza di testamenti (olografi o pubblici) e richiedere l’eventuale scelta espressa della legge applicabile.
Se il defunto risiedeva in un Paese extra-UE, valutare se è stato redatto un testamento internazionale.
- Censimento immobiliare: atti di proprietà e visure catastali (se vi sono immobili in Italia) ed estratti catastali/atti di acquisto per immobili situati in altri Stati.
- Rapporti bancari e finanziari: certificazioni e saldi al momento del decesso di tutti i conti correnti, dossier titoli e partecipazioni societarie, sia nazionali che esteri.
3. Fase Giuridica e Amministrativa
- Atto Notorio: dichiarazione sostitutiva di atto notorio per attestare la conformità degli eredi (richiesto spesso dalle banche).
- Certificato Successorio Europeo (CSE): se i beni si trovano in Stati membri dell’Unione Europea, da richiedere ad un notaio. È il documento ufficiale che prova la tua qualità di erede ed esecutore testamentario in tutta Europa.
- Accettazione o Rinuncia: va deciso se accettare l’eredità (anche con beneficio di inventario, utile in caso di debiti esteri) o se procedere con la rinuncia.
4. Fase Fiscale
- Dichiarazione di Successione: se si è residenti in Italia, occorre dichiarare tutti i beni ereditati, inclusi quelli esteri. Tale dichiarazione va presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data di apertura della successione.
- Imposte di successione: calcolo e autoliquidazione delle imposte basati sul grado di parentela e sul valore complessivo dei beni.
Il sistema UE sulla successione europea tiene conto della situazione e della volontà del defunto, ma negli ultimi anni la giurisprudenza e la pianificazione legale sono diventate cruciali per evitare sorprese, soprattutto con testatori extra‑UE e patrimoni transnazionali.
Se una successione coinvolge beni, eredi o documenti in più Paesi, è opportuno valutare in anticipo la legge applicabile, gli obblighi fiscali e gli adempimenti richiesti nei diversi ordinamenti.
Lo Studio Legale Internazionale Boccadutri assiste eredi, testatori e famiglie con patrimoni transfrontalieri nella gestione delle successioni europee e internazionali.
Se avete bisogno di maggiori informazioni sull’argomento non esitate a contattare gli avvocati del Dipartimento di Successione.
FAQ Successione Europea e Internazionale
Posso scegliere la legge italiana anche se vivo all’estero?
Sì. Un cittadino italiano residente all’estero può scegliere che alla propria successione si applichi la legge italiana, purché la scelta sia espressa in modo chiaro, normalmente tramite testamento o dichiarazione successoria equivalente.
In assenza di una scelta espressa, di regola si applica la legge dello Stato in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento della morte. La scelta della legge italiana può quindi essere particolarmente utile per chi vive stabilmente fuori dall’Italia, ma desidera mantenere un quadro successorio coerente con il diritto italiano.
Il Certificato Successorio Europeo vale negli Stati Uniti?
No, il Certificato Successorio Europeo è uno strumento previsto dal Regolamento UE n. 650/2012 e serve principalmente a dimostrare la qualità di erede, legatario, esecutore testamentario o amministratore dell’eredità negli Stati dell’Unione europea che applicano il Regolamento.
Negli Stati Uniti non produce automaticamente gli stessi effetti che produce nei Paesi UE. Può essere utile come documento di supporto, ma per sbloccare beni, conti correnti o immobili situati negli USA può essere necessario seguire le procedure locali, come il probate o altri adempimenti previsti dallo Stato americano competente.
Dove si paga l’imposta di successione?
L’imposta di successione non è regolata dal Regolamento UE n. 650/2012. Il Regolamento stabilisce quale legge disciplina la successione, ma non determina dove si pagano le imposte. La tassazione resta materia dei singoli Stati.
Per questo, in una successione internazionale possono rilevare più criteri: la residenza fiscale del defunto, la residenza degli eredi, il luogo in cui si trovano i beni e l’eventuale presenza di convenzioni contro la doppia imposizione. Ad esempio, un immobile situato in Italia può generare obblighi fiscali in Italia anche se il defunto viveva all’estero.
Se ho immobili in due Paesi devo fare due successioni?
Non necessariamente dal punto di vista della legge applicabile, ma spesso sì dal punto di vista pratico e documentale. Il Regolamento UE n. 650/2012 tende a individuare una sola legge applicabile all’intera successione, compresi beni mobili e immobili, anche se situati in Paesi diversi.
Tuttavia, se il patrimonio comprende immobili, conti o investimenti in più Stati, possono essere richiesti adempimenti locali in ciascun Paese: registrazioni, volture, dichiarazioni fiscali, traduzioni, apostille o procedure davanti ad autorità straniere. Per questo una successione può essere unitaria sul piano giuridico, ma richiedere attività operative in più giurisdizioni.
La quota di legittima italiana vale anche per chi vive all’estero?
Dipende dalla legge applicabile alla successione. Se alla successione si applica la legge italiana, la quota di legittima continua a tutelare determinati familiari, come coniuge, figli e, in alcuni casi, ascendenti, anche se il defunto viveva all’estero o parte del patrimonio si trova fuori dall’Italia.
Se invece si applica la legge di un altro Stato, le regole possono essere diverse. Alcuni ordinamenti riconoscono una tutela forte dei familiari, altri lasciano maggiore libertà testamentaria. Per questo, nelle successioni internazionali, è importante verificare in anticipo se convenga effettuare una professio iuris, cioè scegliere espressamente la legge nazionale applicabile alla successione.
Serve un notaio oppure un avvocato?
Dipende dalla fase e dalla complessità della successione. Il notaio è spesso coinvolto per testamenti, dichiarazioni, atti successori, trasferimenti immobiliari e rilascio del Certificato Successorio Europeo quando la successione riguarda beni o diritti da far valere in ambito UE.
L’avvocato diventa particolarmente importante quando la successione coinvolge più Paesi, eredi residenti all’estero, possibili conflitti familiari, contestazioni sulla legittima, immobili fuori dall’Italia, trust, società, patrimoni rilevanti o procedure in Stati extra-UE. Nelle successioni internazionali più complesse, notaio, avvocato e consulente fiscale lavorano spesso in modo coordinato.
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Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza legale, fiscale, tributaria o regolamentare. Le informazioni non tengono conto delle circostanze specifiche di singoli casi e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Prima di assumere decisioni, si raccomanda di richiedere una consulenza personalizzata.
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