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Successione Europea

Ultimo aggiornamento 7 Lug 2023

30 Giu 2023 - Successione - Min Read 5 min
Successione Europea

La successione Europea rappresenta la gestione e il trasferimento agli eredi del patrimonio di una persona, deceduta, che possedeva beni in paesi europei diversi dal suo.

La successione con implicazioni transfrontaliere è rimasta materia controversa in Italia fino all’applicazione del Regolamento UE numero 650/2012 del 4 luglio 2012, entrato in vigore il 17 agosto 2015.

Nello specifico, il Regolamento ha dato vita al documento di successione utilizzabile in qualsiasi stato membro, o Certificato Successorio Europeo, che mira a stabilire a chi appartengano le competenze a decidere e a dividere l’eredità tra gli aventi diritto, in qualsiasi paese essi risiedano.

Prima del Regolamento si prendevano in considerazione una serie di varianti che rendevano particolarmente complessa la gestione della successione di chi aveva legami con altri Paesi.

Si valutavano:

  • Paese d’origine del defunto e dunque la sua cittadinanza originaria;
  • Eventuale acquisizione della cittadinanza di un altro Paese;
  • Residenza al momento della morte;
  • Paese/i in cui sono collocati i beni che costituiscono il patrimonio ereditario.

Il risultato era un intreccio di leggi e di autorità giudiziarie di Stati diversi, con conseguente tempistica incalcolabile.

L’Unione Europea ha dettato linee guida concrete per chiarire le competenze partendo dal presupposto che ogni Stato europeo presenta differenze sostanziali in materia.

Un Regolamento, che sia trasversalmente valido, serve non solo a mettere tutti d’accordo, ma anche a disciplinare i rapporti con gli Stati extra europei.

Cos’è la successione

La successione si verifica quando una persona muore in possesso di un patrimonio, che include beni, proprietà, ma anche debiti.

Durante il procedimento di successione, in presenza di un testamento, i beni vengono trasferiti ai beneficiari designati dalla persona stessa.

In assenza di un testamento, fanno testo le leggi di successione dello Stato in cui la persona è deceduta.

In un mondo ormai senza confini è prassi sempre più diffusa l’acquisto di un bene in Italia da parte di cittadini stranieri (spesso incentivati da concessioni di mutui in Italia) che continuano a vivere all’estero.
Lo stesso vale per i cittadini italiani che scelgono di risiedere al di là dei nostri confini pur mantenendo il possesso di beni immobili nel paese natio.
In entrambe le situazioni la successione implica un momento di riflessione per stabilire il regime giuridico che la regolamenterà.

Il principio di fondo è che la legge da applicare dovrebbe essere quella del paese in cui il defunto aveva scelto di vivere, trasferendovi interessi, affari o affetti.

Viene meno il concetto più diffuso nelle leggi degli stati europei (anche in quella italiana per dirne una) per cui resta valida la cittadinanza, subentrando la preferenza in vita e quindi la residenza abituale.

I tre tipi di successione europea

In Europa esistono tre principali tipi di successione:

  • Successione testamentaria
  • Successione legittima
  • Successione legale

Successione testamentaria

La successione testamentaria si ha quando la persona deceduta ha redatto un testamento che dà precise indicazioni su come i suoi beni dovranno essere distribuiti dopo la sua morte.

Nel testamento possono essere indicati esecutori testamentari e beneficiari specifici. Il processo di successione testamentaria seguirà le linee guida dettate dal testamento stesso, che dovrà essere redatto secondo le leggi dello Stato in viene depositato.

Chi fa testamento può anche lasciare per iscritto la scelta della legge (professio iuris) da applicare alla propria successione, scegliendola tra quella del suo paese di nascita o quella del suo paese di residenza.

Successione legittima

La successione legittima può applicarsi in assenza di un testamento valido.

Saranno le leggi di successione vigenti nello Stato in cui la persona è deceduta a determinare come i beni debbano essere.

La legge stabilirà gli aventi diritto.

Abitualmente coniugi e figli hanno la priorità in tutte le legislazioni.

Successione legale

La successione legale si rende necessaria in assenza di eredi diretti e di direttive precise da parte del defunto.

Lo Stato diventa l’erede e il processo di successione sarà gestito dalle autorità competenti.

I beni dovranno essere venduti e i proventi dovranno andare alle casse dello Stato o saranno utilizzati per scopi pubblici.

Come va divisa una successione

Dopo aver effettuato la scelta, obbligata, del tipo di successione applicabile, resta da stabilire come dividere i beni.

Durante la successione, i beni possono essere suddivisi in parti uguali tra i beneficiari o in base a specifiche disposizioni testamentarie.

I beni possono essere divisi direttamente ai beneficiari così come sono, oppure se ne possono dividere i proventi successivamente alla loro vendita.

Cos’è e come ottenere un Certificato Successorio Europeo

Il Certificato Successorio Europeo (CSE) è un documento standardizzato che certifica lo stato di successori, esecutori testamentari o amministratori di un’eredità.

Semplifica il processo di successione transfrontaliera.

È consigliabile richiederlo se si eredita un immobile che si trova in un paese dell’Unione Europea diverso dal proprio, e se se ne vuole dimostrare la proprietà a un’autorità del paese in questione.

Per ottenere un CSE, va fatta domanda all’autorità competente dello Stato membro in cui è stato aperto il procedimento di successione o in cui si trova la proprietà da ereditare.

Rinunciare all’eredità

Nelle successioni transfrontaliere, all’interno dell’Unione Europea, si può rinunciare all’eredità applicando la legge dello Stato di residenza dell’erede.

Ovviamente, anche se la successione è di competenza di uno stato membro diverso, si dà l’opportunità all’erede che abita altrove, di usufruire di un foro alternativo per rendere la propria dichiarazione di rinuncia (o accettazione) dell’eredità dinanzi a un organo giurisdizionale del proprio Stato di residenza abituale.

Resta l’onere, per gli eredi che abbiano rinunciato all’eredità, di comunicare all’organo giurisdizionale competente a decidere sulla successione l’esistenza di tale dichiarazione.

Ad esempio, unsoggetto che si trova all’esteropuò rinunciare nel suo paese all’eredità che si trova in Italia.

Tale rinuncia deve essere poi registrata all’interno del territorio della Repubblica Italiana entro sessanta giorni dal compimento dell’atto.

L’Ente preposto alla registrazione della rinuncia è l’Agenzia delle Entrate.

La successione fuori dall’UE

Secondo il Regolamento, la competenza a decidere sulle regole della successione spetta al foro della residenza abituale del defunto, al momento della morte, e ciò si estende anche sui beni successori, mobili ed immobili situati in uno Stato non membro dell’Unione Europea o non aderente al Regolamento.

I cittadini italiani che decidono di trasferirsi all’estero, in un qualsiasi momento della loro vita, potrebbero convincersi, a torto, che la loro successione resti competenza dello Stato italiano.
La scelta invece spetta proprio al cittadino, anche se va a vivere in un paese extra UE.

Conclusioni

L’argomento successioni resta un tema alquanto complesso e delicato, perché va affrontato pensando comunque a un lutto (già avvenuto o futuro) e a una divisione di beni tra persone che potrebbero non essere in armonia tra di loro.

Consultare un professionista legale specializzato in successione europea può aiutare a garantire una gestione adeguata di un’eredità, supervisionare una distribuzione equa ed evitare, o sanare, conflitti.

In più garantirebbe il rispetto delle norme specifiche del paese interessato

Se avete dei dubbi in proposito di un’eredità, se volete fare testamento, se dovete aprire una pratica di successione in Italia, o siete gli eredi di un bene che si trova in un paese diverso dal vostro, non esitate a contattare i nostri legali del Dipartimento di Successione.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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