Home » Danni alle persone » Risarcimento per Morte da Buca Stradale: Diritti e Responsabilità nel 2025

Risarcimento per Morte da Buca Stradale: Diritti e Responsabilità nel 2025

29 Lug 2025 - Danni alle persone - 🕒 Reading time: 8 min 43 sec
Risarcimento per Morte da Buca Stradale: Diritti e Responsabilità nel 2025

Scopri come ottenere un risarcimento se un tuo familiare è morto a causa di una buca stradale. Diritti, procedure e casi aggiornati al 2025.

Gli incidenti stradali mortali causati da buche nell’asfalto sono purtroppo un fenomeno ricorrente in Italia.

Quando si verificano, i familiari delle vittime hanno diritto a richiedere il risarcimento dei danni.

Vedremo come funziona il risarcimento per incidenti causati da buche stradali, chi è responsabile e quali sono i diritti dei congiunti della vittima.

Incidenti mortali da buche stradali: come ottenere giustizia

Gli incidenti causati da buche stradali (assimilabili a quelli causati da sconnessioni a avvallamenti di strade e marciapiedi) coinvolgono spesso diverse categorie di utenti della strada, tra cui:

  • Automobilisti
  • Motociclisti
  • Ciclisti
  • Guidatori di monopattini
  • Pedoni

Le buche stradali e le disconnessioni dell’asfalto sono particolarmente pericolose, e la loro segnalazione non basta ad evitare gravi danni a veicoli o persone.

Chi è responsabile per la morte causata da buca?

Secondo l’articolo 2051 del Codice Civile (“Danno cagionato da cosa in custodia”), l’Amministrazione Pubblica è responsabile dei danni causati da buche stradali, a meno che non possa provare di aver adottato tutte le misure necessarie per evitare l’incidente.

In caso di incidente l’ente proprietario della strada potrebbe essere ritenuto responsabile se non ha provveduto alla manutenzione della strada e alla segnalazione delle buche.

L’art. 2051 costituisce una forma di responsabilità oggettiva in cui il danneggiato (leggasi congiunti in caso di morte) non deve fornire la dimostrazione dell’elemento soggettivo ma solo del danno e del nesso causale.

La Corte di Cassazione ha stabilito, in più sentenze, che l’Amministrazione ha l’obbligo di garantire la sicurezza delle strade e di intervenire tempestivamente per riparare eventuali danni.

Enti proprietari delle strade potrebbero essere:

  • Stato: possiede le strade statali (gestite principalmente da Anas S.p.A.)
  • Regioni: hanno competenza sulle strade regionali.
  • Province: sono proprietarie delle strade provinciali.
  • Comuni: gestiscono le strade comunali, sia all’interno che all’esterno dei centri abitati. 

Gli obblighi che derivano dal possesso sono quelli di:

  • manutenzione del manto stradale, per garantirne la sicurezza 
  • segnalazione di pericoli (in primis le buche).

Se l’ente non ha provveduto alla manutenzione o alla segnalazione e ciò ha causato un incidente, verrà ritenuto responsabile per i danni subiti. 

Esenzione da responsabilità

In alcuni casi si assiste al paradosso che, se le condizioni della strada dovessero risultare talmente precarie da essere ben visibili, o se il problema persistesse da tempo e la vittima risultasse essere utente abituale della stessa strada, la responsabilità potrebbe ricadere sulla vittima stessa per non aver prestato attenzione verso un pericolo che conoscendo, avrebbe potuto evitare. 

Da notare che anche in questi casi potrebbe essere riconosciuta una forma di colpevolezza a carico dell’Ente, e la mancanza di attenzione da parte della vittima potrebbe tradursi soltanto in un risarcimento di importo inferiore.

Diverse invece le situazioni in cui si può parlare di “caso fortuito”, circostanze eccezionali che escludono la responsabilità della P.A. (come può essere una macchia d’olio che l’ente non ha potuto materialmente rimuovere in tempo).

Termini per la presentazione della denuncia

In caso di incidente stradale mortale, è consigliabile agire entro due anni dalla data dell’incidente, per evitare la prescrizione del diritto al risarcimento. 

Il diritto al risarcimento normalmente si prescrive in 5 anni dalla data dell’incidente, ma per danni legati alla circolazione veicolare il termine è di 2 anni, come stabilito dall’art. 2947 del Codice Civile.

Chi può chiedere il risarcimento per morte causata da buche stradali?

Se un incidente mortale è causato da una buca nell’asfalto, i congiunti della vittima (coniugi, partner, figli o genitori) hanno diritto a chiedere il risarcimento per il danno subito, che può comprendere:

  • Danno patrimoniale (perdita economica)
  • Danno non patrimoniale (danno affettivo, perdita della compagnia del congiunto)

Stranieri morti in Italia a causa di buche stradali: spetta il risarcimento?

Quando un cittadino straniero perde la vita a causa di un incidente stradale provocato da una buca nell’asfalto in Italia, i suoi familiari/congiunti (coniuge, partner, figli, genitori e, in alcuni casi, anche fratelli) hanno il diritto di richiedere il risarcimento dei danni, sia patrimoniali, ad esempio, le spese funebri e la perdita del sostentamento economico, che non patrimoniali per perdita affettiva e psicologica.

La legge italiana, infatti, tutela anche i familiari delle vittime straniere, prevedendo che essi possano essere risarciti per la perdita di un congiunto causata da un evento imputabile all’incuria stradale, ovvero alla mancata manutenzione delle strade da parte delle autorità competenti.

Dunque, anche se la vittima era straniera e si trovava in Italia per motivi di lavoro o in vacanza, i familiari hanno gli stessi diritti rispetto ai congiunti di vittime italiane, senza che la nazionalità incida sul processo di risarcimento.

Sarebbe opportuno agire tempestivamente, raccogliere tutte le prove utili e rivolgersi a un avvocato.

L’azione legale, correttamente seguita, consente di ottenere giustizia e il risarcimento adeguato alla perdita subita.

Vedi risarcimento per la morte di un familiare in Italia

Richiesta di risarcimento: cosa devono fare i familiari della vittima

Che la vittima di incidente sia italiana o straniera, la procedura non cambia:

  1. Raccolta delle prove:
    I familiari della vittima devono raccogliere tutte le informazioni che possano supportare la richiesta di risarcimento, tra cui:
    1. Relazioni della polizia e referti medici
    1. Foto e testimonianze dell’incidente
    1. Eventuali segnalazioni precedenti riguardanti la buca stradale o la mancata manutenzione della strada
  2. Individuare la responsabilità: la responsabilità per il danno subito deve essere attribuita all’Ente pubblico che ha la custodia della strada, che ha il dovere di mantenere la strada sicura per tutti gli utenti.

Se l’ente non ha provveduto alla manutenzione o alla segnalazione della buca, risponde civilmente per il danno causato.

  • Consultare un avvocato: i familiari della vittima, per assicurarsi maggiori possibilità di risarcimento, possono rivolgersi a un avvocato che si occupi di risarcimento danni che possa assisterli nell’intero processo, aiutando a determinare la responsabilità e presentando la domanda di risarcimento all’Ente pubblico.

Nel caso di congiunti di cittadini stranieri, sarebbe molto d’aiuto un avvocato locale che possa fare da intermediario anche con la lingua.

  • Individuare l’ente competente per il risarcimento: gli Enti pubblici fanno affidamento su compagnie assicurative per coprire eventuali danni derivanti dalle loro condotte.

Se l’ente non è assicurato, si dovrà procedere tramite causa civile contro l’amministrazione responsabile.

Modalità di richiesta di risarcimento

La richiesta di risarcimento va presentata in forma scritta dal congiunto della persona deceduta, o da un avvocato incaricato.

Deve contenere descrizione dei fatti, tutta la documentazione possibile (foto, verbali di Polizia, fatture, certificati medici, …).

L’assicurazione dell’Ente coinvolto valuterà se esistono i presupposti per il risarcimento.

Se la richiesta viene rigettata o l’importo non sia considerato congruo, il danneggiato, prima di agire in giudizio, può ricorrere ad uno strumento di risoluzione alternativa delle controversie come la mediazione (d.lgs. 28/2010) o la negoziazione assistita (d.l. 132/2014).

Calcolo del risarcimento

Il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale si calcola in base a un sistema a punti che tenga conto di vari fattori, tra cui:

  • età della vittima;
  • età del superstite;
  • grado di parentela ed eventuale convivenza.

Altro fattore importante è la condotta della vittima al momento della disgrazia.

I giudici potrebbero ravvisare nel suo comportamento una concausa dell’incidente e questo diminuirebbe l’importo del risarcimento o azzererebbe i diritti dei suoi congiunti ad essere risarciti.

Sentenze della Cassazione sulla responsabilità per danni causati da buche stradali

La Corte di Cassazione ha consolidato un orientamento giurisprudenziale che attribuisce la responsabilità per i danni derivanti da buche stradali all’ente pubblico custode della strada, ai sensi dell’articolo 2051 del Codice Civile. Di seguito, alcune sentenze significative:

  • Sentenza n. 9728 del 10 aprile 2024: la Corte ha confermato la responsabilità del Comune per il decesso di una persona anziana causato da una caduta in una buca su un marciapiede dissestato. La decisione sottolinea l’obbligo dell’ente pubblico di garantire la sicurezza delle strade e di intervenire tempestivamente per eliminare i pericoli evidenti.
  • Ordinanza n. 8450 del 2025: in questo caso, la Corte ha ribadito che l’amministrazione è responsabile dei danni causati da buche o dossi stradali, a meno che non provi il caso fortuito. L’onere della prova spetta all’ente pubblico, che deve dimostrare che l’incidente non sarebbe stato evitabile con una manutenzione ordinaria.
  • Ordinanza n. 27054 del 6 ottobre 2021: la Corte ha chiarito che, in caso di caduta causata da una buca, l’onere della prova spetta al danneggiato, che deve dimostrare il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno subito. Tuttavia, l’ente pubblico può liberarsi dalla responsabilità solo provando il caso fortuito.
  • Ordinanza n. 36901 del 2022: la Corte ha escluso la responsabilità dell’ente pubblico quando la condotta del danneggiato è stata determinante nel causare l’incidente.

Il danneggiato, in questo caso specifico, ha tenuto una condotta colposa che integri il caso fortuito, ovvero un evento imprevedibile ed eccezionale che interrompe il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno

L’ente responsabile della manutenzione della strada è tenuto a risarcire i danni, a meno che non dimostri che la caduta è stata causata da una disattenzione “abnorme” del pedone, tale da essere considerata causa esclusiva dell’incidente. 

Queste sentenze evidenziano l’importanza di documentare adeguatamente l’incidente e di fornire prove chiare del nesso causale tra la buca stradale e il danno subito.

In caso di sinistro, è fondamentale consultare un avvocato per valutare la possibilità di ottenere il risarcimento dei danni.

Danni causati da cantiere stradale

In tema di danni determinati dall’esistenza di un cantiere stradale, le responsabilità sono determinabili in base alla libertà di circolazione applicata al tratto stradale:

  • Nel caso in cui l’area del cantiere sia stata completamente delimitata ed affidata all’esclusiva custodia dell’appaltatore, con conseguente assoluto divieto su di essa del traffico veicolare e pedonale, i danni all’interno di questa area sono a carico del solo appaltatore, che ne è l’unico custode.
  • Nel caso in cui l’area del cantiere in cui vengono eseguiti i lavori risulti accessibile e adibita al traffico senza inibizioni alla circolazione, la custodia resta a carico dell’Ente titolare della strada, (in concorso con l’appaltatore).

La responsabilità, ai sensi dell’articolo 2051 del Codice Civile, sussiste sia a carico dell’appaltatore che dell’Ente.

Questa interpretazione segue l’ordinanza n.7096/2019 della Corte di Cassazione

Il Decreto CAM: un passo verso strade più sicure

Nel 2024, il Governo italiano ha introdotto il Decreto CAM (D.M. n. 279 del 5 agosto 2024), che stabilisce i criteri ambientali minimi per le infrastrutture stradali.

L’obiettivo del Decreto è migliorare la qualità e la sicurezza delle strade, riducendo il rischio di incidenti causati da buche e altre problematiche delle infrastrutture.

Il Dipartimehnto di Personal Injury dello Studio Legale Boccadutri può assisterti nelle pratiche di risarcimento danni derivanti da incidenti causati da buche stradali.

Se un tuo familiare ha perso la vita in un incidente causato da una buca nell’asfalto, possiamo aiutarti a ottenere il giusto risarcimento per il danno subito.

FAQ – Domande frequenti sul risarcimento per morte causata da buca stradale

Chi è responsabile se una persona muore a causa di una buca sulla strada?

La responsabilità ricade sull’ente pubblico proprietario della strada (Comune, Provincia, Regione o Stato), ai sensi dell’art. 2051 del Codice Civile. È tenuto a garantire la manutenzione e la sicurezza delle strade. Se l’ente non ha segnalato o riparato la buca, può essere ritenuto civilmente responsabile.

È possibile ottenere un risarcimento se la vittima era straniera?

Sì. La legge italiana tutela anche i familiari delle vittime straniere decedute in Italia. Il risarcimento spetta indipendentemente dalla cittadinanza della vittima, sia per danni patrimoniali (es. spese funerarie) sia per danni morali (perdita affettiva).

Entro quanto tempo bisogna agire per richiedere il risarcimento?

Il termine ordinario di prescrizione è di 5 anni, ma in caso di incidenti stradali può ridursi a 2 anni, secondo l’art. 2947 c.c.. È quindi consigliabile agire tempestivamente e rivolgersi a un avvocato.

Quali familiari hanno diritto al risarcimento in caso di morte da buca stradale?

Possono richiedere il risarcimento i coniugi, partner, figli, genitori e, in certi casi, anche i fratelli della vittima, purché dimostrino un legame affettivo e/o un danno patrimoniale subito.

Come si presenta la richiesta di risarcimento danni?

La richiesta va fatta per iscritto e deve contenere una descrizione dei fatti, documentazione probatoria (foto, verbali, certificati) e indicazione dell’ente ritenuto responsabile. Può essere inviata direttamente o tramite un avvocato esperto in risarcimento danni.

Cosa succede se la richiesta viene rifiutata o l’offerta è troppo bassa?

In caso di rigetto o offerta non congrua, prima di andare in giudizio si può tentare una mediazione (D.lgs. 28/2010) o una negoziazione assistita (D.l. 132/2014). Sono strumenti di risoluzione alternativa delle controversie.

Ci sono casi in cui l’ente pubblico può evitare la responsabilità?

Sì, ma solo se riesce a dimostrare il caso fortuito: un evento imprevedibile e inevitabile che esclude la responsabilità (es. una macchia d’olio recente o comportamento imprevedibile della vittima). Tuttavia, è l’ente a doverlo provare.

Cosa prevede il Decreto CAM 2024 sulla sicurezza stradale?

Il Decreto CAM (D.M. n. 279 del 5 agosto 2024) ha introdotto criteri ambientali minimi per le infrastrutture stradali, con l’obiettivo di migliorare la manutenzione e ridurre il rischio di incidenti da buche o dissesti.

Richiedi una consulenza adesso!
 

Compila il modulo per richiedere una consulenza legale. I nostri esperti valuteranno il tuo caso e ti suggeriranno la soluzione migliore.

Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Richiedi una Consulenza Gratuita