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Flat Tax neo-residenti in Italia, presente e futuro

28 Nov 2025 - Diritto Societario e Commerciale - 🕒 Reading time: 7 min 49 sec
Flat Tax neo-residenti in Italia, presente e futuro

Scopri il regime agevolato ex art. 24-bis TUIR per i neo-residenti in Italia: requisiti, ultime modifiche (D.L. 113/2024) e implicazioni per clienti internazionali e italiani “di ritorno”.

Il regime opzionale per i neo-residenti in Italia, noto come “Flat Tax dei Paperoni“, prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva annuale sugli scaglioni di reddito di fonte estera.

È rivolta a individui che soddisfano specifici requisiti patrimoniali e di residenza.

L’evoluzione della Flat Tax per neo-residenti

L’agevolazione conosciuta come Flat Tax è stata introdotta con la legge di bilancio per il 2017, al fine di attrarre individui con elevata capacità reddituale e patrimoni internazionali nel territorio italiano.

La norma di riferimento è l’articolo 24‑bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, DPR 917/1986) che prevede un’opzione per i soggetti che trasferiscono la loro residenza fiscale in Italia e non sono stati residenti nei 9 degli ultimi 10 periodi d’imposta precedenti.

In pratica: se vieni dall’estero, trasferisci la residenza in Italia (art. 2 TUIR) e rispetti il requisito della non-residenza nei periodi precedenti, puoi optare per questo regime.

Finalità e contesto della Flat Tax

Lo scopo dichiarato per cui è nata la Flat Tax è stato quello di attrarre investimenti, capitali e soggetti con elevata capacità di spesa in Italia, con un effetto positivo a catena anche per l’immobiliare di pregio, i servizi legati al lusso e l’economia locale.

Si inserisce nel contesto della concorrenza fiscale internazionale fra Paesi per gli “high net worth individuals” (individui con un alto patrimonio netto).

Un individuo con un alto patrimonio netto (HNWI) è tipicamente definito nell’industria dei servizi finanziari come qualcuno che possiede almeno un milione di dollari in attività finanziarie liquide.

Questo status consente l’accesso a servizi finanziari specializzati e opportunità di investimento esclusive non disponibili per il pubblico generale.

Flat Tax – nel presente (fine 2025)

Attualmente, per i soggetti che hanno trasferito la residenza in Italia successivamente al 10 agosto 2024, l’imposta sostitutiva è fissata a 200.000 euro all’anno

  • Destinatari: persone fisiche (italiane o straniere) che trasferiscono la residenza fiscale in Italia e che non sono state residenti in Italia per almeno 9 dei 10 periodi d’imposta precedenti l’inizio di validità dell’opzione.
  • Oggetto dell’imposta: il pagamento di questa somma fissa assolve tutti gli obblighi fiscali relativi ai redditi prodotti da fonti estere (es. dividendi, capital gain, redditi immobiliari esteri, ecc.).

I redditi prodotti in Italia rimangono soggetti alla tassazione IRPEF ordinaria.

  • Benefici: pagando l’imposta fissa annuale, il contribuente è esonerato dagli obblighi fiscali relativi a tutti i redditi prodotti da fonti estere (salvo opzione per l’ordinario per specifici Paesi), inclusa l’esenzione dalle imposte di successione e donazione sui beni che si trovano all’estero.
  • Durata: il regime può avere una durata massima di 15 anni consecutivi.
  • Familiari: è possibile estendere il regime anche ai familiari, pagando un’imposta ridotta, che attualmente è di 25.000 euro per ciascun familiare con redditi propri. 

La possibile Flat Tax del 2026

Il Disegno di Legge di Bilancio 2026 prevede un ulteriore aumento dell’imposta sostitutiva annuale. 

L’imposta per il contribuente principale molto probabilmente salirà a 300.000 euro a partire da gennaio 2026.

Per i familiari è previsto il raddoppio dell’imposta dovuta, sebbene la cifra esatta non sia ancora stata confermata con precisione. 

In sintesi, il governo sta progressivamente aumentando i costi associati a questo regime fiscale, rendendolo meno appetibile rispetto al passato, ma mantenendolo un’opzione pur sempre vantaggiosa.

Se la legge di Bilancio 2026 venisse approvata così com’è, i contribuenti che hanno già aderito al regime e stanno pagando 200.000 euro continueranno a pagare 200.000 euro per tutta la durata residua del loro regime (massimo 15 anni).

La norma, come proposta, non ha effetti retroattivi.

L’aumento a 300.000 euro si applicherebbe soltanto ai nuovi contribuenti che trasferiranno la loro residenza fiscale in Italia a partire dalla data di entrata in vigore della nuova legge (prevista per il 1° gennaio 2026).

Chi ha già consolidato il proprio status sotto la normativa precedente mantiene le condizioni in vigore al momento della propria adesione.

Cosa potrebbe cambiare dopo la discussione in Parlamento

Negli ultimi mesi in Italia si è acceso il dibattito politico sul regime dei neo-residenti.

Il partito della Lega ha avanzato proposte volte a rendere più stringenti le condizioni di accesso e a legare il regime agevolato a investimenti reali in Italia.
Ad esempio, si potrebbe vincolare l’accesso al regime al compimento di investimenti in start-up, enti di ricerca o strumenti finanziari italiani;

Trattandosi di proposte non è certo che vengano approvate e, nel caso in cui venissero approvate, non si sa se la forma sarà identica alla proposta.

Requisiti principali Flat Tax

  • Trasferimento della residenza fiscale in Italia ai sensi dell’art. 2, comma 2 del TUIR.
  • Non essere stati fiscalmente residenti in Italia per almeno 9 dei 10 anni precedenti l’inizio dell’opzione.
  • Scelta dell’opzione nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di trasferimento o all’anno successivo.

I redditi prodotti in Italia (es. lavoro dipendente in Italia) non rientrano nell’imposta sostitutiva: su quelli si applica la tassazione ordinaria.

Vantaggi Flat Tax

La scelta della Flat Tax comporta:

  • Pagamento di un’imposta sostitutiva fissa sui redditi di fonte estera (indipendentemente dall’importo) anziché l’IRPEF progressiva italiana che avrebbe un costo ben più alto.
  • Esenzione da obblighi come il monitoraggio fiscale (Quadro RW) per attività finanziarie estere, e spesso da imposte patrimoniali come l’IVIE/IVAFE su beni esteri.
  • Estensione del regime ai familiari del contribuente che vi opta, rispettando analoghi requisiti.

Importo dell’imposta sostitutiva e durata

  • Per chi ha già trasferito la residenza prima del 10 agosto 2024, l’importo era pari a €100.000 annui.
  • Con il Decreto-legge 113/2024 (cosiddetto “Omnibus”), per chi ha trasferito la residenza dopo il 10 agosto 2024, l’imposta sostitutiva è stata di €200.000 annui. La cifra è destinata a crescere a €300.000 annui nel 2026.
  • Il contributo per ciascun familiare si è finora mantenuto pari a €25.000 annui. Anche questa cifra è destinata a crescere nel 2026, probabilmente raddoppiando.
  • La durata massima dell’opzione è 15 anni, salvo revoca o cessazione per mancato versamento dell’imposta.

L’opzione si perfeziona con la dichiarazione dei redditi e il versamento nel termine stabilito è condizione essenziale: non è ammesso il ravvedimento operoso se l’imposta non viene versata entro i termini.

Precisazioni sulla Flat Tax

Per chi sta valutando di avvalersi della Flat Tax italiana è bene sapere che:

  1. Il regime vale solo per i redditi di fonte estera, i redditi prodotti in Italia (anche da lavoro, immobili, aziende) sono tassati con IRPEF ordinaria.
  2. L’opzione può decadere se il contribuente omette o paga tardivamente l’imposta sostitutiva.
  3. Il contribuente deve trasferire effettivamente la residenza fiscale in Italia e rispettare il requisito della permanenza nei 9 degli ultimi 10 anni all’estero.
  4. Ogni valutazione di “residenza” può dar luogo a contestazioni.
  5. Le modifiche normative possono modificare le condizioni e i termini del regime.
  6. Pur trattandosi di un’imposta forfettaria, la sussistenza dei requisiti va bene documentata.

A chi è rivolta la Flat Tax

Il regime della Flat Tax può essere conveniente per stranieri ad alto reddito o per italiani che vorrebbero rientrare dopo più di 9 anni all’estero.

Ecco a chi è specificamente rivolta:

1. Neo-Residenti in Italia – Il requisito fondamentale è che il contribuente sposti la propria residenza fiscale in Italia. 

2. Contribuenti “High Net Worth Individuals” (HNWI) – Il regime è pensato per persone con patrimoni significativi, in quanto l’importo fisso dell’imposta sostitutiva (attualmente 200.000 euro, con l’intenzione di aumentare a 300.000 euro dal 2026 per i nuovi entranti) è economicamente conveniente solo per chi percepisce redditi esteri molto elevati, per i quali l’IRPEF ordinaria supererebbe tale cifra. 

3. Requisito di non-residenza pregressa – È necessario non essere stati fiscalmente residenti in Italia per almeno 9 periodi d’imposta su 10 precedenti l’inizio del regime di flat tax. Questo impedisce a chi ha avuto legami recenti con il sistema fiscale italiano di usufruire dell’agevolazione. 

4. Estensione ai familiari – Il regime può essere esteso anche ai familiari del contribuente principale. In questo caso, ciascun familiare che aderisce paga un’imposta sostitutiva annuale ridotta (attualmente 25.000 euro). 

Stranieri ad alto reddito

Per chi è residente all’estero, con redditi di fonte estera consistenti (ad esempio dividendi da partecipazioni, interessi, redditi da capitale), e sta valutando il trasferimento della residenza fiscale in Italia, il regime può risultare molto vantaggioso.

Indipendentemente dall’ammontare dei redditi esteri, basterebbe il pagamento di un’imposta annua forfettaria di €200.000 (max €300.000 dal 2026) in luogo delle aliquote IRPEF che, in Italia, possono arrivare fino al 43 % e oltre con addizionali regionali/comunali.

Si potrà beneficiare, in più, dell’esenzione dal monitoraggio fiscale e dalle imposte patrimoniali estere.

Flat Tax per Italiani che rientrano dall’estero

Anche per gli italiani che hanno vissuto all’estero per un lungo periodo, e stanno valutando il rientro in Italia, l’adesione alla Flat Tax può essere una buona opportunità.

Chi ha vissuto fiscalmente all’estero, e rispetta il requisito della non-residenza nei 9/10 periodi d’imposta precedenti, potrebbe optare per tale regime e ridurre la tassazione dei redditi esteri.
Questo può favorire la pianificazione fiscale per chi ha asset o redditi all’estero e vuole riportare la propria base in Italia.

È importante distinguere questa agevolazione dal “regime degli impatriati“, che si rivolge a lavoratori altamente qualificati e prevede una detassazione parziale (50-60%) del reddito prodotto in Italia, entro un massimale, e ha requisiti diversi. 

Non è automaticamente garantita la possibilità di scegliere tra i due regimi, che sono alternativi e non cumulabili per lo stesso periodo d’imposta.

Il regime agevolato ex art. 24-bis TUIR per i neo-residenti rappresenta oggi un’opportunità di rilievo per soggetti con redditi di fonte estera che valutano il trasferimento della residenza fiscale in Italia.

Le modifiche intervenute con il D.L. 113/2024 (aumento dell’imposta sostitutiva a €200.000 annui) mostrano come lo Stato italiano stia ricalibrando l’attrattività del regime senza eliminarla.

Le prospettive per ulteriori inasprimenti (ad esempio verso €300.000 annui o investimenti vincolati) impongono però una pianificazione tempestiva a chi sta valutando il trasferimento in Italia.

Lo Studio legale Internazionale Boccadutri segue l’evoluzione della legge in tema di Flax Tax ed agevolazioni fiscali.

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FAQ sulla Flat Tax per neo residenti in Italia

Chi può accedere alla Flat Tax per neo residenti?

Possono accedere le persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Italia e non sono state residenti per almeno 9 dei 10 anni precedenti.

Qual è l’importo dell’imposta sostitutiva oggi?

Per chi trasferisce la residenza dopo il 10 agosto 2024 l’imposta è 200.000 euro annui. Per chi ha trasferito prima resta 100.000 euro.

Cosa cambierà dal 2026?

Il Disegno di Legge di Bilancio 2026 prevede l’aumento dell’imposta a 300.000 euro per i nuovi aderenti e un possibile aumento anche per i familiari.

La norma avrà effetti retroattivi?

No. Chi ha già aderito continua a pagare l’importo previsto al momento della sua opzione.

Il regime si applica ai redditi prodotti in Italia?

No. I redditi italiani restano soggetti a IRPEF ordinaria.

Quali redditi sono coperti dalla Flat Tax?

Tutti i redditi di fonte estera, come dividendi, interessi, capital gain e redditi immobiliari esteri.

Qual è la durata massima del regime?

La durata massima è di 15 anni.

È possibile includere i familiari?

Sì. I familiari possono essere inclusi pagando un’imposta fissa annuale (oggi 25.000 euro, destinata ad aumentare dal 2026).

Cosa succede se il pagamento dell’imposta avviene in ritardo?

L’opzione decade. Non è previsto il ravvedimento operoso.

Gli italiani che rientrano dall’estero possono usarla?

Sì, se hanno vissuto all’estero per almeno 9 degli ultimi 10 anni fiscali. Non è cumulabile con il regime degli impatriati.

Sono previsti altri cambiamenti futuri?

In Parlamento si discute di criteri più rigidi, come l’obbligo di investimenti in Italia per accedere al regime. Non è certo se e in che forma verranno approvati.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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