È legge il Decreto dignità: stop delocalizzazione aziendale

È legge il Decreto dignità: stop delocalizzazione aziendale

Il cosiddetto Decreto Dignità accende i riflettori sulla lotta alla ludopatia e al precariato, pone limitazioni alla delocalizzazione delle imprese e punta alla semplificazione fiscale.

Il Decreto Dignità è legge dall’11 agosto 2018, giorno in cui è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 96 del 2018. La nuova norma ha preso questo nome in quanto recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese.

Diversi gli obiettivi del decreto, che mira a contrastare i fenomeni del precariato dei lavoratori, della “delocalizzazione” delle imprese e delle dipendenze legate al gioco d’azzardo.

Contro il precariato

Per quanto tempo può durare un contratto precario prima di decidere che l’impiegato possa diventare un dipendente a tutti gli effetti?
Per la nuova legge basteranno 24 mesi, contro i 36 del passato, scaduti i quali il contratto a termine dovrà essere ridefinito. L’eventuale rinnovo dovrà essere obbligatoriamente giustificato. In assenza di una causale che accompagni il rinnovo, dopo un anno, il contratto verrà automaticamente inteso come passato a tempo indeterminato.

Gli sgravi fiscali per chi assume gli under 35 già esistono, ma il Decreto ne sancisce la proroga fino al 2020. Confermato dunque lo sgravio al 50%, per tre anni, per le imprese che assumono giovani a tempo indeterminato.

Citazione a parte merita il comparto scuola in cui i contratti saranno prorogati fino alla chiusura dell’anno scolastico 2019 (30 giugno). Per dirimere la questione dell’insegnamento con diploma magistrale, verrà indetto un concorso straordinario per chi ha conseguito il diploma (magistrale) prima del 2002.

Stop delocalizzazione

Vietato delocalizzare per quelle imprese che hanno usufruito di finanziamenti pubblici, a meno che non sia passato un periodo ragionevolmente lungo, fissato dal decreto in cinque anni dall’avvio dell’attività. Se si scegliesse di delocalizzare prima di quel periodo potrebbe essere inteso come una pregressa volontà di farlo e quindi di speculare.

Delocalizzazione viene intesa come lo spostamento dell’attività, in toto o di una parte, dal luogo in cui sono stati ottenuti i finanziamenti pubblici ad un altro luogo.

Le sanzioni, nel caso in cui venga riscontrata un’irregolarità negli spostamenti dell’azienda, cambieranno in base al luogo di destinazione. Se ci si sposta in una diversa località italiana o in un paese dell’Unione Europea si dovrà restituire quanto ricevuto, maggiorato di cinque punti di interesse. Chi delocalizza in paesi extra Ue, andrà incontro a una multa di importo pari al doppio o al quadruplo del finanziamento ricevuto.

Se i finanziamenti ottenuti erano subordinati all’assunzione di lavoratori e l’azienda riduce i livelli occupazionali, senza giustificazioni, i benefici decadranno ossia verranno revocati in maniera proporzionale alle riduzioni.

Semplificazione fiscale:

1) Addio split payment

I compensi dovuti dalla Pubblica amministrazione ai professionisti non saranno più soggetti al meccanismo della scissione dei pagamenti, split payment. Tradotto vuol dire che l’Iva destinata all’erario non potrà più essere trattenuta dalla Pubblica Amministrazione ma i professionisti stessi la incasseranno per poi versarla. La norma non sarà restroattiva.

2) Compensazione cartelle esattoriali

Continua per tutto il 2018 il sistema di compensazione delle cartelle esattoriali per le imprese che detengono crediti verso la Pubblica Amministrazione.

3) Spesometro

Non saranno più sottoposti a spesometro i produttori agricoli in regime Iva agevolato. Per tutti gli altri proroga a fine febbraio 2019 per la trasmissione dei dati delle fatture del terzo trimestre 2018

Contrasto alla ludopatia

Per far sì che soltanto i maggiorenni possano utilizzarle, è stato introdotto l’obbligo di uso della tessera sanitaria per accedere alle slot machine e ad altri macchinari analoghi. A far data dal primo gennaio 2020, tutti gli apparecchi dovranno essere provvisti di dispositivi per la lettura del codice fiscale. Per chi non si adegua previste sanzioni di diecimila euro ad apparecchio.

Il divieto di pubblicizzare il gioco d’azzardo, già in vigore, viene ribadito con un aumento delle sanzioni ed esteso alle sponsorizzazioni dal primo gennaio 2019. Vengono “risparmiati” i soli contratti di pubblicità già in essere nel momento in cui entra in vigore la nuova disposizione di legge.
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