Visto elettronico e passaporti per i turisti Europei in UK

Visto elettronico e passaporti per i turisti Europei in UK

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Il Regno Unito con il voto di dicembre ha ribadito, qualora qualcuno avesse ancora dubbi in proposito, la propria volontà di uscire dall’Europa manifestata il 23 giugno 2016 col referendum sulla Brexit. Lo ha fatto scegliendola linea dura dei conservatori di Boris Johnson, lo ha fatto votando in massa un programma chiaramente proiettato verso un modello esclusivo americano.

In un clima di incertezza e timori, nell’alternanza di governi e intenti, con l’avvicinarsi del termine ultimo della Brexit la prospettiva di dovere rinunciare all’accoglienza britannica diventa sempre più reale. Il premier Boris Johnson ha annunciato l’introduzione di un visto elettronico.

Una stretta verrà data in generale agli ingressi di turisti, innanzitutto negando discrezionalmente l’ingresso a chi ha precedenti penali, e possibilmente rimandando indietro qualcuno di loro in base al tipo di condanna subita.

Il tempo massimo consentito di permanenza sarà di tre mesi, prolungabili solo in caso si riesca ad ottenere un visto di lavoro. Verrà studiato un sistema di conteggio “In & Out” che si baserà sul controllo di ingressi ed uscite per verificare che nessun europeo si trattenga oltre i limiti.

Il 1 gennaio 2021 potrebbe decretare il vero e proprio allontanamento della Gran Bretagna dall’Europa, allorquando inizierebbe a trattare gli europei da “estranei”. Quale che sia il modello cui Johnson si ispira, australiano o americano, ha già avuto il favore delle urne e aspetta solo il placet sull’accordo da lui studiato per la Brexit.

Le norme in vigore

Ad oggi restano in vigore anche nel Regno Unito le norme europee, finché allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 2020 il paese non sarà fuori definitivamente dall’Europa, anche se la data ultima per la rottura definitiva sarà quella di gennaio 2021, termine del periodo di transizione. Sarà a quel punto che si scoprirà a chi sarà convenuta questa scelta e in che modi verrà attuata.

Settlement scheme per restare in UK

I cittadini europei residenti nel Regno Unito farebbero bene a registrarsi al programma Settlement Scheme per ottenere la residenza provvisoria (o permanente).

Chi già vive in GB e chi intende trasferirsi entro il 2020 dovrebbe essere cautelato grazie alla pratica app dedicata al pre-settled status, che non ha costi e che magari presto sarà disponibile anche per chi utilizza l’iPhone.

I residenti, stanziatisi da almeno cinque anni, possono ottenere il settled status. Il paese non dovrebbe porre veti all’ingresso di laureati e specializzati, mentre ci saranno delle condizioni per tutti gli altri.

Saranno privilegiati i lavoratori qualificati, cui difficilmente verranno negati visti di lunga durata propedeutici all’ottenimento della residenza, mentre, per chi ambisce a farsi strada nella vita partendo da lavori per i quali non è richiesto un particolare titolo di studio, sarà opportuno sfruttare i tre mesi di visto turistico per strappare un contratto di lavoro e poter restare.

Visto elettronico e passaporto obbligatori per i turisti europei in UK

Qualcuno ha detto che “gli inglesi ti accolgono, ma ti fanno sentire ospite”, magari perché si verrà sottoposti a controlli che un tempo erano impensabili per entrare nel paese da “ex cugini” europei.

Probabilmente dal 31 gennaio 2020, data che Boris Johnson ha indicato come più opportuna, l’ingresso nel paese sarà possibile solo dietro richiesta di un visto elettronico ed esibizione del passaporto biometrico.

Il Visto elettronico sarà basato sul modello americano dell’ESTA (Electronic System for Travel Authorization), il Sistema Elettronico per l’Autorizzazione al Viaggio. Chi vorrà recarsi in territorio britannico dovrà chiedere un’autorizzazione online, con almeno tre giorni di anticipo rispetto alla partenza.

La nuova situazione potrebbe pesantemente incidere su chi viaggia per affari, ma anche per i turisti europei non sarà più come essere a casa visto che non basteranno più le carte d’identità per entrare e girare nel paese. Servirà il passaporto, documento più difficile da falsificare.

Se avete dubbi in merito e volete confrontarvi con uno dei nostri legali di Diritto dell’Immigrazione non esitate a contattarci qui

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