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Visto d’ingresso per Nomadi Digitali: un decreto per stranieri altamente qualificati

24 Mag 2024 - Diritto Dell’Immigrazione - Min Read 6 min
Visto d’ingresso per Nomadi Digitali: un decreto per stranieri altamente qualificati

Col Decreto interministeriale 29 febbraio 2024 (GU Serie Generale n.79 del 04-04-2024) vengono definite le modalità per il rilascio del visto d’ingresso in Italia per i cosiddetti “Nomadi Digitali” e per i lavoratori altamente qualificati che lavorano da remoto.

Nello specifico, il Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero del Turismo e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, hanno pubblicato il decreto avente per oggetto “Modalità e requisiti per l’ingresso ed il soggiorno dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea che svolgono un’attività lavorativa altamente qualificata attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici che consentono di lavorare da remoto”.

Viene disciplinato l’ingresso e il soggiorno dei cittadini di stati non appartenenti all’Unione Europea, che svolgono attività lavorative altamente qualificate, utilizzando tecnologie che permettono loro di lavorare a distanza.

Il Decreto specifica:

  • modalità e requisiti per il rilascio del permesso di soggiorno;
  • categorie di lavoratori altamente qualificati che possono beneficiare di tale permesso di soggiorno;
  • limiti minimi di reddito del richiedente;
  • modalità necessarie per la verifica dell’attività lavorativa da svolgere.

Gli ingressi di lavoratori altamente qualificati sul territorio nazionale sono già previsti dalla legge italiana, nel decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 («Ingresso e soggiorno per lavoratori altamente qualificati. Rilascio della Carta blu UE»), ma l’affermazione del lavoro da remoto, che ha avuto una capillare diffusione a causa del Covid, è ormai una realtà consolidata che ha reso necessario un ulteriore intervento legislativo.

A chi è destinato il decreto: Nomadi Digitali e lavoratori da remoto

L’autorizzazione all’ingresso in Italia è riservata a quei cittadini provenienti da paesi extra europei in possesso di una elevata qualifica professionale.

Il decreto accomuna tutti coloro che lavorano da remoto, ma di fatto distingue due distinte tipologie di lavoratori:

  1. Nomadi Digitali. Lavoratori autonomi.
  2. Lavoratori da remoto. Lavoratori subordinati.

Entrambe le categorie potranno svolgere in Italia un’attività lavorativa altamente qualificata, in forma autonoma o subordinata, attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici che consentano loro di lavorare da remoto.

Nel caso in cui tali lavoratori intendano svolgere la propria attività in Italia, l’ingresso e il soggiorno, per periodi superiori a novanta giorni, sono consentiti al di fuori delle quote annuali.

Ai fini dell’ingresso e del soggiorno per periodi inferiori a novanta giorni è comunque necessario il rilascio del visto di ingresso e del permesso di soggiorno.

Nomade Digitale

I “Nomadi Digitali” sono definiti come lavoratori autonomi altamente qualificati che utilizzano strumenti tecnologici per svolgere la loro attività lavorativa da qualsiasi luogo, liberandosi così dai vincoli di un ufficio fisso.

Una volta in Italia, i Nomadi Digitali che soddisfano i criteri del decreto, riceveranno un permesso di soggiorno con la dicitura “nomade digitale – lavoratore da remoto”, della durata massima di un anno, anche se rinnovabile.

Per essere qualificati come Nomadi Digitali si deve possedere un titolo di istruzione superiore di livello terziario o una qualificazione professionale di livello post secondario di durata almeno triennale, o una qualifica professionale superiore attestata da almeno cinque anni di esperienza professionale.

In quanto lavoratori autonomi non hanno bisogno di ottenere un nulla osta provvisorio.

I nomadi digitali, in quanto lavoratori autonomi, dovranno in più richiedere l’attribuzione di un numero di partita Iva che certifichi il loro stato.  

I requisiti per qualificarsi come Nomadi Digitali

I requisiti richiesti ai nomadi digitali per poter ottenere l’autorizzazione all’ingresso in Italia sono:

  • essere nelle condizioni di utilizzare strumenti tecnologici che consentano il lavoro a distanza;
  • possedere elevate competenze professionali, pari a quelle richieste per il rilascio della Carta blu (vedi Come assumere un immigrato altamente qualificato);
  • svolgere un’attività lavorativa altamente qualificata;
  • aver maturato almeno sei mesi di esperienza nello stesso ambito lavorativo per cui si chiede il riconoscimento di Nomade digitale;
  • possedere un reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore al triplo del livello minimo previsto per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria (a conti fatti si aggira intorno ai 28.000€);
  • disporre di un’assicurazione sanitaria per cure mediche e ricovero ospedaliero, valida per il territorio nazionale e per il periodo del soggiorno;
  • disporre di una idonea documentazione relativa alle modalità di sistemazione alloggiativa.

Lavoratori da remoto

I “lavoratori da remoto” sono coloro che sono impiegati o collaborano con aziende e svolgono il loro lavoro a distanza.

Per questa categoria, il decreto stabilisce che è necessario avere un contratto di lavoro o un’offerta di lavoro vincolante per poter richiedere il visto e il permesso di soggiorno.

Nel caso di “lavoratore da remoto”, in quanto lavoratore subordinato, non è richiesto il nulla osta dello Sportello unico.

Il decreto specifica come il “lavoratore da remoto” possa cambiare datore di lavoro mentre il permesso di soggiorno è in corso di validità, oppure alla sua scadenza annuale.

Ai lavoratori da remoto, insieme al permesso di soggiorno, verrà rilasciato il codice fiscale.

I requisiti per qualificarsi come lavoratori da remoto

I requisiti richiesti ai lavoratori da remoto altamente qualificati per poter ottenere l’autorizzazione all’ingresso in Italia sono:

  • essere nelle condizioni di utilizzare strumenti tecnologici che consentano il lavoro a distanza;
  • possedere elevate competenze professionali, pari a quelle richieste per il rilascio della Carta blu (vedi Come assumere un immigrato altamente qualificato);
  • svolgere un’attività lavorativa altamente qualificata;
  • presentare il contratto di lavoro o collaborazione o la relativa offerta vincolante;
  • aver maturato almeno sei mesi di esperienza nello stesso ambito lavorativo per cui si chiede il riconoscimento di lavoratore da remoto;
  • possedere un reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore al triplo del livello minimo previsto per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria (a conti fatti si aggira intorno ai 28.000€).
  • disporre di un’assicurazione sanitaria per cure mediche e ricovero ospedaliero, valida per il territorio nazionale e per il periodo del soggiorno;
  • disporre di una idonea documentazione relativa alle modalità di sistemazione alloggiativa.

Permesso di soggiorno per Nomadi Digitali/lavoratori da remoto

I lavoratori che si qualifichino come “Nomadi Digitali” o lavoratori da remoto altamente qualificati, potranno richiedere il rilascio di un visto d’ingresso, seguito da permesso di soggiorno che riporti la dicitura “nomade digitale – lavoratore da remoto”, della durata massima di un anno (prorogabile ma non convertibile), e avranno il diritto di richiedere il ricongiungimento familiare.

Lo straniero in possesso del visto d’ingresso deve richiedere il permesso di soggiorno direttamente alla questura della provincia in cui si trova (e non tramite kit postale), entro otto giorni lavorativi dall’ingresso nel territorio dello Stato.

Ai nomadi digitali e ai lavoratori da remoto, non appartenenti all’Unione europea, viene generato il codice fiscale dalla questura, e comunicato al momento del rilascio del permesso di soggiorno.

Il decreto disciplina anche le modalità per la verifica del rispetto delle disposizioni contributive e fiscali.

Se non esistono accordi bilaterali (patti stipulati tra due Stati, per regolare una serie di questioni di comune interesse) di sicurezza sociale con il paese di origine, verrà applicata la disciplina previdenziale e assicurativa italiana.

A differenza delle disposizioni della Carta blu, il datore di lavoro che assume un lavoratore altamente qualificato da remoto non deve per forza essere residente nel territorio dello Stato italiano.

Questo decreto mira a facilitare l’ingresso e la permanenza in Italia di professionisti altamente qualificati che possono contribuire all’economia del paese, promuovendo al contempo la flessibilità lavorativa e l’innovazione tecnologica.

Con queste nuove regole, l’Italia si posiziona come una destinazione attraente per i lavoratori a distanza di tutto il mondo.

Se vi servono informazioni sull’argomento non esitate a contattare gli avvocati del Dipartimento di Diritto dell’Immigrazione dello Studio legale internazionale Boccadutri.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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