UK “Regola” le Criptovalute

UK “Regola” le Criptovalute

CryptoUK

Il Regno Unito precorre i tempi e si inventa un regolamento, che non c’era, in tema di criptovalute.

Sette importanti aziende, leader nel settore degli scambi di criptovalute, hanno deciso di puntare sulle monete virtuali, sulle quali intendono scommettere per migliorare, in un prossimo futuro, il modo di effettuare le transazioni finanziarie.

È così che BlockEx, CEX.IO, Coinbase, CoinShares, CommerceBlock, CryptoCompare ed eToro si sono inventate la CryptoUK, la prima associazione commerciale autoregolatrice per l’industria delle criptovalute nel Regno Unito.

Presidente di CryptoUK, per il primo anno, è stato eletto Iqbal Gandham, amministratore delegato di eToro.

Secondo quanto auspicato dagli stessi padri di CryptoUK, la creazione di un codice ferreo di autoregolamentazione avrà come conseguenza un innalzamento degli standard nel settore, almeno nel Regno Unito, per cui i consumatori finali potranno operare con maggiori tutele.
Appare inevitabile che, per restare al passo e candidarsi come paese leader nel settore, il Parlamento britannico debba adeguarsi quanto prima, legiferando in materia.
Lo stesso dicasi per gli altri paesi, europei ed extraeuropei, che vorranno investire risorse nel settore delle criptovalute.

Il Codice di condotta introdotto da CryptoUK dovrà essere sottoscritto da tutti i membri che vorranno aderire in seguito, rappresenterà gli interessi dell’intero settore della criptovaluta, e riguarderà intermediari, commercianti, gestori patrimoniali e fornitori di fondi di investimento basati sulla crittografia.
Restano fuori dalla regolamentazione le ICO (Offerte di moneta iniziale, utilizzate per raccogliere fondi), ma potrebbe essere riconsiderata l’inclusione in un secondo momento.

Principi e Codice di condotta

Il documento sottoscritto dalle sette aziende comprende dodici punti, mentre i principi su cui si basa sono tre, ossia il riconoscimento della leadership del Regno Unito nel settore FinTech, la promozione di una legislazione appropriata, e l’autoregolamentazione mirata alla cura del cliente, che va trattato con rispetto e tutelato dai reati finanziari.

Nel codice di condotta, tra le altre cose, i membri si impegnano a rapportarsi in modo onesto con i consumatori, fornendo loro informazioni chiare su prezzi, leve finanziarie, commissioni e rischi.
Sempre per il bene dei clienti, garantiscono che faranno controlli sugli investitori, per assicurarsi che possano essere idonei a effettuare transazioni.
Qualora dovesse esserci il sospetto che un cliente agisca in modo illegale, i membri dovranno collaborare con le autorità competenti. In caso di abusi di mercato o di attività non conformi, i membri dovranno esser pronti a sospendere le negoziazioni.

Il Codice prevede degli aggiornamenti in corso d’opera, in base alla collaborazione con gli esperti del settore, con l’industria e con la politica.

L’Unione Europea si è recentemente espressa sul tema delle criptovalute per voce di tre autorità di regolamentazione dell’UE, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, l’Autorità bancaria europea e l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali.

Le autorità hanno ammonito sull’alto rischio di perdita del denaro investito in valute virtuali, un campo in cui non c’è protezione legale.
Alle preoccupazioni sulla possibilità di una bolla pronta ad esplodere il presidente di CryptoUK ha risposto difendendo l’intero settore, che sarebbe stato “gravemente frainteso”.

Se CryptoUK centrerà il suo obiettivo il governo britannico, ma anche il governo centrale europeo, potrebbe partire dalle sue idee e dai suoi buoni propositi per creare un codice che regolamenti un campo tanto nuovo quanto pieno di incognite e potenzialità.

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