Home » Criptovalute » Tassazione Criptovalute in Italia: come funziona

Tassazione Criptovalute in Italia: come funziona

21 Lug 2023 - Criptovalute - Min Read 5 min
Tassazione Criptovalute in Italia: come funziona

La tassazione delle criptovalute In Italia è regolamentata dalla “Legge di Bilancio 2023”.

In base alla normativa, i movimenti di bitcoin e criptovalute vengono equiparati a scambi finanziari.

Vengono definite cripto-attività (e quindi attività legate al mondo delle criptovalute) le rappresentazioni digitali di un valore, determinato attraverso una procedura elettronica e una tecnologia specifica.

La tassazione si applicherà sull’effettivo guadagno, che costituisce di fatto un reddito.

In precedenza, l’Agenzia delle entrate aveva già cercato di regolamentare il loro trattamento fiscale attraverso gli interpelli, in particolar modo con la circolare 72/E 2016e con la risposta n. 788/2021, avente per oggetto “detenzione di valute virtuali in digital wallet con possesso di chiavi private- obblighi di monitoraggio”.

Restava una situazione confusa che soltanto la legge sta aiutando a chiarire.

“Nessun reddito, nessuna tassazione” era il precetto dell’Agenzia delle Entrate, che ha trovato continuità nell’apposita legge.

Resta da dire che, nonostante l’Italia si sia già mossa in materia di criptovalute, e di cripto attività in generale, per alcune criticità si resta in attesa del nuovo provvedimento dell’Unione europea sulle cripto-attività (MiCA).

Cos’è la tassazione sulle criptovalute?

La tassazione sulle criptovalute corrisponde al versamento di imposte sui guadagni legati alle attività che coinvolgono criptovalute come Bitcoin, Ethereum e altre altcoin.

Secondo la Legge di Bilancio 2023 le criptovalute rientrano tra quegli strumenti finanziari che producono redditi diversi.

Di conseguenza andrà applicata un’imposta sostitutiva, ma solo nel caso in cui si sarà generato un guadagno (capital gain).

Non è il possesso a determinare la tassazione, ma sono le operazioni fiscalmente rilevanti, nello specifico:

Vendita (conversione delle criptovalute in monete FIAT);

Acquisto di un bene o un servizio tramite criptovalute;

Acquisto di NFT (non fungible token o oggetti digitali) tramite criptovalute.

Quando vanno pagate le tasse sulle criptovalute?

La tassazione sulle criptoattività, che già da giugno del 2023 doveva tradursi nel pagamento di specifiche tasse, è stata rimandata a settembre.

Grazie a una proroga sulla sua attuazione il primo appuntamento per i contribuenti sarà quello del 30 settembre 2023.

Da allora sarà possibile, ma anche obbligatorio, versare un’imposta sui guadagni derivati dalle criptovalute.

Tre mesi in più, rispetto alla precedente scadenza del 30 giugno, perché vengano rese note le modalità esatte in cui la legge verrà attuata, per comprendere meglio chi deve pagare, come deve farlo e quanto si deve sborsare.

In generale, le tasse devono essere pagate nel periodo d’imposta in cui si verifica un evento imponibile, come la vendita di criptovalute o l’ottenimento di guadagni da attività di mining.

È importante tenere traccia delle transazioni e dei guadagni realizzati per assicurarsi di essere in regola con tutte le obbligazioni fiscali.

Come si pagano le tasse sulle criptovalute

I redditi diversi vanno indicati nel Quadro RT del Modello Redditi PF oltre ad essere incluse in quello RW, ai fini del monitoraggio fiscale e del pagamento dell’IVAFE.

L’importo soggetto a tassazione è il valore della criptovaluta calcolato al momento del cambio in euro.

Il quadro RW si compila soltanto nel caso in cui le criptovalute si trovano in un wallet digitale collocato all’estero o se sono archiviate su chiavette o PC.

Quanto si paga di tasse sulle criptovalute?

Le tasse sulle criptovalute sono calcolate in base ad una imposta sostitutiva unica pari al 26%.

Le cripto attività, essendo equiparate alle attività finanziarie vengono tassate di conseguenza.

Per generare profitto, e quindi essere ritenute tassabili, le criptovalute dovranno aver generato plusvalenze per una cifra superiore ai 2000 euro.

La quantità di tasse da pagare sulle criptovalute dipende poi da diversi fattori, tra cui il tipo di attività che si svolge (trading, investimenti a lungo termine, mining), se si opera da privati o da aziende …

In Italia, le cripto attività sono soggette a diverse imposte, tra cui l’imposta sul reddito (IRPEF) e l’imposta sulle plusvalenze.

Per quanto riguarda l’imposta sul reddito, i guadagni derivanti dalle criptovalute possono essere considerati reddito di lavoro autonomo o reddito diverso, a seconda dell’attività svolta.

L’aliquota fiscale per il reddito di lavoro autonomo varia dal 24% al 43%, a seconda del reddito complessivo.

Per le plusvalenze, che si verificano quando vendi le tue criptovalute a un prezzo superiore a quello di acquisto, l’aliquota dell’imposta sulle plusvalenze è del 26%. Tuttavia, è importante tenere presente che esistono alcune regole e agevolazioni fiscali specifiche per le criptovalute, quindi è consigliabile consultare un esperto fiscale per ottenere una consulenza personalizzata.

È possibile non pagare le tasse sulle criptovalute?

Con la nuova Legge di Bilancio 2023 sarà possibile non pagare le tasse sulle criptovalute con plusvalenze di importo inferiore a 2.000 euro.

La soglia di esenzione pari a 2.000€ per l’anno di imposta di riferimento, va a creare una deroga rispetto all’art 67 comma 1 del TUIR.

Il principio è quello di non sottoporre ad aliquota fiscale redditi non rilevanti.

Attenzione: se non si dichiarano i guadagni da criptovalute si è soggetti a sanzioni che variano dal 3% al 15% dell’importo non dichiarato.

La sanatoria per gli anni passati

La legge di bilancio 2023 ha previsto una sanatoria per chi in passato non ha dichiarato i guadagni da criptovalute.

Ci si può mettere in regola pagando delle sanzioni minime tramite l’istanza di emersione che comprende tutte le attività collegate alle criptovalute eseguite entro il 31/12/2021.

Tassazione delle criptovalute per le società

Le criptovalute sono considerate come beni immateriali, quindi trovano collocazione nel conto economico della società tra le immobilizzazioni immateriali.

Formano reddito d’impresa ai fini IRES o IRAP solo se soggette a:

  • vendita in moneta FIAT;
  • trasformazione in altri beni;
  • acquisti di NFT;
  • utilizzo nello staking (bloccare una certa quantità di una criptovaluta e ottenere, come ricompensa, un certo guadagno).

Altrimenti la presenza delle criptovalute nel bilancio aziendale non andrà a cumularsi con i redditi d’impresa e quindi non si dovrà applicare un’aliquota fiscale.

Attenzione alla truffa delle tasse sulle criptovalute

La truffa delle tasse sulle criptovalute assume tante forme, in base alla fantasia degli autori.

In realtà basta controllare il contratto per verificare se e come i propri investimenti verranno tassati. Per il resto, per pagare le tasse sui guadagni, bisogna fare un gesto personale e volontario, compilando l’apposita modulistica relativa alla dichiarazione dei redditi.

Le ipotetiche tasse sui vostri guadagni vanno pagate a tempo debito e nel modo corretto. Non si pagano tasse per ritirare i vostri soldi.

Conclusioni

La tassazione delle criptovalute in Italia è un argomento complesso, in evoluzione perché se ne stanno definendo ancora i dettagli.

Comprendere come funziona e quanto si paga di tasse sulle criptovalute vi aiuterà a evitare problemi con il fisco e a riconoscere eventuali truffatori.

Il nostro consiglio è quello di tenere traccia di tutte le transazioni e di prestare attenzione a tutte le novità in materia.

Richiedi una consulenza adesso!

Compila il modulo per richiedere una consulenza legale. I nostri esperti valuteranno il tuo caso e ti suggeriranno la soluzione migliore.

Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.