Stretta sulle Targhe Straniere

Stretta sulle Targhe Straniere

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La legge 132/2018, recentemente entrata in vigore, ha abbassato il livello di indulgenza verso chi circola con targhe straniere.

La legge 132/2018, conversione del Decreto Sicurezza recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale, immigrazione e sicurezza pubblica, rivede la situazione di chi circola in Italia su veicoli con targa straniera.

Coloro che risiedono in Italia da più di 60 giorni, e quindi non si parla di semplici turisti, non potranno circolare con targhe straniere.

A meno che non dimostrino di avere un contratto di comodato, o leasing, con società estere con cui hanno un rapporto di lavoro.

Infrangere la legge può costare caro visto che per i trasgressori si parla di confisca del veicolo, di multe (che nel peggiore dei casi arrivano a 2.848 euro, partendo da una tariffa minima di 712 euro) e dell’obbligo di mettersi in regola entro e non oltre 180 giorni da quando è stato accertato l’illecito.

La confisca amministrativa non scatta soltanto se si può dimostrare di aver già richiesto il foglio di via per far uscire il veicolo dai confini italiani.

Una volta trascorsi i 180 giorni, messi a disposizione per metterlo in regola, il veicolo, già trattenuto in un deposito dalle autorità, sarà confiscato definitivamente.

Lotta all’esterovestizione

Le nuove norme dovrebbero mettere un freno all’ormai consolidata prassi dell’esterovestizione, ossia l’espediente di acquisire un’apparente residenza fiscale all’estero grazie alla quale ottenere una targa straniera.

In pratica, se il veicolo circola quasi esclusivamente in Italia, non c’è motivo che debba esibire una targa straniera.

Gli scopi di ricorrere all’esterovestizione sono quelli di eludere il fisco, di non sottostare all’obbligo di assicurazione e di sottrarsi alle multe per violazioni del codice stradale.

Le targhe estere sollevano i guidatori persino dagli obblighi minimi di responsabilità civile, in caso di incidenti.

Il fenomeno è molto diffuso, soprattutto nelle regioni del nord, dove non è raro trovare auto intestate a società di leasing straniere ma a disposizione di italiani.

È anche diffusa l’abitudine, da parte di stranieri residenti in Italia, di far ricorso a targhe del proprio paese d’origine per risparmiare su bollo e assicurazione e, magari, per rendere difficoltosa ai vigili la notifica delle multe a loro destinate.

È innegabile come si vada incontro al rischio che per eludere la nuova legge si possa ricorrere ad espedienti illegali.

Noleggio sicuro contro il terrorismo

Nel mirino della legge anche il noleggio a breve termine, che si è rivelato un pericoloso strumento in mano ai terroristi, come negli attentati di Nizza e Barcellona.

Per evitare che vengano noleggiati veicoli ad individui sospetti, nel momento della stipula del contratto, i gestori sono tenuti a registrare i dati dei clienti e a comunicarli tempestivamente alla banca dati dei corpi di polizia (Sdi).

Le forze dell’ordine potranno verificare che chi richiede il noleggio non abbia precedenti tali, da essere inquadrato come soggetto pericoloso.

Questo potrà dare modo alle autorità di attivarsi immediatamente per scongiurare azioni terroristiche.

Cosa cambia

Prima dell’entrata in vigore della legge, il proprietario riceveva fino a due avvisi di reimmatricolazione immediata, per permettergli di sostituire la targa estera con quella italiana, mentre la sanzione (max 335 euro) scattava nel caso in cui, si veniva trovati in difetto una terza volta in sei mesi.

Per chi è in grado di dimostrare di guidare il veicolo grazie a comodato d’uso, leasing o noleggio la sanzione non scatta.

Basterà avere con sé un documento che chiarisca i termini del comodato/leasing/noleggio, e che riporti i dati di chi ha fornito la vettura.

Le proteste

Una delle comunità più colpite dal provvedimento è quella rumena, ed il loro ambasciatore non ha tardato a farsi sentire, pretendendo chiarimenti dai ministeri degli Interni e dei Trasporti.

La normativa Europea

In Europa vige la direttiva 2003/564/CE che implica la copertura assicurativa automatica dei veicoli europei circolanti nei paesi dell’Unione.

In linea di principio non si è tenuti a verificare l’assicurazione sulla responsabilità civile in quanto soggetta alla “convenzione tra gli uffici nazionali di assicurazione degli Stati membri dello Spazio economico europeo e di altri Stati associati”.

Sarebbero già parecchi i veicoli rimpatriati tramite bisarche dopo l’entrata in vigore della legge.

Nel caso dobbiate trasferirvi in Italia o se avete problemi con veicoli a targa straniera, i nostri esperti legali del Dipartimento di Immigration, vi assisteranno nella vostra lingua madre. Potrete contattarli compilando il modulo di richiesta qui.

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