Sopravvivere alla Brexit: la residenza permanente

Sopravvivere alla Brexit: la residenza permanente

In Europa si vive nell’incertezza finché non saranno chiari gli effetti che la Brexit avrà sulla permanenza degli europei in UK e dei britannici in UE.

C’era una volta l’Europa unita, finché uno dei suoi membri più influenti ha deciso di voler correre da solo.
E adesso che l’uscita del Regno Unito si avvicina, ci si interroga su come convenga comportarsi se si è cittadini europei e si risiede in territorio britannico, o se si è cittadini britannici e si risiede in Europa.

Coloro che finora sono stati i benvenuti diventeranno corpi estranei al paese che li ospita? O esiste un modo per affrontare l’inevitabile cambiamento senza subirne il contraccolpo, mettendosi in regola in anticipo?

Non sono solo parole

Finché resta un paese dell’UE, il Regno Unito mantiene tutti i diritti e doveri che ne conseguono. Ma la data di “scadenza”, il 29 marzo 2019,  si avvicina inesorabilmente, e chi sarà coinvolto dal cambiamento farebbe bene a cautelarsi prima che l’uscita sia un dato di fatto.
Perché poi subentrerebbero confusione, incertezza e tanta burocrazia.

A parole, anche dopo marzo, i diritti dei cittadini europei nel Regno Unito saranno mantenuti, e sarà loro possibile richiedere lo status di residente. Ma come? E fino a quando?

Italiani nel Regno Unito

Da Londra hanno già fatto sapere che l’ultimo giorno di validità per la “permanent residence” (residenza permanente), è stato fissato al 31 dicembre 2020 e che il certificato potrà essere convertito in “settled status” (status giuridico definito), in modo semplice.

Le modalità per ottenere la permanent residence sono dettate da una legge europea cui, inevitabilmente, subentrerà una direttiva locale.

Come sarà gestita nel prossimo futuro sarà tutto da scoprire.

Settled status 

Il “settled status” è la certificazione della condizione di persona stabilmente residente nel Regno Unito, documentazione prettamente britannica.
Consiste nella verifica di identità (tramite ispezione dei documenti personali), eleggibilità (tramite accertamento della residenza) e dell’idoneità (tramite controllo dei precedenti penali).

Il settled status nell’attuale situazione britannica, viene concesso soltanto ad alcune categorie e per periodi di tempo limitato motivo per cui conviene comunque, volendo restare nel paese dopo la Brexit, e volendo ridimensionare l’inevitabile step burocratico, cercare piuttosto di ottenere la permanent residence.
L’accesso alla cittadinanza britannica e alla permanenza nel paese passa anche da questo.

Per quanto è dato attualmente sapere, la procedura per ottenere il settled status sarà accessibile per tutti dal 30 marzo 2019 al 30 giugno 2021.
Il rinnovato “settled status application”, hanno anticipato da Londra, sarà differente dal procedimento comunitario propedeutico al rilascio del certificato europeo di residenza permanente.

I cittadini europei e i familiari residenti nel Regno Unito potranno fare richiesta prima della fine del periodo di  “transizione” (implementation period) fissato al 31 Dicembre 2020, ma destinato probabilmente ad essere prolungato, in base agli ultimi incontri.

Permanent residence

Il permesso di soggiorno indefinito viene anche comunemente indicato come “Residenza permanente”.

Un cittadino europeo viene considerato “residente in modo continuato” nel Regno Unito se vi è rimasto per 6 mesi su 12, nel caso vi risieda da meno di 5 anni.

Esistono anche le dovute eccezioni, per cui si tende a permettere un’assenza più lunga del consentito per motivi di malattia, studio o gravidanza.

Nel caso di residenti da lunga data, ossia da più di 5 anni, per essere considerati residenti in modo continuato non dovranno essersi assentati per più di 5 anni consecutivi.   

Accordo tra UK e UE

L’accordo del dicembre 2017 tra Regno Unito e Commissione Europea, specificava come, in base a tempi e modalità di residenza nel paese, avrebbero differenziato la determinazione del diritto di restare per i cittadini europei.

Anche in questo caso, pur garantendo i cittadini europei, non si possono escludere complicazioni dell’ultimo minuto, quando la Brexit sarà definitiva e irreversibile.

  • Chi al 29 marzo 2019 si trova in un paese della Gran Bretagna in modo continuativo, da 5 o più anni, avrà il diritto di richiedere il settled status per continuare a vivere nel Regno Unito, accedere ai servizi pubblici e poter richiedere la cittadinanza inglese;
  • Chi al 29 marzo 2019, non ha cumulato un periodo di residenza pari a 5 anni, potrà chiedere il “temporary residency permit”, permesso temporaneo di residenza, fino al completamento dei 5 anni. Una volta idoneo potrà fare domanda per ottenere il settled status;
  • I familiari di cittadini europei che hanno raggiunto i congiunti prima del 29 marzo potranno ottenere il settled status una volta trascorsi i fatidici 5 anni.
  • I figli di cittadini europei, nati nel Regno Unito dopo il 29 marzo 2019, acquisiscono il diritto a rimanere dai genitori che lo hanno già ottenuto.
  • Coloro che vogliono raggiungere un parente stretto (vale anche per i coniugi), che sia cittadino europeo residente legalmente nel Regno Unito, potranno farlo senza problemi anche dopo la Brexit, a patto che il legame sia sorto prima del 29 marzo 2019 e che ancora sia sussistente al momento dell’ingresso nel Paese.

Britannici in Italia

In Italia ogni cittadino dell’Unione Europea, ed attualmente vi rientrano anche i cittadini britannici, può richiedere un attestato che ne certifica il diritto di soggiorno permanente.

A regolare il “soggiorno per tutti i cittadini e familiari dei paesi membri dell’Unione Europea” è il decreto legislativo n. 30 del 2007.

Viene rilasciato dietro specifica richiesta e non è obbligatorio, ma in prospettiva futura, quando l’eco del cambiamento prodotto dalla Brexit avrà fatto sentire le sue conseguenze, potrebbe far risparmiare tempo e denaro a chi ne è in possesso.

I requisiti

  • Residenza in un comune italiano
  • Possesso di cittadinanza europea
  • Soggiorno continuativo in Italia da almeno cinque anni.
  • Soggiorno continuativo in Italia da almeno tre anni nel caso di:
  1. lavoratore subordinato o autonomo che, nel momento in cui cessa l’attività ha raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia.
  2. Lavoratore subordinato che cessa di svolgere la propria attività a seguito di pensionamento anticipato, se l’Italia è stata sede della sua attività negli ultimi dodici mesi.
  3. Lavoratore subordinato o autonomo che non può più lavorare a causa di un’incapacità lavorativa permanente sopraggiunta in modo improvviso. Dovrà aver soggiornato per più di due anni in Italia, in modo continuativo. Se l’incapacità è conseguenza di un incidente sul lavoro o di malattia professionale che lo pongono a carico dello Stato, non importa da quanto tempo soggiorni nel nostro Paese.
  4. Lavoratore subordinato o autonomo che, si trasferisca a lavorare in un altro Stato appartenente all’Unione Europea dopo aver svolto la propria attività in Italia per almeno tre anni continuativi, e che comunque continui a risiedere in territorio italiano.

I familiari con cittadinanza extra europea possono ottenere in Questura la “Carta di soggiorno permanente per familiari di cittadini europei”.

Il documento attestante il diritto al soggiorno permanente deve essere rilasciato nel più breve tempo possibile e, seppure non obbligatorio, è utile per saltare una serie di formalità burocratiche, come può essere la richiesta di dimostrazione di esercitare attività lavorativa in Italia, la disponibilità di risorse sufficienti al proprio sostentamento, …

È buona consuetudine conservare tutti i documenti che attestino la propria presenza in Italia, a partire dalle bollette fino ad arrivare ai contratti di lavoro o alle dichiarazioni dei redditi, perché potrebbero tornare utili al momento della presentazione della domanda.

Il diritto alla residenza permanente si perde se ci si assenta dal territorio nazionale per più di due anni consecutivi o dopo espulsione per fatti gravissimi.

Il nostro Studio Legale Internazionale ha già assistito, con successo, cittadini britannici durante il loro iter per ottenere il certificato di residenza permanente.

Per consigli dettagliati e personalizzati, non esitate a contattare il dipartimento di Immigration dello Studio Legale Internazionale Boccadutri. Il nostro team di esperti risponderà ad ogni vostra domanda sull’argomento.

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