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Riforma Cartabia: fasi del processo civile

13 Apr 2023 - Diritto Civile - Min Read 6 min
Riforma Cartabia: fasi del processo civile

Cambiano le fasi del processo civile dopo l’entrata in vigore della Riforma Cartabia.

Il 28 febbraio 2023 è stata data attuazione al Dlgs 149/2022 (che fa seguito alla legge delega 206/2021) in realizzazione degli accordi con l’Unione Europea sul tema Giustizia.

La Riforma Cartabia ha coinvolto la Giustizia italiana nella sua interezza: variazioni significative si sono avute nel Codice di procedura civile, Codice civile, Codice penale e Codice di procedura penale.

Se facciamo riferimento al solo processo civile italiano, possiamo dire che ne viene fuori profondamente modificato e modernizzato.

Nelle intenzioni del legislatore, si prospetta più rapido ed efficiente, grazie all’uso consapevole delle nuove tecnologie.

Parlando di novità, la Riforma Cartabia:

  • ha adottato nuove forme di mediazione e conciliazione
  • ha intensificato l’uso del processo telematico
  • ha anticipato la maggior parte degli scritti difensivi a prima della prima udienza, il cui ruolo viene valorizzato e amplificato.

Atto di citazione

Il contenuto dell’atto di citazione deve essere chiaro, sintetico e includere la menzione del verbale negativo di conciliazione, se la domanda è sottoposta a condizione di procedibilità.

Nella parte della vocatio in ius (chiamata in giudizio) l’attore deve informare il convenuto che “la difesa tecnica mediante avvocato è obbligatoria in tutti i giudizi davanti al tribunale, fatta eccezione per i casi previsti dall’articolo 86 o da leggi speciali, e che la parte, sussistendone i presupposti di legge, può presentare istanza … ” per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. 

Tra il giorno della notifica dell’atto di citazione e il giorno dell’udienza di prima comparizione, sono adesso previsti almeno 120 giorni.

Il convenuto deve costituirsi entro 70 giorni prima che ci sia l’udienza (indicata nell’atto di citazione).

Le fasi del processo civile dopo la Riforma Cartabia

Le modifiche apportate al giudizio di primo grado portano a determinare nuove fasi nel processo civile:

  1. Introduzione e fase istruttoria preliminare: il processo civile inizia con l’iscrizione a ruolo dell’atto introduttivo presso la competente sezione del tribunale. A differenza di quanto avveniva prima, già in questa fase, si svolge contestualmente la fase istruttoria preliminare. Il giudice svolge le verifiche preliminari e conferma o modifica le date di udienza.
  2. Fase introduttiva: le parti espongono le proprie argomentazioni e forniscono le prove a supporto di esse. Le novità riguardano in questo caso il tempo a disposizione delle parti per argomentare e dimostrare le proprie ragioni, che non potrà superare i 70 giorni.
  3. Prima udienza: alla prima udienza il Giudice valuterà una proposta conciliativa e le parti dovranno comparire personalmente.
  4. Fase istruttoria: al termine della fase introduttiva, si passa alla fase istruttoria, durante la quale il giudice valuta le prove presentate dalle parti, e decide se sarà necessario che le parti ne producano di ulteriori fissando il calendario del processo.
  5. Fase decisionale: esaurita la fase istruttoria, si apre la fase decisoria. Il giudice istruttore, fissa l’udienza, a trattazione scritta, per la rimessione in decisione (o al collegio) ed assegna alle parti i termini per le memorie conclusive.

La trattazione scritta resta a discrezione del giudice, che potrebbe optare per la trattazione mista o per la trattazione orale.

Il processo civile termina con la sentenza definitiva. Il giudice potrà motivare la sua decisione in forma sintetica e semplificata.

Le nuove udienze nel processo civile

Le nuove udienze accarezzano l’idea di ricorrere sempre meno alla presenza e sempre più allo scambio (epistolare) telematico.

Ciò che è stato testato per necessità, durante la Pandemia, si è rivelato essere uno strumento utile ai fini processuali.

Prima dell’udienza iniziale sarà già avvenuto lo scambio di tre memorie, mentre in passato lo scambio era successivo alla prima udienza.

Dal 1° gennaio 2023 in tutti i giudizi è possibile sostituire l’udienza, anche se già fissata, con il deposito di note scritte, contenenti istanze e conclusioni.

Come cambia la fase preparatoria al processo

Di fatto, la fase preparatoria al processo diventa più lunga, perché la prima udienza avrà luogo dopo un lasso di tempo maggiore rispetto alla citazione che lo introduce.

Il lavoro svolto nel frattempo però, andrà a compensare il tempo perso, rendendo molto più veloci le fasi successive.

Il giudice arriva al processo informato e preparato, grazie alle tre memorie integrative depositate nel frattempo, pena la decadenza, infatti, le memorie integrative devono essere depositate nei seguenti termini:

  • Prima Memoria: almeno 40 giorni prima dell’udienza di comparizione, le parti devono proporre le domande e le eccezioni oppure possono precisare o modificare le domande, eccezioni e conclusioni già proposte. Allo stesso tempo l’attore può chiedere di chiamare in causa un terzo, se ne è emersa l’esigenza dopo le difese del convenuto nella comparsa;
  • Seconda Memoria: almeno 20 giorni prima dell’udienza di comparizione, le parti possono replicare alle domande e alle eccezioni nuove o modificate dalle altre parti, proporre eccezioni, in seguito a nuove domande formulate nella prima memoria, indicare prove e produrre documenti;
  • Terza Memoria: almeno 10 giorni prima dell’udienza d comparizione, le parti possono ulteriormente replicare alle nuove eccezioni e indicare la prova contraria.

Il nuovo atto di appello

Non sarà più ammesso l’abuso dell’impugnazione in appello.

Un’ammenda che può variare tra 250 e 10.000 euro verrà comminata in caso di impugnazioni, contro l’esecuzione della sentenza, che risulteranno totalmente infondate.

La semplificazione consiste nell’affidare al giudice istruttore tutte le fasi processuali, mentre spetta poi al collegio decidere.

Vengono limitate le ipotesi di rimessione della causa in primo grado del processo dinnanzi al giudice di prime cure ai soli casi di violazione del contraddittorio.

L’appello deve contenere innanzitutto la motivazione, ossia il capo della decisione di primo grado che viene impugnato, le censure proposte alla ricostruzione dei fatti compiuta dal giudice di primo grado, le violazioni di legge denunciate e la loro rilevanza ai fini della decisione impugnata.

Tra la notifica dell’atto di appello e il giorno dell’udienza devono intercorrere non meno di 90 giorni se residenti in Italia o di 150 giorni se residenti all’estero.

Il convenuto dovrà costituirsi entro 20 giorni prima dell’udienza di comparizione fissata nell’atto di citazione in appello.

La riforma del giudizio di Cassazione

La riforma fa affidamento sul cosiddetto filtro in Cassazione: verranno immediatamente rigettati i ricorsi inammissibili, improcedibili o manifestamente infondati.

A far da filtro, in ogni sezione, sarà un giudice che, ravvisando uno dei possibili suddetti esiti, lo comunica alle parti, lasciando loro la possibilità di optare verso la richiesta di una camera di consiglio, rinunciando al ricorso.

La figura del giudice filtro va a sostituirsi alla cosiddetta sesta sezione, quella che svolgeva esclusivamente funzioni di filtro, che è stata definitivamente eliminata.

La Corte di Cassazione, sia a sezioni unite sia a sezione semplice, pronuncia in pubblica udienza:

  1. Se la questione di diritto è di particolare rilevanza;
  2. Nei casi di revocazione della sentenza passata in giudicato per contrarietà alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu).

Alternative dispute resolution

La riforma introduce importanti incentivi fiscali per le pratiche di mediazione, negoziazione assistita e arbitrato, ossia quelle pratiche che vanno a sostituire il giudizio in tribunale, i cosiddetti “ADR” (acronimo di Alternative dispute resolution).

È prevista l’estensione del patrocinio a spese dello Stato.

Nel caso in cui il ricorso a un ADR non dovesse andare a buon fine, sarà possibile utilizzare comunque le prove raccolte nell’inevitabile processo civile.

Il nuovo processo minorile e il Tribunale della famiglia

Ci sono anche il nuovo processo minorile e la prevista introduzione del Tribunale della famiglia, che è riforma di grande momento, ma destinata ad andare a regime in tempi più lunghi.

Da marzo 2023 per minorenni e famiglie è previsto un rito unico in tutti i procedimenti che li riguardano. In attesa dell’istituzione del Tribunale della famiglia, non ci saranno più cause alternate tra tribunale ordinario e tribunale per minorenni.

Modifiche in tema di notificazioni

Viene introdotto l’obbligo della notifica a mezzo PEC per quei destinatari che risultino essere soggetti obbligati a munirsi di un indirizzo PEC risultante da pubblici elenchi, o per quei soggetti che abbiano eletto domicilio digitale (d.lgs. n. 82 del 2005).

I nostri avvocati, nell’accogliere positivamente tutte le novità volte a garantire una più ragionevole durata del processo, sono a vostra disposizione per qualunque dubbio relativo agli effetti della Riforma Cartabia.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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