Recupero crediti in Italia: cos’è e come si fa

Recupero crediti in Italia: cos’è e come si fa

Guida al recupero crediti in Italia: di cosa si tratta e come funziona. Quando può essere intrapresa la via stragiudiziale e quando invece è necessaria quella giudiziale.

Il recupero crediti è quell’attività svolta con lo scopo di ottenere da parte del debitore il pagamento (totale o parziale) del credito.

Esistono due modalità di recupero crediti: per via stragiudiziale e per via giudiziale.

Recupero crediti in Italia per via stragiudiziale

Il procedimento stragiudiziale di recupero crediti in Italia rappresenta il primo passaggio.

Scopo di questa fase è invitare il debitore a regolarizzare in via bonaria la propria posizione. Si tratta di un passaggio estremamente importante poiché spesso questo permette di risolvere il problema senza necessità di rivolgersi ad un Tribunale. Ciò consente di risparmiare tempo e denaro perché evita di dovere ricorrere al recupero giudiziale del credito.

Come si svolge?

Il primo passo è raccogliere tutte le informazioni necessarie: su cosa si fonda il credito, se vi è un contratto o un accordo scritto tra le parti, fatture, assegni o cambiali etc.

Sulla base delle informazioni raccolte, prepariamo una lettera di sollecito con la quale invitiamo il debitore a sanare la sua posizione entro un certo termine.
Lo scopo di questa lettera è quello di verificare se il debitore sia o meno disposto a pagare il dovuto o se vi siano delle obiezioni da parte sua.

In caso di mancata risposta, provvediamo ad inviare una seconda lettera, di diffida e costituzione in mora.
Questa lettera rappresenta l’ultimo invito bonario alla risoluzione della questione.
Inoltre, la costituzione in mora ha importanti conseguenze: interrompe la prescrizione del credito e determina l’inizio della decorrenza degli interessi moratori.

Se il debitore si dichiara disposto a pagare, redigiamo un accordo scritto e vincolante tra le parti.

Se il debitore si rifiuta di pagare o contesta la pretesa ed un accordo non può essere trovato, sarà necessario rivolgersi al Tribunale, avviando la fase c.d. giudiziale.

Recupero crediti in Italia per via giudiziale

Prima di avviare un procedimento giudiziale nei confronti del debitore, è opportuno verificare lo stato di solvibilità dello stesso, cioè verificare se egli sia in grado di far fronte alle obbligazioni dal punto di vista economico.

Svolgeremo quindi, innanzitutto, delle ricerche sulle capacità economiche, finanziarie e patrimoniali del debitore: se è proprietario di beni immobili o beni mobili registrati (autoveicoli, motocicli, imbarcazioni etc), se è titolare di uno stipendio o se ha un conto in banca.

Questo passaggio è fondamentale al fine di avviare un’azione giudiziaria ben fondata, al fine di assicurarsi che vi siano ragionevoli probabilità di successo del procedimento.
Infatti, se il debitore non ha sufficiente disponibilità economica per soddisfare il credito, avviare un procedimento giudiziario sarebbe una perdita di tempo e di denaro, poiché l’azione legale non potrebbe avere successo.

Quali tipi di azione si possono intraprendere?

Questo dipende dal titolo sul quale si fonda il credito.

  1. In caso di titoli di credito (assegni o cambiali), questo diventa esigibile alla sua scadenza.
    In caso di mancato pagamento, si potrà immediatamente azionare il credito con un atto di precetto e, se necessario, con una procedura esecutiva (pignoramento), che porta alla vendita forzata dei beni del debitore.
  2. In caso di crediti che non sono incorporati nei titoli di cui al n°1, ma comunque supportati da documentazione (ad esempio fatture, accordi scritti etc), è possibile richiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo. Il decreto ingiuntivo è un ordine emesso dal giudice inaudita altera parte sulla base della documentazione presentata dal creditore, se ritenuta sufficiente, ed in tempi abbastanza brevi.

Una volta emesso il decreto ingiuntivo, il creditore lo deve notificare al debitore.

Questi avrà quaranta giorni di tempo per:

  • pagare;
  • opporsi. In questo caso, si apre un procedimento ordinario, che si concluderà con una sentenza di conferma o revoca del decreto.

Se il debitore non si oppone e/o non paga nel termine stabilito, il creditore potrà avviare la procedura esecutiva (precetto, pignoramento, vendita forzata dei beni) in forza del decreto ingiuntivo.

In alcuni casi stabiliti dalla legge, il giudice dispone che il decreto sia immediatamente e provvisoriamente esecutivo. In questi casi il creditore può procedere immediatamente, senza dovere attendere i quaranta giorni, a notificare il precetto ed, eventualmente, avviare la procedura esecutiva.

Il debitore avrà comunque quaranta giorni per proporre opposizione. L’esecuzione eventualmente intrapresa ha carattere provvisorio.

Procedura esecutiva per il recupero del credito

Attraverso questo procedimento il debitore viene privato forzosamente di parte dei suoi beni al fine di soddisfare la pretesa creditoria.
Il primo atto è il pignoramento, che si fa attraverso l’Ufficiale Giudiziario.

Propedeutico al pignoramento è l’atto di precetto. Questo è un atto formale con il quale il creditore ingiunge, tramite un Ufficiale Giudiziario, il pagamento delle somme dovute.
Il debitore ha 10 giorni di tempo dalla notifica del precetto per pagare quanto in esso indicato. In mancanza, decorsi 10 giorni, il creditore potrà attivare l’esecuzione forzata attraverso il pignoramento.

Esistono diversi tipi di esecuzione forzata:

  1. Esecuzione immobiliare: ha ad oggetto i beni immobili del debitore. Questi vengono pignorati e sottoposti a vendita forzata o assegnati al creditore.
  2. Esecuzione mobiliare: ha ad oggetto i beni mobili del debitore, anche questi pignorati e venduti forzosamente o assegnati al creditore.
  3. Pignoramento dei beni mobili registrati. Ha ad oggetto quei beni soggetti a registrazione quali autovetture, motocicli, imbarcazioni etc.
  4. Pignoramento presso terzi, con il quale vengono pignorate quelle somme che un terzo debba a qualsiasi titolo al debitore (stipendio, rendita, crediti diversi). In questo caso la procedura esecutiva coinvolge anche il terzo, a sua volta debitore del debitore.

In materia di recupero crediti, è anche molto importante fare attenzione alla prescrizione del diritto. Se trascorre troppo tempo da quando il diritto di credito è sorto a quando il creditore si attiva per recuperarlo (con una lettera di sollecito o con una diffida), si rischia che i crediti più datati non possano essere più riscossi perché prescritti.

Il termine di prescrizione del credito varia a seconda del tipo di credito e del titolo sul quale esso si fonda.

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