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Recupero crediti giudiziale in Italia

29 Mag 2023 - Recupero Crediti - Min Read 3 min
Recupero crediti giudiziale in Italia

Il recupero crediti giudiziale in Italia è una procedura legale, che si attua depositando un ricorso in Tribunale, ed ha lo scopo di recuperare un credito, causato da un mancato pagamento.  

Tra creditore, colui che attende di essere pagato, e debitore, colui che non ha pagato, si inserisce l’autorità giudiziaria per imporre il pagamento.

Può essere interessato il Tribunale ordinario o il Giudice di Pace, a seconda dell’importo del credito. Tranne dovute eccezioni, il ricorso va presentato al Giudice di Pace per importi fino a 10.000 euro, e al Tribunale per importi superiori.

Scegliere la procedura legale per il recupero dei crediti non è quasi mai immediato, ma normalmente risulta una scelta obbligata dal fallimento dei tentativi accomodanti posti in essere attraverso il recupero crediti stragiudiziale.

Il recupero giudiziale può essere posto in essere dopo una serie di accertamenti economico/patrimoniali, che vengono effettuati comunque durante la fase stragiudiziale, per valutare la solvibilità del debitore.

Se non vi sono beni pignorabili l’azione giudiziaria potrebbe risultare economicamente sconveniente a causa dei costi dell’assistenza legale e delle procedure giudiziarie di recupero.

In Italia, il recupero crediti giudiziale è un processo complesso che richiede l’assistenza obbligatoria dell’avvocato.

La procedura di recupero giudiziale più veloce è il ricorso per decreto ingiuntivo, che consente di ottenere un ordine di pagamento.

Come funziona la procedura di recupero crediti giudiziale in Italia

La procedura di recupero crediti segue questo iter:

  1. L’avvocato della parte creditrice presenta un ricorso presso il Tribunale competente, accompagnato da una serie di documenti comprovanti l’esistenza del debito e l’inadempienza da parte del debitore. All’importo del credito si aggiunge la richiesta del rimborso delle spese legali sostenute per recuperarlo.
    Tale procedimento è azionabile solo per crediti che siano già certi, liquidi ed esigibili.
  2. Se il Tribunale accoglie la domanda, il debitore viene intimato al pagamento. Il Tribunale emette un’ingiunzione di pagamento o decreto ingiuntivo.
  3. Il creditore deve notificare al debitore l’emissione del decreto ingiuntivo, con ordine al debitore di pagare entro 40 giornidalla notifica, giorni corrispondenti al tempo a disposizione del debitore.
  4. Una volta ricevuta la citazione, per contestare il credito nella sua interezza o almeno il suo importo. Potrebbe ad esempio dimostrare di aver già pagato, o che non è tenuto a pagare perché il debito è prescritto, o ancora dimostrare che il mancato pagamento è dovuto ad un’inadempienza del creditore.
  5. In presenza di contestazione si aprirà il processo di cognizione che avrà ad oggetto la sussistenza del credito.  
    • In caso di mancata oppsizione del debitore, il decreto ingiuntivo diventa definitivo e non può più essere contestato. Qualora il debitore non adempia, il creditore può procedere al pignoramento dei suoi beni mobili e immobili per il recupero del credito.
  6. Con l’atto di precetto, si intima il pagamento del credito oltre alle ulteriori spese al debitore, che avrà ulteriori dieci giorni per pagare il dovuto volontariamente (art. 480 c.p.c.). Il precetto è l’atto con cui si dà realmente inizio alla procedura esecutiva.
  7. Trascorsi i 10 giorni senza risposte o in seguito a risposta negativa, si potrà dare corso alla procedura esecutiva, con il pignoramento di beni mobili, immobili o di crediti verso terzi.

La procedura esecutiva

Per poter ottenere l’incasso del credito si può ricorrere all’espropriazione forzata dei beni del debitore, la cui successiva vendita consentirà a chi inizia la causa di soddisfare il proprio credito.

L’espropriazione forzata può avvenire tramite il cosiddetto atto di pignoramento, che può essere mobiliare, immobiliare o presso terzi, in base all’oggetto dell’espropriazione.

La procedura di pignoramento può essere effettuata su tutti beni del debitore: immobili, veicoli, arredi, conti correnti, stipendi, …

L’istanza di fallimento

L’istanza di fallimento può essere presentata dal creditore nel caso in cui il debitore sia un imprenditore commerciale in stato d’insolvenza.

Quando si accerta il fallimento viene nominato un curatore fallimentare e il patrimonio del debitore può essere liquidato in modo da dividere il ricavato della vendita tra tutti i creditori che ne facciano domanda.

Recupero crediti internazionale

Quando si parla di recupero crediti giudiziale internazionale si aggiungono altri fattori con cui è necessario fare i conti. Si può operare un’analisi della c.d. Judicial Country Risk che mostra il grado di performance e di equità di un tribunale e consente, così, di ipotizzare le possibilità di successo o insuccesso di una causa legale in quel determinato Paese.

Gli avvocati del Dipartimento di Contenzioso dello Studio legale Boccadutri risponderanno alle Vostre domande sull’argomento, non esitate a contattarci.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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