Home » Arbitrato Internazionale » Provvedimenti cautelari nell’arbitrato internazionale con sede in Italia

Provvedimenti cautelari nell’arbitrato internazionale con sede in Italia

23 Gen 2024 - Arbitrato Internazionale - Min Read 4 min
Provvedimenti cautelari nell’arbitrato internazionale con sede in Italia

L’arbitrato internazionale è un mezzo efficace per risolvere le controversie tra due o più parti, provenienti da Paesi diversi, senza dover ricorrere ai tribunali nazionali.

Nell’ambito dell’arbitrato internazionale i provvedimenti cautelari hanno la funzione di preservare i diritti e gli interessi dei soggetti coinvolti attraverso l’adozione di misure urgenti.

In Italia la possibilità per gli arbitri di emettere misure provvisorie ha costituito per anni un’eccezione molto limitata, relativa soltanto al cd. rito societario.

La riforma, entrata in vigore il 28 febbraio 2023 (c.d. Riforma Cartabia), ha finalmente reso lecita per gli arbitri la possibilità di emettere provvedimenti cautelari.

Il singolare e generale divieto, unico in Europa, presente nella legislazione italiana, costituiva una delle caratteristiche più anomale del diritto arbitrale italiano.

Dopo la caduta dell’anacronistico divieto di concedere misure provvisorie agli arbitri e ai tribunali arbitrali con sede in Italia, il Paese si candida a diventare una giurisdizione favorevole agli arbitrati internazionali commerciali.

L’importanza dell’Italia per gli arbitrati

Secondo le statistiche rese note dall’International Chamber of Commerce – ICC, la più grande organizzazione mondiale delle imprese, le parti italiane coinvolte in procedimenti arbitrali internazionali rappresentano sempre grandi numeri.

Nel 2020 l’Italia, insieme alla Francia, è stata la quarta nazionalità più rappresentata tra le parti negli arbitrati della Corte internazionale di arbitrato della CPI, dopo Stati Uniti, Brasile e Spagna.

Per tali società italiane la scelta di una sede straniera per l’arbitrato diventava quasi obbligata, anche a causa dell’impossibilità di ottenere provvedimenti cautelari da parte degli arbitri.

Provvedimenti cautelari sì, ma se c’è volontà delle parti

La riforma del Codice di procedura civile ha previsto che gli arbitri abbiano il potere di adottare provvedimenti cautelari, ma soltanto se le parti si esprimono positivamente in tal senso.

“Le parti, anche mediante rinvio a regolamenti arbitrali, possono attribuire agli arbitri il potere di concedere misure cautelari con la convenzione di arbitrato o con atto scritto anteriore all’instaurazione del giudizio arbitrale” (art. 818 C.p.c.)”.

Tale volontà può dunque essere manifestata nella convenzione arbitrale (compromesso), atto scritto successivamente al sopraggiungere della disputa o nella clausola compromissoria.

Si potranno emettere provvedimenti cautelari soltanto nel caso in cui si scelga la strada dell’arbitrato rituale e quindi se al termine dell’arbitrato si avrà un lodo (sentenza) esecutivo.

Resta escluso dalla riforma l’arbitrato irrituale (vedi Arbitrato rituale e irrituale: come funzionano e differenze).

Requisiti per la richiesta di provvedimenti cautelari

La richiesta di provvedimenti cautelari nell’arbitrato internazionale deve soddisfare una serie di requisiti, tra cui:

  • sussistenza del fumus boni iuris, ossia manifesta fondatezza della pretesa;
  • verifica del periculum in mora, ossia del rischio che, in assenza di provvedimenti cautelari, la parte richiedente subisca un pregiudizio irreparabile.

La richiesta di provvedimenti cautelari deve essere presentata all’arbitro prima della nomina del collegio arbitrale o, in mancanza, entro un termine ragionevole dalla nomina.

A chi compete la vigilanza dell’esecuzione dei provvedimenti

Nella riforma del Codice di procedura civile, l’esecuzione dei provvedimenti cautelari emessi dagli arbitri è effettuata sotto il controllo del tribunale nel cui circondario è ubicata la sede dell’arbitrato.

Se l’arbitrato non ha sede in Italia, l’esecuzione avverrà sotto la vigilanza del tribunale del luogo in cui deve essere eseguita la misura cautelare.

Il procedimento esecutivo seguirà le stesse regole applicabili ai provvedimenti giudiziali provvisori emessi dai giudici italiani.

Per i provvedimenti provvisori giudiziari la competenza della vigilanza spetta allo stesso giudice che ha emesso l’ordinanza, mentre per i provvedimenti arbitrali provvisori emessi da tribunali arbitrali, con sede in Italia, le procedure esecutive sono ad appannaggio del tribunale della sede dell’arbitrato.

L’esecuzione dei provvedimenti arbitrali provvisori stranieri, in Italia, verrà verificata dal giudice del luogo in cui il provvedimento deve essere eseguito.

I provvedimenti provvisori emessi da tribunali arbitrali all’estero

Contestualmente alla revoca del divieto generale di provvedimenti arbitrali provvisori, è stato anche previsto un meccanismo per dare esecuzione in Italia ai provvedimenti provvisori emessi da tribunali arbitrali con sede all’estero: si tratta, nello specifico, dell’art. 818-ter del Codice di Procedura Civile.

Avverso il provvedimento cautelare potrà poi proporsi reclamo innanzi alla Corte di Appello competente per i motivi di cui all’art. 829, 1° co. e contrarietà all’ordine pubblico, ciò al fine di evitare e limitare, le ingerenze da parte dell’organo giurisdizionale.

Esempi di provvedimenti cautelari nell’arbitrato internazionale

I provvedimenti cautelari in arbitrato sono decisioni temporanee prese dal tribunale arbitrale al fine di proteggere i diritti delle parti coinvolte durante il procedimento.

Tali provvedimenti sono spesso necessari per evitare danni irreparabili o per garantire l’efficacia dell’arbitrato stesso.

Gli arbitri possono adottare qualsiasi tipo di misura cautelare al pari dei giudici togati.

Su questo punto il legislatore non ha infatti stabilito limiti alla loro tipologia.

In base alle circostanze specifiche della controversia si può procedere con un’azione inibitoria, con la confisca di beni, con l’ordine di non alienare determinati asset, con la protezione dei segreti commerciali …

Nel contesto delle misure cautelari, la Camera di Commercio Internazionale – ICC con le sue regole specifiche, offre un quadro chiaro e efficace per garantire che tali provvedimenti siano tempestivi, equi ed efficienti, contribuendo così al successo complessivo del processo arbitrale internazionale.

La riforma dell’arbitrato italiano sembra finalmente soddisfare le esigenze degli utenti dell’arbitrato, allineando la legge arbitrale italiana agli standard internazionali.

Se pensate che l’arbitrato possa essere la soluzione giusta per voi non esitate a contattare uno dei nostri avvocati del Dipartimento di Arbitrato Commerciale Internazionale.

Richiedi una consulenza adesso!

Compila il modulo per richiedere una consulenza legale. I nostri esperti valuteranno il tuo caso e ti suggeriranno la soluzione migliore.

Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.