Opzioni binarie bandite da Google Play

Opzioni binarie bandite da Google Play

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Nell’aggiornamento della primavera del 2018, Google diffonde una norma che vietava il commercio di applicazioni che potessero consentire il trading di opzioni binarie.

Non è una novità che Google aggiorni le norme del suo store, Google Play Store, a brevi intervalli, per garantire la sicurezza degli utenti e per prendere posizione su quelli che sono i contenuti che disapprova o che invece ritiene adatti alla sua utenza.

L’adeguamento del 2018 ha voluto colpire un prodotto finanziario speculativo, le opzioni binarie, che d’ora in poi verrà bandito dal Play Store.
Nessuna applicazione nel negozio di Google Play Store potrà più essere riconducibile alle opzioni binarie.

Una richiesta partita dall’Australia

A far scattare il divieto sarebbero state le denunce mosse dalla Commissione Australiana per la Concorrenza e il Consumo.

Le autorità australiane avevano allertato Google in seguito ad un’analisi impietosa delle transazioni on line degli ultimi quattro anni, in cui era emerso come, a causa delle opzioni binarie, siano andati in fumo qualcosa come centinaia di milioni di dollari.

Ciò è stato reso possibile non soltanto dalla natura speculativa del prodotto, paragonabile più a una forma di gioco d’azzardo che a un investimento, ma anche a chi c’è dietro e che, operando protetto dall’anonimato della rete,  spesso senza una licenza, può portare avanti facili truffe.

Da Google hanno fatto sapere che dopo il divieto alle app di opzioni binarie seguiranno veti e limitazioni anche contro altri prodotti rischiosi reperibili on line, ossia CFD (contratti per differenza), forex spot e criptovalute.

Le note di Google

Nelle note diffuse pubblicamente, Google play ha voluto rendere nota la nuova politica dell’azienda in tema di opzioni binarie, bannando definitivamente le applicazioni che davano finora la possibilità di scambiarle.
Google ha anche puntato il dito contro i pericoli cui possono andare incontro i bambini accedendo al Play Store ed ha confermato il suo impegno contro l’incitamento all’odio.

Probabilmente in seguito alla percezione di aver avuto danni alla propria reputazione, Google ha anche dichiarato guerra alle applicazioni “ambigue”, come ad esempio quelle che promettono la falsificazione di documenti (passaporti, patenti di guida …) anche se apparentemente sembrano lo facciano con scopi meramente ludici.

Google Adwords

Per gli utenti di Google attenti alle dinamiche dell’azienda, il divieto non è giunto inatteso visto che l’azienda aveva già iniziato una presa di distanza dalle opzioni binarie quando, a marzo di questo stesso anno, aveva vietato la loro propaganda su Google Adwords.

Il servizio di advertising on line che permette di inserire spazi pubblicitari nelle pagine di ricerca di Google, aveva già posto un veto su ogni qualsiasi tipo di pubblicità relativa alle opzioni binarie.
Ed è questa la linea che la società sta seguendo sui prodotti finanziari, vietando e limitando la diffusione di promozioni nel caso in cui siano relative a prodotti eccessivamente speculativi.

Da giugno sono state rese efficaci le misure contro gli spot relativi alle ICO, agli spot forex ed alle criptovalute. Ogni inserzionista dovrà essere certificato, pena il divieto alla pubblicazione di annunci che abbiano come scopo la vendita di prodotti di trading finanziari.
Non divieto quindi ma controlli più stretti per i CFD, Contratti per differenza, spot forex e spread betting finanziari.

Non basteranno le migliori credenziali dei broker che le propongono per rientrare nelle grazie di Google.

Allarme opzioni binarie

Chi forniva piattaforme di opzioni binarie aveva già avuto uno stop significativo da Israele, patria del software più sofisticato, che da gennaio 2018 aveva posto un veto al prodotto in se stesso ma anche alla fornitura di servizi ed alla tecnologia relativi.

L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, ESMA, ha in programma entro fine anno un bando definitivo alle opzioni binarie.

Le azioni di Google sono giunte in ritardo rispetto a quelle di altio gigante di Internet, già nel giugno del 2017 infatti, la Apple aveva imposto agli sviluppatori un veto di commercio sulle app in grado di consentire il trading di opzioni binarie, mentre Facebook, da parte sua, ne ha già bandito da mesi ogni forma di pubblicità.

Se siete incappati in situazioni poco chiare relative ad opzioni binarie o prodotti speculativi, non esitate a contattare qui gli esperti legali dello studio internazionale Boccadutri, i quali sapranno guidarvi e consigliarvi in merito a truffe e investimenti.

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