Opzioni Binarie ancora sotto accusa

Il Canada mette sotto accusa le opzioni binarie, e in particolare l’attività di tre fratelli che, senza neppure possedere una licenza, avrebbero sfruttato un call center per convincere migliaia di persone ad investire.

Le opzioni binarie ancora sotto accusa. Nonostante il loro commercio sia ormai stato abolito in molte parti del mondo, l’eco delle attività legate alle opzioni binarie non si è ancora spento. In Europa c’è il divieto di commercializzazione, distribuzione o vendita, in applicazione alle direttive della Mifid II.

In Israele la legge contro le opzioni binarie ha avuto un percorso abbastanza travagliato, visto che è andata a colpire gli interessi di grosse società locali. Dopo un decennio florido le opzioni binarie sono state definitivamente bandite nell’ottobre del 2017.

La canadese Ontario Securities Commission (OSC), responsabile della regolamentazione dei mercati dei capitali in Ontario, ha accusato tre fratelli israelo-canadesi di aver frodato circa 700 investitori locali di più di 1,4 milioni di dollari attraverso opzioni binarie illegali.

I tre avrebbero gestito piattaforme di trading online che vendevano illegalmente opzioni binarie agli investitori dell’Ontario (situazione per cui la OSC ha competenza per le accuse mosse) e avrebbero mentito agli investitori, nascondendo il fatto di chiamare da Israele. Tra l’altro chi chiamava dal call center non utilizzava il proprio vero nome.

Le società gestite dai fratelli non erano registrate presso l’OSC, dunque non avevano nessuna autorizzazione ad operare.

L’atto di accusa verso l’attività dei fratelli Cartu, seppur territoriale e facente riferimento ad un comportamento illecito tenuto in Canada, assume una certa importanza visto che i loro affari coinvolgevano clienti da tutto il mondo, per cui il milione di dollari canadese che viene loro contestato di aver acquisito indebitamente, sarebbe solo una minima parte di quanto intascato in totale: 233 milioni di dollari!

Dietro le due società di opzioni binarie, Beeoptions e Glenridge Capital, finite sotto accusa, ci sono Joshua, Jonathan e David Cartu.

Le società operavano attraverso un call center con sede in Israele. La struttura, ora chiusa, si chiamava Tracy PAI Management Limited (Tracy PAI).

I fatti contestati riguardano un periodo di tempo che va dal luglio del 2013 all’aprile del 2017. In quel periodo, i conti bancari delle società UKTVM e Greymountain, riconducibili ai fratelli israelo-canadesi, hanno ricevuto circa 233 milioni di dollari dal business delle opzioni binarie, da investitori in tutto il mondo. Tra le accuse anche quella che il denaro, una volta investito, non poteva più essere ritirato.

Boiler room: il lavoro del call center

Il personale del Tracy PAI sarebbe stato assunto, controllato e pagato dai Cartu per svolgere una serie di attività commerciali e promuovere il commercio nelle loro società.

L’accusa verso i dipendenti del call center è quella di aver mentito ai potenziali investitori, fornendo nomi, titoli, esperienze e località di chiamata falsi. L’OSC ha denunciato come il loro profitto dipendesse dalla perdita di soldi dei clienti.

L’OSC ha detto, senza mezzi termini, che il call center in Israele funzionava come una “sala caldaia”, ossia un luogo in cui i venditori lavorano utilizzando tattiche di vendita sleali e disoneste.

Il call center aveva il compito di sollecitare depositi da parte degli investitori per il commercio in opzioni binarie e di scoraggiare coloro che intendevano ritirare i loro fondi dai conti di trading di opzioni binarie.

Le società coinvolte

Dalle indagini dell’OSC è emerso il coinvolgimento di altre società: la UKTVM Ltd. (UKTVM), fondata nel Regno Unito, che elaborava i pagamenti per BeeOptions.com e Glenridgecapital.com e l’irlandese Greymountain Management, il cui compito era acquisire pagamenti con carta di credito per le società di opzioni binarie.

La GreyMountain Management Ltd è stata fondata nel 2014 ed è stata messa in liquidazione dopo numerosi avvertimenti da parte delle autorità di vigilanza dei mercati finanziari e un’indagine sulle attività della società da parte delle autorità di regolamentazione irlandesi.

I fratelli Cartu avrebbero cercato di non far risalire a loro la proprietà delle società, utilizzando amministratori nominati ad hoc.

Procedimento civile

Attualmente per i fratelli Cartu non è in corso nessun procedimento penale, ma solo un procedimento civile, le cui conseguenze non si tradurrebbero in carcere ma nel pagamento di sanzioni per milioni di dollari, nella cessazione di ogni tipo di negoziazione di titoli o derivati, nel divieto futuro a ricoprire una posizione di direttore o funzionario di azienda o di gestore di fondi di investimento.

Ben diverso il destino di Lee Elbaz, CEO di Yukom, che nell’agosto del 2019 è stata condannata a 22 anni di carcere da un giudice federale, con le accuse di frode e associazione a delinquere.

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Calogero Boccadutri
Calogero Boccadutri
Managing Partner

Calogero Boccadutri è il Managing Partner dello Studio Legale Internazionale Boccadutri. Ha maturato esperienza in ambito di Forex contenzioso, risarcimento danni alle persone e contenzioso amministrativo.

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