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Novità per l’Arbitrato introdotte dalla Riforma Cartabia

30 Gen 2024 - Arbitrato Internazionale - Min Read 5 min
Novità per l’Arbitrato introdotte dalla Riforma Cartabia

L’Arbitrato in Italia è giunto ad un’importante svolta, da quando è entrato in vigore (28 febbraio 2023) il Decreto legislativo 149/2022, ossia il decreto di attuazione della cosiddetta Riforma Cartabia.

Contestualmente alla riforma del processo civile, ci sono state infatti significative novità per l’Arbitrato, che mirano a rendere tale istituto più attuale in Italia.

La possibilità di risolvere le controversie al di fuori del sistema giudiziario tradizionale è uno dei vantaggi principali dell’arbitrato, che consente una maggiore flessibilità e velocità nella risoluzione dei conflitti.

Le novità per l’Arbitrato in Italia introdotte dalla Riforma Cartabia

La legge Cartabia, ossia la legge n. 134 del 27 settembre 2021, ha introdotto cambiamenti significativi per il regime arbitrale italiano.

In primis è importante sottolineare come, grazie alla Riforma Cartabia sia venuto meno lo storico divieto per gli arbitri, con sede in Italia, di concedere provvedimenti cautelari.

In sintesi, le novità riguardano:

  • Potere cautelare agli arbitri.
  • Traslatio iudicii.
  • Obblighi di disclosure.
  • Scelta norme e leggi applicabili.
  • Efficacia provvedimenti provvisori emessi all’estero.
  • Riduzione termine per annullamento.
  • Arbitrato societario.

Per comprendere la portata delle novità introdotte analizziamole punto per punto:

Potere cautelare agli arbitri

Il punto di svolta per l’arbitrato in Italia targato Riforma Cartabia, è stato dato dall’introduzione della possibilità dei tribunali arbitrali, con sede in Italia, di poter emettere provvedimenti provvisori.

L’assenza di questo potere differenziava i nostri tribunali arbitrali da quasi tutti quelli stranieri, limitando le ipotesi di scelta dell’Italia come sede arbitrale.

L’attuazione delle misure provvisorie è legata al rispetto di determinate condizioni, ossia, gli arbitri possono sì attuare misure provvisorie, ma soltanto se questa è la volontà delle parti e se è previsto dal regolamento arbitrale e nella convenzione d’arbitrato.

In pratica, l’arbitro avrà competenza cautelare nel caso in cui le parti facciano riferimento a un regolamento arbitrale che preveda l’assegnazione di tale potere.

Traslatio iudicii

La “translatio iudicii” si riferisce al fatto che la domanda di arbitrato può produrre gli stessi effetti sostanziali della domanda giudiziale.

Un giudizio può diventare un arbitrato e un arbitrato può diventare un giudizio, e le prove raccolte nel processo davanti al giudice o all’arbitro dichiarati non competenti possono essere valutate come argomenti di prova nel successivo processo.

Laddove venga negata la competenza di un giudice a favore di un arbitro o di un arbitro a favore di un giudice, per mantenere salvi gli effetti sostanziali e processuali della domanda, le parti dovranno predisporre entro tre mesi (dal passaggio in giudicato della pronuncia di primo grado che declina la competenza) tutte le attività necessarie all’instaurazione del processo.

La possibilità di effettuare il trasferimento di competenze, tra giudice ordinario e arbitro, pone domanda di arbitrato e domanda giudiziale sullo stesso piano, rendendo l’arbitrato più efficace ed efficiente come strumento alternativo di risoluzione delle controversie.

Obblighi di disclosure

Gli arbitri hanno l’obbligo di rendere note eventuali circostanze che potrebbero renderli non obiettivi rispetto al procedimento.

Gli obblighi di disclosure in capo agli arbitri si attuano al momento dell’accettazione della nomina, quando, per dimostrare la loro imparzialità ed indipendenza, sono tenuti a sottoscrivere una dichiarazione che contenga tutte le circostanze rilevanti, che lascino intendere la loro libertà di giudizio.

Spetta innanzitutto agli stessi arbitri mettere nero su bianco la propria estraneità alla lite per la quale vengono chiamati a decidere.

Se non lo fanno l’accettazione è nulla.

L’obbligo di disclosure permane per tutta la durata del procedimento arbitrale, in previsione che i motivi che possano compromettere il giudizio degli arbitri si possano manifestare successivamente.

Per tal motivo sono previste eventuali dichiarazioni aggiuntive e non solo nella prima fase di nomina dell’arbitro.

In caso di omessa dichiarazione da parte dell’arbitro, oppure se dovessero emergere informazioni che legittimino la sua ricusazione, la parte può richiederne, entro dieci giorni dall’accettazione o dalla scoperta delle circostanze pregiudizievoli, la decadenza.

Secondo la nuova disciplina un arbitro può essere ricusato proprio per “gravi motivi di opportunità”.

Scelta norme e leggi applicabili

Come già accade abitualmente in ambito internazionale, alle parti viene concessa la libertà di scegliere le norme procedurali che regolano la controversiae le leggi applicabili all’arbitrato.

Tali scelte andranno specificate nella convenzione di arbitrato.

Se non ci sono indicazioni in merito, le norme arbitrali ele leggi applicabili saranno quelle in vigore presso la sede dell’arbitrato.

Di fatto la Riforma Cartabia conferma una prassi già consolidata in ambito arbitrale.

Efficacia provvedimenti provvisori emessi all’estero

Un ulteriore effetto della Riforma è la possibilità di far valere in Italia, con effetto immediato, i provvedimenti provvisori emessi da tribunali arbitrali con sede all’estero.

I decreti giudiziari che riconoscono lodi stranieri devono essere immediatamente esecutivi.

Prima dei chiarimenti della Riforma, dottrina e giurisprudenza non concordavano sul fatto che il decreto di riconoscimento dei lodi stranieri attribuisse l’efficacia esecutiva al lodo stesso, oppure sull’ipotesi che quest’ultimo, per diventare esecutivo, avrebbe dovuto attendere il decorso del termine per l’opposizione o, ancora, l’eventuale pronuncia di rigetto all’opposizione.

Il Presidente della Corte d’appello competente, una volta accertata la regolarità formale del lodo straniero, potrà rilasciare l’exequatur (“procedura giudiziaria che serve a far riconoscere, in un determinato Paese, un provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria di un altro Stato”) tramite decreto che attesti l’efficacia immediatamente esecutiva del lodo medesimo.

L’opposizione al decreto che riconosce l’efficacia del lodo straniero può comportare la sospensione dell’esecuzione.

Riduzione termine per annullamento

Viene ridotto, da un anno a sei mesi, il termine per presentare istanza di annullamento quando il lodo non è stato notificato alla parte ricorrente.

La nullità del lodo arbitrale può essere richiesta per vari motivi, tra cui l’assenza di una clausola compromissoria valida, la violazione del diritto di difesa delle parti o la mancanza di motivazione della decisione.

La Riforma ha ridotto, da un anno a sei mesi, dalla data di ultima sottoscrizione del lodo oggetto di impugnazione, il cd. termine lungo per presentare istanza di annullamento.

Il cd. termine breve resta quello di novanta giorni dalla notificazione del lodo.

La durata del termine lungo è la stessa prevista per l’impugnazione delle sentenze del giudice ordinario.

Arbitrato societario

Con la legge Cartabia è stato riformato anche l’arbitrato societario, attraverso la semplificazione della normativa e, soprattutto con l’introduzione all’interno del Codice di procedura civile.

Gli arbitri, in ambito di arbitrato societario, possono emettere ordinanze con cui sospendono l’efficacia di delibere assembleari, nelle controversie aventi ad oggetto la validità delle stesse, laddove tale possibilità era, prima della Riforma, espressamente preclusa.

Grazie alle novità introdotte dalla Riforma Cartabia, l’Italia ha progredito verso l’allineamento agli standard internazionali in materia di arbitrato.

Il tempo dirà se le novità introdotte saranno state sufficienti a far fare un salto di qualità all’arbitrato in Italia, considerando che un elevato numero di italiani si rivolge ogni anno a tribunali arbitrali internazionali con sede all’estero.

Per chiarimenti e informazioni in materia di arbitrato, non esitate a contattare gli avvocati del Dipartimento di Arbitrato Commerciale internazionale dello Studio legale internazionale Boccadutri.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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