Home » Diritto di Famiglia e Divorzio » Maternità surrogata: riconoscimento dei minori nati all’estero

Maternità surrogata: riconoscimento dei minori nati all’estero

11 Ago 2023 - Diritto di Famiglia e Divorzio - Min Read 6 min
Maternità surrogata: riconoscimento dei minori nati all’estero

La maternità surrogata è una pratica di concepimento dei figli tramite terze persone espressamente vietata in Italia dalla legge n. 40 del 2004, motivo per cui il riconoscimento dei minori nati all’estero da maternità surrogata presenta grosse difficoltà.

Il disegno di legge in materia, al vaglio del Parlamento italiano, è volto a inasprire le posizioni di netto rifiuto e presenta vari aspetti critici dal punto di vista giuridico.

La scelta di ricorrervi solleva inevitabilmente questioni etiche e legali, ma quali diritti potrebbero essere riconosciuti o negati a un bambino nato all’estero da maternità surrogata?

Cos’è la maternità surrogata

La maternità surrogata è una pratica secondo la quale ci si rivolge a una donna terza per mettere al mondo il proprio figlio.

La donna mette a disposizione il proprio utero e porta avanti la gravidanza per poi affidare il bambino ai “genitori intenzionali”, che possono essere single o coppie, sia eterosessuali che omosessuali.

Nella maggioranza dei casi il “genitore intenzionale” è uno.

Nelle coppie omosessuali maschili i gameti di uno dei partner (che sarà genitore biologico) vengono usati insieme all’ovulo di una donna donatrice, che è diversa dalla madre surrogata che, pur portandolo in grembo, biologicamente non ha legami col nascituro.

Differenze tra maternità surrogata e utero in affitto

Tra maternità surrogata e utero in affitto ci sono soltanto differenze concettuali, ma di fatto sono la stessa cosa.

Tecnicamente il termine corretto per definire le gravidanze “commissionate” a terze persone è Gestazione per altri, o GPA.

Se viene conosciuta come maternità surrogata è perché è stata presa in prestito la traduzione dall’inglese “surrogacy” con un’aggiunta tutta nostrana.

L’inglese, infatti, non prende in considerazione la “maternità”, visto che chi porta avanti la gravidanza per altri non ha velleità genitoriali e spesso non è neppure la madre biologica del bambino poiché, quando possibile, si utilizzano i gameti (ovociti e spermatozoi) dei genitori intenzionali.

Se la terminologia di “maternità surrogata” ignora la volontà della gestante, peggiore l’accezione di utero in affitto, un modo di dire dispregiativo che vede l’intera pratica come mercificazione del corpo della donna che accetta di portare avanti la gravidanza per altri.

Diritti del bambino nato all’estero da maternità surrogata

I diritti del bambino nato all’estero da maternità surrogata restano oggetto di dibattito a livello internazionale.

La loro applicazione può variare in base al paese di nascita e alle leggi nazionali dei paesi dei genitori.

Il riconoscimento dei minori nati all’estero da maternità surrogata

Il riconoscimento dei minori nati all’estero da maternità surrogata non solo varia da Paese a Paese, ma anche da città a città.

Alcuni paesi riconoscono automaticamente la genitorialità dei genitori intenzionali, mentre altri richiedono procedimenti giudiziali o amministrativi per garantire il riconoscimento.

È fondamentale consultare esperti legali specializzati in diritto internazionale e di famiglia per comprendere le procedure e i requisiti specifici del paese in cui si desidera riconoscere il bambino nato da maternità surrogata.

La maternità surrogata secondo l’Unione Europea

La Commissione europea vorrebbe armonizzare, a livello europeo, le norme di diritto internazionale relative alla filiazione.

Nelle intenzioni della Commissione europea c’è quella di accettare la pratica della maternità surrogata se a farlo è uno Stato europeo aderente.

In seguito all’accettazione e alla trascrizione in uno Stato membro, gli altri Stati dovrebbero adattarsi e ratificare, senza ulteriori analisi, indagini o procedure, lo status di parentela accertato tra genitori e figli.

Attualmente, secondo il diritto dell’Ue, il rapporto di filiazione riconosciuto in uno Stato membro consente l’accesso al territorio e il diritto di soggiorno in altri Paesi Ue.

Per l’Europa andrebbero riconosciuti anche i diritti successori e quelli di rappresentanza legale di un minore e si potrebbe creare un “certificato europeo di filiazione”, rilasciabile dallo Stato Ue che ha accertato il rapporto di filiazione del minore con i propri genitori.

Nello specifico, la Commissione europea, ha presentato un Regolamento e chiesto la sua approvazione a tutti gli stati membri dell’Unione Europea.

La legge italiana sulla maternità surrogata

Attualmente in Italia si è perseguibili se la maternità surrogata è portata avanti nel nostro paese.

Questo dice la legge n. 40 del 2004: “chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600 mila a un milione di euro”.

Dal 2004 non sono mancate le critiche alla legge, che lascia comunque aperte e interpretabili le questioni relative alla registrazione dei bambini nati tramite maternità surrogata in Paesi in cui questa pratica è consentita.

Per questo i giudici hanno potuto emettere sentenze con orientamenti diversi, e in contrasto tra di loro.

L’orientamento è comunque quello di favorire l’adozione dei bambini da parte del partner che non è genitore biologico (cd. stepchild adoption).

La proposta di legge sulla materia punta ad inasprire la posizione italiana, mirando a  rendere perseguibile anche il ricorso alla maternità surrogata all’estero.

Stato legale della maternità surrogata in diversi paesi

La maternità surrogata è vietata per legge o non ammessa in alcuni Stati dell’Unione europea, Cina, Mongolia e in una parte del Nord Africa.

I Paesi che permettono di ricorrere alla GPA, ossia in quasi tutti i paesi del Nord, Meso e Sud America, in varie zone dell’Asia, comprese Russia, India o Thailandia e in tutta l’Oceania, non ritengono che la donna che porta avanti la gravidanza per altri, sia la genitrice legale dei bambini che nascono da questa pratica.

Laddove esiste una legge favorevole, i genitori “intenzionali” hanno tutti i diritti sui nascituri.

Per il resto, la maternità surrogata è regolamentata in modo diverso da Paese a Paese.

Alcuni paesi, pur non prevedendo la maternità surrogata, riconoscono automaticamente i genitori intenzionali come i genitori legali del bambino nato all’estero.

Genitori di fatto e genitori intenzionali

Il diritto di famiglia contempla ormai nuove forme di genitorialità che prescindono dalla sussistenza di un formale legame biologico, nell’interesse dei minori.

In mancanza di una legge specifica ricade sulle spalle dei giudici la tutela dei

  • genitori di fatto
  • genitori intenzionali.

Si parla di genitori di fatto quando assumono volontariamente la responsabilità di un progetto genitoriale, instaurando legami affettivi stabili con un minore, assimilabili a quelli di un genitore. pur non avendo alcun legame biologico con il minore.

La loro presenza nella vita di un minore, il cui apporto supporta crescita ed educazione, si configura come quella di genitore “de facto” e non “de iure”.

Per essere considerati genitori di fatto occorre che ci sia:

  • convivenza con il minore;
  • diuturnitas delle frequentazioni;
  • sostegno morale e materiale;
  • assunzione di oneri e di responsabilità.

È questo il caso di chi ha una relazione stabile con il genitore biologico del minore, sia esso un coniuge, un convivente, o una persona unita civilmente ad esso.

I genitori intenzionali invece sono le persone che si rivolgono a una madre surrogata perché porti a termine la gravidanza per loro.

Nella maggior parte dei casi intendono poi crescere il nascituro.

L’aspetto finanziario della maternità surrogata

La maternità surrogata è un processo costoso che richiede molte risorse mentali e finanziarie da parte dei genitori intenzionali.

Le spese associate alla maternità surrogata includono compensazione per la madre surrogata, spese mediche, spese legali e altre spese correlate al processo.

Conclusioni

La maternità surrogata è materia di dibattito che difficilmente troverà una conclusione concorde e unitaria tra gli Stati dell’Unione europea o nel resto del mondo.

È più facile che ogni singolo Stato adotti una legislazione specifica per dirimere le complesse questioni riguardanti gli aspetti legali, etici, finanziari ed emotivi ad essa correlati.

Consultare legali specializzati e professionisti nel campo può fornire le informazioni necessarie per intraprendere questo percorso con cautela e comprensione.

Se avete bisogno della consulenza di legali specializzati in diritto internazionale e di famiglia, non esitate a contattare gli avvocati del Dipartimento Famiglia dello Studio legale Boccadutri.

Richiedi una consulenza adesso!

Compila il modulo per richiedere una consulenza legale. I nostri esperti valuteranno il tuo caso e ti suggeriranno la soluzione migliore.

Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.