Le misure del Gruppo internazionale d’azione finanziaria contro le truffe
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Il Gafi, Gruppo internazionale d’azione finanziaria, provvede ad aggiornare la regolamentazione per contrastare il riciclaggio e il terrorismo, prevedendo anche normative specifiche sulle criptovalute e sugli asset virtuali.

La buona notizia, per i piccoli investitori, è che le autorità di tutto il mondo stanno obbligando chi gestisce gli scambi, e chi vigila su di essi, a rispettare le regole del Gafi, Gruppo internazionale d’azione finanziaria, conosciuto anche col nome inglese di Fatf, Financial action task force.

Cos’è il Gruppo internazionale d’azione finanziaria Gafi – Fatf

Il Gruppo internazionale d’azione finanziaria, Gafi – Fatf, è stato istituito nel 1989 dai ministri dei paesi membri.

Il suo compito è quello di definire gli standard e di promuovere l’attuazione efficace di misure legali, regolamentari e operative per combattere il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e altre minacce correlate all’integrità del sistema finanziario internazionale.

Il GAFI si adopera anche per identificare le vulnerabilità, a livello nazionale, con l’obiettivo di proteggere il sistema finanziario internazionale da abusi.

Ne fanno parte 37 membri, in più, come osservatori, vi aderiscono importanti organismi finanziari internazionali e del settore (Nazioni unite, Fondo monetario internazionale, Banca mondiale, Banca centrale europea, Europol, Egmont …).

L’Italia vi ha aderito nel 1990.

Il Gafi stabilisce standard internazionali che mirano a prevenire le attività finanziarie illecite e le loro conseguenze, analizza le tecniche utilizzate e la loro evoluzione, valuta e monitora i sistemi nazionali, individuando i paesi che mantengono lacune strategiche nei sistemi di prevenzione, e contrasto, del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Grazie al suo lavoro è in grado di fornire al settore finanziario elementi utili per le analisi del rischio.

Le 40 Raccomandazioni Gafi – Fatf

Le 40 Raccomandazioni GAFI, o Standard GAFI, divise in 7 sottocategorie, sono riconosciute a livello internazionale, e costituiscono più di un vademecum, per prevenire la criminalità organizzata, la corruzione e il terrorismo. 

Hanno visto la luce, nella loro forma originaria, nel 1990, e negli anni hanno costituito la base di un piano ben strutturato di prevenzione del riciclaggio di denaro.

Successivamente si sono arricchite di 9 Raccomandazioni speciali, mirate a contrastare il finanziamento del terrorismo.

Nel 2018 il GAFI – FATF ha chiarito come applicare le proprie raccomandazioni ad attività finanziare che coinvolgono virtual asset.

La parte più corposa delle Raccomandazioni è quella dedicata alle misure preventive.

Probabilmente l’importanza del documento è rilevabile in questa serie di consigli che, se adottati, ridurrebbero sensibilmente i mezzi a chi organizza truffe.

Le misure preventive a tutela degli utenti

Le Raccomandazioni Gafi, dalla numero 9 alla numero 23, si concentrano sull’importanza della prevenzione e sul controllo degli utenti e per gli utenti.

Leggi sulla segretezza o riservatezza delle istituzioni finanziarie

“I Paesi devono assicurare che le leggi sul segreto professionale delle istituzioni finanziarie non siano di ostacolo all’attuazione delle Raccomandazioni GAFI)”.

Adeguata identificazione e verifica del cliente (KYC)

“Deve essere fatto divieto alle istituzioni finanziarie di tenere conti anonimi o conti intestati a nominativi manifestamente fittizi”.

Registrazione e conservazione dei dati

“Le istituzioni finanziarie devono essere obbligate a conservare, per almeno cinque anni, tutti i dati necessari delle transazioni, nazionali e internazionali, al fine di adempiere prontamente alle richieste d’informazioni da parte delle autorità competenti.

Le informazioni relative all’adeguata verifica del cliente e i dati inerenti alle operazioni devono essere messi a disposizione delle autorità nazionali competenti legittimate”.

Persone Esposte Politicamente

“In questi casi particolari, le istituzioni finanziarie devono adottare misure ragionevoli per stabilire l’origine del patrimonio e l’origine dei fondi”.

Rapporti bancari di corrispondenza

“Alle istituzioni finanziarie deve essere proibito instaurare o proseguire un rapporto di corrispondenza bancaria con banche di comodo”.

Servizi di trasferimento fondi o valori

“I Paesi devono adottare misure per assicurare che le persone fisiche o giuridiche che forniscono servizi di trasferimento fondi o valori siano autorizzate o registrate e siano soggette ad efficaci sistemi di sorveglianza che ne garantiscano la conformità alle relative misure richieste dalle Raccomandazioni GAFI”.

Nuove tecnologie

“I “prestatori di servizi in materia di virtual asset” (VASP secondo il loro glossario), siano regolamentati per finalità di lotta al riciclaggio di denaro (AML) e al finanziamento del terrorismo (CFT), soggetti a licenza o registrazione e a sistemi efficaci di monitoraggio o vigilanza”.

Trasferimenti elettronici (Bonifici)

“I Paesi devono garantire che, nell’esecuzione di bonifici, le istituzioni finanziarie adottino misure di congelamento e impediscano lo svolgimento di transazioni con persone ed entità individuate, in linea con gli obblighi enunciati dalle pertinenti Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, quali la Risoluzione n. 1267 (1999) e successive risoluzioni, e la Risoluzione n. 1373(2001), relative alla prevenzione e soppressione del terrorismo e del finanziamento del terrorismo”.

Ricorso a terze parti

I Paesi possono consentire che le istituzioni finanziarie facciano ricorso a terze parti per gli adempimenti di adeguata verifica del cliente. Il cliente può essere identificato, oltre che sulla base di documenti, attraverso dati o informazioni ottenuti da una fonte “affidabile e indipendente”.

In più, le istituzioni finanziarie, potrebbero richiedere a terze parti, informazioni sullo scopo e sulla natura del rapporto d’affari col cliente.

In questo caso, “l’istituzione finanziaria deve assicurarsi che la parte terza sia regolamentata, sottoposta a vigilanza e sorveglianza, e sia dotata di misure volte a rispettare gli adempimenti di adeguata verifica del cliente e di conservazione dei relativi dati”.

Controlli interni, filiali estere e succursali

“I gruppi finanziari devono implementare programmi di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo a livello di gruppo, ivi incluse politiche e procedure di condivisione delle informazioni all’interno del gruppo a scopo di contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo”.

Paesi a più alto rischio

“Le istituzioni finanziarie devono applicare misure rafforzate di adeguata verifica del cliente nell’ambito di relazioni d’affari e transazioni con persone fisiche e giuridiche ed istituzioni finanziarie provenienti da Paesi che siano definiti “a più alto rischio” dal GAFI. Le misure rafforzate applicate devono essere efficaci e proporzionate ai rischi”.

Segnalazione di operazioni sospette

“Le istituzioni finanziarie ove sospettino o abbiano motivi ragionevoli per sospettare che i fondi siano i proventi di attività criminali o siano collegati ad attività di finanziamento del terrorismo, devono per legge essere obbligate ad effettuare senza indugio una segnalazione di operazione sospetta all’Unità d’Informazione Finanziaria (UIF)”.

Divulgazione e confidenzialità

“Le istituzioni finanziarie, i loro direttori, funzionari ed impiegati devono essere: (a) protetti legalmente da qualunque responsabilità penale e/o civile per violazione di qualsivoglia restrizione sulla divulgazione d’informazioni imposta per contratto o da qualsiasi disposizione legislativa, normativa o amministrativa, allorché segnalino, in buona fede, i propri sospetti all’UIF, anche se non sono precisamente a conoscenza dell’attività criminale collegata e a prescindere dall’eventuale svolgimento dell’attività illegale”.

Attività e professioni non-finanziarie designate: adeguata identificazione e verifica del cliente

“Gli adempimenti di adeguata verifica del cliente e di conservazione dei relativi dati previsti dalle Raccomandazioni 10, 11, 12, 15 e 17 si applicano alle attività e alle professioni non finanziarie designate

  1. Casinò
  2. Agenti immobiliari
  3. Commercianti di metalli preziosi e commercianti di pietre preziose
  4. Avvocati, notai, commercialisti e altri professionisti legali e contabili indipendenti
  5. Fornitori di servizi a trust e società

… nel caso in cui “predispongano o eseguano, per i loro clienti” determinate attività, o nel caso in cui “effettuino con un cliente un’operazione in contanti per un importo pari o superiore alla soglia designata”.

Attività e professioni non-finanziarie designate: altre misure

“Avvocati, notai, commercialisti e altri professionisti legali e contabili indipendenti devono segnalare operazioni sospette allorché, in nome o per conto di un cliente, svolgano una determinata operazione finanziaria.

I commercianti di metalli preziosi e pietre preziose devono segnalare operazioni sospette allorché effettuino con un cliente operazioni in contanti per un importo pari o superiore alla soglia designata.

I fornitori di servizi a trust e società devono segnalare le operazioni sospette allorché, in nome o per conto di un cliente, effettuino una transazione relativa a determinate attività”.

Raccomandazione 10: Conosci il tuo cliente – KYC

Un capitolo a parte merita la Raccomandazione numero 10, sull’adeguata identificazione e verifica del cliente.

In un’epoca in cui si aprono conti on line, si fa trading on line, si fanno acquisti on line, come si può essere certi che la persona con cui ci si sta rapportando sia davvero chi dice di essere o che abbia davvero le competenze che gli servono, o che non stia commettendo crimini col nostro beneplacito?

Know Your Customer, o meglio: conosci il tuo cliente?

In Italia esiste l’obbligo, per legge (attualmente l’ultimo aggiornamento in materia è contenuto nel decreto legislativo 90/2017, in acquisizione delle direttive antiriciclaggio dell’Unione Europea), di attuare determinate procedure per acquisire dati certi e informazioni sull’identità di utenti e clienti.

I soggetti obbligati ad effettuare le procedure KYC sono:

  • intermediari bancari e finanziari
  • professionisti (commercialisti, consulenti del lavoro)
  • notai e avvocati
  • revisori legali e società di revisione
  • agenti immobiliari
  • mediatori civili
  • prestatori di servizi di gioco
  • prestatori di servizi di valuta virtuale.

Non è solo una mera questione di identità, ma di conoscenza a tutto tondo.

Il soggetto che verifica deve, in base al suo rapporto con l’utente, valutarne costantemente l’esposizione ad eventuali rischi di riciclaggio e finanziamento al terrorismo.

Questi i passaggi fondamentali:

  • Stabilire l’identità del cliente
  • Comprendere la natura delle attività del cliente (verificare che la fonte dei fondi del cliente sia legittima)
  • Valutare i rischi di riciclaggio di denaro associati a quel cliente.

Potrebbe essere necessario presentare una segnalazione di attività sospetta (SAR) se l’attività dell’account è considerata insolita.

Raccomandazione 15: i pericoli delle criptovalute

In un’ottica di evoluzione dei mezzi utilizzati dai malviventi, il GAFI analizza le tecniche di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, adeguandosi ai nuovi rischi.

Importante, in questa prospettiva, la regolamentazione degli asset virtuali, che si sono diffusi di pari passo alla popolarità delle criptovalute. 

Le linee guida esplicano i requisiti per la registrazione o la concessione di licenza ai VASP, “in particolare le modalità per determinare in quale/i paese/i si dovrebbe procedere a tale registrazione o rilascio di licenza, che generalmente è quantomeno il luogo in cui sono stati istituiti ovvero la giurisdizione in cui l’attività è situata laddove essi corrispondano a una persona fisica, anche se alle giurisdizioni è data facoltà di richiedere che i VASP siano registrati o soggetti a licenza prima di esercitare delle attività all’interno o a partire dalla loro giurisdizione”.

IL presidente della SEC, Gary Gensler, ha paragonato lo stato del settore delle Criptovalute al “selvaggio West”, per via della sua mancanza di regole certe.

La legge del più forte non è accettabile, e il segnale più importante è stato dato dall’inserimento, a fine giugno 2022, di Ruja Ignatova, la regina delle Criptovalute, nonché ideatrice di OneCoin, nell’elenco dei dieci fuggitivi più ricercati dell’FBI.

Le autorità non intendono calare l’attenzione verso l’autrice della più grande truffa mai ideata sulla scia del successo delle criptovalute, latitante dal 2017, dopo aver sottratto milioni di euro a inconsapevoli investitori.

Già l’Interpol l’aveva inserita nei suoi elenchi di latitanti più pericolosi, l’Fbi mette però sul piatto una ricompensa di 100.000 dollari, destinata a chi riuscirà a fornire informazioni che potrebbero portare all’arresto di Ruja Ignatova.

Il 25 ottobre 2017, la donna si è imbarcata su un volo Ryanair da Sofia ad Atene ed è scomparsa nel nulla.

Ci sono segnali che le cose stanno cambiando, ma identificare i truffatori non basta, punirli e restituire il maltolto dovrebbe essere la normalità, non l’eccezione.

Lo sforzo va fatto da parte di tutti, anche dai clienti, per cui prima di investire i vostri soldi informatevi, anche semplicemente tramite un motore di ricerca e se temete, o sapete, di aver subito un inganno, non abbiate nessuna remora a denunciare.

Il Dipartimento di Contenzioso Forex dello Studio legale Internazionale Boccadutri è a vostra disposizione per un consulto o per informazioni sugli argomenti trattati.

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Calogero Boccadutri
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Calogero Boccadutri è il Managing Partner dello Studio Legale Internazionale Boccadutri. Ha maturato esperienza in ambito di Forex contenzioso, risarcimento danni alle persone e contenzioso amministrativo.

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