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La riforma Cartabia e l’evoluzione dei sistemi di ADR

21 Apr 2023 - Diritto Civile - Min Read 5 min
La riforma Cartabia e l’evoluzione dei sistemi di ADR

L’evoluzione dei sistemi di ADR o Alternative Dispute Resolution rientra negli obiettivi dichiarati della cosiddetta “riforma Cartabia” (legge n. 206 del 26 novembre 2021), entrata in vigore, in parte, il 28 febbraio 2023 ma che attende di completare l’applicazione delle restanti norme nei mesi a venire.

La Riforma Cartabia ha già rivoluzionato il sistema giudiziario italiano, introducendo importanti novità, e in tema di ADR, ha compiuto una massiccia revisione della disciplina di quelli che sono definibili come gli strumenti legali di risoluzione delle controversie, alternativi al ricorso al Tribunale.

Nello specifico la Riforma contiene la “Delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata“.

Parlando di novità, sono previsti ulteriori incentivi fiscali per mediazione, negoziazione assistita e arbitrati e l’estensione del patrocinio a spese dello Stato che saranno disponibili dal 30 giugno 2023.

Qualora il tentativo di conciliazione non sia portato a termine, la riforma prevede che le prove raccolte nelle procedure ADR possano essere utilizzate nel processo civile.

Riassunto delle novità

  1. Incentivi fiscali a sostegno delle ADR
  2. Estensione dell’area del tentativo obbligatorio di mediazione alle controversie che investono rapporti di durata (contratti le cui prestazioni contrattuali si sviluppano nel tempo)
  3. Attuazione dei principi della legge delega sulla mediazione demandata dal giudice (o endoprocessuale)
  4. Rinnovamento della disciplina sulla formazione dei mediatori, sugli organismi e sui responsabili di questi ultimi
  5. Possibilità, all’interno del procedimento di negoziazione assistita, di esperire una istruttoria stragiudiziale
  6. Estensione della negoziazione assistita alle cause di lavoro
  7. Possibilità di regolare con la negoziazione l’affidamento ed il mantenimento dei figli minori nati fuori del matrimonio
  8. Introduzione dell’arbitrato societario all’interno del codice di procedura civile

Quali sono le ADR interessate dalla Riforma Cartabia

Le Alternative Dispute Resolution o ADR, sono strumenti di risoluzione delle controversie alternativi al procedimento giudiziale ordinario, molto diffuse nei paesi anglosassoni.

Consentono alle parti in lite di raggiungere un accordo reciprocamente soddisfacente, evitando di ricorrere al Tribunale, e costituiscono quindi alternative alla risoluzione del conflitto.

Le ADR interessate dalla Riforma Cartabia sono:

  • la Mediazione (familiare e civile)
  • la Negoziazione assistita
  • l’Arbitrato societario

La Mediazione

La mediazione può aiutare le parti a raggiungere un accordo personalizzato che soddisfa le loro esigenze specifiche, mentre una decisione del Tribunale è spesso vincolante e limitata alle opzioni disponibili in base alla legge.

È utilizzata in Italia per risolvere una vasta gamma di controversie civili e commerciali, tra cui dispute familiari, controversie in materia di lavoro, controversie contrattuali e di proprietà intellettuale, controversie tra consumatori e fornitori di beni e servizi.

Il processo di mediazione inizia con l’accordo tra le parti che scelgono un mediatore, un professionista neutrale e indipendente che agevola il dialogo e aiuta a trovare una soluzione alla controversia.

Il mediatore non ha il potere di prendere decisioni vincolanti per le parti, ma può aiutarle a raggiungere un accordo soddisfacente per tutti.

In Italia, la mediazione diventa obbligatoria in alcuni casi, come ad esempio per le controversie di lavoro, le controversie tra società di capitali e i loro soci, e le controversie tra consumatori e fornitori.

Non si potrà presentare una causa in tribunale se prima non si è percorsa la strada della mediazione.

La Negoziazione Assistita

Con la Riforma Cartabia la negoziazione assistita ha fatto il suo esordio anche in ambito giuslavoristico, una soluzione studiata per ridurre il numero di contenziosi e di giudizi in ambito lavorativo.

La negoziazione assistita può essere utilizzata quando le parti coinvolte hanno difficoltà a comunicare o quando la questione è particolarmente complessa.

Prevede il coinvolgimento degli avvocati delle parti che facilitino la comunicazione tra i soggetti in disputa e che li aiutino a raggiungere un accordo.

La negoziazione può essere attivata con la sottoscrizione tra le parti di un impegno a collaborare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole una controversia e raggiungere un accordo tramite l’assistenza di avvocati o di consulenti del lavoro.

La procedura deve prevedere, oltre all’oggetto della controversia, anche un termine per il suo espletamento (non inferiore a un mese e non superiore a tre mesi), che si può prorogare per altri trenta giorni, previo accordo tra le parti. Se la procedura ha esito positivo, le parti sottoscrivono un accordo che ha un valore definitivo, divenendo titolo esecutivo in caso di mancata osservanza dalla parte obbligata.

In caso di negoziazione in ambito lavorativo, l’accordo raggiunto tramite l’assistenza dei rispettivi avvocati deve essere trasmesso, a cura di una delle due parti, entro i dieci giorni successivi, a una commissione di certificazione dei contratti di lavoro.

L’Arbitrato societario

L’arbitrato è una forma di ADR in cui le parti coinvolte nella controversia si affidano a un arbitro o a una giuria arbitrale, che emette una decisione vincolante per le parti.

L’arbitrato può essere convenzionale o obbligatorio, e può essere utilizzato per risolvere una vasta gamma di controversie.

La Riforma Cartabia introduce la disciplina dell’arbitrato societario all’interno del Codice di Procedura Civile, destinandogli quattro nuovi articoli (838 bis, 838 ter, 838 quater e 838 quinquies).

Ad essere rivisto è stato esclusivamente il c.d. arbitrato rituale, ossia quello che si conclude con un provvedimento, il lodo, che ha la stessa efficacia di una sentenza.

Nuove disposizioni sul ruolo e sui poteri degli arbitri, che dovranno dichiarare la propria indipendenza e imparzialità e potranno far ricorso a misure cautelari, cosa impensabile finora. Viene ridotto il termine lungo per l’impugnazione del lodo.

Gli atti costitutivi delle società, tranne quelle che ricorrono a capitale di rischio, possono stabilire che la soluzione delle controversie che dovessero insorgere tra i soci e/o tra i soci e la società e aventi ad oggetto diritti disponibili, sia affidata a degli arbitri.

La clausola compromissoria deve essere specifica, ed indicare il numero e le modalità di nomina degli arbitri, dovrà inoltre prevedere, a pena di nullità, che il potere di nomina sia conferito a un soggetto esterno, la cui decisione, se non vi provvede, sarà richiesta al presidente del Tribunale in cui la società ha la propria sede legale.

La domanda per avviare la procedura di arbitrato, sia che sia avanzata dalla società o contro la società, va depositata presso il registro delle imprese e alla stessa possono avere accesso i soci.

Al procedimento possono prendere parte terzi e altri soci fino alla prima udienza di trattazione.

Se in sede arbitrale vengono portate questioni relative alla validità delle delibere assembleari, i soci possono sospenderne l’efficacia tramite ordinanza.

Il lodo che conclude il procedimento, come già sottolineato, è vincolante per la società.

Abbiamo già visto come la Riforma Cartabia abbia stravolto separazione e divorzio e le fasi del processo civile, col tempo ne potremo valutare gli effetti concreti.

Volendo dare intanto un giudizio della Riforma Cartabia, per quanto concerne i cambiamenti in ambito ADR, i nostri avvocati guardano con favore la promozione di una forma di giustizia preventiva e consensuale, alternativa al contenzioso, consapevoli che grazie agli ADR si può giungere ad un risultato “win win”, in cui vincono tutti. Se avete domande in merito all’argomento trattato non esitate a contattarci.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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