Italia: meno tasse per far tornare i cervelli

Italia: meno tasse per far tornare i cervelli

L’Italia che guarda al futuro non può fare a meno delle eccellenze nostrane e straniere per ripartire. Per coinvolgerle in questo progetto punta sulla “low taxation”.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 22 marzo 2018 una guida (Gli incentivi fiscali per l’attrazione del capitale umano), che evidenzia di quali agevolazioni fiscali si possa usufruire in Italia se si rientra nella categoria “capitale umano”.

L’obiettivo del fisco italiano è quello di puntare sullo sviluppo economico, scientifico e culturale del paese. Per riuscirci sta facendo leva su alcuni provvedimenti magari poco conosciuti ma che in realtà sono in vigore da anni.
In aggiunta ci sono agevolazioni più recenti studiate ad hoc per permettere alle risorse umane di vivere e lavorare in Italia senza il peso di tasse eccessive.

Soldi e cervelli

In sintesi, le professionalità interessate dalle agevolazioni sono:

  • docenti e ricercatori residenti all’estero che rientrino nel Paese, per i quali il sistema tributario prevede agevolazioni sui redditi prodotti in Italia;
  • lavoratori “impatriati”, ossia stranieri che abbiano conseguito una laurea e abbiano lavorato all’estero, oppure studenti in possesso di titolo accademico, manager e lavoratori altamente qualificati;
  • neo-residenti, cui viene offerta un’imposta sostitutiva per 15 anni sui redditi prodotti all’estero: 100.000 euro annui (più 25.000 per ogni eventuale familiare che li raggiunga);

I requisiti

Punto di partenza, per poter accedere ad ognuna di queste agevolazioni, è necessariamente quello di trasferire la residenza fiscale in Italia, oltre all’aver avuto residenza all’estero, per un lasso di tempo minimo antecedente al trasferimento.

Il tempo minimo richiesto non è uguale per tutti, ma la durata varia in base all’agevolazione per cui si fa domanda. Bisognerà dunque, se italiani, essersi cancellati in passato dal registro anagrafico della popolazione residente.

Docenti e ricercatori

Per docenti e ricercatori sono previsti quattro anni di agevolazioni, a partire dal periodo d’imposta in cui acquisiscono la residenza fiscale in Italia.

Nel dettaglio verranno esentati da IRPEF e addizionali per il 90% del loro ammontare, i redditi di lavoro dipendente o di lavoro autonomo prodotti in Italia in seguito all’attività di docenza e ricerca.
Verseranno dunque imposte solo sul 10% del reddito prodotto. Tale reddito verrà, per di più, escluso dal valore della produzione netta ai fini dell’IRAP.

Chi presenta domanda dovrà dimostrare di possedere un titolo accademico universitario o equipollente, e di aver svolto per almeno due anni, senza interruzioni, lavoro di docenza o ricerca all’estero.

L’agevolazione scatta a partire dal periodo d’imposta in cui viene trasferita la residenza fiscale in Italia e viene applicata anche per i tre anni successivi. 

Impatriati

Per i cosiddetti “impatriati”, ossia per stranieri che decidono di lavorare in Italia, attratti da un regime fiscale agevolato, è prevista l’applicazione dell’articolo 16 del D.Lgs. 147/2015, “Disposizioni recanti misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese”.
Si tratta di una tassazione agevolata, per cinque anni, da applicare sul 50% dei redditi da lavoro autonomo o dipendente prodotti in Italia.

Dovranno essere laureati che abbiano svolto attività lavorative all’estero, o studenti che abbiano conseguito un titolo accademico all’estero, o ancora manager e lavoratori con alte qualifiche e specializzazioni.

Per i lavoratori dipendenti la concessione dell’agevolazione passa attraverso una richiesta scritta al datore di lavoro, mentre i lavoratori autonomi la otterranno nel momento in cui presenteranno la dichiarazione dei redditi e potranno già usufruire di uno “sconto” sulla ritenuta d’acconto effettuata dai loro committenti.

Per tutti sarà necessario trasferire la propria residenza fiscale in Italia.

Neo-residenti

Per i nuovi residenti il fisco ha previsto un’unica imposta forfettaria sostitutiva dell’Irpef, pari a 100 mila euro l’anno.

A regolamentare tale agevolazione è l’articolo 24-bis del Tuir, inserito dalla legge di bilancio 2017. L’auspicio è quello di attrarre così in Italia i cosiddetti “high net worth individuals”, ossia cittadini che dispongono di ingenti capitali o di rilevanti risorse finanziarie.

Invece della tassazione ordinaria, chi accetta di trasferirsi in Italia, potrà pagare, per 15 anni, un’imposta sostitutiva forfettaria dell’Irpef, per un totale di 100mila euro annuali.
Nel caso in cui desiderino essere raggiunti dai propri familiari potranno versare un’imposta di 25.000 euro per ognuno di loro che trasferisca la residenza in Italia.

Le somme si pagano in unica soluzione, con il modello F24, entro il termine previsto per il versamento del saldo delle imposte sui redditi.

Per accedere all’agevolazione bisogna aver risieduto all’estero per almeno nove anni prima che scatti il periodo in cui si paga l’imposta in Italia. Il discorso vale anche per i parenti cui si richiede venga estesa l’agevolazione.

Altre esenzioni su redditi e beni riconducibili alla vita all’estero, rendono il “pacchetto per ricchi” oltremodo ghiotto.

Se ritenete di avere i requisiti adatti a chiedere una delle agevolazioni studiate dal fisco italiano, non esitate a contattare gli avvocati dello Studio Legale Internazionale Boccadutri.

I nostri legali del Dipartimento di Diritto Societario e Commerciale e del Dipartimento di Immigration, vi assisteranno nella vostra lingua madre e vi guideranno, qualora foste interessati, durante le fasi del trasferimento in Italia.

Potrete contattarli compilando il modulo di richiesta qui.

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