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Il passaporto italiano seconda forza mondiale

18 Ago 2023 - Diritto Dell’Immigrazione - Min Read 3 min
Il passaporto italiano seconda forza mondiale

Il passaporto italiano si conferma tra i passaporti più potenti del mondo, conquistando la seconda piazza nel 2023, insieme a Spagna e Germania, e dietro Singapore, in base alla classifica stilata dall’Henley Passport Index.

L’Henley Passport Index è la classifica di tutti i passaporti del mondo, che prende in considerazione il numero di destinazioni a cui i titolari possono accedere senza visto.

L’indice si basa su dati esclusivi dell’International Air Transport Association (IATA), il database di informazioni di viaggio più grande e accurato del mondo.

L’Henley Passport Index confronta l’accesso senza visto di 199 diversi passaporti a 227 destinazioni di viaggio.

Singapore guida la classifica con un vantaggio minimo su Italia, Spagna e Germania, infatti presentando il passaporto singaporiano si possono visitare 192 paesi senza bisogno di ulteriore visto, mentre i cittadini di Italia, Spagna e Germania si fermano, si fa per dire, a 190 paesi.

Italia seconda anche nel Global Passport Power Bank

Il “Global Passport Power Rank”, che prende invece in considerazione Ia flessibilità sui visti, premia l’Italia nel 2023 con la seconda posizione, dietro agli Emirati Arabi Uniti, e in “condominio” con Svezia, Germania, Finlandia, Spagna, Francia, Olanda, Lussemburgo, Austria, Svizzera e Corea del Sud.

Compilato dalla società canadese Arton, il Global Passport Power Rank misura il numero di Paesi in cui si può entrare senza un visto anticipato, ossia o senza visto, o con un visto ottenuto direttamente in aeroporto.

L’Italia è a quota 175 Paesi, non troppo lontana dai 180 degli EAU.

Nel 2017 i paesi raggiungibili con passaporto italiano senza visto erano 155.

Italia ben piazzata nella classifica della Nomad Capitalist

Altra interessante classifica è quella della società di consulenza statunitense Nomad Capitalist e riguarda i passaporti più appetibili per i “ricconi erranti”, ossia coloro che hanno un patrimonio a sette zeri e amano viaggiare liberamente, diversificare gli investimenti e risparmiare (legalmente) sulle tasse.

Il sedicesimo posto dell’Italia, con il punteggio di 105, è un piazzamento di tutto rispetto su un totale di 199 paesi, perché ha ottenuto un’ottima valutazione su quasi tutti i parametri presi in considerazione. A comandare la classifica i soliti Emirati Arabi Uniti, il cui punteggio totale è di 110,50. Chiude la speciale classifica l’Afghanistan con 26,50 punti.

I criteri dietro la classifica premiano il passaporto italiano, ma anche la Nazione alle sue spalle, perché:

  1. Viaggio senza Visto. Il passaporto italiano offre la possibilità di viaggiare senza visto in molti paesi, come abbiamo già sottolineato;
  2. Tassazione dei cittadini. La tassazione in Italia prevede parecchie agevolazioni per i ricconi erranti, ma anche per i pensionati stranieri e per i professionisti in generale;
  3. Percezione. L’Italia ha una reputazione buona ma non ottima, come si evince dal World Happiness Report dell’Indice di Sviluppo Umano redatto dall’Onu e utilizzato da Nomad Capitalist per dare il suo punteggio sull’argomento. Il tasso di percezione complessivo in Italia è medio-alto;
  4. Doppia cittadinanza. Su questo punto l’Italia è molto forte perché offre la possibilità di ottenere agevolmente una doppia cittadinanza, in base al paese di origine;
  5. Libertà personale. I fattori che determinano la libertà personale sia di cittadini italiani che di viaggiatori ed espatriati riguardano il servizio militare obbligatorio (abolito da anni in Italia), la sorveglianza del governo e la libertà di stampa, dove l’Italia, in mancanza di una legge sulla diffamazione, tutela poco i suoi giornalisti, unico neo che la fa scendere in classifica e non la pone ai vertici.

Se vi accarezza l’idea di ottenere un passaporto italiano, consultate la nostra guida su come diventare cittadini italiani, e comunque sappiate che le modalità per averlo sono diverse:

  • Essere figli, nati o adottati, da cittadini italiani;
  • Essere discendenti di cittadini italiani (in questo caso si fa distinzione tra linea successoria maschile e linea successoria femminile);
  • Essere coniugi di cittadini italiani;
  • Vivere in Italia;
  • Essere dipendenti dello stato italiano.

Per qualsiasi informazione non esitate a contattare gli avvocati del Dipartimento Immigrazione dello Studio Legale Internazionale Boccadutri.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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