Grossa truffa Forex scoperta in Europa

Da mesi Europol ed Eurojust, supportati dagli investigatori di Germania, Austria, Serbia, Ucraina e Bulgaria, indagano su quella che ha l’aria di essere una delle più grandi truffe Forex europee.

Continuano gli arresti legati ad una grossa truffa Forex ramificata in Europa. I cinque sospetti sono stati fermati in Bulgaria a marzo e seguono, in ordine di tempo, i nove arresti effettuati tra Bulgaria e Serbia, nell’aprile del 2020, e il sequestro in Ucraina, nel dicembre del 2020, di 50 milioni di euro in auto e merci di lusso. A Febbraio 2019 un altro arresto aveva fatto emergere i nomi di alcuni dei siti fraudolenti, successivamente chiusi dalle autorità di controllo.

Il lavoro dell’Unità di cooperazione giudiziaria dell’Unione Europea, Eurojust, supportato dall’Ufficio europeo di polizia, Europol e dalle procure locali dei paesi coinvolti, ha portato alla luce l’esistenza di un gruppo di criminalità organizzata finalizzato alla truffa Forex.

L’organizzazione criminale operava attraverso la creazione di pseudo siti web Forex, che simulavano la realizzazione di enormi profitti, inducendo ignari investitori ad affidare loro con fiducia i propri soldi.

Le vittime erano principalmente investitori online di lingua tedesca, ma si registrano investitori provenienti da altri paesi europei.

Le società fittizie, cui facevano capo i siti web “farlocchi”, operavano soprattutto da Bulgaria e Ucraina.

Le vittime accertate sono state almeno 350, per un totale di circa 8,5 milioni di euro sottratti illegalmente.

Le indagini

A far partire le indagini, nel 2019, è stata la Procura generale di Bamberg, in Germania, che aveva raccolto le denunce di centinaia di vittime provenienti dal paese, ma anche dall’Austria e dal resto d’Europa.

Come è emerso dal lavoro degli investigatori, l’organizzazione criminale aveva organizzato la truffa partendo da una richiesta piuttosto bassa: il pagamento iniziale infatti andava dai 250 ai 300 euro.

L’investimento pubblicizzato era in strumenti finanziari come opzioni binarie, criptovalute, CFD e valute estere. Una volta effettuato il primo versamento, entravano in gioco i broker (falsi) che erano in realtà impiegati nei call center, ubicati principalmente nell’Europa orientale, che contattavano le vittime nella loro lingua per guadagnare più fiducia.

Poi, secondo copione, per tutti si trattava di realizzare notevoli profitti iniziali, indotti in errore da simulazioni online, ovviamente costruite ad hoc. A quel punto, credendo di essere in trend positivo, i clienti venivano indotti al telefono, da presunti broker appositamente formati, ad effettuare investimenti più consistenti.

La triste realtà è che gli investimenti non sono mai stati effettuati e i soldi sono stati semplicemente divisi tra i truffatori. “I fondi depositati non vengono mai utilizzati per investimenti di capitale, la piattaforma di trading visibile al cliente, come il presunto conto cliente, è un puro inganno”, ha affermato la Procura di Bamberg.

Gli investigatori hanno ipotizzato che possa esserci un elevato numero di casi non segnalati, perché le persone coinvolte potrebbero essere inconsapevoli di essere stati vittime di truffa. Trattandosi di (presunta) negoziazione di prodotti finanziari, molti investitori avranno pensato di aver perso i loro soldi in modo “onesto”, come diretta conseguenza di un’operazione a rischio.

Aprile 2020: l’Action Day

Con un’operazione preparata nel corso dei mesi, il 2 aprile 2020 (Action Day), gli investigatori sono entrati in azione in Bulgaria, a Sofia, e in Serbia, a Belgrado. In quell’occasione gli arrestati sono stati sette uomini e due donne di età compresa tra i 25 e i 49 anni.

La Procura di Bamberg confiscò quasi 2,5 milioni di euro in un conto presso il fornitore di servizi di pagamento Wirecard.

Allora fu un duro colpo per i truffatori ed emerse come si fossero organizzati in due gruppi organizzati. Gli arrestati facevano parte dei due gruppi in questione.

Il primo gruppo avrebbe gestito una serie di siti di trading on line:

  • XtraderFX
  • Cryptopoint
  • SafeMarkets
  • OptionGlobalStars
  • GoldenMarkets

L’altra “banda” si sarebbe invece occupata della gestione di:

  • Trade Capital
  • Fibonetix
  • Nobel Trade
  • Forbslab.

Tutti i siti in questione sono stati oscurati dalle autorità competenti.

Febbraio 2019: la polizia tedesca già aveva segnalato alcune società coinvolte

I nomi di alcuni di questi siti erano già comparsi nell’ambito di un’altra indagine in Europa, che aveva visto, nel febbraio 2019, l’arresto, in Bulgaria, di un sospetto chiave di una truffa da 100 milioni di euro, facente capo ad gruppo criminale con sede proprio in Bulgaria.

Furono gli investigatori austriaci ad indicare come piattaforme “a rischio”: XTraderFX, Optionstars, OptionstarsGlobal, Goldenmarkets, SafeMarkets and Cryptopoint.

Simile il modus operandi, ma con alcune varianti:

  • La creazione di piattaforme di trading false per strumenti finanziari e criptovalute
  • La garanzia alle vittime di effettuare investimenti sicuri
  • Una presunta assicurazione sulle grosse perdite
  • Una serie di risultati impressionanti mostrati alle vittime, per incoraggiarle ad effettuare ulteriori depositi
  • La scelta, in alcuni casi, di dire alle vittime di essere in perdita, e di provvedere con ulteriori investimenti per coprirsi.

I truffatori intanto incanalavano il ricavato in società che provvedevano a riciclare il denaro.

La polizia austriaca, la prima a subodorare la truffa Forex, ha detto che il gruppo gestiva call center, siti web e società di software per facilitare l’imbroglio, e che utilizzava i social media per attirare le vittime da tutta Europa.

Le piattaforme gestite dal gruppo includevano: XTraderFX, Optionstars, OptionstarsGlobal, Goldenmarkets, SafeMarkets e Cryptopoint. Gran parte delle infrastrutture della rete si trovavano in Bulgaria e nella Repubblica Ceca.

In quell’occasione, l’allora ministro dell’Interno austriaco, Herbert Kickl, aveva avuto modo di apprezzare la collaborazione internazionale: “Questa azione di successo – aveva commentato – è un duro colpo contro la criminalità informatica, in cui i responsabili hanno accesso a tecnologie digitali all’avanguardia”.

Se riconoscete i nomi di queste società, avete avuto a che fare con esse, o vi siete trovati in situazioni come quelle descritte, non esitate a contattarci. I nostri avvocati del Dipartimento di Contenzioso Forex sono a vostra disposizione per chiarimenti e consigli.

Calogero Boccadutri
Calogero Boccadutri
Managing Partner

Calogero Boccadutri è il Managing Partner dello Studio Legale Internazionale Boccadutri. Ha maturato esperienza in ambito di Forex contenzioso, risarcimento danni alle persone e contenzioso amministrativo.

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