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L’Europa dice no ai crypto influencer

14 Lug 2023 - Criptovalute - Min Read 4 min
L’Europa dice no ai crypto influencer

L’Europa dice no agli influencer che parlano di criptovalute.

La Beuc, l’organizzazione che riunisce le principali associazioni dei consumatori europee, e nove dei suoi membri, presenti in 8 paesi (Italia, Danimarca, Francia, Grecia, Lituania, Portogallo, Slovacchia e Spagna), hanno presentato una denuncia alla Commissione europea e alle autorità nazionali per la tutela dei consumatori, contro le piattaforme di social media (Instagram, YouTube, TikTok e Twitter) ree di “aver facilitato la promozione ingannevole di risorse crittografiche.

Al centro delle proteste contro i social, c’è la controversa figura degli influencer, siano essi youtuber, blogger, Tiktoker, streamer, instagrammer o video blogger (vlogger), che riescono a condizionare le scelte dei loro followers, indirizzandole verso prodotti che potrebbero essere rischiosi.

Il fatto che gli influencer riescano a raggiungere un vasto pubblico, in un modo senza precedenti, amplifica il problema e non a caso è stata coniata la definizione di “crypto influencers”.

Il report dal titolo “Hype or harm? The great social media crypto con”, traducibile in “Opportunità o illusione? La grande truffa dei social media sulle criptovalute”, si pone l’obiettivo di attirare l’attenzione su questo problema e di responsabilizzare le piattaforme di social media.

In un contesto di svago, inserire pubblicità ingannevoli degli assets di criptovalute, sia in forma di spot che attraverso la “pericolosa” voce degli influencer, risulta sleale.

L’Organizzazione europea dei consumatori auspica una maggiore severità delle politiche pubblicitarie sull’argomento e maggiore collaborazione di social e di piattaforme di criptovalute.

Le richieste della Beuc

Ciò che viene chiesto alle piattaforme dei social media è:

  • Adozione di politiche pubblicitarie più rigorose quando si tratta di criptovalute;
  • Adozione di misure atte ad impedire agli influencer di fuorviare i consumatori sulla natura delle criptovalute,
  • Report alla Commissione europea sull’efficacia delle misure messe in atto per proteggere i consumatori da tali pratiche sleali;

Alle autorità europee di vigilanza per i servizi finanziari, viene chiesto di cooperare per garantire che le piattaforme cambino le loro politiche pubblicitarie, in modo da impedire una promozione ingannevole delle criptovalute.

Secondo il rapporto, esiste già una base giuridica per adottare misure a livello di Unione europea, la direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali, che le definisce tali se inducono il consumatore medio ad assumere una decisione di acquisto che altrimenti non avrebbe assunto, ma anche un organismo che monitori e guidi la sua applicazione, ossia il CPC Network, una rete di cooperazione per la protezione dei consumatori composta dalle autorità nazionali di enforcement, nato allo scopo di affrontare congiuntamente le violazioni delle norme a tutela dei consumatori in ambito transfrontaliero.

Europa vs Influencers

L’ESMA, Autorità di vigilanza europea sui mercati finanziati, vigila costantemente sulla corretta applicazione delle regole di divulgazione della MiFID II sulle comunicazioni di marketing riguardanti prodotti finanziari. Nel gennaio 2023 ha avviato un’azione di vigilanza comune (CSA) con le autorità nazionali competenti (NCA) in merito.

Nel darne notizia l’ESMA dichiarò di essere “consapevole del fatto che gli investitori più giovani e meno esperti sono particolarmente vulnerabili quando operano online”, motivo per cui l’azione di vigilanza non avrebbe trascurato “il marketing e la pubblicità delle aziende attraverso canali di distribuzione tra cui app, siti web, social media e collaborazioni con affiliati come influencer”.

In Francia,anche se si parla di figure piuttosto recenti,si è resa necessaria una legge che regoli l’attività degli influencer, per porre un limite al loro “potere” e per evitare abusi. Le nuove norme stabiliscono che gli influencer non possano promuovere “prodotti o pratiche pericolose”.

Relativamente alle criptovalute nello specifico, “solo i prodotti finanziari e le criptovalute di chi è registrato presso l’AMF possono essere promossi”.

Quindi soltanto le società di criptovalute registrate presso l’Autorità per i mercati finanziari (AMF), l’ente regolatore finanziario del Paese, potranno utilizzare influencer a scopi pubblicitari.

Pena per i trasgressori fino a 2 anni di reclusione e 300mila euro di multa.

In Spagna gli influencer, con almeno 100.000 follower, per fare pubblicità sulle criptovalute dovranno avvisare almeno 10 giorni prima la CNMV (Comisión Nacional del Mercado de Valores).

In più le campagne pubblicitarie dovranno includere avvisi sui rischi finanziari relativi al prodotto reclamizzato.

Restando in Europa ma non in Unione Europea, ossia nel Regno Unito, l’autorità di regolamentazione finanziaria britannica sta adottando nuove regole relative alla promozione pubblicitaria delle criptovalute, per garantire che i consumatori siano consapevoli dei rischi prima di investire in questi asset.

A partire dall’8 ottobre 2023, coloro che commercializzeranno criptoassets, dovranno introdurre un periodo dicooling-off“, per i nuovi investitori. In termini legali, si tratta di un periodo di riflessione in cui un acquirente può annullare o recedere da un contratto senza incorrere in sanzioni o oneri.

Verranno vietati i bonus associati aireferral”, ossia quei premi che vengono associati agli account dei vecchi clienti, che li identificano e gratificano quando si iscrive un nuovo cliente.

Anche la SEC americana avvisa sul pericolo-influencer

Mentre in Europa ci si interroga sull’opportunità di ridimensionare quello che gli influencer possono permettersi di fare, la SEC, Securities and Exchange Commission, l’ente federale statunitense che vigila sui mercati, mette in guardia gli influencer dalle possibili azioni penali di cui potrebbero essere oggetto per la manipolazione dei prezzi delle criptovalute.

La SEC in tempi recenti ha iniziato a colpire gli influencer di criptovalute, tramite multe e ordini di cessazione e desistenza.

Questo il messaggio, che non lascia spazio a interpretazioni, diffuso tramite tweet dall’ex capo della SEC: “Attenzione a tutti i promotori di criptovalute che utilizzano i social media per manipolare il prezzo di crypto-security: non fallite a vostro rischio e pericolo. Non solo verrete scoperti, ma la vostra persecuzione sarà come sparare a un pesce in un barile”.

L’ex capo della SEC ha sottolineato come, a differenza di altre forme di frode in cui l’autore cerca spesso di nascondere la propria identità, gli influencer che pubblicizzano prodotti rischiosi lo fanno in modo sfacciato e arrogante.

I nostri legali del Dipartimento Criptovalute vi assisteranno nel caso in cui siate rimasti vittime di truffe legate a investimenti in criptovalute, non esitate a contattarci per informazioni.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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