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Nuovo Decreto oriundi 2025: come funziona l’ingresso in Italia per i discendenti di italiani

5 Dic 2025 - Diritto Dell’Immigrazione - 🕒 Reading time: 7 min 31 sec
Nuovo Decreto oriundi 2025: come funziona l’ingresso in Italia per i discendenti di italiani

È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale di lunedì 24 novembre 2025 un decreto ministeriale che individua gli Stati di destinazione di rilevanti flussi di emigrazione italiana.

Il decreto dà attuazione ad alcune delle misure previste dal DL 36/2025, convertito (con modifiche) nella Legge 74/2025,in tema di Cittadinanza e NON riguarda il riconoscimento iure sanguinis ma solo ingressi per lavoro e iter agevolato per la naturalizzazione.

I contenuti del nuovo decreto

Il discusso provvedimento licenziato con carattere di urgenza dal Parlamento italiano nel marzo scorso, durante l’iter al Senato ha visto l’aggiunta dell’articolo 1 bis, recante “Disposizioni per favorire il recupero delle radici italiane degli oriundi e il conseguente acquisto della cittadinanza italiana”.

Nello specifico il provvedimento pubblicato in Gazzetta a fine novembre tratta di “Individuazione degli Stati di destinazione di rilevanti flussi di emigrazione italiana ai cui cittadini, se discendenti di cittadino italiano, è consentito l’ingresso e il soggiorno in Italia per lavoro subordinato al di fuori delle quote di cui all’articolo 3, comma 4, del decreto-legislativo 25 luglio 1998, n. 286”

La Legge in vigore sulla Cittadinanza iure sanguinis

Nel 2025 il DL36 prima, e la Legge di conversione nr 74, hanno introdotto nuove regole per la Cittadinanza iure sanguinis, focalizzandosi sul rafforzamento del legame effettivo con l’Italia e sulla sua dimostrazione.

I principali cambiamenti hanno riguardato il limite di generazioni per il riconoscimento.

Le richieste di Cittadinanza presentate dopo il 27 marzo 2025 sono soggette esclusivamente alle nuove regole, che nell’intento del legislatore mirano a contrastare gli abusi e a razionalizzare le procedure. 

Questo il riassunto delle principali modifiche:

  • Limitazione della trasmissione generazionale: la cittadinanza per discendenza è limitata automaticamente alla seconda generazione, cioè il richiedente deve avere almeno un genitore o un nonno nato in Italia.

In precedenza, non esistevano limiti generazionali, a condizione che la linea di discendenza non avesse subito interruzioni (ovvero che nessuno degli antenati avesse rinunciato alla cittadinanza prima della nascita del discendente o mentre vivevano sotto lo stesso tetto). 

  • Obbligo di legame effettivo: chi risiede all’estero dovrà mantenere un legame effettivo e affettivo con l’Italia, esercitando almeno una volta ogni 25 anni i diritti e i doveri del cittadino.
  • Ingressi per lavoro: vengono concessi nuovi permessi di soggiorno per lavoro ai discendenti di italiani, provenienti dai paesi di maggior flusso migratorio, al di fuori dalle quote previste dal decreto-flussi.
  • Casi già riconosciuti o in essere: le persone che prima del 27 marzo 2025 hanno ottenuto la Cittadinanza, o che hanno fissato un appuntamento per il riconoscimento, o che hanno intrapreso una causa presso un Tribunale italiano per il riconoscimento, non saranno interessate dalle modifiche. 

Cosa cambia per chi vuole ottenere la Cittadinanza nel 2025

Accanto alle novità sullo iure sanguinis, il 2025 introduce cambiamenti rilevanti anche per chi desidera riacquistare o ottenere la Cittadinanza attraverso percorsi diversi dalla discendenza.

Una delle modifiche più significative riguarda il riacquisto semplificato per chi ha perso la cittadinanza italiana prima del 15 agosto 1992 e intende recuperarla.

La procedura è stata alleggerita e resa più rapida, con la possibilità di perfezionare il riacquisto attraverso una dichiarazione formale da effettuare entro il 31 dicembre 2027.

Una seconda innovazione riguarda i minori nati all’estero da almeno un genitore italiano.

Con la riforma del 2025, i figli minorenni nati all’estero da genitori cittadini italiani non acquisiscono più automaticamente la cittadinanza italiana “per nascita” (iure sanguinis), come avveniva in precedenza.

Ora l’acquisizione della cittadinanza da parte di questi minori avviene “per beneficio di legge”, mediante una dichiarazione di volontà da parte dei genitori o del tutore legale, secondo i requisiti stabiliti dalla norma.

  • Per i bambini nati dopo l’entrata in vigore della riforma (24 maggio 2025): i genitori devono presentare la dichiarazione di volontà entro un anno dalla nascita (o dalla data in cui è stabilita la filiazione, in caso di adozione
    • Per i minori che alla data del 24 maggio 2025 erano già minorenni: è prevista una “finestra transitoria”: la dichiarazione può essere fatta entro le 23:59 del 31 maggio 2026.
    • Se il figlio raggiunge la maggiore età prima della dichiarazione, tocca a lui presentarla personalmente entro la stessa data del 31 maggio 2026.

il minore nato all’estero può ottenere la Cittadinanza “dalla nascita” soltanto se:

  • il genitore italiano possiede esclusivamente la Cittadinanza italiana (non ha altra Cittadinanza).
    • in caso di doppia Cittadinanza del genitore, questi abbia risieduto in Italia per almeno due anni consecutivi dopo aver acquisito o riacquistato la Cittadinanza, e prima della nascita del figlio.

Esempio pratico

Scenario precedente (nessun limite):

  • L’avo (trisnonno) nasce in Italia nel 1880 ed emigra in Argentina, dove nasce il bisnonno.
  • Il bisnonno nasce in Argentina nel 1910.
  • Il nonno nasce in Argentina nel 1940.
  • Il genitore nasce in Argentina nel 1970.

Nessuno di loro rinuncia alla Cittadinanza italiana.

  • Il richiedente (quarta generazione) nasce in Argentina nel 2000.

Risultato: fino al 28 marzo 2025, il richiedente avrebbe potuto ottenere la Cittadinanza italiana dimostrando l’assenza di interruzioni nella linea di trasmissione.

Scenario attuale:

  • Seguendo lo stesso albero genealogico, con l’introduzione del limite delle generazioni, il richiedente del 2000 non ha più diritto alla Cittadinanza per via amministrativa, perché il suo antenato nato in Italia (il trisnonno) è oltre la seconda generazione (il richiedente è la quarta generazione). 

Quando scatta la deroga per la terza generazione

La deroga al limite della seconda generazione, che consente di presentare la domanda pur essendo discendenti di terza generazione, scatta in casi specifici previsti dalla nuova normativa: 

  • Se il richiedente è un discendente di terza generazione (nipote di un nonno nato in Italia), la deroga si applica se almeno uno dei genitori del richiedente (quindi la seconda generazione) ha risieduto legalmente in Italia per almeno due anni prima della nascita del richiedente

In sintesi, la nuova legge pone un freno alle richieste basate su discendenze molto remote, concentrandosi sui legami familiari più stretti con l’Italia, a meno che non ci sia stato un periodo di residenza significativo in Italia da parte di uno dei genitori.

Articolo 1-bis della legge 74/2025

L’art.1-bis ha modificato il Testo unico dell’Immigrazione, aprendo all’ingresso e al soggiorno per lavoro subordinato fuori quota “allo straniero residente all’estero, discendente di cittadino italiano e in possesso della cittadinanza di uno Stato di destinazione di rilevanti flussi di emigrazione italiana”.

La previsione era che questi Stati venissero individuati con decreto del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, di concerto con i Ministri dell’Interno e del Lavoro e delle Politiche sociali”.

Da qui il provvedimento, datato 17 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 novembre.

Quali Stati rientrano nel nuovo Decreto

Il Maeci ha individuato gli Stati “sulla base della consistenza attuale delle collettività italiane residenti”, selezionando quelli in cui, al 31 dicembre dello scorso anno, risiedevano più di 100 mila italiani iscritti all’Aire.

I cittadini dei sette Stati indicati, nel caso in cui siano discendenti di cittadino italiano, potranno non soltanto entrare e soggiornare in Italia per lavoro subordinato al di fuori delle quote ordinarie stabilite annualmente dal Decreto Flussi, ma anche richiedere la Cittadinanza italiana dopo due anni di residenza nel Paese.

Via libera agli ingressi fuori quota per gli oriundi discendenti da cittadini italiani provenienti da:

  • Argentina (dove gli italiani iscritti all’Aire risultano essere 989.901), 
  • Brasile (682.300 iscritti),
  • Stati Uniti (241.056 iscritti),
  • Australia (166.848 iscritti),
  • Canada (148.251 iscritti),
  • Venezuela (116.396 iscritti)
  • Uruguay (115.658 iscritti). 

Restano attualmente esclusi i discendenti degli italiani emigrati in altri Paesi storicamente meta di emigrazione, ossia Sudafrica, Messico, Perù e Cile.

È immaginabile che in futuro possano esserci ulteriori aperture verso gli Stati attualmente esclusi, ma per l’eventuale estensione si dovrà aspettare un successivo decreto.

Come funziona l’ingresso fuori quota per discendenti di italiani

I lavoratori residenti all’estero, in uno dei Paesi indicati nel Decreto, che discendono da cittadini italiani (senza limiti generazionali), potranno richiedere un permesso di soggiorno per lavoro subordinato, al di fuori dei limiti imposti  dal sistema delle quote annuali.

Naturalizzazione agevolata dopo due anni: come funziona

Il punto più importante è che sarà possibile, dopo due anni di residenza legale e continuativa, richiedere la Cittadinanza italianatramite naturalizzazione agevolata.

Con la nuova norma in pratica, diventa illimitato il numero di autorizzazioni all’ingresso in Italia, in caso di lavoro subordinato, per i cittadini extraeuropei con origini italiane e diventa possibile per costoro acquistare la cittadinanza dei loro avi dopo essersi stabiliti in Italia per soli due anni.

Criticità della Legge 74/2025 e questioni aperte

La nuova legge sulla Cittadinanza ha suscitato dibattiti riguardo a possibili profili di incostituzionalità.

Diversi i Tribunali che si sono appellati ad organi superiori per denunciare l’illegittimità delle nuove disposizioni in materia di Cittadinanza iure sanguinis.

La Corte Costituzionale ha annunciato che l’11 marzo 2026 valuterà l’ordinanza proveniente dal Tribunale di Torino.

Il Tribunale di Torino ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale perché dubita della legittimità costituzionale di alcune parti del decreto-legge 36/2025, ora legge 74/2025.

Nello specifico verrà giudicata la costituzionalità del nuovo articolo 3-bis, che stabilisce come i discendenti di cittadini italiani nati all’estero, che possiedono già un’altra Cittadinanza alla nascita, non acquisiscano automaticamente la Cittadinanza italiana, ma debbano presentarne richiesta.

“La questione di legittimità costituzionale dell’articolo 3-bis della legge n. 91/1992 non è manifestamente infondata” quando applicata ai nati all’estero prima dell’entrata in vigore della nuova norma.

Altri Tribunali hanno mosso accuse di incostituzionalità della legge 74, ma attualmente non si sa se ci saranno altre discussioni in merito.

Anche le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono state interpellate sulla Cittadinanza iure sanguinis, sia sulla retroattività della legge 74 che sull’interpretazione della cosiddetta “minor issue” ossia l’interruzione della linea di sangue nel caso in cui ci sia stata la naturalizzazione del padre mentre i figli minori convivevano con lui.

La Corte ha preso tempo vista l’importanza della materia, e ancora non risulta fissata una data per la discussione.

Dalla sentenza si attende un’interpretazione uniforme e vincolante su questioni attualmente controverse nei tribunali, con potenziale impatto su migliaia di richieste presenti e future.

I nostri avvocati del Dipartimento Immigrazione seguono l’evoluzione della legislazione italiana e internazionale in tema di Cittadinanza.

Non esitate a contattarli per informazioni e assistenza.

FAQ Decreto oriundi

Chi può beneficiare del nuovo decreto sugli oriundi pubblicato nel 2025?

Possono beneficiarne i discendenti di cittadini italiani che possiedono la cittadinanza di uno dei sette Stati individuati dal MAECI come principali mete storiche dell’emigrazione italiana.

Quali sono i Paesi inclusi nel Decreto?

Argentina, Brasile, Stati Uniti, Australia, Canada, Venezuela e Uruguay.

Il Decreto permette di ottenere la cittadinanza iure sanguinis?

No, il decreto riguarda gli ingressi per lavoro subordinato fuori quota e una naturalizzazione accelerata dopo due anni di residenza. Il riconoscimento iure sanguinis segue regole diverse.

Dopo quanto tempo è possibile richiedere la cittadinanza con il nuovo sistema?

Gli oriundi che entrano con permesso di lavoro subordinato possono richiedere la cittadinanza italiana dopo due anni di residenza continuativa in Italia.

Il limite alle generazioni introdotto dalla Legge 74/2025 vale per tutti?

Sì, vale per tutte le domande presentate dopo il 27 marzo 2025, con eccezioni previste per figli minori con un genitore o nonno italiano.

Chi ha già avviato una pratica di cittadinanza prima del 27 marzo 2025 è coinvolto dalle nuove regole?

No, sono esclusi coloro che hanno già ottenuto la cittadinanza, fissato un appuntamento o avviato una causa in Tribunale.

Ci saranno altri Stati inseriti in futuro?

È possibile, ma eventuali estensioni richiedono un nuovo decreto ministeriale.

La riforma sulla cittadinanza è oggetto di ricorsi?

Sì, alcuni Tribunali hanno sollevato dubbi di costituzionalità e la Corte Costituzionale discuterà il 3 bis nel 2026. Sono pendenti anche questioni davanti alle Sezioni Unite della Cassazione.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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