Criptovalute: FCA lancia l’allarme

La Financial Conduct Authority del Regno Unito non ha usato mezzi termini avvisando che coloro che investono in criptoasset “dovrebbero essere pronti a perdere tutti i loro soldi”.

L’11 gennaio 2021 si è avuta la dura presa di posizione della Financial Conduct Authority, ente di controllo del Regno Unito, che attraverso un avviso ha messo in guardia dall’acquisto, dai prestiti e dagli investimenti in criptovalute.

La FCA ha chiarito in tre punti le motivazioni di tanta preoccupazione:

  1. volatilità dei prezzi
  2. complessità dei prodotti offerti
  3. mancanza di protezione dei consumatori

Il rischio legato ai cryptoassets

Ciò che la FCA ha voluto far presente agli investitori è che, attualmente, i cryptoassets sono considerati investimenti speculativi ad altissimo rischio. Visto che, l’educazione alla consapevolezza del rischio, è l’unico strumento che gli enti di controllo possiedono per tutelare da un mercato ancora nuovo e senza regole certe, la britannica Financial Conduct Authority ha messo nero su bianco le proprie preoccupazioni, non avallando il crescente interesse verso i cryptoassets.

Ed il messaggio forte e senza mezzi termini che vuol far passare è che “se si investe in cryptoassets, occorre essere preparati a perdere tutti i propri soldi”.

Volatilità dei prezzi

Il Bitcoin, la criptovaluta più conosciuta, è balzata spesso agli onori della cronaca per i suoi vertiginosi rialzi e per gli inevitabili, vistosi, ribassi. Ovviamente gli investitori sono attratti dalle storie dei rendimenti folli, non certo dalle sporadiche, seppure ingenti, perdite.

Mancanza di protezione dei consumatori

L’acquisto di cryptoassets comporta un rischio maggiore rispetto a quello di altri prodotti perché, se qualcosa va male, non viene garantito l’accesso a servizi per la protezione dei consumatori, come il Financial Ombudsman Service o il Financial Services Compensation Scheme (FSCS).

Se è vero che dal gennaio del 2020, la FCA ha ottenuto nuovi poteri normativi, è anche vero che l’unica forma di tutela che può garantire, nel Regno Unito, è legata alla scelta di un’azienda che rispetti tutti i requisiti normativi e che abbia ottenuto un’autorizzazione da parte della stessa FCA. A partire dal 10 gennaio 2021, tutte le società che operano nel Regno Unito, che commerciano in cryptoassets e in servizi legati alle criptovalute, devono essere registrate presso l’organo di vigilanza, al fine di contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo.

Solo le aziende che si sono registrate entro il 15 dicembre 2020, possono beneficiare del regime di registrazione temporanea. Chi non si è messo in regola non può più lavorare nel settore dal 10 gennaio 2021.

Verificare l’attendibilità delle aziende

  • Passaggio 1: va controllato che l’azienda che si sta utilizzando si trovi nel registro dell’FCA, oppure nel loro elenco di aziende con registrazione temporanea.
  • Passaggio 2: se l’azienda non è in elenco probabilmente non ha l’autorizzazione adatta a svolgere attività criptografiche. Va fatta apposita richiesta di chiarimenti alla stessa azienda.
  • Passaggio 3: se l’azienda non è in elenco e la sua risposta non è convincente, è un chiaro segnale d’allarme per cui andrebbero ritirate criptovalute e/o denaro.

I poteri normativi della FCA non possono indirizzare il modo in cui le aziende di criptovalute conducono i propri affari con i consumatori. Anche se un’azienda è in regola, ossia registrata, la FCA non può garantire che le sue attività di criptovaluta tutelino i clienti.

Ciò vuol dire che un cliente di una società che si occupa di criptoasset, anche se tale azienda risulta registrata alla FCA, non potrà godere delle stesse tutele garantite per altre attività supervisionate dalla FCA, in caso di condotta irregolare. Indipendentemente dal fatto che un’azienda abbia una registrazione temporanea o completa. Ad esempio, in base ai regolamenti sul riciclaggio di denaro (MLR), è improbabile che qualcuno abbia accesso al Financial Ombudsman o al Financial Services Compensation Scheme.

Cosa si intende per Cryptoassets?

La FCA fa sapere come Cryptoasset sia un termine ampio che copre diversi tipi di prodotti. Le criptovalute più popolari includono token come Bitcoin, Ether e Litecoin.

Tali token vengono chiamati “token di scambio” perché destinati ad essere utilizzati come metodo di pagamento. A volte sono indicati come criptovalute o come “token di pagamento”.

I token di scambio, come altri cryptoasset, funzionano utilizzando una tecnologia di registro distribuito (DLT), come la blockchain, e non sono emessi o supportati da una banca centrale o da altra autorità.

Alcuni tipi di criptovaluta possono essere regolamentati a seconda di come sono strutturati. I token di sicurezza (Security token offerings o STO), ad esempio, rientrano nel mandato normativo della FCA in quanto rappresentano una sorta di forma digitale delle securities tradizionali.

Attenzione alle truffe sui criptoassets

La FCA fa presente come il mercato delle criptovalute sia facile bersaglio di frodi e truffe. Il meccanismo è sempre lo stesso: offerta di rendimenti garantiti o elevati, opportunità troppo allettanti per essere vere, l’invito ad agire rapidamente (cosa che non permette di riflettere abbastanza) pena la cessazione dell’allettante offerta.

La FCA ha messo in guardia:

  • Non vi è alcuna garanzia che le criptovalute possano essere facilmente riconvertite in contanti.
  • La riconversione di un criptoasset in denaro dipende dalla domanda e dall’offerta sul mercato.
  • Le prestazioni delle criptovalute sono volatili, con il valore di un investimento che cala il più rapidamente possibile.

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Calogero Boccadutri
Calogero Boccadutri
Managing Partner

Calogero Boccadutri è il Managing Partner dello Studio Legale Internazionale Boccadutri. Ha maturato esperienza in ambito di Forex contenzioso, risarcimento danni alle persone e contenzioso amministrativo.

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