Come vivere in Italia come cittadino britannico dopo la Brexit

Come vivere in Italia come cittadino britannico dopo la Brexit

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Per i cittadini britannici residenti in Italia sono stati studiati degli accorgimenti per garantire loro una permanenza tranquilla anche nel post Brexit.

Guida per Cittadini Britannici in Italia dopo la Brexit

L’Italia è stato il primo paese dell’Unione Europea a fornire garanzie ai cittadini britannici nel post Brexit, anche in caso di “no deal”.

Per far ciò il Governo italiano, in data 25 marzo 2019, ha adottato il Decreto Brexit (Dl n. 22) convertito nella legge n. 41 del 20 maggio 2019, esplicitamente finalizzato ad “assicurare la stabilità finanziaria e l’integrità dei mercati, la tutela dei diritti dei cittadini britannici residenti in Italia, nonché il rafforzamento della rete consolare nel Regno Unito e dell’assistenza nei confronti della comunità italiana ivi residente”.

Sappiamo che in Europa vivono circa un milione di britannici, di questi più o meno sessantamila si trovano in Italia. Sappiamo che la libera circolazione per loro continuerà fino a tutto il 2020 e che, successivamente, potranno sì restare nel paese di residenza, ma diventerà più complicato per loro muoversi negli altri stati d’Europa, come già avviene per i cittadini extraeuropei.

Il Governo italiano, sul suo sito istituzionale, ha pubblicato un prontuario per i cittadini britannici in Italia dal titolo “Vademecum sull’iscrizione anagrafica dei cittadini del Regno Unito nel caso di recesso senza accordo”.

L’accordo in assenza di accordo

L’accordo tra Gran Bretagna e Unione Europea prevede che la transizione abbia fine il 31 dicembre 2020, fino ad allora, le regole europee su libera circolazione delle persone, dei servizi, dei capitali e delle merci continueranno ad essere valide anche per il Regno Unito.

Sarebbero applicate automaticamente all’UK anche modifiche decise durante la transizione. Anche il diritto europeo dovrà continuare ad essere rispettato dal Regno Unito.

Di fatto l’uscita dall’Europa si è intanto concretizzata con l’uscita dei rappresentanti britannici da tutte le istituzioni e dalle strutture di governance dell’Ue.

Il cambiamento in corso è graduale in modo da permettere ai cittadini, alle imprese e alle istituzioni di adeguarsi alle novità, mentre continuano i negoziati tra gli stati membri dell’Unione Europea e il Regno Unito, che dovrebbero protrarsi fino ad ottobre 2020, data limite per poi avere il tempo di ratificare gli accordi prima della nuova attesissima data del primo gennaio 2021, quando il divorzio sarà definitivo.

Esiste ancora la possibilità, sulla carta, che entro il 30 giugno 2020, venga richiesto dal Regno Unito un ulteriore periodo transitorio (della durata massima di due anni), anche se il primo ministro britannico, Boris Johnson, ne ha finora negato l’eventualità.

L’intento dei governi coinvolti è quello di “proteggere i cittadini che hanno costruito la propria vita sulla base dei diritti derivanti dall’appartenenza del Regno Unito all’UE”.

La legge di tutela ai cittadini britannici pre Brexit

I cittadini britannici in Italia erano già tutelati dal Decreto Legislativo n. 30 del 6 febbraio 2007, che dava attuazione alla direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio 2004/38/CE, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione europea e dei loro familiari di viaggiare e soggiornare nel territorio degli Stati membri diversi da quello in cui hanno la cittadinanza.

Il governo italiano ha tenuto a rassicurare le migliaia di cittadini britannici residenti nel nostro paese che anche senza accordo potranno continuare a vivere, lavorare e godere, nei limiti del possibile, degli stessi diritti di quando erano cittadini europei.

I cittadini britannici, parimenti ai loro familiari, non residenti in Italia, potranno prendere residenza nel paese anche durante il periodo transitorio. Non appena il divorzio tra Gran Bretagna ed Europa sarà definitivo ci sarà un’inevitabile ripercussione, cui si cercherà di ovviare.

Britannici in Italia: la legge 41/2019 

In Italia esiste una Task Force Brexit che segue e coordina specifiche attività sull’argomento. In quest’ottica è nato il c.d. Decreto Brexit (DL 25 marzo 2019 n. 22) convertito nella legge 41 del 20 maggio 2019, il cui intento è stato quello di “assicurare la stabilità finanziaria e integrità dei mercati, la tutela dei diritti dei cittadini britannici residenti in Italia, nonché il rafforzamento della rete consolare nel Regno Unito e dell’assistenza nei confronti della comunità italiana ivi residente”.

In particolare l’articolo 14 reca “Disposizioni in materia di soggiorno dei cittadini del Regno Unito e dei loro familiari anche non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione europea presenti sul territorio nazionale alla data di recesso del Regno Unito dall’Unione europea”.

La legge dice che i cittadini britannici iscritti all’anagrafe italiana e i loro familiari (che non sono cittadini europei), in  possesso  della carta di soggiorno hanno tempo fino al 31 dicembre 2020 per richiedere il rilascio del permesso di soggiorno europeo per soggiornanti di lungo periodo.

Se non hanno i requisiti possono comunque chiedere un permesso di soggiorno “per  residenza”, valido cinque anni e rinnovabile alla scadenza.

Seguendo la procedura, in presenza dei requisiti adatti, possono cercare di ottenere la cittadinanza italiana oppure ottenere la doppia cittadinanza.

I cittadini del Regno Unito sono equiparati ai cittadini dell’Unione europea anche ai fini della domanda di cittadinanza, ma solo se hanno maturato i requisiti richiesti alla data di attuazione della Brexit (31 gennaio 2020) e se fanno domanda entro il 31 dicembre 2020.

Qualora non si raggiunga un accordo tra Regno Unito ed Unione Europea, prima che la transizione abbia termine, il governo italiano avrà comunque cura di mantenere inalterati i diritti dei cittadini britannici e dei loro familiari in materia di tutela della salute, a condizione che ci sia una reciprocità con il trattamento dei cittadini italiani in Gran Bretagna.

A tutela dei diritti

In sostanza, i cittadini britannici in Europa ed i cittadini europei in Gran Bretagna potranno continuare ad esercitare i diritti attualmente garantiti dalle leggi europee, in virtù dei principi di parità di trattamento e di non discriminazione:

  • Diritti di residenza
  • Diritti di prestazioni sanitarie, sociali e pensionistiche
  • Diritto di svolgere un lavoro subordinato o autonomo
  • Diritti di riconoscimento delle qualifiche professionali

Sopravvivere alla Brexit si può, applicando quella che è la migliore soluzione alla situazione.

I nostri avvocati del dipartimento Immigration sono a disposizione dei cittadini britannici che vorranno ricevere chiarimenti sulla loro situazione in Italia, contattateli qui.

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