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Come Recuperare un credito in Italia

Ultimo aggiornamento 19 Mag 2023

12 Gen 2018 - Recupero Crediti - Min Read 6 min
Come Recuperare un credito in Italia

Per recuperare un credito in Italia ci sono due percorsi: via stragiudiziale, senza bisogno di ricorrere al tribunale e via giudiziale tramite tribunale.

Quando può essere intrapresa la via stragiudiziale e quando invece è necessaria quella giudiziale.

Il recupero crediti è quell’attività svolta con lo scopo di ottenere da parte del debitore il pagamento (totale o parziale) del credito.

L’azione legale mira a garantire il recupero dei fondi dovuti entro un termine ragionevole, cercando, ove possibile, di evitare l’aumento dei costi e dei tempi associati alla risoluzione della controversia tramite il sistema giudiziario.

Coinvolgere un avvocato può rivelarsi decisivo anche in una procedura stragiudiziale ossia in un’azione di recupero crediti che non implichi il coinvolgimento di un giudice.

Recupero crediti in Italia per via stragiudiziale

Il procedimento stragiudiziale di recupero crediti in Italia rappresenta il primo passaggio.

Scopo di questa fase è invitare il debitore a regolarizzare in via bonaria la propria posizione.

Si tratta di un passaggio estremamente importante poiché questo, in molti casi, permette di risolvere il problema senza necessità di rivolgersi ad un Tribunale.

Ciò consente di risparmiare tempo e denaro perché evita di dovere ricorrere al recupero giudiziale del credito.

Come si svolge il recupero del credito per via stragiudiziale

Il primo passo è raccogliere tutte le informazioni necessarie (due diligence): su cosa si fonda il credito, se vi è un contratto o un accordo scritto tra le parti, fatture, assegni o cambiali etc.

Sulla base delle informazioni raccolte, si invia una lettera di diffida con cui si invita il debitore a sanare la sua posizione entro un certo termine.

Lo scopo di questa lettera è quello di verificare se il debitore sia o meno disposto a pagare il dovuto o se vi siano delle obiezioni da parte sua.

La costituzione in mora ha importanti conseguenze: interrompe la prescrizione del credito e determina l’inizio della decorrenza degli interessi moratori.

La messa in mora spesso può rivelarsi risolutiva se chi la riceve si rende conto che continuare a non pagare potrebbe davvero portare a conseguenze legali controproducenti.

Se il debitore si dichiara disposto a pagare, si redige un accordo scritto e vincolante tra le parti.

Se il debitore si rifiuta di pagare o contesta la pretesa ed un accordo non può essere trovato, sarà necessario ricorrere ad uno degli Adr, strumenti legali di risoluzione delle controversie, alternativi al ricorso al Tribunale o, in base al caso concreto, rivolgersi proprio al Tribunale, avviando la fase c.d. giudiziale.

Negoziazione assistita

Per recuperare un credito potrebbe rivelarsi utile e proficuo avvalersi della negoziazione assistita (ADR).

In Italia, la legge 162 del 2014 (articolo 3) prevede che, prima di procedere in giudizio dinanzi alle sedi giudiziarie previste dal nostro ordinamento, è obbligatorio tentare il procedimento di negoziazione assistita per ogni “domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro”. Pena la dichiarazione di improcedibilità del giudizio eventualmente instaurato.

Si avvia con l’invito a procedere tramite negoziazione assistita.

La mancata risposta entro 30 (trenta) giorni dal ricevimento o il rifiuto alla stipula della convenzione di negoziazione assistita potrà essere valutato dal Giudice ai fini della liquidazione delle spese di giudizio e di quanto previsto dagli artt. 96 (responsabilità aggravata per mala fede o colpa grave) e 642 primo comma (esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo) del Codice di Procedura Civile”.

Recupero crediti in Italia per via giudiziale

Prima di avviare un procedimento giudiziale nei confronti del debitore, è opportuno verificare lo stato di solvibilità dello stesso, cioè verificare se egli sia in grado di far fronte alle obbligazioni dal punto di vista economico.

Svolgeremo, innanzitutto, delle ricerche sulle capacità economiche, finanziarie e patrimoniali del debitore: se è proprietario di beni immobili o beni mobili registrati (autoveicoli, motocicli, imbarcazioni etc), se è titolare di uno stipendio o se ha un conto in banca.

Questo passaggio è fondamentale al fine di avviare un’azione giudiziaria, al fine di assicurarsi che vi siano ragionevoli probabilità di successo del procedimento.

Quali tipi di azione giudiziale si possono intraprendere?

Questo dipende dal titolo sul quale si fonda il credito.

In caso di titoli di credito (assegni o cambiali), questo diventa esigibile alla sua scadenza.

In caso di mancato pagamento, si potrà immediatamente azionare il credito con un atto di precetto e, se necessario, con una procedura esecutiva (pignoramento), che porta alla vendita forzata dei beni del debitore.

In caso di crediti che non sono incorporati nei titoli, ma comunque supportati da documentazione (ad esempio fatture, contratti …), è possibile richiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo.

Il decreto ingiuntivo è un ordine emesso dal giudice inaudita altera parte sulla base della documentazione presentata dal creditore, se ritenuta sufficiente, ed in tempi abbastanza brevi.

Una volta emesso il decreto ingiuntivo da parte del Tribunale, e in presenza dei requisiti di legge, il creditore lo deve notificare al debitore.

Questi avrà quaranta giorni di tempo per:

  • pagare;
  • opporsi. In questo caso, si apre un procedimento ordinario, che si concluderà con una sentenza di conferma o revoca del decreto.

Se il debitore non si oppone e/o non paga nel termine stabilito, il creditore potrà avviare la procedura esecutiva: precetto, pignoramento, vendita forzata dei beni, in forza del decreto ingiuntivo.

In alcuni casi stabiliti dalla legge, il giudice dispone che il decreto sia immediatamente e provvisoriamente esecutivo.
In questi casi il creditore può procedere immediatamente, senza dovere attendere i quaranta giorni, a notificare il precetto ed, eventualmente, avviare la procedura esecutiva.

Il debitore avrà comunque quaranta giorni per proporre opposizione. L’esecuzione eventualmente intrapresa ha carattere provvisorio.

Procedura esecutiva per il recupero del credito

Attraverso questo procedimento il debitore viene privato forzosamente di parte dei suoi beni al fine di soddisfare la pretesa creditoria.

Propedeutico al pignoramento è l’atto di precetto. Questo è un atto formale con il quale il creditore ingiunge, tramite un Ufficiale Giudiziario, il pagamento delle somme dovute.

Il primo atto, dunque è il precetto, seguito dal pignoramento, che si fa attraverso l’Ufficiale Giudiziario.

Il debitore ha 10 giorni di tempo dalla notifica del precetto per pagare quanto in esso indicato. In mancanza, decorsi 10 giorni, il creditore potrà attivare l’esecuzione forzata attraverso il pignoramento.

Esistono diversi tipi di esecuzione forzata:

  • Esecuzione immobiliare: ha ad oggetto i beni immobili del debitore. Questi vengono pignorati e sottoposti a vendita forzata o assegnati al creditore.
  • Esecuzione mobiliare: ha ad oggetto i beni mobili del debitore, anche questi pignorati e venduti forzosamente o assegnati al creditore.
  • Pignoramento dei beni mobili registrati: ha ad oggetto quei beni soggetti a registrazione quali autovetture, motocicli, imbarcazioni etc.
  • Pignoramento presso terzi, con il quale vengono pignorate quelle somme che un terzo debba a qualsiasi titolo al debitore (stipendio, rendita, crediti diversi). In questo caso la procedura esecutiva coinvolge anche il terzo, a sua volta debitore del debitore.

In materia di recupero crediti, è anche molto importante fare attenzione alla prescrizione del diritto.

Se trascorre troppo tempo da quando il diritto di credito è diventato esigibile a quando il creditore si attiva per recuperarlo (con una lettera di sollecito o con una diffida appositamente redatta), si rischia che i crediti più datati non possano essere più riscossi perché prescritti.

Il termine di prescrizione del credito varia a seconda del tipo di credito e del titolo sul quale esso si fonda.

Il recupero crediti aziendali

In Italia sono molto diffuse le PMI, piccole e medie imprese, un mondo in cui recuperare crediti può costituire motivo di sopravvivenza.

Inutile dire quanto siano frequenti ritardi o complete omissioni sui pagamenti.

Le fatture, seppure non saldate, generano tasse, IVA e altre spese, che non tengono conto del mancato pagamento.

Proprio per la frequenza con cui le aziende si ritrovano ad affrontare il recupero crediti, potrebbero preferirsi soluzioni più pratiche e veloci, a partire dal ricorso all’arbitrato, le cui caratteristiche di riservatezza ne fanno lo strumento di risoluzione ideale per le esigenze delle imprese, locali e internazionali.

Parlando di recupero credito in Italia, occorre prendere in considerazione anche quei casi in cui una delle parti in causa risulti residente all’estero, circostanza questa che comporterebbe ulteriori procedure per il recupero crediti internazionale.

Gli avvocati del Dipartimento di Contenzioso dello Studio legale internazionale Boccadutri vantano competenze professionali ed esperienza nel recupero crediti in Italia e all’estero, non esitate a contattarci per una prima consulenza.

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Calogero Boccadutri

Calogero Boccadutri is the Managing Partner of Boccadutri International Law Firm. He has trial experience in Forex, Personal Injury and Administrative litigation.



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