Ultimo aggiornamento 15 Apr 2026
Cittadinanza italiana iure sanguinis 2026: nuove regole e come fare domanda
- Cos’è cambiato: fine dell’automatismo e limite di due generazioni
- Chi può richiedere la cittadinanza italiana iure sanguinis nel 2026
- Quando la cittadinanza può ancora trasmettersi automaticamente
- Quando la riforma 2025 non si applica
- Minori e figli di cittadini italiani: nuove regole, scadenze e gratuità
- Tabella – Cittadinanza figli minori nati all’estero (beneficio di legge)
- Come richiedere la cittadinanza: via amministrativa o giudiziale
- Richiesta cittadinanza se non rientri più nello iure sanguinis
- Riacquisto della cittadinanza (finestra 2025–2027)
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FAQ – Domande frequenti sulla cittadinanza italiana iure sanguinis 2026
- La cittadinanza italiana iure sanguinis è stata abolita?
- È ancora possibile ottenere la cittadinanza iure sanguinis nel 2026?
- Cosa ha deciso la Corte Costituzionale nel 2026 sulla riforma della cittadinanza?
- Sono nato all’estero con doppia cittadinanza: ho ancora diritto alla cittadinanza italiana per sangue?
- Cosa succede alle domande presentate prima del 27 marzo 2025?
- I figli minori di cittadini riconosciuti iure sanguinis diventano italiani automaticamente?
- Cosa si intende per “beneficio di legge” per la cittadinanza dei minori?
- Quando conviene ricorrere al Tribunale per la cittadinanza?
- Esistono alternative se non rientro più nello iure sanguinis?
- Il riacquisto della cittadinanza riapre automaticamente la linea per i figli?
- Perché è utile rivolgersi a uno studio legale specializzato?
Scopri chi può ancora ottenere la cittadinanza italiana iure sanguinis nel 2026, cosa cambia dopo la riforma 2025 e quali regole valgono per i figli minori.
La cittadinanza italiana iure sanguinis non è stata abolita, ma è stata profondamente riformata dalla Legge 74/2025 (conversione del Decreto Cittadinanza 36/2025) e dal 2025 è diventata molto più selettiva.
- Prima: diritto automatico per discendenti di qualsiasi generazione.
- Oggi: il riconoscimento non opera più, in molti casi, in modo automatico ma con azione attiva del richiedente.
Il Decreto-Legge 36/2025, convertito nella Legge 74/2025, ha limitato la trasmissione per discendenza, introdotto il concetto di legame effettivo con l’Italia e imposto limiti sostanziali alle generazioni, soprattutto per chi è nato all’estero con un’altra cittadinanza.
Lo scopo della nuova legislazione, in materia di cittadinanza, è stato quello di rafforzare il legame effettivo con l’Italia e porre un limite al riconoscimento della cittadinanza di persone il cui unico legame con l’Italia era un lontanissimo avo.
Nel marzo del 2026 la Corte Costituzionale ha confermato la legittimità di queste restrizioni, respingendo le principali censure di incostituzionalità e lasciando pienamente in vigore il nuovo sistema.
In questo scenario, capire se hai ancora diritto alla cittadinanza italiana e quale procedura seguire richiede un’analisi attenta del tuo caso e delle nuove scadenze, in particolare per i figli minori.
Cos’è cambiato: fine dell’automatismo e limite di due generazioni
Prima della riforma, bastava dimostrare una linea genealogica continua da un avo italiano, anche remoto (bisnonno, trisavolo, …), perché la cittadinanza si trasmettesse automaticamente iure sanguinis, senza limiti di generazioni.
Oggi, per chi è nato all’estero e possiede un’altra cittadinanza, l’automatismo è stato eliminato e molte persone sono considerate giuridicamente come “non aver mai acquisito la cittadinanza italiana”.
Le eccezioni sono oggi più limitate.
La nuova disciplina introduce un limite sostanziale a genitori e nonni (ascendenti di primo o secondo grado), oltre al requisito di un legame effettivo con l’Italia, dimostrabile ad esempio con la residenza del genitore in Italia per almeno due anni prima della nascita del figlio.
In sintesi: cosa cambia nel 2026
- limite sostanziale a genitori e nonni
- stop all’automatismo per molti nati all’estero
- nuove regole per i figli minori
- dichiarazione gratuita per i minori
- conferma della riforma da parte della Corte costituzionale
Tabella – Prima e dopo la riforma 2025
| Scenario | Regole prima del 28 marzo 2025 | Regole dopo Legge 74/2025 |
| Limite di generazioni | Nessun limite espresso (avo anche remoto) | Limite sostanziale a genitori o nonni italiani |
| Nato all’estero con altra cittadinanza | Acquisto praticamente automatico | Considerato “non aver mai acquisito”, salvo eccezioni |
| Ascendente con doppia cittadinanza | Ammessa | Dipende dalla fattispecie normativa e dal modo in cui si applicano le eccezioni previste dal nuovo impianto. |
| Domanda presentata entro 27 marzo 2025 | Vecchie regole (generazioni illimitate) | Ancora valutata con vecchie regole |
Chi può richiedere la cittadinanza italiana iure sanguinis nel 2026
Il principio di base resta: è cittadino italiano chi nasce da genitore italiano.
Ma attenzione: per chi è nato all’estero e possiede un’altra cittadinanza, l’automatismo è stato eliminato (art. 3-bis L. 91/1992).
Prima del Decreto Legge 36/2025, la cittadinanza italiana iure sanguinis veniva ritenuta come un diritto acquisito dalla nascita.
Il concetto è profondamente cambiato.
Per le domande presentate dopo il 27 marzo 2025 (ore 23:59), la legge considera, in determinati casi, il soggetto come non avente acquistato la cittadinanza italiana fin dalla nascita, salvo che ricorra almeno una delle condizioni specifiche previste dal nuovo art. 3‑bis L. 91/1992.
Limite sostanziale: stop alle catene genealogiche lunghe (bisnonni, trisavoli, …), la trasmissione è limitata sostanzialmente a 2 generazioni.
Importante: chi ha presentato domanda, fissato appuntamento consolare o avviato ricorso entro le 23:59 del 27 marzo 2025 (ora di Roma) sarà giudicato con le vecchie regole (generazioni illimitate).
Quando la cittadinanza può ancora trasmettersi automaticamente
Per poter acquisire in modo automatico la cittadinanza italiana, se nati all’estero, si devono verificare queste due circostanze:
- uno dei genitori o dei nonni (ascendente di 1° o 2° grado) possedeva esclusivamente la cittadinanza italiana al momento della nascita del nipote (o alla sua morte).
- si può dimostrare che uno dei genitori italiani ha risieduto legalmente e continuativamente in Italia per almeno 2 anni dopo l’acquisizione della cittadinanza italiana e prima della nascita o dell’adozione del figlio;
Quando la riforma 2025 non si applica
Non sono interessati dalle nuove limitazioni:
- coloro che sono già stati riconosciuti cittadini italiani iure sanguinis, in via amministrativa o giudiziale;
- coloro che hanno presentato domanda, fissato appuntamento consolare o avviato giudizio entro il 27 marzo 2025, e la cui pratica resta regolata dal precedente sistema.
Minori e figli di cittadini italiani: nuove regole, scadenze e gratuità
Uno degli interventi più delicati riguarda i figli minori nati all’estero e i figli di cittadini riconosciuti iure sanguinis, per i quali la riforma ha eliminato l’acquisto automatico alla nascita, sostituendolo con un acquisto per beneficio di legge, soggetto a dichiarazioni e termini precisi.
Minori nati all’estero da genitore italiano
I minori nati all’estero con un’altra cittadinanza non diventano più automaticamente italiani.
La cittadinanza si acquisisce:
- tramite dichiarazione di volontà dei genitori o del tutore, da presentare presso il Consolato competente (o il Comune, se la famiglia risiede in Italia);
- nel rispetto di termini perentori, differenziati in base alla data di nascita:
- se antecedente all’entrata in vigore della legge la dichiarazione va fatta entro il 31 maggio 2029
- se successiva all’entrata in vigore della legge la dichiarazione va fatta entro tre anni dalla nascita.
Tabella – Cittadinanza figli minori nati all’estero (beneficio di legge)
| Situazione | Termine per la dichiarazione | Costo | Dove |
| Figli nati prima del 25 maggio 2025 | Fino al 31 maggio 2029 | Gratuita | Dichiarazione presso Consolato o Comune |
| Figli nati dopo il 25 maggio 2025 | Entro 3 anni dalla nascita | Gratuita | Dichiarazione presso Consolato o Comune |
Dal 1° gennaio 2026 il contributo amministrativo di 250 euro per queste dichiarazioni è stato eliminato: la procedura è quindi gratuita per i figli minori.
Figli minori di cittadini riconosciuti o che riacquistano la cittadinanza
I figli minori di cittadini che acquisiscono oche riacquistano la cittadinanza italiana non seguono più automaticamente il genitore.
In sintesi:
- il minore può diventare italiano se vive in Italia, convive con il genitore e ha residenza legale da almeno 2 anni, ai sensi dell’art. 14 L. 91/1992 come modificato;
- per i minori nati all’estero con altra cittadinanza, si applica un doppio filtro: regole su beneficio di legge + condizioni di legame previste dall’art. 3‑bis.
Un errore sui termini o sulle modalità della dichiarazione può far perdere definitivamente il diritto: è quindi essenziale analizzare ogni caso singolarmente.
Come richiedere la cittadinanza: via amministrativa o giudiziale
Il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis può avvenire per via amministrativa (Consolato o Comune italiano) oppure per via giudiziale(Tribunale civile).
La scelta tra via amministrativa e via giudiziale dipende dal caso concreto, perché non tutte le situazioni possono essere affrontate indifferentemente con entrambe le procedure.
Procedura amministrativa (Consolato / Comune)
- All’estero: si presenta istanza al Consolato italiano competente per residenza, previa prenotazione online, allegando tutta la documentazione genealogica tradotta e legalizzata.
- In Italia: si stabilisce la residenza anagrafica in un Comune e si presenta domanda allo Stato Civile; molte amministrazioni richiedono un contributo aggiuntivo per la gestione delle pratiche complesse.
Per i maggiorenni che presentano domanda presso i Consolati, la Legge di bilancio 2025 ha aumentato il contributo consolare da 300 a 600 euro a partire dal 1° gennaio 2025.
A questo si aggiungono i costi per documenti, traduzioni, apostille ed eventuali contributi comunali.
I documenti da presentare (aggiornati 2026)
I documenti genealogici da presentare restano gli stessi, anche se soprattutto i Consolati potrebbero prevedere documenti più particolari (certificato storico di residenza o magari atto di nascita conforme all’originale, …):
- Estratto atto di nascita dell’ascendente italiano (Comune di nascita).
- Atti di nascita, matrimonio e morte di tutta la linea retta.
- Certificato di non rinuncia alla cittadinanza dell’ascendente.
- Atto di nascita e documenti del richiedente.
Procedura giudiziale (Tribunale competente)
La via giudiziale è indicata quando:
- la domanda amministrativa è stata respinta per motivi che si ritengono illegittimi o il Comune/Consolato non risponde per lungo tempo;
- si tratta di linee materne “ante 1948”, che richiedono come unica possibile via un ricorso al Tribunale;
La competenza territoriale per presentare il ricorso è quella del Tribunale del distretto in cui è nato l’avo italiano, salvo rare eccezioni, ed è obbligatoria l’assistenza di un avvocato iscritto all’albo italiano.
I tempi medi vanno indicativamente dai 12 ai 24 mesi, a seconda del carico del Tribunale.
Tabella – Via Amministrativa vs Giudiziale
| Caratteristica | Procedura amministrativa | Procedura giudiziale |
| Autorità competente | Consolato / Comune | Tribunale civile (distretto di nascita dell’avo) |
| Requisito chiave | Residenza nella circoscrizione o nel Comune | Inerzia/diniego, via materna, casi complessi |
| Costi fissi | 600 € (maggiorenni nei Consolati) + oneri vari | Contributo unificato, bolli, onorari legali |
| Tempi indicativi | Molto variabili, spesso lunghi | Circa 12–24 mesi in media |
Richiesta cittadinanza se non rientri più nello iure sanguinis
Se la nuova legge ha considerato interrotta la tua linea di sangue (ad esempio perché discendi da un avo lontano, o perché manca il legame effettivo), esistono percorsi alternativi per arrivare ad ottenere la cittadinanza italiana.
Cittadinanza per matrimonio o residenza
- Cittadinanza per matrimonio/cittadinanza per unione civile: se il partner è cittadino italiano, la cittadinanza può essere concessa dopo 2 anni di residenza in Italia o 3 anni se residenti all’estero (termini dimezzati in presenza di figli).
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Cittadinanza per residenza: 4 anni per cittadini UE, 10 anni per cittadini extra-UE, con requisito di reddito minimo e buona integrazione.
- Per i discendenti entro il secondo grado di cittadino italiano per nascita, la durata della residenza richiesta può risultare ridotta.
La Legge 74/2025 ha previsto una residenza agevolata (2 anni) per chi ha genitore o nonno cittadino italiano per nascita, e agevolazioni per stranieri maggiorenni nati in Italia con almeno 3 anni di residenza legale.
Agevolazioni per oriundi: lavoro subordinato e ritorno in Italia
Per favorire il rientro degli italo-discendenti, e per far riallacciare un rapporto con l’Italia, la riforma ha introdotto:
- ingresso per lavoro subordinato fuori dalle quote del “decreto flussi” per i discendenti diretti di italiani (oriundi) residenti in Stati di storica emigrazione;
- percorsi di cittadinanza per residenza agevolata per chi decide di vivere stabilmente in Italia.
Un esempio pratico: un nipote di italiani residente in un Paese di storica emigrazione può ottenere un visto di lavoro in Italia senza attendere le quote annuali, stabilirsi in Italia e poi richiedere la cittadinanza per residenza con tempi ridotti.
Riacquisto della cittadinanza (finestra 2025–2027)
La Legge 74/2025 ha aperto una finestra speciale di riacquisto della cittadinanzaper chi l’ha persa ai sensi della vecchia Legge 555/1912.
- Destinatari: nati in Italia o residenti in Italia per almeno 2 anni continuativi che abbiano perso la cittadinanza per naturalizzazione o altre cause previste dalla legge del 1912.
- Periodo: dichiarazione formale di riacquisto dal 1° luglio 2025 al 31 dicembre 2027.
- Effetti: il riacquisto è volontario, non retroattivo e non si estende automaticamente ai figli residenti all’estero (per i minori valgono le regole su residenza e convivenza in Italia).
Quando serve un avvocato per la cittadinanza italiana
nuove regole hanno creato una situazione altamente complessa, con interpretazioni non sempre uniformi tra Consolati, Comuni e uffici ministeriali. La stessa norma sul limite di generazioni, sull’“esclusività” della cittadinanza dell’ascendente e sulla residenza biennale del genitore viene applicata con sfumature diverse a seconda della sede.
Gli avvocati del Dipartimento Immigrazione dello Studio Legale Internazionale Boccadutri analizzano ogni anno centinaia di pratiche di cittadinanza per discendenza, minori e riacquisto, sulla base della normativa aggiornata, delle circolari ministeriali e delle più recenti decisioni della Corte Costituzionale e dei Tribunali.
Possiamo:
- verificare se rientri ancora nello iure sanguinis dopo la riforma;
- controllare se la tua domanda può beneficiare del regime pre‑27 marzo 2025;
- assisterti nella scelta tra procedura consolare, comunale o ricorso giudiziale;
- tutelare i diritti dei tuoi figli minori e valutare eventuali percorsi alternativi (residenza, lavoro, matrimonio, riacquisto).
Hai dubbi sul tuo caso familiare?
Una verifica preliminare può evitare errori che compromettano la domanda.
Contattaci per una prima valutazione: in un contesto in cui termini e scadenze (soprattutto per i minori) sono decisivi, agire con tempestività e con una strategia chiara può fare la differenza tra ottenere o perdere definitivamente la cittadinanza italiana.
Tabella operativa aggiornata – casi tipici cittadinanza iure sanguinis (2026)
| Caso tipico | Situazione giuridica oggi | Rischio principale |
| Domanda giudiziale già depositata prima del 28 marzo 2025 | Protetta dal regime precedente (generazioni illimitate) | Mancata dimostrazione documentale della linea di sangue |
| Domanda amministrativa/consolare presentata prima del 28 marzo 2025 ma non definita | Area grigia: possibile applicazione restrittiva ma difendibile in giudizio | Rigetto o sospensione con applicazione L. 74/2025 |
| Nessuna domanda, discendente entro 2 generazioni (genitore/nonno) | Ancora potenzialmente idoneo | Richieste probatorie più rigide e lentezza delle procedure |
| Nessuna domanda, discendente oltre 2 generazioni (bisnonno/trisavolo) | In linea generale non più idoneo dopo la riforma | Rigetto automatico |
| Procedimento giudiziale da avviare ora oltre 2 generazioni | Ammissibile solo in casi particolari (es. impossibilità di accesso amministrativo) | Elevata incertezza sull’esito |
| Cittadinanza già riconosciuta (amministrativa o giudiziale) | Status consolidato, non toccato dalla riforma | Solo casi eccezionali (frode/errore grave) |
| Caso con errori documentali (nomi, date, linee femminili) | Attualmente oggetto di valutazione giurisprudenziale | Possibile rigetto per incoerenze documentali |
| Nato all’estero con doppia cittadinanza (domanda dopo 27 marzo 2025) | Considerato in molti casi come “non aver mai acquisito” la cittadinanza | Esclusione automatica salvo eccezioni |
| Presenza di ascendente italiano entro 2° grado con sola cittadinanza italiana | Possibile accesso alla cittadinanza automatica | Necessità di prova rigorosa |
| Genitore italiano con residenza in Italia ≥ 2 anni prima della nascita | Può soddisfare il requisito del “legame effettivo” | Difficoltà nel dimostrare la residenza continuativa |
| Mancanza di “legame effettivo” con l’Italia | Esclusione dal nuovo sistema | Rigetto della domanda |
| Figlio minore nato all’estero prima del 25 maggio 2025 | Può ottenere la cittadinanza tramite dichiarazione entro 31 maggio 2029 | Decadenza per mancato rispetto del termine |
| Figlio minore nato all’estero dopo il 25 maggio 2025 | Deve presentare dichiarazione entro 3 anni dalla nascita | Perdita definitiva del diritto se domanda in ritardo |
| Figlio minore di cittadino riconosciuto iure sanguinis | Non acquisisce automaticamente la cittadinanza | Necessità di dichiarazione + requisiti |
| Minore convivente in Italia con genitore cittadino | Può acquisire cittadinanza ex art. 14 L. 91/1992 (modificato) | Mancanza di residenza o convivenza |
| Figlio nato all’estero da genitore già cittadino italiano al momento della sua nascita | Cittadinanza possibile ma non sempre automatica dopo riforma | Mancata trascrizione o requisiti non soddisfatti |
| Linea interrotta per naturalizzazione dell’avo prima della nascita del discendente | Esclusione dal diritto iure sanguinis | Impossibilità di ricostruire la linea |
| Richiedente non più idoneo allo iure sanguinis | Possibilità di percorsi alternativi | Tempi più lunghi |
| Accesso alla cittadinanza per residenza (oriundi) | Possibile con requisiti ridotti (anche 2 anni) | Necessità di trasferimento e integrazione |
| Cittadinanza per matrimonio con cittadino italiano | Alternativa percorribile | Tempi e requisiti formali |
| Riacquisto cittadinanza (finestra 2025–2027) | Possibile per ex cittadini italiani | Non automatico per i figli |
| Discendente con accesso a visto lavoro agevolato (oriundi) | Possibilità di ingresso in Italia e successiva cittadinanza | Percorso più lungo ma strutturato |
FAQ – Domande frequenti sulla cittadinanza italiana iure sanguinis 2026
La cittadinanza italiana iure sanguinis è stata abolita?
No. La cittadinanza per discendenza esiste ancora, ma dal 2025 è sottoposta a limiti più rigidi e richiede un legame effettivo con l’Italia, soprattutto per i nati all’estero con un’altra cittadinanza.
È ancora possibile ottenere la cittadinanza iure sanguinis nel 2026?
Sì, ma non più in modo automatico per tutte le generazioni: in linea generale è necessario rientrare nel limite di genitori o nonni italiani per nascita e rispettare le condizioni di legame effettivo previste dall’art. 3‑bis L. 91/1992.
Cosa ha deciso la Corte Costituzionale nel 2026 sulla riforma della cittadinanza?
Nel marzo 2026 la Corte Costituzionale ha dichiarato infondate o inammissibili le principali censure contro il Decreto Cittadinanza e la Legge 74/2025, confermando la legittimità dei limiti allo ius sanguinis e del nuovo art. 3‑bis.
Sono nato all’estero con doppia cittadinanza: ho ancora diritto alla cittadinanza italiana per sangue?
Dopo la riforma non esiste più un automatismo: se sei nato all’estero e possiedi un’altra cittadinanza, la legge ti considera in molti casi come non aver mai acquisito la cittadinanza italiana, salvo che tu rientri nelle eccezioni (ascendente italiano “entro i nonni” con sola cittadinanza italiana, residenza biennale del genitore in Italia, domanda presentata entro il 27 marzo 2025).
Cosa succede alle domande presentate prima del 27 marzo 2025?
Le pratiche (amministrative o giudiziali) avviate entro le 23:59 del 27 marzo 2025 continuano a essere valutate secondo le vecchie regole, che non prevedevano il limite di due generazioni e riconoscevano la trasmissione illimitata nel tempo.
I figli minori di cittadini riconosciuti iure sanguinis diventano italiani automaticamente?
No. Il figlio minore di un cittadino riconosciuto iure sanguinis non acquisisce più automaticamente la cittadinanza: occorre verificare se il minore risiede e convive in Italia con il genitore per almeno due anni, o se può beneficiare delle nuove regole sul beneficio di legge.
Cosa si intende per “beneficio di legge” per la cittadinanza dei minori?
È un meccanismo per cui il minore acquista la cittadinanza a seguito di una dichiarazione di volontà dei genitori o del tutore, purché siano rispettati requisiti di residenza e i termini fissati dalla legge, invece di un automatismo legato solo al sangue.
Quando conviene ricorrere al Tribunale per la cittadinanza?
La via giudiziale è indicata in caso di diniego o inerzia della pubblica amministrazione, per linee materne “ante 1948” e nei casi in cui l’interpretazione delle nuove regole (limite di generazioni, doppia cittadinanza, residenza biennale) sia particolarmente restrittiva.
Esistono alternative se non rientro più nello iure sanguinis?
Sì: puoi valutare la cittadinanza per residenza (con requisiti di durata e reddito), per matrimonio con cittadino italiano o percorsi agevolati per oriundi che scelgono di lavorare o vivere stabilmente in Italia, oltre ai nuovi casi di riacquisto per ex cittadini.
Il riacquisto della cittadinanza riapre automaticamente la linea per i figli?
No. Il riacquisto non produce automaticamente effetti sui figli residenti all’estero: per i minori valgono le regole su residenza in Italia, convivenza e beneficio di legge, e occorre verificare caso per caso se esistono i presupposti per una loro futura domanda.
Perché è utile rivolgersi a uno studio legale specializzato?
Perché la stessa norma viene applicata in modo diverso da Consolati, Comuni e Prefetture, e un errore sui requisiti o sui termini (soprattutto per i minori) può comportare la perdita definitiva del diritto alla cittadinanza, rendendo opportuno un inquadramento professionale del caso.
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