Cittadinanza italiana per discendenza dai nonni: requisiti dopo la riforma 2025
- Cosa è cambiato con il DL 36/2025 e la Legge 74/2025
- Quando il nonno o la nonna permettono ancora il riconoscimento della cittadinanza
- Cittadinanza italiana dai nonni: cosa significa dopo la riforma 2025
- Chi può ottenere la cittadinanza italiana per discendenza dai nonni
- Cittadinanza per i minori discendenti da nonni italiani
- Riacquisto della cittadinanza e alternative per oriundi nei casi “per nonni”
- Corte Costituzionale e discendenza dai nonni
- Minor issue e Corte di Cassazione
- Guida rapida alla cittadinanza iure sanguinis
- Come può intervenire lo studio Boccadutri sui casi “nonno‑nipote”
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FAQ
- Chi ha diritto alla cittadinanza italiana se discende da nonni italiani?
- Posso ottenere cittadinanza iure sanguinis solo con un nonno italiano?
- Cosa succede se il mio genitore ha perso la cittadinanza prima della mia nascita?
- I minori nati all’estero da nonni italiani hanno diritto automatico?
- La Corte Costituzionale ha confermato il limite ai nonni?
- Posso riacquistare la cittadinanza discendendo da nonni italiani?
- DL 36/2025 si applica retroattivamente ai casi di nonni?
- Differenza tra acquisto e riacquisto per discendenza da nonni?
- Se ho un bisnonno italiano, i nonni contano ancora?
- Come verificare la discendenza da nonni per cittadinanza italiana?
Si può ancora ottenere la cittadinanza italiana tramite i nonni?
Risposta breve: sì, ottenere la cittadinanza italiana tramite un nonno o una nonna può essere ancora possibile, ma solo se ricorrono requisiti specifici. Occorre verificare il grado di parentela, l’eventuale cittadinanza esclusivamente italiana dell’ascendente, le naturalizzazioni nella linea familiare e le eventuali eccezioni previste per le domande già presentate.
La risposta dipende dalla storia familiare e dalla data in cui è stata avviata la domanda.
Dopo la riforma del 2025, il semplice fatto di avere un nonno nato in Italia non sempre basta per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana.
La normativa richiede di verificare, tra gli altri aspetti, se l’ascendente di primo o secondo grado sia cittadino italiano in via esclusiva oppure, se deceduto, lo fosse al momento della morte.
Il nonno o la nonna possono ancora essere rilevanti, ma non in modo automatico.
La linea genealogica deve essere ricostruita con precisione, verificando eventuali interruzioni dovute a naturalizzazioni, perdita della cittadinanza o mancanza dei requisiti introdotti dalla nuova disciplina.
Cosa è cambiato con il DL 36/2025 e la Legge 74/2025
Il DL 36/2025, convertito nella Legge 74/2025, ha modificato in modo significativo il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza.
La nuova disciplina prevede che chi è nato all’estero ed è in possesso di un’altra cittadinanza sia considerato, in linea generale, come non avente mai acquistato la cittadinanza italiana, salvo che ricorra una delle condizioni previste dalla legge.
Il nonno rappresenta il limite massimo della linea di discendenza utile per il riconoscimento iure sanguinis salvo specifiche eccezioni previste dalla legge.
Tra queste rientrano, ad esempio, le domande presentate entro il 27 marzo 2025, gli appuntamenti comunicati entro quella data, l’accertamento giudiziale già avviato nei termini, la presenza di un genitore o nonno esclusivamente cittadino italiano, o la residenza qualificata in Italia di un genitore prima della nascita o adozione del figlio.
La riforma non elimina del tutto lo iure sanguinis, ma ne limita l’applicazione automatica per molti discendenti nati all’estero.
Quando il nonno o la nonna permettono ancora il riconoscimento della cittadinanza
Per ricostruire la linea di discendenza non si può più andare indietro nel tempo a prima dei nonni, che rappresentano il principio della linea di sangue: se non hanno perso la loro cittadinanza possono averla trasmessa a figli e nipoti.
Il nonno e la nonna sono ascendenti in linea retta di secondo grado.
Per questo motivo restano centrali nei casi di cittadinanza italiana per discendenza dai nonni.
Chi ha origini italiane tramite la discendenza da un antenato italiano più lontano, a partire dal bisnonno, non può più vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana iure sanguinis, a meno che non abbia presentato domanda prima del 27 marzo 2025 o fatto richiesta in un Tribunale italiano (prima del 27 marzo 2025) o ancora, a meno che non abbia elementi per appellarsi in Tribunale contro una decisione, avversa al riconoscimento, opinabile.
La riforma, confermata dalla Corte Costituzionale, ha introdotto il limite di due generazioni e ha ridefinito sia l’acquisto per discendenza che il riacquisto della cittadinanza, con ricadute anche sui minori nati all’estero e sui figli di neocittadini italiani.
Cittadinanza italiana dai nonni: cosa significa dopo la riforma 2025
In base alle norme aggiornate al 2025/2026, ha diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis), chi ha almeno un nonno italiano nato in Italia e dimostra che tale ascendente possedeva esclusivamente la cittadinanza italiana al momento della nascita del figlio (o al momento della sua morte).
La riforma del 2025 ha trasformato il ruolo dei nonni da “ramo utile” a confine generazionale.
In sintesi:
- la cittadinanza italiana si trasmette da genitore in figlio per un massimo di due generazioni:
- 1ª generazione: figlio di un cittadino italiano (genitore),
oppure
- 2ª generazione: nipote di un nonno italiano (se il genitore è nato a sua volta da un genitore esclusivamente italiano).
La catena di trasmissione della cittadinanza non deve essersi interrotta prima della trasmissione alla generazione successiva.
Requisiti di eleggibilità per cittadinanza iure sanguinis da nonni nati in Italia
Per procedere con la richiesta di cittadinanza iure sanguinis tramite il nonno, verifica se soddisfi questi requisiti fondamentali:
- Discendenza diretta: sei figlio/a o nipote di un cittadino italiano.
- Limiti generazionali: il tuo ascendente di riferimento è il genitore o il nonno nato in Italia.
- Cittadinanza dell’avo: il nonno non deve essersi naturalizzato straniero prima della nascita del genitore.
- Possesso esclusivo: l’ascendente deve aver mantenuto la cittadinanza italiana al momento della nascita del discendente o al momento del proprio decesso.”
Criticità:
- Se l’antenato si è naturalizzato straniero prima della nascita del figlio, la cittadinanza potrebbe essersi interrotta.
- Prima del 1948, le donne italiane non trasmettevano la cittadinanza. Per i casi antecedenti al 1948, il riconoscimento deve avvenire per via giudiziaria.
Per procedere, è necessario raccogliere la documentazione completa e, a seconda del luogo di residenza, presentare istanza al Consolato italiano competente o in Italia.
Chi può ottenere la cittadinanza italiana per discendenza dai nonni
Secondo le norme attuali, può ottenere la cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis) chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia che possedeva la cittadinanza italiana al momento della nascita del discendente.
Il requisito del possesso esclusivo della cittadinanza italiana è una delle novità più stringenti introdotte dalla riforma del 2025 per limitare la trasmissione automatica dello iure sanguinis.
In sostanza, questo requisito stabilisce che per trasmettere il diritto alla cittadinanza, l’ascendente (genitore o nonno) non deve aver posseduto altre cittadinanze oltre a quella italiana durante determinati periodi chiave.
Secondo le nuove disposizioni consultabili presso i Consolati (ad esempio Consolato di Brisbane e Consolato di New York):
- Esclusività dell’avo: l’ascendente italiano (genitore o nonno) deve aver posseduto esclusivamente la cittadinanza italiana al momento della nascita del richiedente o al momento del proprio decesso.
- Finalità della norma: questa regola serve a dimostrare un “legame effettivo” (genuine link) con l’Italia, privilegiando chi discende da famiglie che hanno mantenuto unicamente il vincolo giuridico con lo Stato italiano senza naturalizzarsi altrove.
Eccezioni e riconoscimento della cittadinanza
Se l’ascendente non possedeva la cittadinanza in via esclusiva, la cittadinanza può comunque essere riconosciuta se si verifica una delle seguenti condizioni alternative:
- Residenza del genitore: il genitore ha risieduto legalmente in Italia per almeno due anni consecutivi dopo aver acquistato la cittadinanza e prima della nascita del figlio.
- Pratiche pregresse: la domanda di riconoscimento è stata presentata regolarmente entro il 27 marzo 2025.
Documentazione richiesta
Per avviare la pratica di riconoscimento, assicurati di avere a disposizione o di poter reperire:
- Certificato di nascita del nonno (rilasciato dal Comune italiano di nascita).
- Certificati di nascita e matrimonio (in base a quelli che il Consolato di turno reputa necessari).
- Certificato di non naturalizzazione (o sentenza di naturalizzazione, se avvenuta) del nonno.
- Certificato di residenza o storico migratorio, se necessario per provare il legame continuativo.
- Documenti di identità (in base a quelli che il Consolato di turno reputa necessari).
I documenti specifici variano in base al Consolato di riferimento, prima di produrre documenti superflui, che potrebbero avere un costo, è bene valutare esattamente quali tra questi serviranno.
Cittadinanza per i minori discendenti da nonni italiani
La cittadinanza dei minori richiede particolare attenzione, perché dopo la riforma non è più corretto parlare di acquisto automatico.
La legge 74/2025 prevede che il minore straniero o apolide, figlio di padre o madre cittadini italiani per nascita, diventi cittadino se i genitori o il tutore dichiarano la volontà di acquisto della cittadinanza e se ricorre una delle condizioni previste:
- residenza legale continuativa in Italia per almeno due anni dopo la dichiarazione,
oppure
- dichiarazione presentata entro un anno dalla nascita o dalla data in cui è stabilita la filiazione, anche adottiva, da cittadino italiano.
Per i minorenni alla data di entrata in vigore della legge di conversione, figli di cittadini per nascita rientranti in specifiche ipotesi transitorie, la dichiarazione può essere presentata entro il 31 maggio 2026.
Per questo motivo, nei casi che coinvolgono figli minori è opportuno valutare con urgenza la situazione familiare, la data di nascita del minore, lo status del genitore italiano e il luogo di residenza.
Acquisto per beneficio di legge (minorenni)
Per i figli minorenni nati all’estero da genitori italiani, la cittadinanza non è più automatica.
La richiesta che va presentata, mediante “dichiarazione di volontà”, entro un anno dalla nascita, segna il passaggio da una cittadinanza iure sanguinis a una forma di beneficio di legge.
Riacquisto della cittadinanza e alternative per oriundi nei casi “per nonni”
Quando il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis tramite nonni non è percorribile, possono esistere alternative.
Una riguarda il riacquisto della cittadinanza da parte di ex cittadini italiani.
La riforma prevede una finestra temporale dal 1° luglio 2025 al 31 dicembre 2027 per chi è nato in Italia o vi ha risieduto per almeno due anni continuativi e ha perduto la cittadinanza in applicazione di specifiche disposizioni della Legge 555/1912.
Un’altra alternativa riguarda gli oriundi.
La Legge 74/2025 ha previsto misure per favorire il recupero delle radici italiane, tra cui l’ingresso e il soggiorno per lavoro subordinato, fuori dalle quote ordinarie, per lo straniero residente all’estero discendente di cittadino italiano e cittadino di uno Stato di destinazione di rilevanti flussi di emigrazione italiana, individuato con decreto ministeriale.
Inoltre, per alcuni discendenti da cittadini italiani, il periodo di residenza legale in Italia richiesto per la concessione della cittadinanza è stato ridotto da tre a due anni.
Cittadinanza attraverso la residenza per gli oriundi
I discendenti di cittadini italiani emigrati all’estero, pur avendo perso il diritto a richiedere la cittadinanza iure sanguinis, potrebbero comunque riuscire ad ottenere la cittadinanza italiana in altra forma e con diverse modalità.
Se sei un oriundo italiano, e non rientri più negli aventi diritto della cittadinanza iure sanguinis a causa dei nuovi limiti generazionali o temporali, esistono vie alternative basate sulla residenza in Italia:
- Ingresso per lavoro/radici: il nuovo “Articolo 1 bis” del decreto 36/2025 ha introdotto disposizioni per facilitare l’ingresso e il soggiorno per lavoro degli oriundi, permettendo loro di risiedere in Italia e, successivamente, ottenere la cittadinanza.
- Residenza come criterio: la legge sposta il focus dal mero legame di sangue (“iure sanguinis”) alla residenza effettiva in Italia.
- Riduzione del tempo di residenza (cittadinanza per residenza): con il decreto del maggio 2025, il periodo di residenza legale in Italia richiesto per la concessione della cittadinanza agli oriundi è stato ridotto a due anni (invece dei tre previsti in precedenza).
- Ingressi fuori quota per oriundi: il decreto ha introdotto ingressi facilitati (“fuori quota”) per discendenti di cittadini italiani provenienti da alcuni Paesi (identificati come “Stati di destinazione di rilevanti flussi di emigrazione italiana” → un decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale lunedì 24 novembre 2025, ha individuato esattamente tali
- Permesso di soggiorno per lavoro/residenza: gli oriundi possono entrare in Italia con permessi di soggiorno per lavoro e, dopo due anni di residenza legale e ininterrotta, possono fare richiesta per la cittadinanza.
Corte Costituzionale e discendenza dai nonni
La Corte Costituzionale con la sentenza n. 63/2026 ha confermato la legittimità dell’art. 3-bis della Legge 91/1992, introdotto dal DL 36/2025 e convertito nella Legge 74/2025.
La Corte ha ricostruito la nuova disciplina come una preclusione originaria all’acquisto della cittadinanza italiana per determinate categorie di nati all’estero, non come una revoca di uno status già ufficialmente acquisito.
Ha dichiarato alcune questioni inammissibili e altre non fondate, confermando quindi la tenuta di aspetti centrali della riforma.
Resta distinta la questione del “minor issue”, che riguarda gli effetti della naturalizzazione del genitore italiano sul figlio minorenne.
Questo tema può incidere in modo decisivo sulle pratiche basate sui nonni, perché una naturalizzazione avvenuta nella generazione precedente potrebbe avere interrotto la trasmissione della cittadinanza.
A giugno la Corte Costituzionale sarà comunque chiamata a valutare altre situazioni legate al ridimensionamento del diritto alla cittadinanza italiana per i discendenti di emigrati.
Minor issue e Corte di Cassazione
La discussione sugli effetti della naturalizzazione dei genitori, sul possesso della cittadinanza dei figli minorenni, è attualmente sotto analisi delle sezioni Unite della Corte di Cassazione, dopo l’udienza del 14 aprile 2026.
Si attende, entro giugno 2026, il pronunciamento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione per capire se sia stato legittimo negare il diritto di cittadinanza ai discendenti di coloro coinvolti nella cosiddetta “minor issue”.
Il “minor issue” è una controversia giuridica sulla cittadinanza italiana iure sanguinis che riguarda la perdita automatica della cittadinanza da parte dei figli minorenni (prima del 1992) quando il genitore italiano si naturalizzava straniero.
Si basa sull’interpretazione dell’art. 12 della Legge n. 555 del 1912, che prevedeva che, se il genitore perdeva la cittadinanza italiana, i figli minori conviventi la perdevano di conseguenza.
Il dubbio sulla sua corretta interpretazione nasce in seno alla stessa legge, visto che, in base all’art. 7, se il figlio era nato all’estero in un paese che applicava lo ius soli (come USA, Brasile o Argentina), possedeva già la cittadinanza straniera dalla nascita e quindi avrebbe dovuto conservare quella italiana nonostante la scelta del genitore.
Il nodo è se considerare persa la cittadinanza anche per i figli, minori e conviventi, già nati quando i genitori si sono naturalizzati cittadini di uno Stato straniero.
La Circolare n. 43347 del 3 ottobre 2024 del Ministero dell’Interno ha introdotto una stretta significativa sul Minor Issue, recependo l’orientamento restrittivo della Corte di Cassazione (sentenze n. 17161/2023 e n. 454/2024).
Proprio la Cassazione adesso è chiamata ad esprimersi a Sezioni Unite sul tema.
Il suo parere potrebbe mettere la parola fine a questioni rimaste aperte e favorire l’applicazione della nuova legge, oppure riaprire innumerevoli casi, e quindi accettare che anche discendenti di avi più lontani possano riappropriarsi di un diritto che non avrebbe dovuto essere negato.
Guida rapida alla cittadinanza iure sanguinis
| Situazione del discendente | Requisito fondamentale | Esito | Tipo di procedura |
| Nipote (linea del nonno) | Nonno non naturalizzato prima della nascita del genitore | Sì | Amministrativa (istanza obbligatoria) |
| Figlio di cittadino italiano | Genitore cittadino al momento della nascita | Sì | Amministrativa (istanza obbligatoria) |
| Minore figlio di neo-cittadino (residente in IT) | Genitore residente in IT per 2 anni prima della nascita | Sì | Automatica |
| Minore figlio di cittadino italiano (all’estero) | Genitore che deve formalizzare la trascrizione | Sì | Amministrativa (dichiarazione necessaria) |
| Antenato > Nonno | Nessuna pratica aperta al 27/03/2025 | No | N/A |
Nota: L’eccezione alla regola del nonno si applica se è stata presentata domanda entro il 27 marzo 2025, se si possiedono elementi per un ricorso giudiziario basato su decisioni opinabili, o se il genitore ha risieduto legalmente in Italia per almeno due anni consecutivi prima della nascita del figlio.
Come può intervenire lo studio Boccadutri sui casi “nonno‑nipote”
Se hai dubbi sulla storia migratoria dei tuoi genitori, il nostro team può analizzare la tua linea specifica e valutare quali diritti e quali possibilità hai in base alla tua situazione dinastica.
È bene sapere che, la natura “automatica” della cittadinanza per i figli nati in Italia o da genitori residenti è un privilegio normativo che non esime, tuttavia, dall’obbligo di curare la trascrizione dei relativi atti di stato civile presso i consolati.
Spesso, quello che viene percepito come “automatico” richiede comunque un’attività documentale per essere formalizzato e reso opponibile nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Per chi discende da nonni italiani e si trova in una situazione complessa (genitore naturalizzato, nascita fuori dall’Italia, domande bloccate), lo Studio Boccadutri svolge:
- tracciamento genealogico fino al nonno, con verifica puntuale di chi era cittadino italiano e quando;
- verifica di interruzioni della linea di sangue (naturalizzazioni, doppia cittadinanza, rinunce) e valutazione di percorso di riacquisto del genitore o del nonno;
- assistenza in domande e ricorsi per minori nati all’estero, quando il collegamento genitore‑nonno è ancora in piedi e rispetta il limite di due generazioni.
Per chi discende da un ascendente precedente ai nonni, il dubbio è che il diritto possa essere stato disatteso da interpretazioni non consone alla legge.
In tal caso lo Studio legale internazionale Boccadutri potrà assistervi in Tribunale per rivendicare la liceità delle vostre origini e un diritto acquisito prima dell’entrata in vigore delle restrizioni sulla cittadinanza iure sanguinis.
FAQ
Chi ha diritto alla cittadinanza italiana se discende da nonni italiani?
Sì, se il nonno era esclusivamente cittadino italiano alla nascita del genitore e il genitore mantenne la cittadinanza alla tua nascita, senza naturalizzarsi prima. Il limite è due generazioni: nonni come ultimo grado ammissibile post-DL 36/2025.
Posso ottenere cittadinanza iure sanguinis solo con un nonno italiano?
No, serve la linea ininterrotta: nonno → genitore → te. Se il genitore si naturalizzò straniero prima della tua nascita, la trasmissione si interrompe, anche con nonno italiano puro.
Cosa succede se il mio genitore ha perso la cittadinanza prima della mia nascita?
La linea sangue si blocca: non puoi rivendicare solo il nonno. Opzioni: riacquisto da parte del genitore (residenza 2 anni in Italia) o ricorso se domanda pre-27 marzo 2025.
I minori nati all’estero da nonni italiani hanno diritto automatico?
Sì, se ascendente fino al secondo grado (genitore/nonno) aveva solo cittadinanza italiana alla morte, o se genitore risiede 2 anni in Italia post-acquisto prima della nascita del minore.
La Corte Costituzionale ha confermato il limite ai nonni?
Sì, il 12 marzo 2026 ha legittimato il blocco oltre due generazioni, ma a giugno valuterà altri profili; attese Sezioni Unite Cassazione su “minor issue” e naturalizzazioni.
Posso riacquistare la cittadinanza discendendo da nonni italiani?
Sì, se genitore/nipote risiede legalmente in Italia (es. 2 anni) dopo acquisto/riacquisto; ricostruisce la linea per trasmissione a minori.
DL 36/2025 si applica retroattivamente ai casi di nonni?
Sì, “non aver mai acquistato” è retroattivo, ma domande pre-27 marzo 2025 o diritti maturati possono essere tutelati in Tribunale.
Differenza tra acquisto e riacquisto per discendenza da nonni?
Acquisto automatico se linea sangue intatta; riacquisto richiede residenza/formalità per chi ha perso (genitore) e trasmette a nipoti/minori.
Se ho un bisnonno italiano, i nonni contano ancora?
No, limite ferme ai nonni: bisnonno esclude trasmissione automatica al pronipote, salvo riacquisto o ricorsi pre-riforma.
Come verificare la discendenza da nonni per cittadinanza italiana?
Tracciamento genealogico: certificati nascita nonno/genitore, non-naturalizzazioni. Studio Boccadutri verifica interruzioni e prepara ricorsi.
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