Rintracciare il proprietario di una targa straniera

Rintracciare il proprietario di una targa straniera può scongiurare futuri incidenti

Spesso la cronaca ci pone di fronte l’innegabile realtà della pericolosità delle nostre strade.

Di incidente si muore sette volte più che per omicidio. La dinamica dei casi più comuni dimostra che spesso si ignorano le regole basilari per viaggiare in sicurezza. E se i primi ad ignorarle sono gli italiani, non c’è da stupirsi che anche chi viene da altri paesi si metta al volante improvvisandosi guidatore.

Scoprire quanti siano gli stranieri coinvolti è difficile perché l’unica analisi in proposito è stata fatta, basandosi su dati incompleti, dall’ASAPS (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale). Monitorando l’andamento degli incidenti stradali in Italia, l’ASAPS ha riscontrato un’elevata presenza di forestieri tra le vittime.

Se nel 2014 gli stranieri regolari presenti in Italia rappresentavano l’8% della popolazione totale, fa specie veder salire tale percentuale al 13,5% parlando di morti in sinistri stradali.

Volendo analizzare nel dettaglio le persone coinvolte in base alla nazionalità, al vertice di questa drammatica classifica troviamo l’Est europeo seguito da Africa, Asia, America Latina e America del Nord. Fermo restando che la situazione della rete autostradale italiana non è delle migliori, per chi è straniero si aggiunge una scarsa confidenza con le nostre vie di comunicazione, una conoscenza superficiale delle norme (anche se il buonsenso dovrebbe essere universale) e magari l’uso di veicoli datati, cui non è stata fatta adeguata manutenzione.

L’impressione è che probabilmente senza i sinistri degli stranieri la mortalità sulle nostre strade sarebbe in calo. Per di più gli stranieri irregolari hanno più probabilità di subire incidenti rispetto a quelli regolari.

Eppure il 2014, anno cui fanno riferimento i dati raccolti dall’ASAPS, era stato un anno di svolta in ambito di sicurezza stradale. Fino ad allora l’assenza di accordi tra una nazione europea e l’altra impediva di risalire ai dati di un automobilista straniero colpevole di infrazioni in Italia. Il Decreto legislativo n. 37 del 22/03/2014, ha recepito la direttiva UE 2011/82 ed ha fornito i mezzi per “agevolare lo scambio transfrontaliero sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale”. La successiva legge europea 2014/476 ha completato il quadro. La cosiddetta “direttiva cross-border” permette, tramite il Centro Elaborazione Dati della Motorizzazione Generale, facente capo al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, di accedere on line e in tempo reale, ai dati dei proprietari di veicoli di Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

Otto le trasgressioni che il Decreto individua e punisce: eccesso di velocità; mancato uso delle cinture di sicurezza; mancato rispetto del semaforo rosso; guida in stato d’ebbrezza; guida sotto l’effetto di stupefacenti; guida senza casco; circolazione su corsia vietata; uso alla guida di telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione. Le prime quattro sono state individuate come responsabili dell’85% dei decessi sulle strade europee. L’idea è che rintracciare il proprietario di una targa, e quindi identificarlo, punirlo ed inserirlo in un database, possa fungere da deterrente e scongiurare futuri incidenti.

Il limite del Decreto è che riguarda solo conducenti provenienti da paesi europei e, per di più, non tutti gli Stati membri della Comunità vi hanno aderito. Manca inoltre il reato di pirateria stradale, emblema di una condotta grave e irresponsabile. La sua importanza consiste nell’aver riempito un’assenza legislativa.

Chi guida in Italia è tenuto all’osservanza delle norme di comportamento stabilite nel nostro Codice della strada ma anche gli italiani che guidano all’estero, per effetto della direttiva cross-border, siano consapevoli che le autorità di polizia straniere possiedono i dati dei proprietari di veicoli.

Sensibilizzare ed educare per arginare il fenomeno non basta, ma è di gran lunga la “strada” migliore. L’Aci (Automobile Club d’Italia) mette a disposizione nel proprio sito una serie di informazioni in inglese, francese e tedesco su quello che c’è da sapere per guidare in Italia. Documenti da portare con sé, norme di circolazione vigenti, segnaletica, consigli in caso di guasto o incidente, eventuali sanzioni per stranieri sono solo alcuni degli argomenti trattati nel sito.

Rintracciare il proprietario di una targa straniera può scongiurare futuri incidenti ultima modifica: 2016-07-04T09:50:33+00:00 da Calogero Boccadutri

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