Lotta alle truffe nel Forex: arresti eccellenti

Lotta alle truffe nel Forex: arresti eccellenti

Lotta alle truffe nel Forex

Dopo una serie di controlli l’FBI ha raccolto prove sufficienti a fermare Lee Elbaz, CEO della Yukom, sospettata di aver truffato centinaia di americani.

Mentre in Israele il Parlamento fatica a dotarsi di una legge intransigente contro le truffe legate al Forex (l’ultima, in ordine di tempo, è stata approvata lo scorso 23 ottobre in una forma ridimensionata rispetto alle aspettative) in America è finita in manette Lee Elbaz, amministratore delegato di Yukom Communications Ltd., fornitore di tecnologie di opzioni binarie.

Proprio le piattaforme che forniscono il software hanno causato grossi rallentamenti nei lavori del Knesset.

Lee Elbaz, accusata di diversi reati, rischia due condanne fino a 20 anni per frode.

L’accusa, sostenuta dall’FBI, è quella di appropriazione indebita di denaro tramite truffa, e associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Si parla di un bottino di milioni di dollari.

Ogni capo d’accusa prevede una pena massima di 20 anni di carcere anche se, dopo il pagamento di una cauzione, le sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Bigoption e binarybook coinvolte nelle truffe

Yukom in Israele gestisce i siti bigoption.com e binarybook.com, su cui c’è il sospetto che abbiano “alleggerito” centinaia di clienti di decine di milioni di dollari.
Le aziende hanno contattato illegalmente clienti negli Stati Uniti senza averne licenza. Google ha collaborato alle indagini fornendo all’FBI il contenuto di alcune email inviate dalla Elbaz.

Lee Elbaz è accusata, insieme ad altri dipendenti della Yukom, di aver fatto false dichiarazioni sulla sicurezza degli investimenti in opzioni binarie, prospettando rendimenti elevati e garantendo prelievi di denaro anche quando ciò non era possibile.
Vantava qualifiche che i broker in realtà non possedevano e in più mentiva sulla sede e si guardava bene dal rivelare che i loro guadagni maggiori derivavano dalla perdita di denaro degli investitori. Dal testo delle email scambiate, si sospetta che la Elbaz agisse in combutta con la SpotOption per manipolare i risultati degli investimenti.

Secondo alcuni testimoni, Lee Elbaz non faceva altro che indurre i clienti a perdere i propri soldi.

Identikit dei truffatori

La condotta di Lee Elbaz rispecchia in tutto e per tutto la prassi adottata dall’industria Forex fraudolenta. La maggior parte di chi gestisce i siti di opzioni binarie, pur snocciolando nel curriculum una serie di titoli ed esperienze, non ha mai lavorato nel settore dei mercati finanziari e opera nel Forex al solo scopo di frodare soldi a ignari investitori.
Nonostante si trovino in Israele, i venditori sono istruiti a mentire, sostenendo di lavorare in parti del mondo che abbiano una reputazione migliore.

Le autorità statunitensi stanno cercando di debellare il fenomeno delle truffe legate al Forex e si dicono pronti a usare il pugno fermo per riuscire dove Israele ha fallito, per questo ci si aspetta che seguano ulteriori arresti o richieste di estradizione.

Un arresto eccellente anche in Israele

Eppure anche in Israele continua, legge o non legge, la lotta contro le società di Forex fraudolente. Prova ne è l’arresto di Nizar Alimi, 49 anni, proprietario e pezzo da novanta del partito Laburista, accusato di aver gestito sei società commerciali online registrate all’estero. L’accusa è che non abbia dichiarato almeno 3 milioni di euro di reddito, proveniente dalle sei società Forex che amministrava e che si rivolgevano a clientela estera.

Nizar Alimi, membro del comitato centrale del partito laburista e consigliere dell’ex presidente del partito laburista Isaac Herzog, è stato arrestato l’11 settembre ed è stato rilasciato su cauzione.

Alimi è sospettato di possedere, attraverso diversi prestanome, almeno sei società offshore. Anche i conti bancari su cui confluivano i soldi si trovavano fuori Israele.

Da Israele non confermano che i due arresti, avvenuti a breve distanza, possano essere collegati però ci sarebbe stata la conferma che i due abbiano lavorato fianco a fianco per la Forex Place, una società di Forex israeliana ormai chiusa.

L’autorità fiscale non ha diffuso il nome delle sei società che farebbero capo ad Alimi, si sa soltanto che nel 2011 e nel 2015, l’uomo ha registrato il nome della società “Investment House Limited” nelle Seychelles, una offshore proprietaria del sito web ihforex.com.

Gli ex dipendenti di ihforex.com hanno dichiarato che ihforex e ihoptions, brand legato alle opzioni binarie, sono stati entrambi creati contemporaneamente dallo stesso ufficio.
Parecchi investitori spagnoli, francesi e belgi negli ultimi anni hanno messo in guardia sulla pericolosità del sito ihforex, mentre ihoptions compare nella lista (United States Commodities and Futures Trading Commission Red List) delle società di investimenti online che non avevano la licenza per contattare clienti americani.

Si stima che l’industria fraudolenta del commercio online di Israele arrivi a guadagnare da 5 miliardi a 10 miliardi di dollari all’anno. I tentativi di porre un limite alle truffe attraverso leggi mirate si sono finora infranti contro il muro degli interessi degli operatori del settore.
Le società di opzioni binarie fraudolente attualmente possono modificare il prodotto che offrono e continuare ad operare. Questo mette a rischio centinaia di clienti.

Lo Studio legale internazionale Boccadutri, assiste da anni le vittime di frode nel Forex, settore per il quale subire perdite è facile, anche se si hanno competenze e conoscenze adeguate, a causa degli innumerevoli truffatori che trovano terreno fertile dietro piattaforme di trading truccate.
Se avete avuto a che fare con broker disonesti, o sospettate che qualcuno lo sia, non esitate a contattarci qui.

Lotta alle truffe nel Forex: arresti eccellenti ultima modifica: 2017-10-25T12:46:39+00:00 da Calogero Boccadutri

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