Legge sull'omicidio stradale: deludente e inefficace

Legge sull’omicidio stradale: deludente e inefficace

A pochi mesi dall’introduzione del reato di omicidio stradale in aumento i pirati della strada e i feriti. La legge punisce ma non previene le condotte scorrette che risultano in preoccupante aumento.

Nuova legge vecchie abitudini

Il 25 marzo del 2016 è stato introdotto il reato di omicidio stradale, caldeggiato dalla popolazione italiana turbata dalla diffusione delle immagini dell’ennesima vittima della strada.

Per anni i parenti di chi aveva perso la vita in incidenti stradali, costituiti in associazioni, hanno legittimamente invocato una legge che potesse punire in maniera esemplare chi, alla guida di un veicolo, causasse un incidente mortale. Il governo attuale ha risposto tirando fuori una legislazione in materia un po’ troppo sopra le righe, e per questo destinata a non essere efficace.

Pochi mesi dopo infatti è già chiaro il fallimento della legge che non è stata in grado di fungere da deterrente e, peggio ancora, ha causato più problemi di quel che fosse lecito attendersi.

Omissioni di soccorso in aumento del 20%

Quando si punisce una condotta colposa come se fosse dolosa non si può certo sperare che il reato sia scongiurato. Le omissioni di soccorso sono di fatto aumentate del 20%, una percentuale troppo alta che sancisce il fallimento degli intenti alla base della legge sull’omicidio stradale.

Dopo due giorni, per la scienza, gli effetti di uno spinello si sono esauriti anche se ne restano tracce nel sangue, per la nuova legge quelle tracce possono portare fino a dodici anni di carcere. Secondo lo stesso principio un minimo residuo di alcool può costare fino a dieci anni di prigione. In caso di concorso di colpa con la vittima del sinistro si possono arrivare a scontare due anni e mezzo. L’alcool e le droghe non possono essere le determinanti di un incidente, in caso i loro effetti si siano esauriti. Un conducente imprudente che guida in modo criminale deve essere punito per la propria condotta in modo esemplare, il malcapitato coinvolto nel sinistro non va invece criminalizzato.

Non è difficile immaginare come la mancata distinzione abbia portato all’aumento dei cosiddetti pirati della strada, ossia coloro che abbandonano il luogo dell’incidente senza prestare soccorso a chi ne è rimasto vittima. Se già c’era la pessima abitudine di farlo quando si era certi dell’impunità, come può una legge che esaspera le punizioni riuscire a produrre l’effetto opposto? Infatti non ci riesce, così come non riesce a diminuire gli incidenti, o i feriti, aumentati del 16,9% da marzo ad oggi. I morti sono stati in pari numero, e questo costituisce un altro fallimento.

La consulta potrebbe dichiarare la legge incostituzionale

Persino la Consulta potrebbe esprimersi per dichiarare le legge incostituzionale, così come ha già fatto in passato per leggi nate con presupposti analoghi.

La reale contraddizione è che chi causa la morte di qualcuno dopo aver bevuto, o assunto droghe, in contesti diversi da quelli dell’incidente stradale, continua ad essere giudicato per omicidio colposo.

Prevenire è meglio che punire

L’Osservatorio dell’ASAPS, Associazione sostenitori amici della polizia stradale, che ha diffuso i dati sugli incidenti, auspica che per la fine dell’anno 2016 si possa avere un quadro completo, ma già valuta che più che sulla sinistrosità la legge stia incidendo sulla giustizia. Per far diminuire gli incidenti, è la valutazione dell’ASAP, non serviva una legge in questi termini, ma servirebbero più agenti, attivi sulle strade giorno e notte, per verificare la lucidità o lo stato di ebbrezza dei conducenti, per dissuaderli dall’utilizzare dispositivi elettronici alla guida, per controllare il mancato uso delle cinture di sicurezza. Agenti che veglino, in pratica, prima che i sinistri abbiano luogo.

Scongiurare gli incidenti si può e si deve fare, imparando dagli errori del passato. Vanno controllati i guidatori, le vetture e le strade prima che la loro interazione possa portare a conseguenze catastrofiche. Un poliziotto che ferma un ubriaco prima che imbocchi l’autostrada contromano ha già salvato più vite della legge che ha previsto per lui dieci anni di galera. Una strada in buone condizioni non favorisce il verificarsi di sinistri, e lo stesso discorso vale per i veicoli.

Leggi anche Omicidio stradale: anche l’incuria è reato

 

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La legge: punti salienti

• Con l’approvazione della legge 41 del 23/03/2016 l’omicidio stradale colposo è diventato un reato autonomo.

• Sono raddoppiati i termini della prescrizione.

• Nei casi più gravi e conclamati può scattare l’arresto immediato (in flagranza di reato).

• È stata introdotta la possibilità del prelievo forzato di campioni biologici.

• Qualunque persona che, commettendo violazione del Codice della Strada, causi la morte di un altro individuo sarà processata per omicidio. In questo caso la condanna può andare dai 2 ai 7 anni di carcere. Se il conducente del veicolo è sotto grave effetto di alcool (tasso superiore a 1,5 grammi per litro) o di sostanze stupefacenti, la pena cui va incontro sale da 8 a 12 anni. L’alterazione da alcoolici meno grave, con tasso superiore a 0,8 grammi per litro, può essere punita con la prigione per 5 anni fino a un massimo di dieci. Stessa pena detentiva per chi causa l’incidente con la propria condotta irresponsabile (eccesso di velocità, guida nel senso opposto di marcia, mancato rispetto del semaforo, sorpassi, manovre rischiose …)

• Viene considerata un’aggravante il mancato possesso della patente di guida, sia perché non conseguita che perché sospesa o revocata. È aggravante anche la mancanza di un’assicurazione auto. Se l’omicidio è plurimo o se ci sono stati feriti oltre al morto, la pena potrà essere aumentata.

• Il conducente che fugge dal luogo dell’incidente, dopo averlo causato, vedrà la pena aumentata da un terzo a due terzi (non meno di 5 anni per omicidio, 3 per lesioni).

• I conducenti di mezzi pesanti (camion, pullman, autobus …) vanno incontro alle pene più gravi.

• Pena invece diminuita della metà se c’è concorso di colpa con la vittima o con altri.

• Revoca della patente automatica anche nel caso di condanna o patteggiamento con la condizionale. Si potrà riottenere dopo 15 anni in caso di omicidio, dopo 5 in caso di lesioni gravi o gravissime. Se il conducente è fuggito la sospensione può arrivare fino a 30 anni.

• Per le licenze di guida straniere è prevista l’inibizione alla guida sul territorio italiano.

Legge sull’omicidio stradale: deludente e inefficace ultima modifica: 2016-09-29T10:56:29+00:00 da Calogero Boccadutri

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