L’assicurazione obbligatoria tutela gli eredi ma loro non sempre lo sanno

L’assicurazione obbligatoria tutela gli eredi ma loro non sempre lo sanno

L’Inail riconosce una rendita ai familiari di chi muore a causa del lavoro, per infortunio o per malattia professionale.

Le chiamano “morti bianche” perché formalmente non esiste una mano che ne sia responsabile, ma non c’è nulla di poetico nel morire mentre si fa quel che si deve.
Nonostante le condizioni dei lavoratori siano migliorate rispetto al 1965, anno in cui vede la luce il “Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”, di lavoro si muore ancora, ogni giorno.

Per i familiari delle vittime di infortuni sul lavoro e di malattie professionali esiste una tutela sancita dal d.p.r. n. 1124/1965, con modifiche apportate dalla legge di stabilità del 2014.
L’Inail riconosce ai congiunti del lavoratore defunto una rendita di cui si ha diritto a far data dal giorno successivo al decesso.
Tale rendita viene erogata in modalità e tempi diversi in base al soggetto avente diritto.

La condizione per avere diritto alla rendita è la morte del lavoratore causata dall’infortunio o dalla malattia professionale. Dal 17 maggio 2006 la possibilità di rendita ai superstiti è prevista anche nei casi di infortunio domestico.

Gli avvocati dello Studio Legale Boccadutri esperti in Probate assistono gli eredi a rivendicare quanto spetta loro.

A chi spetta la rendita

La rendita spetta al coniuge per il 50% finché lo stesso non muoia o si risposi.
Un 20% andrà a ciascuno dei figli legittimi, naturali (riconosciuti o riconoscibili) e adottivi.
In caso risultino orfani anche dell’altro genitore, avranno diritto al 40% del totale .

Se il defunto non era sposato e non aveva figli la rendita spetterà per il 20% a ciascun genitore naturale o adottivo, se a carico del lavoratore, fino alla morte, e un 20% ciascuno a fratelli e sorelle conviventi, sempre se a carico del lavoratore.

Figli e/o fratelli, questi ultimi qualora fossero conviventi e a carico del defunto, mantengono il diritto alla rendita fino al diciottesimo anno di età.
Se frequentano la scuola media superiore, sussiste vivenza a carico e assenza di lavoro retribuito, si può estendere al ventunesimo anno di età.
Si arriva al ventiseiesimo se si frequenta un normale corso di laurea, sussiste vivenza a carico ed assenza di lavoro retribuito. I maggiorenni inabili al lavoro possono usufruirne finché dura l’inabilità mentre chi è totalmente inabile ne ha diritto fino alla morte.

La base di calcolo per determinarne l’ammontare del risarcimento ha subito una variazione a partire dal 1° gennaio 2014.
In precedenza veniva identificata nella retribuzione annua effettiva del lavoratore e rispettava determinati limiti stabiliti dal d.p.r. n. 1124/1965.
Dalla legge di stabilità del 2014 la cifra si basa sulla retribuzione massima convenzionale del settore industria.
La rendita non spetta ai superstiti dei lavoratori non soggetti alla tutela assicurativa obbligatoria prevista dal testo unico n. 1124/1965 e dalla legge numero 493/1999.

Una comunicazione all’Inail fa scattare la rendita

La rendita viene di norma erogata dopo la denuncia del datore di lavoro.
Se lo stesso manca di dare comunicazione, l’Inail può provvedere su richiesta degli eredi del lavoratore, basandosi sulla documentazione sanitaria ricevuta.
Nel caso in cui a morire sia il titolare di rendita diretta, l’Inail evade la richiesta dei superstiti del lavoratore deceduto, se completa dell’opportuna documentazione sanitaria da cui è possibile rilevare la causa della morte.

L’Inail è comunque tenuto a comunicare ai superstiti la possibilità di presentare la richiesta di rendita.
Dalla data di ricevimento della comunicazione i superstiti hanno 90 giorni di tempo per poter inoltrare la richiesta.
In caso di mancata comunicazione è bene rivolgersi a un legale in grado di chiedere e ottenere ciò che spetta.
I nostri avvocati esperti di Probate sono a vostra completa disposizione per un consulto, necessario per capire a che tipo di rimborso si abbia diritto.

L’assegno funerario

I superstiti di lavoratori deceduti a causa di infortunio sul lavoro o malattia professionale, oppure chiunque dimostri di aver sostenuto le spese funerarie, hanno inoltre diritto ad un assegno funerario di rimborso.

Il danno morale e il danno biologico

Se si dovesse sospettare, o avere la certezza, che la morte sul lavoro sia stata causata dal datore di lavoro, gli eredi del lavoratore possono rivendicare anche un risarcimento per il danno morale subito e un risarcimento del danno biologico iure proprio (lesione dell’integrità psico-fisica della persona).

Se dopo l’incidente il lavoratore sopravvive per un apprezzabile lasso di tempo agli eredi spetterà il risarcimento del danno biologico iure hereditario.

Lo Studio Legale Boccadutri potrà tutelarvi nel momento peggiore, quando si è troppo scossi per la recente perdita, e guidarvi nella tutela di voi stessi e dei vostri figli.
Per maggiori informazioni o una prima consulenza, potete compilare il modulo di richiesta on-line qui o scrivere via e-mail all’indirizzo clientservices@boccadutri.com

L’assicurazione obbligatoria tutela gli eredi ma loro non sempre lo sanno ultima modifica: 2016-12-23T12:54:53+00:00 da Calogero Boccadutri

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