Inside Option, problemi col prelievo

Inside Option, problemi col prelievo

Inside Option

Parabola di una società di Forex, la Inside Option, che si è imposta sul mercato con metodi di hard selling, vendita dura, e che dopo due anni di accuse di problemi col prelievo da parte di clienti arrabbiati, ha smesso di rispondere. Questo già prima che uno dei suoi rappresentanti venisse arrestato…

Quando si cercano notizie su un broker capita di trovare recensioni negative perché è impossibile, commerciando in opzioni binarie, che i trader meno accorti non vadano in perdita.
Un po’ per delusione, un po’ perché è più facile colpevolizzare gli altri che se stessi, se la prendono pubblicamente con il broker.
In quel caso però, se ci troviamo di fronte una società seria, le recensioni negative vengono surclassate da quelle positive. Cercando notizie sulla Inside Option si trovano commenti unanimi e avvertimenti sulla pericolosità di questa azienda.

Una storia poco chiara

La Inside Option ha iniziato ad operare nel 2014 sul mercato delle opzioni binarie. Come società non risulta essere regolamentata, se non con credenziali non verificabili.
La sua sede di registrazione è risultata essere a Saint Vincent e Grenadine, in più risultava una sede in Bulgaria e una sede operativa a Londra.
Su Facebook viene dato risalto alla sede londinese che viene indicata come unico punto di riferimento. Si suppone che questo abbia indotto fiduciosi investitori a puntare sulla Inside Option come broker.

Come segnalato da diversi utenti, il sito risulta in manutenzione dal settembre del 2016, mentre le pubblicazioni su Facebook si erano già interrotte da gennaio di quello stesso anno.
I numeri di telefono hanno numerazione inglese ma il call center che risponde si trova in un altro paese. In molti hanno detto di essere stati contattati da operatori che chiamavano da Israele.

Quando hanno iniziato a rifiutare le richieste di prelievo ai clienti, hanno addotto come motivazione le regole sui bonus, per cui costoro avrebbero perso tutti i loro soldi in virtù di regole non rispettate, nonostante apparentemente fossero in vincita.
Peccato che i clienti non venissero messi a conoscenza di queste clausole prima di investire i propri soldi. Di fronte alle proteste avrebbero reagito cessando le comunicazioni, modificando le password per impedire futuri accessi, e non rispondendo a email o al telefono.

Un metodo di vendita Hard Sell

A convincere una fascia di utenti variegata, ma concentrata su pensionati e giovanissimi, sarebbe stato, oltre alla promessa di facili guadagni, il loro metodo di vendita hard-sell, un approccio alla vendita duro, che inizia con semplici email, seguite da chiamate continue e assillanti.
Inizialmente l’investimento prospettato, consistente in piccole cifre, è stato valutato conveniente per cui una volta ottenuta la fiducia (e i primi soldi), i venditori sono passati all’attacco convincendo chi già si era esposto, a rischiare cifre molto più importanti.
A fare il secondo passo e a persuadere i clienti a sbilanciarsi con cifre importanti era un gruppo di venditori esperti e spietati che non aveva difficoltà a convincere chi aveva già fatto quel primo investimento.
Coloro che hanno ottenuto vincite hanno avuto serie difficoltà a prelevarle.

La sede che apparentemente si trovava in Gran Bretagna, ha indotto molti a sopravvalutare il broker. I clienti insoddisfatti nel Regno Unito sono stati tanti, e le perdite denunciate alle autorità sono considerevoli.

Il governo britannico tace

Gli investitori hanno accusato il governo britannico di immobilismo e di averli lasciati soli.

Ritenendo che il silenzio della Inside Option fosse intollerabile, hanno denunciato l’attività sospetta della società alla Action Fraud, il centro di segnalazione frodi della Gran Bretagna, che però gestisce le richieste di truffe avvenute nel Regno Unito o associate ad esso ed avvenute on-line.
Peccato che la Action Fraud non possa colpire la società all’estero.
Anche la FCA (Financial Conduct Authority) autorità di controllo della condotta finanziaria inglese, è stata messa al corrente di quello che stava succedendo, ma anche in questo caso nessun aiuto: la FCA non ha autorità in materia ed ha girato la segnalazione alla Gambling Commission, commissione che regola il gioco d’azzardo in Inghilterra, visto che le opzioni binarie vengono classificate come azzardo e non investimenti.
Stessa storia: la Gambling Commission si occupa soltanto di imprese registrate nel Regno Unito. La stessa polizia britannica ha ammesso con sconforto di avere le mani legate.

Sostanzialmente in Gran Bretagna resta un vuoto normativo che non permette alle vittime di società poco trasparenti di far valere i propri diritti.

Un’inchiesta al centro dello scandalo

Lo scandalo in Inghilterra è stato rivelato nel settembre del 2016 da un’indagine congiunta del Daily Mail e del Bureau of Investigative Journalism (https://www.thebureauinvestigates.com/stories/2016-09-20/revealed-how-brits-are-losing-millions-to-uks-biggest-scam-while-the-government-stands-by), troppo tardi per tanti che erano già stati truffati dalla Inside Option.

La National Fraud Intelligence Bureau del crimine ha detto che la vendita di opzioni binarie da parte di alcuni operatori off-shore è oggi la più grande frode nel Regno Unito.

Il sito ha smesso di funzionare contestualmente all’uscita dell’articolo.

La svolta con l’arresto di Eliran Saada

Eliran Saada, titolare della Express Target Marketing, a sua volta proprietaria della Inside Option, è stato recentemente arrestato in Israele per una serie di reati tra cui figurano frode, falsa registrazione, minacce estorsive e ricatto.
Il fermo dell’uomo fa ben sperare chi ancora non ha ottenuto né risposte né soldi. Leggi anche Truffa Opzioni Binarie: Broker arrestato per sospetto di frode.

Se siete stati vittime della Inside Option, o di truffe legate al forex non esitate a contattare i nostri avvocati.
Grazie alla loro esperienza valuteranno la soluzione migliore per farvi rientrare in possesso dei vostri soldi.
Compilate il modulo di richiesta qui.

 

Inside Option, problemi col prelievo ultima modifica: 2017-05-25T13:43:41+00:00 da Calogero Boccadutri

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