Guida alla doppia cittadinanza in Italia

Guida alla doppia cittadinanza in Italia

Doppia Cittadinanza in Italia

Lo status di “doppia cittadinanza” è consigliabile a chi, pur avendo trasferito i propri interessi all’estero, non intende recidere il cordone ombelicale con la Madre Patria, anche in vista di un futuro ritorno.

La doppia cittadinanza è una possibilità da tenere in considerazione per chi sceglie di spostare la propria vita in un paese straniero. In Italia si è deciso di favorire l’integrazione degli stranieri, e di consentire agli italiani all’estero di integrarsi a loro volta, senza rinunciare forzatamente ai vincoli giuridici col paese d’origine.

La Cittadinanza Italiana è regolata dalla legge 91 del 5 febbraio 1992, che permette ai cittadini italiani di acquisire la cittadinanza del paese straniero di residenza senza perdere quella italiana e consente ai cittadini stranieri di mantenere la propria nazionalità, acquisendo quella italiana, nel caso in cui sia consentito anche nei loro paesi.

Va anche sottolineato come, chi acquisisce la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione Europea divenga automaticamente cittadino dell’Unione Europea.

La convenzione di Strasburgo

In Europa, nel 1963, è stata ratificata la convenzione di Strasburgo che osteggiava le cittadinanze plurime e definiva gli obblighi sul servizio militare per i cittadini con più nazionalità.
L’Italia l’aveva sottoscritta nel 1966, per poi rinnegarla ufficialmente nel 2009, pur restando firmataria del Capito che riconosce la necessità di garantire gli obblighi sul servizio militare nei paesi che lo prevedono.
La stessa convenzione è stata modificata in due occasioni, nel 1977 e nel 1993, quando è stato allargato il diritto a tenere la doppia cittadinanza. A rinnegare ufficialmente la convenzione, oltre al nostro paese, sono state Germania, Svezia, Francia, Lussemburgo e Belgio.
Dal 1963 ad oggi si è passato da un rifiuto per la cittadinanza plurima ad una sostanziale accettazione, un modo per essere coerenti con i cambiamenti dei tempi.

Eppure diversi Stati, non soltanto extra europei, continuano a porre veti sulla possibilità di mantenere la cittadinanza del paese d’origine quando si sceglie di fare domanda di cittadinanza verso il paese in cui si risiede.

O l’una o l’altra.

Gli Stati che non permettono la doppia cittadinanza

Nell’elenco degli Stati in cui ad oggi non è possibile avere una reciprocità con l’Italia in merito alla cittadinanza ci sono nomi alquanto inaspettati, come Spagna, Irlanda, Islanda e Norvegia.
Ci si potrebbe stupire anche di incontrare realtà come Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Estonia, Georgia, Kazakistan e Ucraina. Gli altri, più o meno comprensibilmente, sono: Andorra, Bolivia, Botswana, Burundi, Camerun, Capo Verde, Repubblica Popolare Cinese, Repubblica Democratica del Congo, Congo francese, Corea del Sud, Costa d’Avorio, Cuba, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Filippine, Gabon, Ghana, Giappone, Gibuti, Haiti, Honduras, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kenia, Kuwait, Liberia, Madagascar, Malesia, Mali, Mauritania, Mauritius, Messico, Mozambico, Nepal, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Panama, Paraguay, Ruanda, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Sudafrica, Tanzania, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Uganda, Venezuela, Zambia.

In alcuni paesi le riforme sono in corso e non è detto che non possano uscire presto dall’elenco.

Stati come Brasile, Ecuador, Paesi Bassi e Repubblica Ceca, non escludono la possibilità del doppio passaporto ma solo come eccezione.

Per i cubani è possibile avere una doppia cittadinanza ma mentre ci si trova nel paese la seconda cittadinanza non ha alcuna valenza legale.

In mancanza di accordi con questi Paesi, i loro cittadini che acquisiscono la cittadinanza italiana, perdono quella propria ed i nostri cittadini cessano allo stesso modo di essere italiani.

Un’opportunità per i britannici per restare in Europa dopo la Brexit

Ottenere la doppia cittadinanza britannico/italiana permetterebbe ai cittadini di sua maestà, residenti nel nostro paese, di affrontare l’uscita definitiva della Gran Bretagna dall’Unione Europea nel modo meno traumatico possibile, non avendo ancora piena consapevolezza dell’evoluzione della situazione nel loro paese di origine.

Dopo la Brexit molti cittadini inglesi, residenti all’estero, hanno scelto di richiedere la doppia cittadinanza per evitare di incappare in problemi negli spostamenti tra un paese e l’altro.

Sia la Gran Bretagna che l’Italia permettono di mantenere una doppia cittadinanza per cui ottenerla non è semplicissimo, ma neppure impossibile.

Appurato dunque che non esiste nessun ostacolo ai cittadini britannici per acquisire la doppia cittadinanza, essendo ciò consentito da entrambi i paesi in causa, bisogna tener conto di altri requisiti fondamentali.

Chi può ottenere la cittadinanza italiana

La cittadinanza italiana è uno status che privilegia il principio dello “ius sanguinis”, il diritto di sangue, secondo il quale sarà cittadino italiano il figlio di almeno un genitore italiano.
Ciò esclude chi nasce in Italia da genitori stranieri, anche se il principio dello Ius soli potrebbe essere presto accettato come condizione per ottenere la cittadinanza italiana se il ddl in discussione in parlamento verrà convertito in legge.
Uno dei modi più comuni per entrare in possesso della cittadinanza italiana è quella di mantenere la residenza nel nostro paese per almeno dieci anni. In alternativa ci si può arrivare anche convolando a nozze con un cittadino italiano o venendo adottati da cittadini italiani.

Come richiedere la doppia cittadinanza

La domanda va presentata per via telematica producendo una serie di documenti autocertificabili (stato di famiglia, data del primo ingresso in Italia …), più quelli attestanti la propria identità alla nascita (o l’eventuale cambio di cognome in seguito a matrimonio) e il titolo di soggiorno.
Discriminante importante è dimostrare, tramite apposito certificato, di essere incensurati. Tutti i documenti, non presentati con autocertificazione, andranno tradotti e vidimati dalle rappresentanze diplomatico-consolari italiane in UK.

Se si richiedesse la cittadinanza italiana per “ius sanguinis” occorrerebbe documentare la cittadinanza del genitore o dell’ascendente in linea diretta (fino al secondo grado), se si richiedesse adducendo come motivo l’aver prestato servizio presso lo Stato italiano, anche se all’estero, occorrerebbe presentare la documentazione che lo dimostri, così come andrebbe dimostrato di essere stati adottati da italiani se sarà quello il motivo a sostegno della richiesta della doppia cittadinanza.

A ricevere la domanda è la Prefettura che, dopo un confronto con la Questura, presenta i documenti al Ministero dell’Interno, a sua volta supportato dal parere del Consiglio di Stato.
Quando la pratica viene accettata il Viminale emana il provvedimento che certifica la concessione della cittadinanza italiana e lo notifica alla Prefettura.
Dalla Prefettura la comunicazione arriva al Comune di residenza di chi ha presentato la domanda. Il decreto di concessione della cittadinanza italiana deve essere notificato all’interessato entro novanta giorni dalla ricezione della richiesta da parte della Prefettura.
Una volta che il neo cittadino italiano ha ricevuto il decreto di concessione, deve presentarsi, entro 6 mesi dalla data di notifica, al Comune di residenza per poter fare il giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana.

Se l’interessato non rispetta il termine perentorio dei sei mesi il decreto di concessione della cittadinanza perde ogni effetto.

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Guida alla doppia cittadinanza in Italia ultima modifica: 2017-06-28T13:46:43+00:00 da Calogero Boccadutri

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