Divorzio breve, nessuna corsa alla rottura

Divorzio breve, nessuna corsa alla rottura

Impossibile fare bilanci per la legge sul divorzio breve perché troppo vicino temporalmente alla legge 162 del 2014 sulla negoziazione assistita. Dopo un anno un dato però è chiaro: la legge è stata molto apprezzata dagli over 60.

Il divorzio si è fatto breve ma, a quanto pare, smaltito il picco fisiologico di richieste dei primi mesi, non c’è stato l’abuso che si temeva.

Dare esattamente i numeri non è possibile, sia perché i dati diffusi dai matrimonialisti dopo il primo anno (+30%) differiscono da quelli del Ministero di Giustizia, sia perché in qualità di legge retroattiva ha coinvolto anche le cause già in corso.
Sembra comunque esserci un nesso tra introduzione del divorzio breve e aumento del numero di divorzi e separazioni, ma non tale da giustificare gli allarmismi della vigilia sulla distruzione delle famiglie.

Scegliere tra divorzio breve e divorzio facile

C’è anche da dire che prima che la legge 55/2015 vedesse la luce, il nostro paese si era già attrezzato di uno strumento legislativo votato a diminuire i tempi dei divorzi: il decreto legge n.132 del 12 settembre 2014 (convertito in legge 162).
Il decreto ha introdotto la possibilità di far ricorso alla “negoziazione assistita”: due coniugi concordi possono rivolgersi direttamente all’avvocato o all’Ufficiale di Stato Civile dei Comuni, senza passare dal tribunale.
Non a caso la 162 è stata ribattezzata legge sul “divorzio facile”.

Quello che emerge dopo il vaglio della legge sul divorzio breve è che a farne uso si sono affrettate le coppie più mature.
A quanto pare la nuova istituzione non ha minato le nuove famiglie, ma ha dato il colpo di grazia a molte di quelle vecchie. Si sono registrati parecchi casi di over 60 ma anche di qualche over 80.
Di certo iniziare qualcosa di cui si può vedere la fine avrà aiutato nella scelta.

Il segreto per divorziare in fretta

Il provvedimento sul divorzio breve, entrato in vigore il 26 maggio 2015, ha il grande pregio di far approdare alla separazione già dopo sei mesi, in caso di decisione consensuale, o dopo dodici qualora i due coniugi non riescano a trovare un accordo e decidano di andare in giudizio.
Dunque nel giro di pochi mesi o di un anno, si può giungere allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Le coppie che hanno iniziato l’iter nel 2011 hanno avuto la possibilità di abbandonare il vecchio percorso legislativo e di avvalersi del nuovo.
Chi aveva già due anni di separazione consensuale alle spalle ha potuto divorziare immediatamente.

Calcolo dei tempi

  • Ipotesi 1 – In caso di separazione consensuale, (non fa eccezione la separazione che da contenziosa si è modificata in consensuale), il divorzio può richiedersi dopo 6 mesi dal momento in cui avviene la comparizione delle parti davanti al presidente del tribunale.
  • Ipotesi 2 – In caso di separazione consensuale, in forza della negoziazione assistita dagli avvocati, il divorzio può richiedersi dopo 6 mesi dal momento in cui viene raggiunto un accordo di separazione con “data certificata”.
    L’accordo deve essere sottoposto al pubblico ministero che, in assenza di figli, attuerà un controllo formale.
    Laddove ci siano figli minorenni o portatori di handicap, il pubblico ministero dovrà verificare la sussistenza delle adeguate tutele.
  • Ipotesi 3 – In caso di separazione consensuale, il divorzio può richiedersi dopo 6 mesi dal momento in cui avviene la firma dell’accordo davanti all’ufficiale di stato civile, sia esso il sindaco o un suo delegato.
    Questa scelta è impossibile in presenza di figli minori o maggiorenni bisognosi di tutela, nonché in casi di trasferimenti patrimoniali.
  • Ipotesi 4 – In caso di separazione giudiziale, il divorzio può richiedersi dopo 12 mesi dal momento della comparizione delle parti davanti al presidente del tribunale.

La comunione dei beni

In base alle nuove disposizioni di legge la comunione dei beni si scioglie non appena il giudice dispone che i coniugi possono vivere separati o una volta sottoscritta la separazione consensuale.
Il cancelliere dovrà comunicare l’ordinanza (con cui le parti in causa sono autorizzate a condurre vite slegate) all’ufficiale dello stato civile in modo che sia omologato lo scioglimento della comunione.

Anche questo rappresenta un grosso passo avanti, visto che in passato prima di poter sciogliere la comunione dei beni si doveva attendere la sentenza di separazione.

Ci si sposa di meno

È anche vero che prima di divorziare bisognerebbe sposarsi.
In Italia, da quando coppie sposate e coppie di fatto hanno pari dignità davanti alla legge, si convola meno a nozze. Addirittura il Censis ha previsto che il 2031 sarà l’anno zero per i matrimoni, almeno per quelli in chiesa.

I nostri avvocati potranno seguirvi durante l’iter di separazione e divorzio, rispondendo a qualsiasi vostra domanda e chiarendo ogni vostro dubbio.

Potrete contattarli compilando il modulo di richiesta qui o scrivere loro via e-mail all’indirizzo [email protected] oppure chiamate il numero +39 0294751635.

Divorzio breve, nessuna corsa alla rottura ultima modifica: 2016-11-14T12:26:45+00:00 da Calogero Boccadutri

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