Alla IronFx il prelievo è proibito

Alla IronFx il prelievo è proibito

La società cipriota dal 2015 trattiene i soldi dei propri clienti adducendo scuse. Nessuna delle autorità di controllo finora si è preoccupata di tutelare i consumatori coinvolti.

A mostrare tutta la debolezza del sistema di controllo delle società di brokeraggio giunge la storia della IronFx Global Ltd. Nonostante dal gennaio del 2015 la società, con sede a Cipro, si rifiuti di restituire i depositi e di pagare gli utili dei clienti, nessuno, nell’arco di quasi due anni, le ha ancora imposto la cessazione delle attività.

L’unica azione disciplinare messa in atto contro la IronFx è stata la multa comminata dalla Cyprus Securities and Exchange Commission (CySEC) nell’agosto 2015, pari a 335.000 euro.
Peccato non ci sia stato nessun seguito alla decisione se non un invito, per chi ha investito tramite il loro sito, a rivolgersi al tribunale.
Ufficialmente la multa è stata applicata perché la società ha violato gli articoli 28, 36 e 38 della legge europea in materia, ossia, perché non ha rispettato le condizioni che le hanno permesso di ottenere l’autorizzazione ad operare, ha violato il comportamento da tenere al momento della prestazione dei servizi di investimento ed accessori ai clienti, e non ha adottato tutte le misure ragionevoli per ottenere il miglior risultato possibile per i suoi clienti.
Si aggiunge anche l’infrazione della norma che proibisce l’uso dei fondi dei clienti a scopi aziendali.

La parola passa all’ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) che potrebbe proibire quanto prima il proseguo dell’attività.

L’impressione è che la IronFx goda di una certa immunità visto che, di fronte ad un numero elevatissimo di reclami, invece di tutelare i consumatori truffati, si permette al colpevole di inguaiarne di nuovi.
Alla prova dei fatti la legge europea relativa al settore dei servizi finanziari sta risultando inadeguata.
E tanti piccoli investitori ne stanno pagando le conseguenze.

Parliamo della ironfx

La IronFX Global Limited è stata fondata nel 2010 a Cipro. Ha ottenuto l’autorizzazione da CySEC, da Financial Conduct Authority (FCA) e da ASIC.

Il suo capitale iniziale era di 2 milioni e 690.000 euro ma in pochissimo tempo è riuscita a coinvolgere più di 400.000 clienti in Europa ma anche in Asia.
In Italia si contano attualmente duemila clienti. Ha acquisito notorietà nel 2014 grazie alla sponsorizzazione del F.C. Barcellona.
Peccato che il club spagnolo abbia rescisso il contratto nello scorso mese di agosto, nonostante il triennale sarebbe scaduto nel marzo 2017.

In base alla direttiva europea sugli strumenti finanziari (MIFID), qualsiasi società avente sede in uno stato comunitario è autorizzata ad operare in tutta Europa e come tutte le società di brokeraggio ha l’obbligo di tenere i fondi dei clienti separati dai propri.

Le indagini dei truffati

A cadere nella rete dell’IronFX sono stati trader provenienti da Italia, Romania, Polonia, Turchia, Ungheria ed estremo oriente.
Un gruppo di loro ha chiesto ed ottenuto, dal registro delle imprese di Cipro, una copia del bilancio dell’azienda del 2014. Dal documento risulta come ci fosse un forte disavanzo tra i soldi investiti dai clienti e quelli in possesso della società. Poiché l’importo dell’allettante bonus fornito dalla società era pari al 40% ma poteva arrivare al 100% del deposito, per chi apriva un conto, e poiché nel 2014 risultavano concessi bonus di 642 milioni, l’importo versato dai clienti dev’essere stato compreso fra 642 milioni e 1,6 miliardi di dollari, dai quali vanno sottratti 180 milioni di dollari, indicati come profitto.
Ulteriori 128 milioni avrebbero dovuto essere nella disponibilità della società in quanto destinati ai clienti a cui non viene concesso il prelievo dei fondi perché sotto indagine.
Di fatto anche loro avranno versato tra i 128 ed i 320 milioni di dollari. Grandi profitti ma poca liquidità.
Il dato indicherebbe il configurarsi del reato di appropriazione indebita da parte della società.
La beffa è che la società ha giustificato il mancato pagamento addebitandone la responsabilità agli stessi clienti, e rispondendo a molti trader che richiedevano di effettuare il prelievo, che lo stesso era negato ed il conto bloccato perché erano state effettuate operazioni di trading irregolari.
Stranamente tutti i trader hanno ricevuto la stessa comunicazione in cui non c’era nessuna indicazione specifica delle operazioni di trading irregolari.

Qualcosa si è inceppato

Lo scandalo IronFX appare come il fallimento del Regolamento Europeo.
Le autorità di vigilanza europee, forti della direttiva MiFID, hanno rifiutato di addossarsi la competenza in materia.
La stessa Consob non ha risposto agli appelli degli italiani coinvolti rimettendo tutte le responsabilità amministrative, civili e penali alle autorità di Cipro.
Attribuire tale esclusiva competenza al solo territorio in cui si trova la società si è rivelato essere un grosso limite della legislazione in materia.
Questo vuoto normativo sta permettendo alla IronFX di trattenere il denaro dei suoi clienti contando sulla più totale impunità.

Cosa si può fare?

L’unico modo per cercare di riavere i propri soldi è rivolgersi ad un buon avvocato che chiederà ad IronFx l’immediata restituzione di quanto presente sul conto.
I nostri avvocati, esperti in materia, sono in grado di rappresentare chiunque abbia avuto a che fare con la IronFx.
Potrete contattarli compilando il modulo di richiesta qui o scrivere loro via e-mail all’indirizzo [email protected]

Alla IronFx il prelievo è proibito ultima modifica: 2016-12-21T12:27:01+00:00 da Calogero Boccadutri

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